
Una che non ha nessuna risposta.
Però faccio tante domande; andrà bene lo stesso?






La casa dei miei genitori era un appartamento “tradizionale”: zona giorno, zona notte, grande soggiorno, piccola cucina, tre camere (una grande per mamma e papà, una piccola per noi ed una piccola per la nonna), doppi servizi (uno grande “di rappresentanza”, uno piccolo “di servizio”).
- non abbiamo ancora trovato un armadio che ci soddisfi e quindi questi due armadi sono ancora pieni della nostra roba. Prima che cominci
a camminare devono almeno diventare così:
- non so dove mettere la roba contenuta in sei cassetti di questa credenza, che sarebbe un pezzo di una cucina, ma a me piaceva tanto e l’ho comperata anche se non sapevo bene che farmene. Adesso è il fasciatoio e guardaroba della Minica. Poi si vedrà;

...e mercoledì viene a cena la suocera (dalla scorsa settimana abbiamo inaugurato questa variante).
Stamattina il Gatto si è messo emblematicamente davanti alla sua ciotola mezza piena (o mezza vuota, che dir si voglia) e mi ha guardato da sotto in su. come a dire: “Non penserai mica di andartene via tutto il giorno e di lasciarmi con così poche crocchette?”
Quello che mi piace e mi turba nell’ecomamma è che ogni sua parola sembra pesata col bilancino (vuol essere un complimento), mentre io avrei così tante cose da dire da non sapere da che parte cominciare. In più, ora che ho ricominciato a lavorare, non ho più molto tempo da dedicare ad attività che non siano coccolare la mia famiglia, perciò ho deciso che questo spinoso argomento lo affronterò a tappe.
Oggi volevamo andare al mare, invece piove.
Oggi per la prima volta la Minica ha fatto una vera risata.
Oggi sono arrivata a casa e c'era una puzza tremenda.
Oggi sono stata ad una fiera di prodotti bio-ecologici dove c'era proprio quel genere di accozzaglia che non mi piace, però ci sono andata lo stesso.
C'era un po' di tutto, dai suonatori di bonghi alle bandiere della pace, dall'artigianato improbabile alle conferenze estemporanee (e deserte) sul risparmio energetico e lo sviluppo sostenibile.
Questo non mi ha impedito di comperare dei formaggetti da agricoltura biodinamica (non che sia molto presa dall'agricoltura biodinamica, ma erano buoni) ed un cuscino da allattamento.
Quello che ho, infatti è della mia vicina che, presumo, lo vorrà presto indietro.
Già che c'ero, ho preso anche un cuscinetto di semi di miglio che, sembra, pare, serva per le emicranie. Mah, tanto ormai le ho provate tutte, proviamo anche il miglio....
Comunque alla tedesca che vendeva cuscinetti gli affari devono andare piuttosto bene (e ti credo: ho speso 47 euro!) se mi ha fatto aspettare un sacco facendosi i fatti suoi, prima di darmi bada.
Ed avevo addirittura il portafoglio in mano!
Poi siccome i due cuscini che aveva in esposizione non mi piacevano (erano molto belli, in realtà, ma la stoffa era troppo sottile), ma ne aveva un altro in cotone spesso in macchina (me lo ha detto lei, non me lo sono inventata io...) e le ho chiesto se me lo poteva mostrare, mi fa: "Eh, ma lo devo andare a prendere..."
Eh, beh...
Avremo una nuova vicina. Non questa, ma una sorellina per il Bambino, legittimo proprietario del guardaroba della Minica, quello che ci spara dal balcone. O, meglio, non si sa ancora se sarà un maschio o una femmina, ma la Vicina spera sia femmina.
L’uomo dei treni è partito. Torna lunedì.
Da quando c’è la Minica, mi sento meno sola, quando lui non c’è. Però ho letto questo post e mi è venuto da piangere. Perché presto anche lei sarà triste quando l’Uomo dei treni se ne va.
Tutto sommato, mi sto organizzando abbastanza bene con i bicchierini Avent: la Minica beve latte fresco quasi ogni giorno ed io non ho l’incubo del tiralatte perché c’è una ricca scorta.
