
Una che non ha nessuna risposta.
Però faccio tante domande; andrà bene lo stesso?






pantaloni.
Siccome credo che ogni pesce abbia bisogno dell’esca giusta e siccome uno dei decantati benefici dell’allattamento è un recupero più veloce della forma fisica ho gettato questo bel verme appetitoso alla Vicina, piuttosto sensibile alla tematica e piuttosto preoccupata del maggior aumento di peso in questa seconda gravidanza.
Oggi alla Minica è spuntato un nuovo dente. Un incisivo SUPERIORE.
L’Uomo dei Treni non beve caffè. E gli fa anche bene, perché ha la pressione alta. Nemmeno i suoi genitori devono il caffè e forse fa bene pure a loro, perché forse pure loro hanno la pressione alta.
L’altro giorno, all’incontro LLL, il tema era “i benefici dell’allattamento materno”. La domanda è stata rivolta alle partecipanti e le mamme e future tali presenti si sono profuse in spiegazioni sugli anticorpi, i valori nutrizionali, la praticità, la prevenzione delle allergie, gli aspetti emotivi, …
Esploriamo la raccolta differenziata: LA CARTA
C’è chi ce l’ha profumato come un fazzoletto appena stirato.
La Minica non sa definitivamente fare i gradini in discesa.
Per essere una casa dove non si guarda la televisione (perchè non è che non ce l'abbiamo, è che proprio non si vede niente), abbiamo una discreta collezione di telecomandi: TV, DVD, videoregistratore, un pezzo dello stereo, un altro pezzo dello stereo,...
Puntate precedenti:
co-sleeping: perché noi no
co-sleeping 1: il lettone non è la tetta
co-sleeping 2: la camera dei minici
co-sleeping 3: definizione
co-sleeping 4: relazioni di causa ed effetto
Diciassette ore con lo stesso pannolino.
Oggi la Minica ha dato prova di:
E le 12.25, come vi sembrano come ora per arrivare a casa della gente?
Alla fine ho deciso di lasciar perdere.
Tanto avremmo aspettato tutto il giorno per nulla con il solo risultato di farla innervosire e, questo sì, me l'avrebbe fatta sembrare molto più strana.
Quindi adesso cerchiamo di rilassarci e pensare a qualcos'altro.
Oggi è il nostro anniversario di matrimonio. Avevo già pensato a quello che volevo scrivere.
Come sempre, c'è chi lo sa dire meglio di me, ma per fare una famiglia felice, ci vuole un papà eccezionale.
Grazie!


Qualche tempo fa, nel gruppo di discussione sul portare i bambini in fascia, si è scatenata un’accesa discussione sulla sicurezza in automobile. L’ho scatenata io con questa frase infelice:
“Io uso il solito incrociato fasciante e dopo un po' di pratica riesco a farlo da sola senza problemi se ho un posto morbido dove appoggiare la Minica. Se invece sono in macchina adotto una mia variante che prevede un primo nodo di sicurezza sopra il seno così non ho l'angoscia di dover fermare uno dei lembi tra le gambe. L'unico inconveniente è che la fascia dev'essere sufficientemente lunga.”
Qualcuna ha creduto di capire che trasportassi la Minica in macchina tenendola nella fascia ed ho dovuto specificare così:
“Volevo dire che quando sono da sola e non ho un posto comodo dove appoggiare la Minica per caricarla sulla schiena, ad esempio quando andiamo da qualche parte in macchina e quindi devo caricarla dopo averla tolta dal seggiolino auto ed averla appoggiata di traverso sul sedile del passeggero, muovendomi nello spazio tra il montante e la portiera, che magari non si apre del tutto perché il posteggio è a pettine, ecc. trovo più comodo fare un primo nodo, così sono sicura che non possa scivolare, poi uscire dall'auto e finire l'"imbrago" in uno spazio più comodo.”
Ne è uscito un quadro variegato e francamente inquietante. Accanto ad un compatto fronte del no (in cui mi inserisco) particolarmente intransigente sull’uso obbligatorio del seggiolino e che radunerei sotto il motto “è meglio se piangi tu per cinque minuti, che io per tutta la vita”, coniato dalla mamma de LaLaura, c’è un gruppetto di mamme che proprio non ce la fanno a sentir piangere i loro bambini e che, seppur a malincuore, li tengono in braccio. E c’è una singola mamma che, seguendo un principio di autodeterminazione infantile secondo me mal interpretato, invoca la libertà di fare come si crede a suon di citazioni buddiste, descrizioni di terribili incidenti e aneddottistica horror da Pronto Soccorso.
Il fatto è che, secondo me, la maggior parte dei genitori che non allaccia il bambino al seggiolino non lo fa perché crede che pregando si evitino gli incidenti stradali o perché non sopportano di sentir piangere il bambino (o forse anche sì, ma perché dà fastidio a loro, non per il bambino).
La maggior parte non lo fa perché è convinta che gli incidenti succedano solo agli altri e poi deve andare solo da qui a lì, ed è noto che da qui a lì c’è poco traffico. Perché per andare da qui a lì ci si mette un attimo e non vale nemmeno la pena di perdere tempo. Perché, è vero, i bambini nel seggiolino a volte si sentono costretti (soprattutto se hanno provato a viaggiare slacciati) e se dobbiamo andare solo da qui a lì, tanto vale evitare inutili discussioni.
Per me, invece, se c’è una regola, vale sempre. Anche da qui a lì, anche se si ha fretta, se fa caldo, se fa freddo, se è tardi, se piove, se si è da soli o in compagnia, in Italia o all’estero, di giorno o di notte, SEMPRE.
