
Una che non ha nessuna risposta.
Però faccio tante domande; andrà bene lo stesso?






Io ODIO quelli che dopo la mezzanotte parlano di domani come se fosse oggi.
Ora, non è che dopo aver dovuto essere contenta di essere cogliona, mi tocca pure essere felice di fare schifo?
...che arriva qui digitando "donne con cacca e pipì nel pannolino foto".
Credo di aver deluso le loro aspettative.
La foto della cacca c'è, però nel vasetto.
Schema della tesi di dottorato: consegnata.
Siccome non mi piace predicare bene e razzolare male, mercoledì partiamo per le vacanze.
Evidentemente l'articolo sul Pap Test comparso nello scorso numero di Konrad non ha preoccupato solo me se, nel numero di questo mese è stata pubblicata la bellissima e circostanziata lettera di un giovane medico. Vale la pena di riproporla quasi integralmente.
(Se invece volete leggere anche le risposte, generiche e banali, del redattore dell'articolo Walter Pansini e del medico chiamato in causa dott. Murero, potere trovarle qui)
"[...] Sono un giovane medico, ma sono soprattutto una giovane donna di 29 anni e volevo esporle la mia esperienza e le mie riflessioni in merito al pap-test come screening. Io conduco una vita sana, non assumo farmaci o contraccettivi orali, non fumo, faccio attività fisica regolare e ho una dieta equilibrata. Ovviamente anche a me è arrivata a casa la lettera di invito per il pap-test ai miei 25 anni e ben felice di aderire allo screening mi sono presentata all'appuntamento. Questo non mi ha creato alcuna ansia, anche perchè per chi non fosse nel campo sanitario, i volantini spiegano molto bene in cosa consiste tale esame e cosa vuole dire prevenzione grazie anche ad una diagnosi precoce.
Successivamente sono stata richiamata per effettuare ulteriori indagini in quanto il risultato del pap-test deponeva per una marcata dispalsia delle cellule prelevate, mi è stato inviata una seconda lettera con il successivo appuntamento accompagnata da un numero verde da chiamare nel caso avessi dubbi, perlessità o qualsiasi domanda. Sono stata sottoposta a colpocitologia, biopsia e successivamente aconizzazione per il riscontro di un CIN 3, si tratta di una lesione precancerosa.
Prima di sottopormi all'intervento (in Day hospital e della durata di 20 minuti circa), una dott.ssa ginecologa molto brava ed esauriente (non sapendo assolutamente fossi medico) mi ha spiegato accuratamente di cosa si trattasse e che se avessero trovato un grado più lieve (CIN1 ma anche CIN2) non vi era una vera indicazione all'escissione in quanto tali lesioni spesso regrediscono spontaneamente e che comunque l'ultima decisione restava a me eventualmente anche dopo il colloquio con la mia ginecologa di fiducia. Mi sono sottoposta al piccolo intervento ben contenta di avere avuto la fortuna di aver aderito allo screening in tempo. Infatti, come capita la maggioranza delle
volte NON si avverte alcun sintomo e molto probabilmente avrei eseguito il pap-test a lesione più avanzata, quindi mi sarei dovuto sottoporre a un intervento più "demolitivo". Lo screening consiste nel chiamare le donne nell'età compresa tra i 25 e i 64 anni ogni 3 anni, ossia nell'età più a rischio, non credo quindi che si possa creare chissà quanta ansia ma che invece ci si senta rassicurate da uno screening, che come tanti altri, porta a una diagnosi precoce di una patologia oncologica.
Non credo che tutte le donne vadano dal ginecologo e che sappiano realmente quali sono le condizioni a rischio, senza contare che il vero e principale fattore di rischio per il carcinoma della cervice uterina è l'HPV, ossia papillomavirus, si trasmette sessualmente ma non solo; è molto diffuso nella opolazione, dopo prelievo citologico è possibile inoltre la tipizzazione e l'individuazione del tipo a rischio di induzione tumorale (ve ne sono 60 in tutto e 7 in grado di indurre trasformazioni displastiche delle cellule), la terapia migliore è l'escissionale.
Non so cos'altro potrei aggiungere, forse potrei sottolineare che non è assolutamente vero che si tratta di una "ricerca a caso", dal momento che vengono chiamate allo screening le donne nella fascia di età dimostratasi più a rischio, che vi sono donne che alla mia età non sono ancora mai andate dal ginecologo che eventualmente potrebbe consigliare il pap-test (anche per motivi socio-economici...