Poi ho scoperto che devo “comunque” fare la pausa pranzo di almeno mezz’ora altrimenti il “sistema” non accetta le mie timbrature. La legge prevede che io possa fare anche sei ore filate, il “sistema”, no.
E chi ha ragione? Naturalmente il “sistema”.
Oppure le donnine del personale sono troppo inette per “forzare il sistema”.
Vabbe’, non è un dramma: vuol dire che invece di un panino veloce pranzo con la mia santa calma e poi vado in bagno a tirarmi il latte. Tanto, quando sei in bagno, Dio ti vede, ma il “sistema” no.
Da quando è nata la Minica, il mercoledì DOBBIAMO andare a cena da mia suocera. Con qualunque condizione metereologica (neve compresa). Anche se sono stanca e preferirei andare a dormire. Anche se l'Uomo dei treni l'indomani parte e deve alzarsi presto.
Ieri, sono stata ad un incontro della Leche League. Era un incontro un po' particolare perchè era rivolto alle mamme dei bambini già grandi (loro li chiamano "toddlers", ma devo dire che a me dà un po' fastidio questo ricorrere a termini e frasi fatte... ) che ancora allattano (oppure alle aspiranti allattatrici di "toddler". Colgo infatti l'occasione per ricordare che i termini stranieri sono generalmente indeclinabili).
Premetto che il mio obiettivo minimo è di allattare in maniera esclusiva fino ad (almeno) sei mesi (circa) ed in maniera saltuaria (sporadica? estemporanea?) fino al raggiungimento dell'età a cui si può passare al latte vaccino senza troppi patemi. Naturalmente tutto ciò che viene in più è bene accetto.
Riconosco inoltre il grande valore consolatorio, affettivo, nonchè soporifero della tetta, pertanto propendo per uno svezzamento naturale, quando la Minica (non) ne avrà (più) voglia.
Premetto anche che una mia ex-collega, incontrata di recente, mi ha raccontato che ad un simile incontro l'avevano fatta passare per quella snaturata che inneggiava allo svezzamento precoce, mentre è moderatamente sicura che nessuna delle altre abbia poi allattato, come lei, fino a 4 anni e 7 mesi. Suo figlio per andare a ciucciare scendeva dalla bicicletta.
Ora non vorrei sollevare lo stesso polverone di questo post e di quello successivo(o forse sì, chissà...), dove tra l'altro avevo commentato pressappoco così:
Secondo me la questione è mal posta. Sembra che allattare al seno secondo le raccomandazioni OMS sia una scelta un po' alternativa. Non dovrebbe esserlo, non più di quanto lo sia far dormire i bambini in posizione supina. Avranno fatto pure a voi una testa tanta su come mettere a dormire il vostro bambino, vero? Eppure esiste in commercio un libro (Il nuovo bambino, di Marcello Bernardi - il link è un po' così, ma non ne ho trovato uno migliore...) dove la posizione prona viene raccomandata. Certo, il libro è degli anni settanta, l'autore e morto e non può nemmeno ravvedersi, ma la copertina nuova potrebbe trarre in inganno. Se vi interessa, potete trovarci anche utili informazioni per svezzare a partire dai tre mesi, pianificare le poppate ad orario o introdurre progressivamente il latte in polvere.
Ma, ci si possono trovare anche osservazioni interessanti. Ad esempio una frase come questa "Non credere a chi ti comanda, a chi ti punisce, a chi ti ammaestra, a chi ti insulta, a chi ti deride, a chi ti lusinga, a chi ti inganna, a chi ti disprezza. Essi non sanno che tu sei ancora un uomo libero" starebbe bene in bocca anche al gettonatissimo Gonzales.
Tra l'altro io lo consulto spesso (edizione 1978), un po' perchè ci sono affezionata, un po' perchè nei libri che apparentemente non condivido ho già trovato un sacco di spunti.
