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Una che non ha nessuna risposta.
Però faccio tante domande; andrà bene lo stesso?





per annotare, giorno per giorno i progressi di una bambina così piccola (almeno così dice l'ecomamma, ma io non ho nemmeno il tempo di portare avanti malamente le mille cose nelle quali mi trovo invischiata, quindi lascerei perdere...).
Invece il tempo è stato bello.
Però una pedicure ed una depilazione così, me le meritavo proprio.
Ed anche l'Uomo dei treni non si è lamentato.
Qualche settimama fa, l'Uomo dei Treni ci ha fatto perdere la più bella giornata di mare della stagione. Inspiegabilmente sveglio prestissimo, riuscì a convincermi che una ciò che si profilava scuro all'orizzonte non era il residuo del temporale della notte, ma le avvisaglie di quello che si stava preparando. Siccome si vanta di essere, oltre che di treni, Uomo di mare e di barche a vela, gli credetti.
...scoprire che hai buttato due (due) ore di allattamento per finire un lavoro urgentissimo, importantissimo, indifferibile.
Peccato che poi ti abbiano detto di appoggiarlo sulla scrivania di un collega che sarà in ferie per le prossime tre (tre) settimane.
Scritto sul luogo di lavoro, perchè qualche volta se lo meritano.
Finalmente ho trovato il tempo di fare una cernita tra le centinaia di foto che faccio e siccome in questa vacanza non ho fatto solo foto di case, di ruderi, di vasi di fiori e di vecchietti, ma anche (soprattutto) della Minica, se ne avete voglia , le potete vedere qui:
Ora una torna da due giorni di mare, sole e spiaggia e trova questa e-mail:
Questa notte, alle tre e venti circa, uno sconosciuto cantava La barcheetta in mezzo al mareee nella piazza altrimenti buia e silente del paese. Un coro di cani lo accompagnava da lontano.
Quando la prima delle mie amiche rimase incinta (io non ero ancora laureata e -orrore!- nemmeno sposata), mia madre mi ammonì: "stai attenta perché è la più contagiosa delle malattie".
La Minica sarà la prima bambina che riuscirà a catapultarsi/capottarsi dal celebratissimo seggiolone tripp-trapp che ha resistito a generazioni di bambini.
Oggi io e La Minica abbiamo fatto colazione in giardino.
Minichina, Minichetta,
anch'io voglio quella tetta.
Minichetta, Minicona,
anch'io voglio una tettona.
Minicona, Minichina,
anch'io voglio la tettina.
(ripetere a piacere)
Ho deciso di inaugurare una nuova sezione di questo blog (un'altra?) con le recensioni dei libri sui bambini che mi capitano sotto mano e che finora non comparivano nè tra i libri letti, nè tra quelli in lettura/consultazione. Il link è al post della recensione, dove trovate il link al libro su ibs o altrove.Alla fine l'ho preso al giardino dei libri (un'altra di quelle accozzaglie di cose serie, semi-serie e pura superstizione che mi fanno andare in bestia), dov'era pure scontato. Ma veniamo al sodo. Il libro è, come la Gallia, diviso in tre parti.
Appena vi accorgete di essere incinte:
Il bambino: l'attesa e la nascita di Sheila Kitzinger
Appena arrivate a casa:
Il linguaggio segreto dei neonati di Tracy Hoggs e Melinda Blau
subito dopo:
Bésame mucho di Carlos Gonzales
Assolutamente prima di cominciare anche a PENSARE allo svezzamento:
Il mio bambino non mi mangia di Carlos Gonzales
Ah, dimenticavo, potete anche regalarlo ad un'amica, purchè sia il suo primo figlio. Altrimenti non vi parlerà più.
....l'ho fatto di nuovo!
L'ha fatto di nuovo.
Quando penso "Questo camion non lo supero, perchè tanto fra un po' c'è la mia uscita".
Poi la mia uscita è enche la SUA uscita e mi tocca seguirlo per 20 chilometri di statale.
Quelli che inforcano la porta del Telepass in entrata (senza avercelo) perchè c'è meno coda.
Quelle che allattano ogni tre ore per venti minuti guardando l'orologio.
Perchè farla nel vasetto se la si può fare direttamente nel water?
(e adesso voglio proprio vedere se c'è qualcuno che arriva qui cercando su google "foto cacca nel water")

Urge una (mia) definizione di ciò che intendo per co-sleeping. In uno dei post dell'Ecomamma, infatti, si capisce che la loro Minica non va a dormire fina da subito con loro, ma "passa la prima parte della notte nella sua culletta, di fianco al letto, poi frignucchia e, prima ancora che si svegli del tutto, la "slittiamo" nel lettone, dove si àncora alla tetta e trascorre il resto della nottata".
Ora io non credo che se per qualche motivo la bambina una notte non frignucchiasse loro la vadano a svegliare. E credo anche che se ad un certo punto si disancorasse dalla tetta e rotolasse nel suo lettino non cercherebbero di trattenerla.
Perciò, secondo la mia definizione, loro non "coslipano" (bellissima versione delle inquiline) ed è questo il motivo per cui non mi era piaciuto il richiamo in un post successivo all'articolo in cui si sostiene che dormire separati dai propri genitori può risultare addirittura dannoso. Se fosse vero, bisognerebbe buttare cullette e lettini alle ortiche e dormire fin da subito nello stesso letto, a prescindere dalle proprie preferenze.