ma non è questa la sede per parlarne), che per quanto riguarda l'affidabilità di tale esame prima di esporre giudizi bisognerebbe capire bene cosa si propone di cercare, si tratta di uno screening prima di tutto di selezione di soggetti a rischio, ossia di soggetti con lesioni displastiche, la diagnosi precoce eventualmente arriva in un secondo momento. Per quanto riguarda la giovane donna che si è sottoposta ad un intervento così demolitivo citato nell'intervista, penso sia stata molto fortunata se è
stata condotta all'intervento (non è ben chiaro) grazie al sospetto indotto dal pap-test. Sono d'accordissimo sulla teoria del dott. Hammer, ma non sempre la serenità e la spensieratezza ci
immunizzano dalle più varie patologie, soprattutto nel caso delle oncologiche e della fasce di età più a rischio, anzi talvolta si può rischiare di cadere in una "rilassata" indifferenza. Penso inoltre che qualsiasi spesa per la salute pubblica, sia in termini di campagne di screening che di prevenzione (anche per la diffusione del significato dello stile di vita sano) sia da non calcolare in quanto comunque efficace e che se vi è un aumento dell'incidenza dei tumori soprattutto per quanto riguarda i tumori al seno, al colon e all'utero, il motivo sta in una diagnosi precoce ed adeguata grazie soprattutto alla diffusione dei programmi di screening e all'evoluzione della cultura medico-scientifica. Spero legga la mia lettera, grazie per l'attenzione.
A."
Davvero nench'io penso ci sarebbe stato nulla da aggiungere, se non ammettere di aver avuto poco rispetto per l'intelligenza e la stabilità emotiva delle donne.
Intanto invito il dott. Murero a riflettere su quale sia il modo migliore per educare le sue fragili pazienti ad un'alimentazione e ad uno stile si vita sani.
Forse inculcando loro che tutto ciò che mangiano potrebbe essere fonte di potenziali veleni e che potrebbe procurare loro il cancro?
Barricandole in casa per timore della radiazione solare?
Facendole sentire orribilmente in colpa se qualche volta si concedono un maritozzo con la panna o un panino di salame?
Inducendole a spendere follie in prodotti e pratiche sedicenti naturali?
Ricorrendo a cure alternative di dubbia efficacia?
Mah...
Sarebbe ora che mi decidessi a scrivere una recensione decente sul famoso libro di Gonzales "Besame mucho", visto che alla fine ho dovuto farmelo prestare (quelli della casa editrice mi avevano inizialmente risposto con una solerzia sorprendente, ma poi non si sono più fatti sentire).
Per ora dirò che è un libro curioso. A differenza di quello sull'alimentazione ("Il mio bambino non mi mangia"), che affronta un argomento specifico, questo in un primo momento ti sembra un po' la fiera dell'ovvietà.
Poi, però, ti viene da chiederti: "Ma non avrei fatto anch'io così?"
Ovviamente a sei mesi è facile sbaciucchiarsi la Minica tutto il giorno. La Minica ride, emette gridolini e si agita tutta. La mamma le canta canzoncine di sua invenzione (su cui sarebbe meglio stendere un velo pietoso) e le fa le pernacchie sulla pancia e sul collo. Il papà si fa scalare e tirare i peli, la barba e i capelli.
Ma basta affacciarsi alla finestra per vedere che quando i bambini crescono le cose non sempre vanno lisce.
Dall'ultimo incontro LLL, con tutta probabilità, abbiamo portato a casa anche un'altra cosa.
Quando vado agli incontri della LLL torno a casa sempre con qualcosa di interessante su cui meditare.
Ma il huacamole viene prima o dopo la minestra patata-carota-zucchina?
Stamattina mi sono messa la gonna.
Fino a ieri questi momenti appartenevano solo a te.
Oggi la Minica ha fatto il tagliando dei sei mesi (come lo chiama l'Uomo dei treni).
(ero a casa) e non solo ne abbiamo beccate tre, ma per ben due volte il pannolino era asciutto!!!
Non più tardi di qualche giorno fa avevo detto che la pratica prematura dell'EC o IPT mi sembrava inattuabile (almeno per me) e financo un po' crudele. La Minica infatti è nata in inverno, la Casa è famosa per essere ammantata di gelo, e non era il caso di lasciarla poco vestita. A spogliarla in tempo non ce l'avrei mai fatta e così tutto era rimandato all'estate 2007 quando, con il favore del caldo e di qualche tempo a casa avremmo tentato di trasformare lo spannolinamento in un gioco.
In questo periodo ci sono mille novità e varrebbe la pena di scriverne a lungo. Le cose me le scrivo sull'agenda ma non riesco a starci dietro. In ordine sparso:
Ieri, tornando a casa, ho scoperto che l'Uomo dei treni era rimasto a casa tutto il giorno.
L'ho già detto che sono una maniaca della sicurezza stradale?
Non sotto casa, ma in una delle mete "classiche" delle famiglie con bambini. Questa cosa degli Italiani non l'ho mai capita: quando fanno figli le loro vacanze sono invariabilmente due settimane in appartamento in una delle località balneari più vicine. Non che siano brutte, per carità, ma non c'è neanche l'ebbrezza della novità. Insomma una volta che la macchina è stracolma di passeggini, ombrelloni, palette, secchielli, canotti, sedioline, piscinette, pannolini, salvagenti, cappellini, borse termiche, tricicli, carriole, materassini, formine, ciabattine, pattini, pupazzetti, zainetti, librini, asciugamanini (impossibile partire senza!), tanto vale fare qualche chilometro in più, no?
Oggi la Minica fa sei mesi.
E adesso finiamola con 'sta tetta e vai di brodo vegetale ed omogeneizzati.
Scherzavo, eh?
Il mio vicino di casa fa l'assicuratore.