Tornando all'allattamento, non vorrei addentrarmi in casi particolarissimi di allergie al latte materno, dotti lattiferi ciechi, grandi prematuri, palatoschisi, ecc., ma proporvi una frase che ho letto da qualche parte ed a me piace molto: "Allattare al seno forse non è la scelta migliore per ogni mamma, ma è sicuramente la scelta migliore per ogni bambino". Proprio come dormire supini. Ma a dormire supini che ci vuole? Invece allattare è una faccenda un po' più complicata e molte madri di neonati sani a termine ci rinunciano anzitempo. Eppure nessuna di loro metterebbe mai il bambino a dormire prono. Anch'io mi chiedevo fino a poco tempo fa a cosa servisse la LLL perchè ero stata sufficientemente fortunata da imbattermi casualmente in persone che sostenevano l'allattamento materno senza ostentazione. Il mio inizio è stato da manuale e mi veniva spontaneo chiedermi perchè difendere a spada tratta una scelta così sana, economica e comoda da essere ovvia. Però, la mia pupi è cresciuta poco (meno di tre kg dalla nascita, passando dal 75° percentile al 15° tabelle WHO ed è cominciata la processione di buoni consigli, soprattutto da parte delle nonne. Insospettabili si informano sull'introduzione delle pappe. Incrocio solo dei vitellini con le gambocce cicciosissime.Insomma, mi sento un po' sotto pressione e probabilmente non ce n'è motivo. Perciò, credo che le consulenti non servano a tormentare mamme che hanno ben altri problemi a cui pensare e nemmeno a blandire quelle che hanno bambini che mettono su 200g a settimana, ma ad aiutare chi si trova un po' in difficoltà."
Questo a ieri.
Ad un certo punto una mamma però ha detto di essersi commossa leggendo su uno dei libri in vendita la storia di una delle fondatrici: otto figli, tutti allattati a lungo, di cui due medici, due ingegneri, addirittura uno professore di geologia (oh mio dio, oh mio dio...) Insomma, calme: (l'ho detto anche lì e forse ho anche calcato un po' più la mano) allattare sarà anche una scelta salutare, ma da qui a vedere l'allattamento come il primo passo verso la carriera universitaria... Essere delle buone madri, cosa che tra l'altro non coincide necessariamente con la riuscita professionale dei figli, sarà ben qualcosina in più, no?
Con tutto questo casino, mi stavo dimenticando che l'altroieri alla Minica è spuntato il primo dente.
Diciamo che sono un'estremista moderata. O un'anarchica democratica. O un'alternativa conservatrice.
Non è di questo che volevo parlare, ma questo fa sì che io non sia mai d'accordo con nessuno. Soprattutto con quelli che dovrebbero teoricamente pensarla come me.
O, meglio, siccome di quello che penso io non gliene frega niente a nessuno, con quelli che io penso di pensarla come loro.
Mi sono spiegata?
Comunque si parte sempre da questo librino di cui ho già abbondantemente parlato qui. Ieri ho preso una copia di un giornale gratuito che si chiama Konrad e si autodefinisce "Il mensile del vivere naturale".
Sulla copertina di questo mese c'è il richiamo ad un articolo che si intitola "TV:la spina nel fianco" e che mi ha incuriosito. Ebbene, altro non è se non la recensione del suddetto librino.
Non si capisce se il recensore sia o meno d'accordo con quel che dice l'autore perché prima lo giudica "eccessivo", poi lo cita pari pari.
Ma non volevo parlare neanche di questo.
E poi sto leggendo questo libro che mi inquieta e mi deprime, tanto che per molto tempo non ho avuto il coraggio di affrontarlo e nemmeno adesso ho capito se leggerlo ha un senso oppure no.
Comunque il libro, almeno fino alla pagina dove sono arrivata io, racconta l'esperienza di questo giornalista che scopre di avere il cancro e si fa curare prima nel miglior centro di eccellenza degli Stati Uniti e poi vaga per l'Asia non alla ricerca di una cura alternativa, ma alla ricerca di altri modi di affrontare la vita, la malattia e la morte.
