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domenica, 30 aprile 2006
postato da: momatwork alle ore 23:00 | Link | commenti
categoria:aggiornare il blog

Quand'ero piccola ed abitavo in una città di fabbriche e cantieri il Primo Maggio era una grande festa. Si stava a casa da scuola e si guardava la sfilata dal balcone, un po' come a carnevale. C'erano tanti uomini vestiti di blu con striscioni e bandiere rosse, tamburi e fischietti. Io li salutavo e loro salutavano me. Altri erano vestiti di marrone o di verde, ma meno. Agli angoli delle strade, invece, c'erano dei signori con l'abito buono che distribuivano garofani rossi da mettere all'occhiello. Allora mia nonna mi mandava giù, a farmi dare qualche garofano e poi lo metteva in un vasetto davanti alla statuetta della Madonna che teneva sul comò.
Sarà stata contenta, la Madonna?

Nella mia città non fanno più la sfilata per il Primo Maggio. Molte fabbriche non ci sono più ed in quelle che ci sono ancora lavorano gli interinali, i trasfertisti, gli immigrati e le ditte in sub-appalto.
E quelli non fanno festa, perché non hanno molto da festeggiare.

postato da: momatwork alle ore 16:02 | Link | commenti
categoria:andare a votare
...il pronome personale femminile di terza persona è LE e non GLI.
Perciò, quando leggo (pag. 15): "[...] c'è lui sulla tazza in cui bevi il latte al mattino e sempre lui pende plastificato dal portachiavi della mamma, quello che GLI hai regalato tu." mi vengono i brividi.
Lo so che ci sono alcuni personaggi che sostengono che la lingua sta cambiando e che l'uso sempre più diffuso di "a me mi" o la scomparsa del congiuntivo non sono che la sua naturale evoluzione, ma a me dà fastidio.
E mi fa venire il dubbio che sia l'autore ad aver visto troppa televisione.
postato da: momatwork alle ore 15:44 | Link | commenti (1)
categoria:non guardare la tv, scrivere la recensione, passare in libreria
Da qualche giorno mancavano all'appello le mie chiavi di casa. Siccome non è la prima volta che succede, non mi sono particolarmente allarmata. Siccome una cosa più la cerchi e meno probabilità hai di trovarla, ho semplicemente aspettato che saltassero fuori da sole.
Siccome erano su uno scaffale così alto che nemmeno ci arrivo, non sono stata io a "perderle".
postato da: momatwork alle ore 15:28 | Link | commenti
categoria:cercare quello che ho perso
sabato, 29 aprile 2006
Sembra che la vicina sterminatrice di narcisi abbia deciso di affittare la casa. Abbiamo intravisto una coppia di giovani.
Speriamo bene.
postato da: momatwork alle ore 16:17 | Link | commenti
categoria:sistemare il giardino
Di solito mi succede dopo Natale. O dopo il mio compleanno, che, per fortuna, cade in estate. Due occasioni nelle quali tutti quelli che mi conoscono mi regalano libri. Ed è anche interessante, perchè generalmente sono libri che io non avrei comperato ed invece mi sono piaciuti. Come L'elenco telefonico di Atlantide, che mi ha regalato Pino.
Insomma, se non smetto di cercare questo libro, comprandone in ogni libreria uno diverso e non me lo faccio comperare dalla spacciatrice ufficiale di Gonzales, la pila di libri da leggere diverrà così alta che finirà per insospettire l'Uomo dei treni.
postato da: momatwork alle ore 16:09 | Link | commenti (1)
categoria:passare in libreria
Io sono una maniaca delle ottimizzazioni.
Le mie ottimizzazioni solitamente prevedono l'uso di trasporti misti, lo scambio di mazzi di chiavi, la sincronizzazione degli orologi, il lasciare una delle due macchine da qualche parte, lo scroccare un pasto e qualche volta anche una doccia.
Le mie ottimizzazioni solitamente si concludono in tragedia. I treni sono in ritardo, i mazzi di chiavi vengono persi, l'orologio dimenticato a casa. Bisogna fare una deviazione di 100 km per recuperare l'altra macchina, saltando il pranzo e puzzando pure un po'.

