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lunedì, 31 luglio 2006
postato da: momatwork alle ore 23:00 | Link | commenti
categoria:aggiornare il blog
domenica, 30 luglio 2006
per annotare, giorno per giorno i progressi di una bambina così piccola (almeno così dice l'ecomamma, ma io non ho nemmeno il tempo di portare avanti malamente le mille cose nelle quali mi trovo invischiata, quindi lascerei perdere...).
Ieri, ad esempio, avrei dovuto annotarvi che la Minica ha scoperto di avere le orecchie.
Oppure che ha scoperto che alla mamma viene un infarto vedendola in piedi sull'altalena appesa ad un metro d'altezza.
postato da: momatwork alle ore 10:49 | Link | commenti (1)
categoria:aggiornare il blog, abbracciare la minica
sabato, 29 luglio 2006

Invece il tempo è stato bello.
Però una pedicure ed una depilazione così, me le meritavo proprio.

Ed anche l'Uomo dei treni non si è lamentato.

 

postato da: momatwork alle ore 11:54 | Link | commenti
categoria:andare al mare, rifare il letto, darsi una sistemata
Qualche settimama fa, l'Uomo dei Treni ci ha fatto perdere la più bella giornata di mare della stagione. Inspiegabilmente sveglio prestissimo, riuscì a convincermi che una ciò che si profilava scuro all'orizzonte non era il residuo del temporale della notte, ma le avvisaglie di quello che si stava preparando. Siccome si vanta di essere, oltre che di treni, Uomo di mare e di barche a vela, gli credetti.
Almeno finchè, quand'era ormai troppo tardi per trovare un posto all'ombra per me e la Minica, fu evidente che quella sarebbe stata la domenica più limpida e ventilata della stagione.
Oggi mi ha detto: "Ma no, sono solo un paio di nuvolette, poi si diradano...".
Infatti.

Su tutta la regione cielo variabile con temporali sparsi più probabili dal pomeriggio, che determineranno piogge da moderate a localmente abbondanti. Possibile qualche temporale forte. Le temperature massime scenderanno di qualche grado.
postato da: momatwork alle ore 08:27 | Link | commenti
categoria:andare al mare, rifare il letto
giovedì, 27 luglio 2006

...scoprire che hai buttato due (due) ore di allattamento per finire un lavoro urgentissimo, importantissimo, indifferibile.
Peccato che poi ti abbiano detto di appoggiarlo sulla scrivania di un collega che sarà in ferie per le prossime tre (tre) settimane.

Scritto sul luogo di lavoro, perchè qualche volta se lo meritano.

postato da: momatwork alle ore 17:05 | Link | commenti
categoria:andare a lavorare, aggiornare il blog
mercoledì, 26 luglio 2006
Finalmente ho trovato il tempo di fare una cernita tra le centinaia di foto che faccio e siccome in questa vacanza non ho fatto solo foto di case, di ruderi, di vasi di fiori e di vecchietti, ma anche (soprattutto) della Minica, se ne avete voglia , le potete vedere qui:

074_74
postato da: momatwork alle ore 16:32 | Link | commenti
categoria:aggiornare il blog, scaricare le foto, fare la valigia, abbracciare la minica
lunedì, 24 luglio 2006
Ora una torna da due giorni di mare, sole e spiaggia e trova questa e-mail:

da: Prof. E...
a: M@W
cc: dott. M...
Cara M@W,
oggi si è riunito il collegio dei docenti del Dottorato. Per poter svolgere attività di dottorato e lavorativa contemporaneamente è necessario che sussistano le seguenti condizioni:
1. aver inviato la richiesta di autorizzazione per svolgere attività lavorativa, richiesta che va inviata ogni anno per chi ha contratti a tempo indeterminato;
2. attivare una convenzione tra l'Ente per il quale il dottorando lavora e l'Università da cui risulta la compatibilità delle due attività.
Ti prego di verificare che queste condizioni ecc. ecc. ecc.
Inoltre verrà richiesto a tutti i dottoranti una relazione semestrale sullo stato di avanzamento della ricerca. La Prof. C. ha inoltre ricordato quanto stabilito dal collegio docenti,che i dottorandi che svolgono il dottorato esterno, sono tenuti a rapportare al tutor le attività almeno una volta alla settimana ecc. ecc. ecc.
Ti prego quindi di inviarmi entro fine mese una relazione sintetica ma dettagliata, conle attività svolte nei primi 6 mesi del 2006 e che specifichi per ogni punto dello schema della metodologia della tua tesi lo stato di avanzamento (es. completato /da completare in questo caso inserendo la data prevista del completamento) ecc. ecc. ecc.

