Questo blog non è un essemmesse! Utente: momatwork
Una che non ha nessuna risposta. Però faccio tante domande; andrà bene lo stesso?

sito internazionale della LLL leggere ai più piccoli

sito (commerciale) che offre consulenze (gratuite) per scegliere i pannolini lavabili al servizio dei consumatori (in parte per abbonati)

ecoblog il suolo per bambini (in Inglese)

gruppo di discussione sul portare (per iscritti) il Corpo Forestale dello Stato per bambini

con la cintura di sicurezza in gravidanza gruppo di discussione su tutto quello che riguarda i bambini e le loro famiglie(per iscritti)

Center for NonViolent Communication anche i papà a volte lo fanno...

take a look inside! Montessori teacher training

geologia per bambini (in Inglese) sito della LLL (in Italiano)

mamme verdi e non solo technology for the environment

home design children la fascia che ho comperato...

test di ecologicità (in tedesco) i pannolini che ho comperato

... e quella che avrei voluto comperare col senno di poi! My Montessori House

mothering nuove tabelle di accrescimento WHO per bambini allattati al seno

i bambini e la protezione civile chi fa i corsi per portare...

gruppo di discussione sul metodo Montessori (in Inglese) conciliare figli e carriera?

... oppure... per farsi venire l'ulcera

gruppo di discussione sui pannolini lavabili (per iscritti) guida all'agricoltura biologica per bambini

healthy car educazione al rischio per bambini

informazioni per i consumatori europei oppure senza... gruppo di discussione (per iscritti)

Nienhuis for education che cosa sono e come funzionano le certificazioni ambientali

sito sull'allattamento al seno sito sul parto naturale

Dottor Sears Protezione Civile per bambini (in Inglese)

Montessori for everyone ... oppure tutte le posizioni per chi vuole far da sè...

... quasi tutte! prodotti da boicottare

prodotti OGM free cosa sono le fattorie didattiche

associazione italiana per l'agricoltura biologica acquisti all'ingrosso di prodotti solidali

sito sul parto naturale manuali e materiali per il metodo Montessori

agricoltura per bambini (in Inglese) il bambino naturale

il blog della Laura eriadan

senzaprogetti ecomamma

billo (dove c'è un bimbillo) (c)assetto variabile

il mignolo col prof zulawskiego 5

la Profe la Vonorace

tachipirinha melanele

unamamma tuttominuscolo

adrenalina fiammetta73

.switch nonsolomamma

freestyle perlaviola

le cose che cambiano mamikazen

serialmama melanele

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder



visitato *loading* volte
sabato, 30 settembre 2006
postato da: momatwork alle ore 23:00 | Link | commenti
categoria:aggiornare il blog
giovedì, 28 settembre 2006
A casa nostra fa freddo. Molto freddo. Così freddo che un inverno i miei mi hanno regalato a Natale un "buono" (leggi: busta allegata ad un ciocco) per un camion di legna.
Così freddo che se si invita qualche sconosciuto, anzi soprattutto qualche sconosciutA, bisogna preoccuparsi di avvertirla sull'abbigliamento "consono": no spalle scoperte, no piercing ombelicale in vista, no scollature vertiginose, no perizoma che spunta dai pantaloni. Un po' come in chiesa, insomma.
Non che non sia piacevole, in certi periodi dell'anno. Ad esempio in ESTATE, quando tutti boccheggiano e qui si raggiungono a malapena i 26 gradi.
Merito degli spessi muri in pietra e del tetto isolato ed areato.
Che però, diciamocelo, in inverno aiutano, ma i miracoli non li fanno. Se si vuole stare al caldo bisognerebbe accenderlo 'sto riscaldamento e non affidarsi unicamente ad una stufa che, per quanto grande, è un po' poco per scaldare 240 metri quadri su tre piani.
Quindi quando abbiamo dato l'annuncio al parentado, la prima domanda non è stata: "Quando nascerà?" ma "E adesso, come farete col riscaldamento?" e noi abbiamo promesso che sì, lo avremmo acceso quando fosse arrivato il Minico, complice anche l'avvenuto allacciamento di questo paese dimenticato da Dio e dal Comune alla rete del gas (tanto che l'Uomo dei treni andava in giro a dire che avevamo deciso di fare un figlio perchè ci avevano messo il metano e quindi il maggiore impedimento, cioè la spesa per il riscaldamento, era venuta a cadere...)
Perchè qui si andava a GPL con bombole da 25 litri al ritmo di tre al mese per la sola acqua calda, mica scherzi. E vi lascio immaginare la gioia dell'Uomo dei treni quando alle sei di mattina andavo a dirgli che la caldaia era in blocco e che bisognava sostituire le bombole, magari al buio e sotto la neve.
Insomma, confortati dall'arrivo del metano, della Minica e di un sacco di librini che dicevano che la temperatura ideale per un neonato è tra i 18 e i 20 gradi, abbiamo disseminato la casa di termometri e centellinato i metri cubi per arrivare ad una temperatura costante di 18,1°.
Ma no. Mia suocera non era mica soddisfatta. E in questa casa fa troppo freddo, e in questa casa c'è umidità (cosa peraltro assolutamente non vera, visto che avevamo tre stufe accese giorno e notte e che la nostra preoccupazione era semmai che l'aria fosse troppo secca), in questa casa ci sono gli spifferi (cosa questa già un po' più vera...)
Finchè, anche davanti all'evidenza di tre libri che dicevano la stessa cosa (temperatura ideale tra i 18 e i 20°) e tre termometri che eccezionalmente ci avevano graziato di un 19,qualcosa se n'è uscita con una frase eccezionale: "Sì, ma 19° in una casa grande non sono come 19° in una casa piccola"
A quel punto io non sono riuscita a trattenermi e le ho risposto: "Signora a casa mia, come a casa sua, 19° sono 19°"
mercoledì, 27 settembre 2006
Ho appena finito di stirare quattro cassette* di vestitini del Bambino, collezione autunno-inverno 2004-2005 (1 anno) che la mia vicina mi ha dato "per ora" (nel senso che c'è ancora roba che deve recuperare...) ed ho fatto queste sconcertanti scoperte:
- se alla Minica non crescono velocemente dei capelli degni di tale nome siamo destinati ad un inverno di: "Oh che bel bambinO, com'è buonO, com'è carinO,...". Ci fosse una, dico una, cosa vagamente unisex. che ne so, un gattino, un coniglietto... No tutto boxing, football, ice skating,... Oppure dobbiamo pensare ad un nome alternativo per quando ci chiedono come si chiama.
- a parità di marca e taglia le cose da femmine sono più piccole delle cose da maschi. Potremmo anche discutere sul fatto che la taglia 6-9 mesi da femmina sia più piccola della taglia 6-9 mesi da maschio, perchè MEDIAMENTE le femmine sono più piccole dei maschi, ma appunto. mediamente. E poi sono taglie INDICATIVE, mica bisogna prenderle alla lettera! (Questo perchè la Minica a quasi dieci mesi veste ancora la 6-9...). E poi dipende dalle marche.
Ma le TAGLIE IN CENTIMETRI? Cosa significa che la taglia 74 da femmina è più piccola della taglia 74 da maschio, che i centimetri da femmina sono più corti?