L'ottimizzazione odierna prevedeva:
1) l'Uomo dei treni accompagna me e la Minica in piscina con la mia macchina;
2) mentre noi siamo in piscina, lui lava la mia macchina;
3) ci viene a riprendere ed andiamo a fare la spesa in un supermercato con un piccolo centro commerciale;
4) lui fa la spesa con la Minica, mentre io mi taglio i capelli al centro commerciale;
5) torniamo a casa felici e contenti, facendo una piccola deviazione per recuperare la sua macchina che abbiamo lasciato alla vicina stazione ferroviaria durante l'ottimizzazione di ieri.

Invece piove.

Potremmo ottimizzare così:
1) l'Uomo dei treni accompagna me e la Minica in piscina con la mia macchina;
2) mentre noi siamo in piscina, lui va a fare la spesa in un supermercato qualsiasi;
3) ci viene a riprendere e torniamo a casa felici e contenti, facendo una piccola deviazione per recuperare la sua macchina che abbiamo lasciato alla vicina stazione ferroviaria durante l'ottimizzazione di ieri.

oppure:
1) io e la Minica andiamo in piscina con la mia macchina, facendo una piccola deviazione per accompagnare l'Uomo dei treni a recuperare la sua macchina che abbiamo lasciato alla vicina stazione ferroviaria durante l'ottimizzazione di ieri;
2) ognuno torna a casa con i modi e i tempi che preferisce;
3) facciamo la spesa tutti insieme in un supermercato vicino a casa.

Oppure:
1) l'Uomo dei treni accompagna me e la Minica in piscina con la mia macchina;
2) mentre noi siamo in piscina, lui va a tagliarsi i capelli per conto mio...
no non ci siamo...
2) mentre noi siamo in piscina, lui torna a casa felice e contento, per poi ricordarsi di averci dimenticato...
no, nemmeno...
2) mentre noi siamo in piscina, lui va a a recuperare la sua macchina che abbiamo lasciato alla vicina stazione ferroviaria durante l'ottimizzazione di ieri, per accorgersi che non può guidare due macchine contemporaneamente...

Come sempre, finirà in tragedia...
postato da: momatwork alle ore 08:34 | Link | commenti
categoria:andare in piscina, fare benzina, fare la spesa, darsi una sistemata
giovedì, 27 aprile 2006
ed ho acceso la radio. Oggi volevo scrivere d'altro. Ad esempio di questa novità, che trovo molto interessante. Oppure dei nuovi vicini, della TAV o del fatto che fra pochi giorni dovrò ritornare al lavoro, proprio quando l'Uomo dei treni sarà lontano per tutto il mese.
Quando succedono case come queste, di solito vado qui. Oppure qui. Leggo, e penso non ci sia molto da aggiungere.
Oggi, però, non ne hanno scritto ancora nulla. Ed io riesco solo a chiedermi: e adesso, cosa succederà?
La sinistra manterrà le sue promesse elettorali e ritirerà il contingente italiano dall'Iraq o si sentirà ricattata o tacciata di codardia e non lo farà?
E da queste guerre (Afghanistan, Iraq, prossimamente anche Iran?) come se ne uscirà?
Ed alle altre minacce attuali o paventate, come si potrà far fronte? E la Cina? E l'India? E la camorra? L'inquinamento, la crisi energetica, la fame nel mondo? L' AIDS? L'aviaria, ve la ricordate l'aviaria?

E questa qui? Che razza di mondo sto lasciando a questa qui?

26_04_06_2
lunedì, 24 aprile 2006

Cosa direste a vostro marito/compagno se stamattina di buon'ora avesse deciso di tagliarsi i capelli nel lavandino?

 