Ora, quello che vorrei rispondere è:
da: M@W
a: Prof. E...
cc: dott. M...

Gentile Prof. E.,
premesso che la mia situazione familiare e lavorativa non è più quella di quando ho iniziato il dottorato;
premesso che finire all'università non mi è mai passato nemmeno per l'anticamera del cervello;
premesso che i dottorandi e dottorati di 'sto cazzo di dottorato farebbero carte false per fare a cambio con me e il mio posto fisso;
premesso che 'sto cazzo di dottorato già mi sono meravigliata di averlo vinto perchè il giorno del concorso non avevo proprio niente di meglio da fare e sono venuta solo per farmi un giro;
premesso che la motivazione principale era legata ai punti che avrei avuto in un eventuale concorso;
premesso che GLI eventualI concorsI LI ho vintI senza aver bisogno dei punti del dottorato, anzi uno non necessitava nemmeno di titoli;
premesso che per due anni mi sono fottuta tutti i permessi e le ferie per seguire 'sto cazzo di dottorato;
premesso che la mia produttività per quanto sporadica è superiore a quella di molti miei colleghi perchè io non faccio la segretaria del mio prof.;
premesso che se vengo lì ogni settimana non faccio proprio più niente;
premesso che la benzina costa un occhio e che nemmeno l'autostrada è gratis;
premesso che fa pure un caldo boia;
premesso che se vado a parlare di 'sto cazzo di dottorato al mio direttore quello mi mangia il cranio;
premesso che se mi metto in aspettativa lo fa mentre sono ancora viva;
premesso che il mio lavoro mi piace e mi gratifica e comunque almeno è qualcosa per cui è richiesta la mia qualifica e che mi fa sentire utile a questo mondo anche se non è proprio quello che vorrei fare nella vita e che saprei fare tanto meglio di ciò che faccio ma non sarà sicuro 'sto cazzo di dottorato a far cambiare idea al megadirettore intergalattico che ha deciso chi andava dove e perchè;
premesso che al mio ritorno avrei diritto, forse, ad uno sgabello nel sottoscala e forse nemmeno a quello;
premesso che se anch'io mi ritiro sarei la seconda ed il vostro cazzo di dottorato perderà tanti di quei punti nel vostro folle sistema di valutazione che il prossimo anno col cazzo che ve lo fanno fare;
bene, premesso tutto questo: AVETE FINITO DI SPACCARE IL CAZZO?
Cordiali saluti,
M@W


Almeno qui una si potrà sfogare, no?

postato da: momatwork alle ore 20:35 | Link | commenti
categoria:andare al mare, scrivere la tesi, andare a lavorare
Questa notte, alle tre e venti circa, uno sconosciuto cantava La barcheetta in mezzo al mareee nella piazza altrimenti buia e silente del paese. Un coro di cani lo accompagnava da lontano.
La mamma, che normalmente non è particolarmente intollerante verso i nottambuli, (però, le tre e venti...) era però particolarmente infastidita perchè aveva fatto da lauto pasto ad un nugolo di zanzare e si era grattata, insonne, per ore.
La mamma l'indomani avrebbe dovuto alzarsi alle sei e qaranta per arrivare puntuale al lavoro.
La mamma non riesce ad addormentarsi se non leggendo, ma accendendo la luce avrebbe svegliato l'Uomo dei treni, che le avrebbe chiesto: "Perché non dormi?" e questo l'avrebbe fatta infastidire ancora di più.
La mamma, finalmente stava scivolando da uno stato di veglia fastidiosa ad un primo accenno di sonno.

La barcheetta in mezzo al mareee ...