Il libro non l'ho ancora finito e quindi può darsi che nelle ultime pagine succeda qualcos'altro e cominci a piacermi o spiacermi non lo so. Credo di non rovinare il finale a nessuno se dico che alla fine Terzani muore. Muore per l'esattezza 18 giorni dopo mio padre, che non è andato nè negli Stati Uniti, nè in India, ma il cancro ce l'aveva pure lui.
Ma nemmeno di questo volevo parlare, o almeno non ancora.
I fatto è che sul giornale c'è anche un articolo sul pap test. Sull'inutilità del pap test, per l'esattezza. In estrema sintesi, si sostiene che il ricorso massiccio a questo test che, come tutti i test, non è infallibile induce, nel caso di falsi positivi, “[...] inutili apprensioni, magari dolorose e addirittura fonte di patologia, o perlomeno creare indubbiamente ansia, senza che vi sia una logica medica in senso proprio [...] Ricordo di aver assistito una giovane donna che in seguito a questo test, tra l’altro non particolarmente positivo, anzi solo “sospetto”, è entrata in una spirale patologica che l’ha portata ad un pesante aggravamento della sua salute psicofisica, fino a consentire ad un intervento demolitivo e, in conseguenza, avere una menopausa precoce. Non si può fare a meno di ricordare la teoria del Dr Hammer il quale afferma che nella genesi del tumore maligno vi è sempre alla base uno stato di paura e angoscia.[...] Cellule maligne vengono continuamente prodotte dal nostro organismo come risultato di prodotti tossici normalmente presenti nell’ambiente (es. detergenti, cosmetici, radiazioni, farmaci, ecc.), ma un Sistema Immunitario efficiente è in grado di distruggerle con tutta facilità.[...] La prevenzione andrebbe fatta con campagne positive, rivolte a coltivare uno stile di vita sano, fatto di attività fisica regolare e alimentazione semplice e di buona qualità. E nello stesso tempo rivolta a scoraggiare quei comportamenti malsani fatti di sedentarietà, abuso nel cibo e nei farmaci, assunzione abituale di sigarette, alcolici, caffè, dolciumi e magari riservare a queste ultime categorie di persone a rischio quei controlli periodici, previo consiglio e valutazione del medico curante.[...]."
Ora il dott. Murero ed il dott. Hammer saranno anche medici ed io no, posso concordare sull'alimentazione sana, le sigarette, ecc. ma se bastasse non fumare per avere la certezza di non ammalarsi mai di cancro, grazie tante, potrei dormire tra due guanciali. Tutti gli esami sono fonte di inquietudine, non solo il pap test, ma anche ogni ecografia ostetrica, ogni visita dal dentista, ogni prelievo di sangue.
Alcuni ti potrebbero solo far spendere un sacco di soldi, altri rovinarti la vita. In ogni caso non mi sembrano buoni motivi per non farli.
Ma nemmeno di questo volevo parlare.
Però, per favore, il cancro è un’altra cosa.
Tempo fa avevamo ordinato la legna per fare la ringhiera del ballatoio in previsione di una Minica deambulante. Doveva arrivare due settimane fa. È arrivata ieri.
Ieri i miei vicini hanno regalato al loro bambino di due anni e mezzo (quasi) una pistola giocattolo.
È tornato l'uomo dei treni.
Dopo otto ore pensavo mi esplodessero le tette.
...ovvero, come disicentivare l'allattamento al seno.
Poco fa, mentre stavo mangiando e la Minica era nel suo seggiolino appoggiato sul tavolo (cosa vietatissima da tutti i produttori di seggiolini), l'ho vista sollevare il busto in una posizione semi-seduta. Siccome è la prima volta che glielo vedo fare e forse è la prima volta in assoluto, vista la sua faccia buffissima tipo: "non so come ho fatto, però mi piace!" , siccome avevo sottomano la macchina fotografica (che può fungere anche da cinepresa, volendo) e siccome l'Uomo dei treni è lontano, ho pensato di immortalarla. E siccome la posizione, evidentemente, si confaceva, ho immortalato anche due sonore scorregge.
Ci sarebbero state mille di cose da dire sul rapporto tra i bambini e la televisione. Invece l'occasione è stata miseramente sprecata.