*la cassetta (c) è l'unità di misura della roba da stirare, che viene appunto raccolta in cassette di plastica, quelle della frutta, una volta asciutta. Solitamente in questa fase la cassetta è "colma". Dopo essere stata stirata e ripiegata la cassetta è invece "rasa". Per questo motivo non è possibile fornire direttamente una tabella di conversione in unità di volume. A chi non avesse familiarità con questo sistema di misura basti pensare che una cassetta colma corrisponde pressappoco ad una lavatrice (lv). Una lavatrice che non può essere contenuta in una cassetta viene definita "a pieno carico". In questo caso può essere necessario compiere il percorso a ritroso per recuperare l'eccedenza.
postato da: momatwork alle ore 23:22 | Link | commenti (3)
categoria:restituire i vestitini, chiacchierare con i vicini
martedì, 26 settembre 2006
Ieri a Caterpillar hanno parlato del libro senza pannolino e più in generale di EC.

È possibile ascoltare il podcast qui. L'intervento è circa a metà puntata.

Quando avevo letto di cosa si trattava avevo deciso che non faceva al caso mio.
Poi abbiamo trovato la nostra via di mezzo.
Adesso che perdiamo solo una cacca ogni tanto (la pipì la perdiamo molto più spesso, ma non è quello il nostro obbiettivo primario) non riesco proprio a concepire che si possa fargliela fare nel pannolino senza nemmeno provarci.
postato da: momatwork alle ore 23:32 | Link | commenti (1)
categoria:lavare i pannolini, lavare il pavimento, accendere la radio
domenica, 24 settembre 2006
Oggi sono andata com la Minica e mia madre ad una fiera annuale di cianfrusaglie dove ogni anno compero delle favolose piantine olandesi (no, non QUELLE piantine!) sempreverdi che costano poco, mi durano bellissime per tutto l'inverno e non crepano anche se mi dimentico di bagnarle. Crepano d'estate, perché continuo a dimenticarmi di bagnarle, ma d'estate metto i gerani.
I gerani, anche se mi dimentico di bagnarli, non crepano. O forse li bagna l'Uomo dei treni, mosso a pietà.
Dall'anno scorso c'è anche una bancarella che vende zucche ornamentali a prezzi abbordabili e anche le zucche mi piacciono e poi durano fino a primavera prima di marcire e puzzare e coprirsi di muffa verde.
Siccome l'Uomo dei Treni è a Orvieto, mi stava per sfuggire l'appuntamento con le meravigliose piantine olandesi sempreverdi.
Allora ci sono andata con mia madre. L'altr'anno le aveva comperate anche lei, ma quest'anno no, perchè lei le sue si ricorda di bagnarle e non crepano.