La mamma è scesa al piano di sotto, si è affacciata graziosamete alla finestra ed ha chiesto con voce suadente: "LA GAVEMO FINIDA DE SPACCAR EL CAZZO?"
Silenzio. Finalmente.

Poi l'Uomo dei treni ha chiesto: "Perché non dormi?"
postato da: momatwork alle ore 20:02 | Link | commenti (1)
categoria:andare a lavorare, passare in libreria, rifare il letto
domenica, 23 luglio 2006
Quando la prima delle mie amiche rimase incinta (io non ero ancora laureata e -orrore!- nemmeno sposata), mia madre mi ammonì: "stai attenta perché è la più contagiosa delle malattie".
Ma allora dovevo essere vaccinata.
Quando sono rientrata al lavoro (dove c'erano tre "portatrici sane") dopo la somministrazione di un mese di bellissimi bambini peruani, non doveva essermi scaduta solo l'antitetanica e così l'ho presa.
Poi ho cambiato lavoro e lì ho contagiato un paio di colleghi. Poi la mia vicina di casa.
Giovedì sono andata dal commercialista ed ho trovato la segretaria con un bel pancione.
La Minica sarà la prima bambina che riuscirà a catapultarsi/capottarsi dal celebratissimo seggiolone tripp-trapp che ha resistito a generazioni di bambini.
Norvegesi, però.

(L'Uomo dei treni sostiene che la Stokke sia norvegese.
Io pensavo fosse svedese, però L'Uomo dei treni su queste cose ha generalmente ragione e perciò gliela abbuono.
Anche perchè non ho trovato nessuna prova che non lo sia)
Oggi io e La Minica abbiamo fatto colazione in giardino.
Avvolte in un morbido accappatoio e profumate di latte di mandorla siamo andate a svegliare l'Uomo dei treni. Sotto il velo della zanzariera, il suo corpo atletico ed abbronzato si intravedeva tra le lenzuola di lino.
Lui, con occhio più astigmatico che enigmatico, ci ha fatto capire di voler dormire ancora.

Allora ce ne siamo strafregate dell'acquaio pieno di piatti da lavare e ce ne siamo andate al mare.
Perchè, lo sanno tutti: nella pubblicità i piatti li vuol lavare lui.
postato da: momatwork alle ore 18:18 | Link | commenti (1)
categoria:andare al mare, pulire la cucina, rifare il letto
venerdì, 21 luglio 2006

Minichina, Minichetta,
anch'io voglio quella tetta.
Minichetta, Minicona,
anch'io voglio una tettona.
Minicona, Minichina,
anch'io voglio la tettina.

(ripetere a piacere)

postato da: momatwork alle ore 14:35 | Link | commenti
categoria:cantare, rifare il letto, mettere qualcosa in soffitta, abbracciare la minica
giovedì, 20 luglio 2006
post_it_scrivere_la_recensioneHo deciso di inaugurare una nuova sezione di questo blog (un'altra?) con le recensioni dei libri sui bambini che mi capitano sotto mano e che finora non comparivano nè tra i libri letti, nè tra quelli in lettura/consultazione. Il link è al post della recensione, dove trovate il link al libro su ibs o altrove.
La lista è quasi in fondo, alla fine delle sezioni sui libri "normali", che non ho intenzione di recensire perchè non ne sono semplicemente all'altezza.
Per i libri sui bambini è diverso.
Intanto costano un sacco di soldi, quindi non è che uno se ne possa comperare poi molti. Poi dicono o tutti le stesse cose o tutti cose diverse e non è facile decidere "a chi credere". Poi non è che una con un bambino piccolo abbia tutto questo tempo per leggere (e comunque lo sottrarrebbe al bambino...). Infine, alcuni hanno titoli fuorvianti (e anche mettersi a sfogliare volumi in libreria non è sempre banale). Se consideriamo anche che alcuni must-have del momento sono di difficile reperibilità, il quadro è completo.