24_04_06_2
postato da: momatwork alle ore 09:01 | Link | commenti (1)
categoria:lavare il bagno, darsi una sistemata
domenica, 23 aprile 2006
Voi cosa direste a vostro marito/compagno se vi facesse fare 300 km di tornanti con vostra figlia di 4 mesi ed un altro povero malcapitato per andare teoricamente a fare una passeggiata fino ad un villaggio minerario abbandonato e:
- brontolasse quando gli chiedevate di accendere un po' d'aria condizionata per non lessare la bambinetta o esporla sudata al tunnel del vento, dicendo che la macchina consuma di più;
- il villaggio non fosse stato affatto abbandonato, ma abitato da brutti ceffi che guardavano male voi e la vostra macchina, ancorchè scassata;
- ci si arrivasse appunto in macchina e non ci fosse nessuna passeggiata, financo brutta, che partisse da lì;
- l'originaria architettura (che forse avrebbe potuto essere interessante) fosse stata stravolta da un gran dispiego di onduline verdi, mattoni forati a vista ed eternit;
- per rimediare vi portasse a passeggiare sul lungomare di un'elegante località turistica della riviera dove dovete farvi largo tra le modelle ed avete i pantaloni stracciati, le scarpe da ginnastica e la coda di cavallo;
- con questo aveste consumato il bonus-uscita per questo trimestre.
postato da: momatwork alle ore 08:47 | Link | commenti
categoria:fare benzina, scaricare le foto, fare un giro, abbracciare la minica
sabato, 22 aprile 2006
In attesa che ci consegnino il nuovo divano candido che abbiamo ordinato, prendiamo in considerazione la drammatica situazione divani di casa.
Considerando che quando ci siamo venuti ad abitare dormivamo con il materasso sul pavimento, cucinavamo con il microonde o con un fornellino elettrico che era appartenuto a mia nonna ed avevamo degli scatoloni come armadi (situazione, quest'ultima, ancora non del tutto risolta...), consideravamo il divano un genere voluttuario di cui si poteva procrastinare indefinitamente l'acquisto.
Poi abbiamo realizzato che esistono i divani-letto e che potevamo prendere due piccioni con una fava.
Abbiamo comperato un divano letto IKEA in attesa di poter comperare due di queste, ma, siccome costano un sacco di soldi non le compreremo mai non le abbiamo ancora comprate.
Un giorno il capo dell'Uomo dei treni, indicando una sedia dell'ufficio che, appunto come tutte le sedie di tutti gli uffici, o è rossa o è nera o è di quel colore, gli fa:
C:"Ti piace questo colore?"
U.d.t.:"Uhmmm... sì"
C.:"E ti piacerebbe un divano di questo colore?"
U.d.t.:"Uhmmm, uhmmm... sì"
C.:"E ti piacerebbero due divani di questo colore?"
U.d.t.:"Uhmmm, uhmmm, uhmmm... sì"
C.:"Bene, perchè ci sarebbe una mia vicina che sta buttando via due divani di questo colore e le ho già detto che conosco uno che li viene a prendere con un furgone. Tu riesci a procurarti un furgone?"
U.d.t.:"Uhmmm?"

Così, l'Uomo dei treni ed un amico recalcitrante, con un furgone scalcagnato preso in prestito da un altro amico recalcitrante, un bel sabato di primavera si sono sciroppati 100 km per andare a prendere due divani di questo colore che una signora sconosciuta stava buttando via.
S."Siete voi quelli della ditta?"
U.d.t.:"Uhmmm?"
S."Sì, non siete qui per portar via i divani?"
U.d.t.:"Uhmmm...sì"
S."Sa, perché io in realtà avrei voluto venderli, i divani, ma poi il signor D. mi ha detto:'ma cosa vuol venderli, chi vuole che glieli compri... anzi, le toccherà pagare per farseli portar via... ma se vuole, io conosco una ditta che gieli porta via gratis!' "

Morale della favola:

22_04_06_2
postato da: momatwork alle ore 09:27 | Link | commenti (1)
categoria:comprare mobili nuovi
venerdì, 21 aprile 2006
Qui ci sono sempre un sacco di cose interessanti. Fanno talmente riflettere che mi viene da scriverci fiumi di parole, ma siccome il blog non è mio, ne ho dovuto aprire uno appositamente. Ci ho trovato anche questo test su un argomento che mi sta particolarmente a cuore: la comunicazione.
Cosa direi ad uno che mi sporca un divano nuovo di succo di frutta? Dipende.
Dipende da chi è, adulto o bambino, amico o semi-sconosciuto, giovane o vecchio. Forse questo caso non è proprio quello che più mi si attaglia, perché io mi impunto più sulle cose immateriali che su quelle materiali, ma facciamo finta che a questo divano io ci tenga particolarmente.
Se fosse un adulto, amico o familiare, probabilmente gli direi: "Attento! il bicchiere è sporco! Aspetta, ti porto una salvietta...": Se fosse un bambino grandicello, non mio, probabilmente gli direi la stessa cosa. Se fosse un po' più piccolo, ma sempre in grado di capirmi, gli suggerirei di appoggiare il bicchiere da un'altra parte, ad esempio sul tavolino (cosa che non farei con un adulto). Se il bambino fosse il mio (siamo ancora a livello di ipotesi, perché la Minica ha solo quattro mesi e mezzo) non credo che mi comporterei diversamente, a meno che sul divano vecchio non ci siano state numerose chiazze di succo, "tanto è vecchio e lo dobbiamo cambiare". In questo caso, mentre il divano incellophanato attraversa il soggiorno, si potrebbe dire: "Hai visto che bel divano nuovo? Però adesso non si può più salire sul divano con le mani sporche di terra / erba / cioccolato e non si mangia o beve nulla sul divano, altrimenti diventa brutto come quello vecchio." Questo, naturalmente varrebbe anche per gli adulti, eventualmente con l'eccezione del te con pasticcini quando viene zia Clotilde. In queste occasioni importanti si potrebbe ribadire:  "Le uova le apriamo in salotto perché oggi è Pasqua e c'è zia Clotilde, ma dobbiamo stare attenti a non sporcare il divano nuovo."