Prendiamo un esempio a caso: il Bambino e la sua Famiglia (a caso, eh?)
Il Bambino, quand’era un microbo e viaggiava nell’ovetto in senso contrario a quello di marcia veniva sempre messo sul sedile anteriore. Siccome noi avevamo appena comperato la macchina nuova (usata e smangiucchiata, ma questa è un’altra storia…) ed avevo scoperto su quel modello non era possibile disattivare l’airbag dal lato del passeggero in nessun modo, ho candidamente chiesto alla Vicina se su quella macchina, che è più nuova della mia nuova, fosse possibile.
Risposta: “Beh, sì, però bisognerebbe portarla dal concessionario.”
Domanda: “E tu non ce l'hai portata?”
Risposta: "Eh, no... non ho mai tempo."
Domanda: “E tu lo metti lì lo stesso, anche se non hai disattivato l’airbag?”
Risposta: “Ma sì… MI SENTO PIÙ TRANQUILLA se lo tengo sott’occhio, e comunque SI SPERA di non fare mai incidenti, vero?”
VEEROOOO? Avevo paura io per lei! (Per la cronaca: la Minica viaggia SEMPRE sul sedile posteriore, anche se la mia macchina non ha gli airbag).
Durante il breve periodo in cui il Bambino se ne sarebbe stato tranquillamente seduto sul seggiolino agganciato al sedile posteriore secondo il senso di marcia, veniva spesso trasportato dalla mamma in braccio, SUL SEDILE ANTERIORE. Per andare dai nonni, tanto si tratta di andare solo da qui a lì. Per andare al supermercato, sono solo cinque minuti. Per accettare un passaggio dai nonni (che sono pure un po’ rincoglioniti).
Un giorno li ho incontrati IO al supermercato ed il passaggio al ritorno l’hanno chiesto A ME, per risparmiare ai nonni il disturbo di tornare indietro. Ma certo!
Domanda: “Ma dov’è il seggiolino?”
Risposta: “Non ce l'abbiamo. Sono solo cinque minuti e non avevo voglia di spostarlo da una macchina all’altra.”
I cinque minuti più lunghi della mia vita.
Per dedicargli parte del suo preziosissimo tempo, quando tornava a casa il Vicino portava il figlioletto a cercare parcheggio. In piedi davanti al posto del passeggero. SOLO PER DIVERTIMENTO.
Quando ho saputo che era incinta, ho regalato alla mia vicina il Be-safe. Va bene. Lo so. Sono una maniaca. Una fissata. Lei non se lo sarebbe mai comperato. Ma se te lo regalano, almeno mettilo, no? Almeno appoggialo sul sedile, COSÌ QUELLA COGLIONA DELLA TUA VICINA DI CASA, CHE HA SPESO 39 € E PASSA DAVANTI ALLA TUA MACCHINA DIECI VOLTA AL GIORNO VEDE CHE HAI GRADITO IL REGALO, NO?
Il Bambino ha ormai mangiato la foglia. In macchina salta sui sedili, si appende al poggiatesta, tocca il freno a mano, si infila nel bagagliaio. Di sedersi sul seggiolino non se ne parla neanche. Nemmeno per i viaggi lunghi. Nemmeno in autostrada.
Perché se una regola si può infrangere, non è più una regola.
Invece non mi piace stare a casa un giorno e trovare la mia scrivania e la mia sedia ingombre di tutto quello che c'era in un armadio finito chissaddove e di cui nessuno sapeva che fare.
"Specchio, specchio delle mie brame, perchè è da tanto tempo che non metto più questa maglietta che fu tanto bella un dì?"
Presumo che aver beccato la Minica a ciucciare una fetta di salame piccante abusivamente sottratta dal piatto di portata, possa essere interpretato come un inequivocabile indizio della sua prossima guarigione.
Le otto e un quarto.
La tavola pronta.
Il messaggio "schiodiamoci dalle palle" mi sembra sufficientemente chiaro. O no?
Ciociò, ciociò cavallo
la mama vien del balo
cole tetine piene
per darghe ale putele.
Le putele no le vol.
La mama ghe le ciol.
Salta fora la Mariana
che la sona la campana.
Salta fora el prete sòto
che ghe mola un scapeloto.
Se mentre vi accingete a lavarvi i denti, vi state chiedendo con aria assonnata che razza di dentifricio sia quello, sinceratevi che non sia uno di quelli che vostro marito ha riportato da uno dei suoi viaggi nelle amiche repubbliche caucasiche.
Il turno di domani, che, per fortuna, cade una volta ogni due mesi.
Che, per sfortuna, cade proprio quando alla Minica è venuta la febbre.
Che, per fortuna, sono riuscita a far coprire in extremis.
Fiiiuuu...
Scoprire di avere una spalla impiastricciata di grissini di riso.
Scoprirlo al lavoro.
Ogni volta che viene a casa mia, mia suocera mi aggiorna sullo stato di avanzamento della carta da culo in bagno. Non che sia finita, ed anche in questo caso, in cui si può dire che il “bisogno” aguzza l’ingegno, basta frugare un po’ in giro ed in un posto abbastanza ovvio si trova il rimpiazzo.
Ce n’è semplicemente “poca”.
Che cosa significa “poca”?
Bastevole per alcuni giorni.
Allora mi chiedo: per quanti giorni ha intenzione di fermarsi mia suocera?
Oppure le serve per inzupparla d’acqua e lanciarla dalla finestra sulle macchine che passano?
Ascoltare i bambini che stanno imparando a parlare ci fa capire quanto originali siano le loro associazioni. E soprattutto quanto male usiamo la nostra lingua.