L'onore (in questo caso si fa veramente per dire) di aver inaugurato la sezione è spettato a Volevo dirti che è lei che guarda te di Paolo Landi, che ho maltrattato qui e qui, ma è stata un’inaugurazione all’italiana, con il ministro che taglia il nastro di una strada che ancora non c’è.
Il primo vero automobilista a percorrerla è invece l’ormai stra-citato “Bésame mucho” di Carlos Gonzales, di cui ho già detto qualcosa qui. Ne aveva parlato anche LellaTS qui.

Questo libro ha innanzitutto un enorme difetto: è praticamente irreperibile.
Le più informate hanno detto che si può trovare in una catena di negozi che si chiama LudoVico e che ce n'era uno anche vicino (non proprio vicinissimo), sono andata a curiosare. In realtà il negozio è solo affiliato alla catena ed il libro non ce l'hanno. Però hanno tutte le cose che piacciono a me e sicuramente ci tornerò (adesso che so dov'è).
Altre mamme mi hanno detto che avrei potuto trovarlo altrove, ma sempre in posti “strani”.
Nelle normali librerie non risulta nemmeno l’esistenza della casa editrice, che sembra aver pubblicato quest'unico libro e che dopo una prima disponibilità non si è più fatta sentire (forse non avevano capito che ne volevo una copia sola).

 

Alla fine l'ho preso al giardino dei libri (un'altra di quelle accozzaglie di cose serie, semi-serie e pura superstizione che mi fanno andare in bestia), dov'era pure scontato. Ma veniamo al sodo.  Il libro è, come la Gallia, diviso in tre parti.
La prima è una specie di  introduzione. 
La seconda è un tentativo, secondo me piuttosto riuscito, di spiegare perchè i bambini si comportano normalmente e naturalmente in un modo che alla stragrande maggioranza degli adulti, compresi talvolta i loro genitori, dà fastidio. La spiegazione secondo me è riuscita perchè io sono sensibile a queste argomentazioni naturalistico-antropologiche ed è comunque plausibile. I bambini si comportano nel modo che nella nostra storia evolutiva si è rivelato vincente per la conservazione della specie. Il loro istinto non può tener conto di come si è evoluta la nostra società perché lo ha fatto troppo velocemente per permettere un adeguamento "biologico".
Forse non è vero. Però è convincente ed è comunque un buon argomento.
L'autore prende in considerazione (Oddio, mi sembra di star compilando una delle schede di lettura che facevo alle medie...) vari "comportamenti", dal voler dormire nel lettone, al fatto che piangono non appena si lasci la stanza, alle loro "manie" e (presunte) cocciutaggini.
Questo non servirà a permettere a tutte le madri di concedersi tutti gli sfizi, come ad esempio farsi una doccia al giorno, leggere mezza pagina del romanzo interrotto per correre in ospedale o fare un pranzo completo, ma forse si consoleranno nel sapere che quel fagottino urlante è il risultato di millenni di severissima selezione naturale. E loro ce l'hanno lì, a disposizione. Quasi quasi verrebbe da prenderlo in braccio.
La seconda parte di conclude con una carrellata di dimostrazioni che le virtù o i vizi (generosità contro possessività, sincerità contro ipocrisia, ...) dei  nostri bambini non sono altro che giudizi formulati dagli adulti basati su convenzioni non sempre condivisibili e spesso sulla nostra ipocrisia. Sarà facile trovare nella vostra memoria altri esempi per supportare questa teoria.
Infine una terza parte fa la rassegna dei metudi educativi o semplicemente degli atteggiamenti più diffusi e lo fa con una buona dose di ironia. Questa è la parte che ritengo più "illuminante", perchè sicuramente troverete qualcosa che avete già fatto o che avreste fatto quasi senza accorgervene perchè lo hanno fatto con voi, perchè lo avete visto fare mille volte, perchè lo fanno tutti.
Gonzales, infatti, non solo non vi insegna nessun metodo, ma li critica tutti facendo tabula rasa. Dopo di questo non vi resta che prendere in braccio il bostro bambino, ascoltarlo ed essere con lui, semplicemente e sinceramente, voi stessi.
Se lo ritengo un libro utile? Assolutamente sì, addirittura indispensabile, visto che me lo sono comperato DOPO averlo letto. Anche se alcuni argomenti riguardano bambini più grandi, consiglierei inoltre di leggerlo il prima possibile, entro i primi tre mesi o ancora prima se pensate che il vostro bambino pianga in modo immotivato oppure non "voglia" dormire. Vi si aprirà una prospettiva completamente nuova.
Io prima che la Minica nascesse non avevo letto assolutamente niente sui bambini, un po' per scaramanzia un po' per non ingolosirmi troppo, ma se vi va, naturalmente potete portarvi avanti, soprattutto se avete la fortuna di avere un osservatorio privilegiato su bambini un po' più grandi del vostro.
Anzi, per dare un'anticipazione delle prossime "uscite", questa è la minima biblioteca indispensabile che consiglio, con la relativa tempistica:

 

Appena vi accorgete di essere incinte:
Il bambino: l'attesa e la nascita di Sheila Kitzinger

Appena arrivate a casa:
Il linguaggio segreto dei neonati di Tracy Hoggs e Melinda Blau

subito dopo:
Bésame mucho di Carlos Gonzales

Assolutamente prima di cominciare anche a PENSARE allo svezzamento:
Il mio bambino non mi mangia di Carlos Gonzales

Ah, dimenticavo, potete anche regalarlo ad un'amica, purchè sia il suo primo figlio. Altrimenti non vi parlerà più.

....l'ho fatto di nuovo!

E fra pochi giorni è il mio compleanno e me ne arriverà una vagonata (spero).
E non valgono quelli su come allevare il tuo bambino in 12 mosse, i manuali dei programmi, quelli che contengono le parole "suolo", "rischio", "piano", "ambiente", ...
postato da: momatwork alle ore 15:09 | Link | commenti
categoria:scrivere la tesi, passare in libreria
 L'ha fatto di nuovo.
Oggi è mercoledì. Oggi è mercoledì. Oggi è mercoledì.
postato da: momatwork alle ore 00:10 | Link | commenti
categoria:aggiornare il blog

Quando penso "Questo camion non lo supero, perchè tanto fra un po' c'è la mia uscita".
Poi la mia uscita è enche la SUA uscita e mi tocca seguirlo per 20 chilometri di statale.

 

postato da: momatwork alle ore 00:08 | Link | commenti
categoria:fare benzina
Quelli che inforcano la porta del Telepass in entrata (senza avercelo) perchè c'è meno coda.
Soprattutto quando lo fanno davanti a me, inchiodando all'improvviso.
Soprattutto se mi sta piombando alle spalle un bolide nero che mi fai gli occhiacci coi fari. A me, che il Telepass ce l'ho.
Di solito sono maschi, giovani e guidano una Focus grigio metallizzato oppure una Golf nera a grigia. Le Focus e le Golf in autostrada bisogna evitarle come la peste.
Ieri ne ho beccate due: la Focus all'andata e la Golf al ritorno.

Per fortuna che non c'era la Minica sul seggiolino ed ho potuto sgranare un rosario di improperi che neanche un camionista turco.
postato da: momatwork alle ore 00:05 | Link | commenti
categoria:fare benzina, andare a lavorare
mercoledì, 19 luglio 2006
Oggi ho accompagnato la Minica al mare. La Minica va al mare con la nonna in una spiaggia frequentata ai tempi miei da vecchietti con e senza nipotini al mattino, da studenti delle superiori nel primo pomeriggio e da famiglie con bambini piccoli nel tardo pomeriggio. I vecchietti ci sono ancora (mia madre abbassa notevolmente la media), le famigliole pure, i liceali non so. Mentre me ne stavo andando (da sola) mi si è avvicinato un ragazzo per chiedermi dove conducesse una certa strada. Aveva un accento meridionale ed io, beata innocenza, credevo non fosse del posto e gli ho risposto che la strada porta solo al cancello di una ex-cava. LUI: “E il cancello è chiuso?”
IO: “Sì, solitamente è chiuso.”
LUI: “E non si passa?”
Ah, mi dico io sempre più tonta, allora vuole sapere se si riesce a passare. Perché oltre alla cava, lo so benissimo perché un tempo (sigh!) passavo agevolmente tra le sbarre del cancello, c’erano delle spiaggette meno affollate, frequentate (ai miei tempi) da personaggi più “alternativi”, il vecchio pontile da carico (crollato poco tempo fa) da cui ci si poteva tuffare e, ancora più in là, la zona naturista.
Negli ultimi quindici anni, però la cava dimessa è stata oggetto di svariate speculazioni semiserie che spaziano dai progetti faraonici di dubbia fruibilità, alla presunta messa in sicurezza dei versanti per costruire delle villette sul piazzale di cava (dove l’escursione termica è pari a quella del Deserto del Gobi…) variamente osteggiate dai gruppi ambientalisti e dalla popolazione ed i diversi proprietari che si sono succeduti hanno ripreso recentemente ad esplodere e a movimentare materiale.
A periodi alterni l’area è stata in toto o in parte recintata e l’accesso vietato, consentito o tollerato a seconda dell’umore del momento, perciò, siccome si può accedere anche da un’altra parte, ho smesso di passare per la cava, tanto più che i vagli arrugginiti che conferivano al luogo quella sua bellezza post-nucleare che tutti cercano in una località di mare sono stati rimossi ed il posto ha perso per me molte delle sue attrattive.
Infine, ci siamo trasferiti ed abbiamo cominciato a frequentare un’altra spiaggia.