Le circostanze sono importanti anche se il danno fosse già stato fatto. Ad un adulto semi-sconosciuto o a qualcuno che non vorrei offendere direi: "Ma no, cosa vuole/vuoi che sia... un po' d'acqua e va via tutto..." anche se so che non è vero. Ed appena se ne va, partono gli improperi!
Ora che ci penso un'amica che si era offerta di aiutarmi durante una cena ha affettato il pane usando il piano in legno della cucina come tagliere. Che le ho detto quando me ne sono accorta? Nulla, ho fatto finta di non aver visto e la volta successiva le ho detto con noncuranza: "Ecco, qui c'è il coltello e qui il tagliere..." Certo, se mi avesse risposto: "Ma no, si taglia benissimo sul piano..."
Con un adulto "intimo" forse mi arrabbierei, a meno che non sia un palese incidente di cui si mostri molto dispiaciuto.
Mi verrebbe da trattare un bambino estraneo come un adulto semi-sconosciuto con piccole variazioni: addirittura mi verrebbe da consolarlo se si disperasse o se la madre lo sgridasse eccessivamente, ma ripeto, non sono particolarmente affezionata alle cose materiali e di una cosa simile incolperei soprattutto me stessa, per aver dato un bicchiere di succo di mirtillo al duenne Luigino. Se fosse uno di quei bambini che vorremmo chiamare pestiferi, ma non lo facciamo per non incorrere nelle sue ire, accompagnato da una madre che se ne frega, ebbene, ammesso che simili personaggi mai varchino la mia soglia, penso che un po' mi arrabbierei. Con la madre.
Lo so che non si devono criticare le altre mamme per come educano i loro figli, soprattutto davanti ai figli stessi e di solito riesco a trattenermi. Non sempre però.
Se fosse mio figlio? Mi arrabbierei. Con me stessa per essere stata disattenta, con lui se fosse già successo più di una volta. Se fosse la prima... più con me.

E se il bambino fosse troppo piccolo per capire di star facendo/aver fatto qualcosa di male? E se il vostro bambino lo facesse in casa d'altri?
postato da: momatwork alle ore 09:51 | Link | commenti
categoria:comprare mobili nuovi, abbracciare la minica
giovedì, 20 aprile 2006
Una delle cose che ho scoperto con la maternità non è il meraviglioso legame che lega una mamma al suo bambino, ma a che ora va a lavorare l'Uomo dei treni.
Lui ha l'orario flessibile. Molto flessibile.
Quando abitavamo da un'altra parte ed uscivo alle 6.45  per prendere il treno, lui brontolava per la sveglia che suonava ad ore antelucane, ma restava beatamente a letto.
Anche quando abbiamo cambiato casa ed alla stazione ci andavo in macchina, partendo alle 7.15, lui era ancora a letto. E brontolava.
Poi ho cambiato lavoro ed anch'io avrei potuto alzarmi un po' più tardi, ma a qualsiasi punto della mia routine mattutina volessi fare la doccia, c'era già dentro lui. Oppure ci stava per entrare ed in virtù di non so che contratto, aveva la priorità. Così finivo per fare troppo tardi ed ho continuato ad alzarmi presto.
Al terzo cambio di lavoro e di sede ho risolto il problema. Questa volta ci andavo in macchina con un paio di colleghi e quando uscivo di casa, alle 7.30,  era ancora imbozzolato e brontolante nelle coperte.
Un anno fa ho cambiato di nuovo lavoro e colleghi. La sede è la stessa, ma uno deve portare i bambini a scuola e si parte verso le 8.10. A quell'ora l'Uomo dei treni di solito si aggira in cucina con una scodella in mano e l'aria assonnata. Oppure si sta facendo (gia? ancora?) la doccia.  Per ore. Lui sta sotto la doccia per delle ore e poi brontola per i consumi di gas.
Però gli voglio tanto bene perchè alla fine della gravidanza si alzava, brontolando, a farmi il caffè senza il quale non sarei mai riuscita ad alzarmi. E lui 76 kg non sarebbe riuscito a tirarli su.