Era un po' questo il senso del titolo del mio post il lettone non è la tetta: se, come l'allattamento al seno, dormire con i propri genitori fosse la scelta migliore per la stragrande maggioranza dei bambini dovrebbero consigliarlo nei reparti maternità e raccomandarlo i pediatri. Invece raccomandano soltanto di far dormire i bambini in posizione supina per diminuire la probabilità di morte in culla o SIDS (negli Stati Uniti è stata condotta una campagna informativa denominata in un intraducibile gioco di parole back to sleep) e non ho mai visto una pubblicità, che ne so, della FoppaPedretti che, parafrasando quella di una delle marche più diffuse di latte in polvere, dicesse: "dopo il lettone, il posto migliore dove far dormire il tuo bambino".
Secondo me dormire nel lettone non fa bene, ma nemmeno male. Ciò che fa sicuramente bene a tutti è dormire, punto. Comodamente e a sufficienza. Se lo si fa ognuno nel suo letto, bene, se no, va bene lo stesso.
Mi ricordo che nell'ultimo periodo di gravidanza non riuscivo a digerire bene e facevo fatica ad addormentarmi. Per non disturbare l'Uomo dei treni andavo a leggere sul divano fino alle due di notte, poi scivolavo dalla lettura al sonno e quando mi risvegliavo nel cuore della notte sonnambulavo fino in camera (due rampe di scale, una in discesa ed una in salita...) facendo anche una tappa pipì e stramazzavo sul letto. Eppure non avrei mai detto che "dormivamo separati".
Per questo più che al sonno condiviso sono favorevole ad una soluzione condivisa che permetta a tutta la famiglia di sormire serenamente. Il metodo Estivill (ed affini) NON È UNA SOLUZIONE CONDIVISA a meno che non pensiate che un pianto disperato ancorché non infinito sia una manifestazione di consenso. Ma se la presenza di un neonato nel lettone non permette ad uno dei due genitori di dormire per il timore (infondato?) di schiacciarlo, ebbene, nemmeno quella è una soluzione condivisa. E neppure quando quella di un bambino più grande turba il legittimo desiderio di intimità dei genitori.
E non venitemi a dire che non è necessario farlo a letto, chè non ho mica più vent'anni. Mi viene il mal di schiena.
Una rondine non fa primavera. Però fa montagne di merda.
(commento dell'Uomo dei treni nel vedere l'impatto delle rondinelle tanto festeggiate al loro ritorno sulla facciata)
Si sconsiglia la lettura di questo post ai vegetariani.
È una conclusione alla quale sono arrivata mentre ero in vacanza e che ha trovato conferma al mio ritorno.
Non mi piace che non ci passi praticamente nessuno e che quei pochi ci arrivino per caso.
Non mi piace il nome che ho scelto per me perché l'ho fatto senza pensarci troppo quando volevo rispondere ad un post, l'argomento era "mammesco" ed è stata la prima cosa che mi è saltata in mente. Però non rispecchia non dico ciò che sono, ma nemmeno ciò che credo di essere. Intanto per cominciare ho sempre detto che di figli ne avrei fatti o più d'uno o nessuno e quindi ora che ho voluto la bicicletta, mi tocca farla diventare (almeno) un tandem. E quindi il nome non andrebbe più bene e tanto vale cambiarlo subito, prima che qualcuno (non si sa mai) cominci a memorizzarlo.
Altrove mi chiamo diversamwente, ma anche questi nomi non mi dicono niente, pur essendo più innocui. Ho pensato a Mammucca, ma anche questa sarà una situazione transitoria. A fare la Geomamma mi sembra di fare il verso all'Ecomamma ed è comunque troppo "mammesco".
Insomma è pur vero che non faccio che parlare della Minica, ma solo perchè è l'argomento che per ora mi offre più spunti di riflessione.
Poi non riesco a star dietro a tutto. Avrei tante cose da dire ed invece non ho semplicemente il tempo materiale per farlo. Ho cominciato a fare un discorso "organico" sul co-sleeping e non riesco nemmeno a finirlo. Vorrei parlare delle vacanze, ma i giorni passano, i ricordi si affievoliscono e le novità incalzano. Vorrei parlare dei libri che ho letto, ma rimando. Vorrei parlare degli acquisti che ho fatto, ma rimando. Sono combattuta tra il desiderio di fissare questi momenti e la consapevolezza che il tempo che dedicherei a farlo lo sottrarrei alla Minica, all'Uomo dei treni, alle passeggiate, al mare, alla musica, alla lettura e a tutte le altre (troppe) cose che mi piace fare.
Non mi piace nemmeno questo template, che poi è uno di quelli predefiniti di Splinder, vagamente modificato da me. Ne ho visti alcuni carini in giro ed ogni tanto mi viene la tentazione di adottarne uno, ma in fondo anche quello non sarebbe proprio mio-mio. L'idea di usare una foto della porta di casa me l'hanno già fregata le inquiline. Anche questa cosina qui a fianco, dalle quale mi ripromettevo meraviglie, non funziona come avrei voluto.
aggiornamento di aprile 2007:
Questo post l'ho scritto tanto tempo fa, su un blog diverso, con un nick diverso e con un template diverso. Ovviamente, non condivido più la maggior parte di ciò che ho scritto.
Mi lamentavo anche che nessuno passasse mai a visitarlo, invece le visite, un centinaio al giorno, che non sono tantissime, ma non sono nemmeno poche, sono arrivate all'improvviso e non mi hanno lasciato il tempo di fare quei cambiamenti che desideravo già all'epoca del post.
Li ho fatti adesso, un po' più dolorosamente e sicuramente in maniera molto più complicata, spinta proprio dalle visite incalzanti. Pian piano sto recuperando i vecchi post quasi integralmente, tra cui anche questo, e, con un piccolo espediente, i commenti che aggiungevano "il sale" alla discussione.
Il mio vecchio blog, in una decina di mesi aveva ricevuto quasi 15.000 visite.
...e dopo aver trovato in Grecia 12 gradi, pioggia e nebbia, qui si muore dal caldo.