IO: “Non lo so, a volte si passa, a volte no. Non ci sono stata, quindi non te lo so dire.”
LUI: “Ma dove c’è il campo nudisti?”
IO (tontissima ed un po’ pensando che “campo nudisti” suona male e che di solito si dice “zona naturista”): “Sì, sì. Ma, te lo ripeto, non ci sono stata.”
LUI: “E con me non ci verresti?”

Per fortuna ho avuto la prontezza di spirito sufficiente a rispondergli: “No, con te sicuramente no.”

Adesso mi resta solo questo dubbio: La maglietta (mio malgrado) attillata e la gonna lunga mi rendono sufficientemente attraente da attirarmi le avances di uno sconosciuto più giovane di me o sono così male in arnese che chiunque si sente autorizzato a provarci, tanto questa dev’essere veramente alla disperazione?
postato da: momatwork alle ore 14:13 | Link | commenti (1)
categoria:andare al mare, portare la minica dalla nonna, darsi una sistemata
lunedì, 17 luglio 2006
Quelle che allattano ogni tre ore per venti minuti guardando l'orologio.
Quelle che non prendono il braccio il loro bambino per non viziarlo.
Quelle che non dormono da quando è nato (ma, per fortuna, non conoscono Estivill).

Pensavo fossero leggende.
postato da: momatwork alle ore 19:37 | Link | commenti (1)
categoria:parlare con altre mamme, abbracciare la minica
sabato, 15 luglio 2006

Perchè farla nel vasetto se la si può fare direttamente nel water?

(e adesso voglio proprio vedere se c'è qualcuno che arriva qui cercando su google "foto cacca nel water")

 

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postato da: momatwork alle ore 23:07 | Link | commenti (2)
categoria:riordinare la camera dei minici, lavare il pavimento, lavare il bagno
postato da: momatwork alle ore 09:19 | Link | commenti
categoria:sistemare il giardino, riordinare la camera dei minici
venerdì, 14 luglio 2006