Restando a casa ho capito. Anche lui ha una sua routine quotidiana fatta di sveglia - levata - colazione - doccia - vestizione - uscita, ma tra una fase e l'altra si possono fare delle pause di lunghezza variabile oppure inserirci delle ulteriori attività (diverse dallo stirare frettolosamente una camicia o stendere il bucato rimasto nella lavatrice dalla sera prima...). Ad esempio si può decidere di ignorare la sveglia e dormire ancora mezz'ora, oppure si può sfogliare una rivista in accappatoio gocciolando in giro, oppure fare dei piccoli lavori di bricolage - falegnameria - giardinaggio. Questi ultimi, naturalmente con i pantaloni puliti, il giubbotto buono e le scarpe nuove. Che poi inspegabilmente si macchiano, si strappano o si rovinano, ma non si sa perchè.

Poi saluta, fa un giro di bacini ed esce. Per la prima volta. Dopo un po'  torna,  raccatta qualcosa che si era dimenticato, altro giro di bacini e se ne va. Dopo un po' lo si sente rimestare di sotto, brontolando. Saluta senza salire e se ne va. Dopo un altro po', guardando in giardino, lo di vede spostare della legna o chiacchierare coi Vicini (quel giorno in ferie).

Quando non lo si vede e non lo si sente per una buona mezz'ora si può ragionevolmente ritenere che sia andato a lavorare. Ma non è detto.
postato da: momatwork alle ore 08:06 | Link | commenti (1)
categoria:andare a lavorare, rifare il letto
martedì, 18 aprile 2006
Quando abbiamo comperato la casa, il nostro era un grande cortile indiviso. In realtà, era attraversato da invisibili confini di proprietà, ma se non il nostro piede, il nostro occhio ed il nostro gatto potevano spaziare in lungo ed in largo.
Poi, i Vicini hanno innalzato un primo recinto. Ufficialmente doveva servire a limitare le scorazzate del loro cane, ma il cane era troppo grande, il recinto troppo piccolo, e così il cane è rimasto dov'era. E pure il recinto.
Il secondo lo abbiamo fatto noi, ufficialmente perché ci erano avanzate un mucchio di pietre di cui non sapevamo che fare. Siccome le pietre erano tante, ci abbiamo fatto pure un'aiuola dove dovevamo piantare un albero. Poi l'aiuola era troppo vicina al limite della proprietà ed avremmo potuto piantarci solo un albero piccolo, ma noi volevamo un albero grande e così non abbiamo piantato niente.
Infine gli altri vicini hanno estirpato un'aiuola fiorita e ci hanno costruito sopra un terzo muro, su un pezzo di terreno contestato motivo di litigi tra loro ed i Vicini (noi siamo neutrali, come la Svizzera).
Un paio di giorni fa ho fotografato un gruppo di narcisi che, incuranti dei muri e dei litigi, hanno fatto capolino di qua e di là dal muro ed avevo pensato di scrivere un post sulla loro imparzialità e perseveranza
Ieri la mia vicina giardiniera li ha estirpati fino ai bulbi.
Ho fatto appena in tempo a fare la foto.
postato da: momatwork alle ore 16:02 | Link | commenti
categoria:sistemare il giardino, scaricare le foto
sabato, 15 aprile 2006
...che dovrei fare invece di stare qui (non in ordine di priorità):
1) Mettere a posto la casa in maniera approfondita perché fra 20 giorni devo tornare a lavorare;
2) Finire di scrivere una cosa che credevo di riuscire a finire prima di Natale. Del 2004, però;
3) Incominciare a scrivere la Tesi di Dottorato;
4) Andare ad asciugarmi i capelli, altrimenti non mi passerà mai il raffreddore;
5) Andare a fare la spesa, perché lunedì qui ci saranno una trentina di persone affamate;
6) Lavare i vetri, se voglio ancora guardare fuori dalla finestra;
7) Restituire alla mia vicina di casa i vestiti taglia 1-3 mesi che mi ha prestato, perché li deve prestare ad un'altra persona;
Continua...
Che faccio? Vado?
postato da: momatwork alle ore 08:00 | Link | commenti
categoria:aggiornare il blog
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