
Una che non ha nessuna risposta.
Però faccio tante domande; andrà bene lo stesso?






Quand'ero piccola ed abitavo in una città di fabbriche e cantieri il Primo Maggio era una grande festa. Si stava a casa da scuola e si guardava la sfilata dal balcone, un po' come a carnevale. C'erano tanti uomini vestiti di blu con striscioni e bandiere rosse, tamburi e fischietti. Io li salutavo e loro salutavano me. Altri erano vestiti di marrone o di verde, ma meno. Agli angoli delle strade, invece, c'erano dei signori con l'abito buono che distribuivano garofani rossi da mettere all'occhiello. Allora mia nonna mi mandava giù, a farmi dare qualche garofano e poi lo metteva in un vasetto davanti alla statuetta della Madonna che teneva sul comò.
Sarà stata contenta, la Madonna?
Nella mia città non fanno più la sfilata per il Primo Maggio. Molte fabbriche non ci sono più ed in quelle che ci sono ancora lavorano gli interinali, i trasfertisti, gli immigrati e le ditte in sub-appalto.
E quelli non fanno festa, perché non hanno molto da festeggiare.
...il pronome personale femminile di terza persona è LE e non GLI.
Da qualche giorno mancavano all'appello le mie chiavi di casa. Siccome non è la prima volta che succede, non mi sono particolarmente allarmata. Siccome una cosa più la cerchi e meno probabilità hai di trovarla, ho semplicemente aspettato che saltassero fuori da sole.
Sembra che la vicina sterminatrice di narcisi abbia deciso di affittare la casa. Abbiamo intravisto una coppia di giovani.
Di solito mi succede dopo Natale. O dopo il mio compleanno, che, per fortuna, cade in estate. Due occasioni nelle quali tutti quelli che mi conoscono mi regalano libri. Ed è anche interessante, perchè generalmente sono libri che io non avrei comperato ed invece mi sono piaciuti. Come L'elenco telefonico di Atlantide, che mi ha regalato Pino.
Io sono una maniaca delle ottimizzazioni.
ed ho acceso la radio. Oggi volevo scrivere d'altro. Ad esempio di questa novità, che trovo molto interessante. Oppure dei nuovi vicini, della TAV o del fatto che fra pochi giorni dovrò ritornare al lavoro, proprio quando l'Uomo dei treni sarà lontano per tutto il mese.
Cosa direste a vostro marito/compagno se stamattina di buon'ora avesse deciso di tagliarsi i capelli nel lavandino?
Voi cosa direste a vostro marito/compagno se vi facesse fare 300 km di tornanti con vostra figlia di 4 mesi ed un altro povero malcapitato per andare teoricamente a fare una passeggiata fino ad un villaggio minerario abbandonato e:
In attesa che ci consegnino il nuovo divano candido che abbiamo ordinato, prendiamo in considerazione la drammatica situazione divani di casa.
Qui ci sono sempre un sacco di cose interessanti. Fanno talmente riflettere che mi viene da scriverci fiumi di parole, ma siccome il blog non è mio, ne ho dovuto aprire uno appositamente. Ci ho trovato anche questo test su un argomento che mi sta particolarmente a cuore: la comunicazione.
Una delle cose che ho scoperto con la maternità non è il meraviglioso legame che lega una mamma al suo bambino, ma a che ora va a lavorare l'Uomo dei treni.
Quando abbiamo comperato la casa, il nostro era un grande cortile indiviso. In realtà, era attraversato da invisibili confini di proprietà, ma se non il nostro piede, il nostro occhio ed il nostro gatto potevano spaziare in lungo ed in largo.
...che dovrei fare invece di stare qui (non in ordine di priorità):