Urge una (mia) definizione di ciò che intendo per co-sleeping. In uno dei post dell'Ecomamma, infatti, si capisce che la loro Minica non va a dormire fina da subito con loro, ma "passa la prima parte della notte nella sua culletta, di fianco al letto, poi frignucchia e, prima ancora che si svegli del tutto, la "slittiamo" nel lettone, dove si àncora alla tetta e trascorre il resto della nottata".
Ora io non credo che se per qualche motivo la bambina una notte non frignucchiasse loro la vadano a svegliare. E credo anche che se ad un certo punto si disancorasse dalla tetta e rotolasse nel suo lettino non cercherebbero di trattenerla.
Perciò, secondo la mia definizione, loro non "coslipano" (bellissima versione delle inquiline) ed è questo il motivo per cui non mi era piaciuto il richiamo in un post successivo all'articolo in cui si sostiene che dormire separati dai propri genitori può risultare addirittura dannoso. Se fosse vero, bisognerebbe buttare cullette e lettini alle ortiche e dormire fin da subito nello stesso letto, a prescindere dalle proprie preferenze.
Era un po' questo il senso del titolo del mio post il lettone non è la tetta: se, come l'allattamento al seno, dormire con i propri genitori fosse la scelta migliore per la stragrande maggioranza dei bambini dovrebbero consigliarlo nei reparti maternità e raccomandarlo i pediatri. Invece raccomandano soltanto di far dormire i bambini in posizione supina per diminuire la probabilità di morte in culla o SIDS (negli Stati Uniti è stata condotta una campagna informativa denominata in un intraducibile gioco di parole back to sleep) e non ho mai visto una pubblicità, che ne so, della FoppaPedretti che, parafrasando quella di una delle marche più diffuse di latte in polvere, dicesse: "dopo il lettone, il posto migliore dove far dormire il tuo bambino".

Secondo me dormire nel lettone non fa bene, ma nemmeno male. Ciò che fa sicuramente bene a tutti è dormire, punto. Comodamente e a sufficienza. Se lo si fa ognuno nel suo letto, bene, se no, va bene lo stesso.
Mi ricordo che nell'ultimo periodo di gravidanza non riuscivo a digerire bene e facevo fatica ad addormentarmi. Per non disturbare l'Uomo dei treni andavo a leggere sul divano fino alle due di notte, poi scivolavo dalla lettura al sonno e quando mi risvegliavo nel cuore della notte sonnambulavo fino in camera (due rampe di scale, una in discesa ed una in salita...) facendo anche una tappa pipì e stramazzavo sul letto. Eppure non avrei mai detto che "dormivamo separati".

Per questo più che al sonno condiviso sono favorevole ad una soluzione condivisa che permetta a tutta la famiglia di sormire serenamente. Il metodo Estivill (ed affini) NON È UNA SOLUZIONE CONDIVISA a meno che non pensiate che un pianto disperato ancorché non infinito sia una manifestazione di consenso. Ma se la presenza di un neonato nel lettone non permette ad uno dei due genitori di dormire per il timore (infondato?) di schiacciarlo, ebbene, nemmeno quella è una soluzione condivisa. E neppure quando quella di un bambino più grande turba il legittimo desiderio di intimità dei genitori.

E non venitemi a dire che non è necessario farlo a letto, chè non ho mica più vent'anni. Mi viene il mal di schiena.

giovedì, 13 luglio 2006

Una rondine non fa primavera. Però fa montagne di merda.

(commento dell'Uomo dei treni nel vedere l'impatto delle rondinelle tanto festeggiate al loro ritorno sulla facciata)

 

postato da: momatwork alle ore 19:41 | Link | commenti
categoria:sistemare il giardino, rifare il letto, bagnare i fiori

Si sconsiglia la lettura di questo post ai vegetariani.

Ieri l'Uomo dei treni ha fatto la spesa. Ha comperato alcune centinaia di yogurt, la verdura, i formaggi e la carne per fare il carpaccio.
In una vita precedente noi siamo stati vegetariani, perciò in questa adoriamo il carpaccio. E la carne salata. E la pendule. E la tartara.
La tartara la comperiamo pronta in un posto dove la preparano il sabato. Dopo aver partorito (ero incredibilmente negativa alla toxoplasmosi) ho mangiato tartara ogni sabato per dei mesi.
Il carpaccio invece ce lo facciamo noi, ma per mangiare il carpaccio bisogna pensarci per tempo.
Solitamente lo facciamo in una pirofila rettangolare che entra bene nel frigo, con solo olio e limone (a me non piace l'aglio, all'Uomo dei treni non piacciono nemmeno i capperi e ce li aggiungiamo in un secondo momento.

Appena tornata a casa il mio primo pensiero è stato quello di preparare il carpaccio e mi sono messa a cercare la pirofila rettangolare. Al solito posto non c'era. In altri posti plausibili a discrezione dell'Uomo dei treni non c'era. Recentemente non poteva essere stata usata, così mi sono rassegnata ed ho tirato fuori una pirofila identica, ma quadrata, che va ugualmente bene, però, si sa, la forza dell'abitudine.

Poi ho aperto il frigo per prendere la carne e...

13_07_06_2
postato da: momatwork alle ore 19:41 | Link | commenti
categoria:cucinare, fare la spesa, rifare il letto

È una conclusione alla quale sono arrivata mentre ero in vacanza e che ha trovato conferma al mio ritorno.
Non mi piace che non ci passi praticamente nessuno e che quei pochi ci arrivino per caso.

Non mi piace  il nome che ho scelto per me perché l'ho fatto senza pensarci troppo quando volevo rispondere ad un post, l'argomento era "mammesco" ed è stata la prima cosa che mi è saltata in mente. Però non rispecchia non dico ciò che sono, ma nemmeno ciò che credo di essere. Intanto per cominciare ho sempre detto che di figli ne avrei fatti o più d'uno o nessuno e quindi ora che ho voluto la bicicletta, mi tocca farla diventare (almeno) un tandem. E quindi il nome non andrebbe più bene e tanto vale cambiarlo subito, prima che qualcuno (non si sa mai) cominci a memorizzarlo.
Altrove mi chiamo diversamwente, ma anche questi nomi non mi dicono niente, pur essendo più innocui. Ho pensato a Mammucca, ma anche questa sarà una situazione transitoria. A fare la Geomamma mi sembra di fare il verso all'
Ecomamma ed è comunque troppo "mammesco".
Insomma è pur vero che non faccio che parlare della Minica, ma solo perchè è l'argomento che per ora mi offre più spunti di riflessione.

Poi non riesco a star dietro a tutto. Avrei tante cose da dire ed invece non ho semplicemente il tempo materiale per farlo. Ho cominciato a fare un discorso "organico" sul co-sleeping e non riesco nemmeno a finirlo. Vorrei parlare delle vacanze, ma i giorni passano, i ricordi si affievoliscono e le novità incalzano. Vorrei parlare dei libri che ho letto, ma rimando. Vorrei parlare degli acquisti che ho fatto, ma rimando. Sono combattuta tra il desiderio di fissare questi momenti e la consapevolezza che il tempo che dedicherei a farlo lo sottrarrei alla Minica, all'Uomo dei treni, alle passeggiate, al mare, alla musica, alla lettura e a tutte le altre (troppe) cose che mi piace fare.

Non mi piace nemmeno questo template, che poi è uno di quelli predefiniti di Splinder, vagamente modificato da me. Ne ho visti alcuni carini in giro ed ogni tanto mi viene la tentazione di adottarne uno, ma in fondo anche quello non sarebbe proprio mio-mio. L'idea di usare una foto della porta di casa me l'hanno già fregata le inquiline. Anche questa cosina qui a fianco, dalle quale mi ripromettevo meraviglie, non funziona come avrei voluto.

aggiornamento di aprile 2007:

Questo post l'ho scritto tanto tempo fa, su un blog diverso, con un nick diverso e con un template diverso. Ovviamente, non condivido più la maggior parte di ciò che ho scritto.
Mi lamentavo anche che nessuno passasse mai a visitarlo, invece le visite, un centinaio al giorno, che non sono tantissime, ma non sono nemmeno poche, sono arrivate all'improvviso e non mi hanno lasciato il tempo di fare quei cambiamenti che desideravo già all'epoca del post.
Li ho fatti adesso, un po' più dolorosamente e sicuramente in maniera molto più complicata, spinta proprio dalle visite incalzanti. Pian piano sto recuperando i vecchi post quasi integralmente, tra cui anche questo, e, con un piccolo espediente, i commenti che aggiungevano "il sale" alla discussione.
Il mio vecchio blog, in una decina di mesi aveva ricevuto quasi 15.000 visite.

postato da: momatwork alle ore 14:37 | Link | commenti
categoria:aggiornare il blog
mercoledì, 12 luglio 2006
...e dopo aver trovato in Grecia 12 gradi, pioggia e nebbia, qui si muore dal caldo.
postato da: momatwork alle ore 13:55 | Link | commenti
categoria:fare la valigia
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