Mia madre ha insistito per portare il passeggino perchè ieri avevo solo la fascia e si è vergognata come una ladra. Poi il passeggino ipertecnologico me l'ha regalato lei e se non lo uso mai che cosa me l'ha regalato a fare?
Resta il fatto che il passeggino tanto ponderato non sembra riscuotere i favori della Minica, tanto più ha trovato il modo di uscirne, tanto è piccina (oggi si è sfilata anche dal seggiolino auto... mi sembrava stesse troppo zitta e ad un tratto l'ho vista nello specchietto retrovisore!).
Così abbiamo contato i passeggini che abbiamo incrociato perché lei sosteneva che solo la Minica non vuol stare nel passeggino COME TUTTI GLI ALTRI BAMBINI ed io sostenevo che ci sono anche dei momenti in cui vuole stare nel passeggino e ci sta volentieri e ci dorme, ma oggi non sarebbe stato uno di quei momenti perchè aveva già dormito per un paio d'ore e ci sarebbe stata tanta gente e tante cose da vedere e lei non avrebbe voluto restarci neanche mezzo secondo e che ci sono molte mamme per cui il passeggino è spesso solo un impiccio, solo che non lo ammettono.
Quindi abbiamo contato:
67 passeggini pieni (di cui due gemellari ed uno con un occupante in sovrannumero);
32 passeggini vuoti (tra cui il mio, che però era pieno di zucche e piantine olandesi sempreverdi, ed uno misterioso spinto a gran velocità da un ragazzo che non aveva nessun bambino in braccio);
3 bambini in marsupio;
1 bambino minuscolo in una fascia ad anelli.

In teoria avrebbe vinto lei.
In pratica un terzo dei passeggini presenti veniva passeggiato vuoto.
Il primo anno perlustravamo i padiglioni in cerca di coppi e isolanti biologici.
Il secondo anno abbiamo scandagliato stufe in maiolica e box doccia.
Il terzo anno ammiravamo pavimenti in legno che non avremmo potuto permetterci.
Il quarto anno cercavamo di stare alla larga dalle cucine che non ci eravamo potuti permettere.

Quest'anno dovevamo assolutamente trovare lo stand dove distribuivano i palloncini.
postato da: momatwork alle ore 00:37 | Link | commenti
categoria:passare in libreria
sabato, 23 settembre 2006
Pugno, pugneto,
cossa xè dentro:
pan e frumento,
cossa xè fora:
pan e sivòla.

Chi che mostra i denti bianchi
sete pugni soto i fianchi.


Oggi sei denti.
postato da: momatwork alle ore 23:57 | Link | commenti
categoria:cantare, mettere qualcosa in soffitta, abbracciare la minica
mercoledì, 20 settembre 2006
Nei due giorni che io e la Minica abbiamo passato raggomitolate sul divano ciucciando (lei) e leggendo (io) come quando era neonata, sono riuscita ad intaccare la base della piramide di libri da leggere. Piramide che ormai sta raggiungendo altezze inenarrabili, visto che se riesco a star lontana dalle librerie va a finire che compro i libri al supermercato.
Ora, avevo detto che non avrei fatto recensioni di libri di narrativa, ma ci sono cose che non si possono passare sotto silenzio.
Ho cominciato il celebratissimo L'ombra del vento, che si autodefinisce "Il romanzo spagnolo che ha stregato i lettori di tutto il mondo" (e mi spaventa parecchio che il voto medio delle recensioni su ibs sia 4,80/5 e che qualcuno abbia detto che il finale non è all'altezza... all'altezza de che?), e già alla seconda frase ho deciso che mi farà cagare. Possibile che non abbia ancora imparato a diffidare dai libri con un titolo accattivante ed una bella copertina? Alla mia età?

Giorni cinesi di Angela Terzani Staude è invece, come già Giorni giapponesi (che però mi era piaciuto di più), "interessante". Soprattutto dopo aver letto Cigni selvatici, che mi permette di inquadrare meglio dei fatti e dei personaggi che altrimenti non ricorderei. Trovo affascinante il fatto che le idee che noi occidentali abbiamo della Cina, quella  classica o quella delle biciclette , appartengano ormai al passato. Un libro che ne dà un'immagine ancor più recente è Il secolo cinese. Forse, preso da solo, Giorni cinesi mi sarebbe altrimenti sembrato troppo ostico.
Il problema della Staude è che, essendo moglie di Terzani, non ho ancora capito se brilli di luce riflessa o sia oscurata dalla sua grande ombra. Tra l'altro a me di Terzani erano piaciuti i libri "giornalistici", invece il celebratissimo Un ultimo giro di giostra mi ha molto ridimensionato il personaggio. E quello che mi sembra la sua rifrittura, La mia fine è il mio inizio, non ho nemmeno intenzione di leggerlo perché , questa sì , mi pare speculazione sui cadaveri.

Infine Morte in lista d'attesa, dove il commissario Proteo Laurenti  si arrovella sui fattacci della città d'adozione, sua e del suo inventore Veit Heinichen.
Già mi rimane un mistero il fatto che i tre libri finora tradotti non siano stati pubblicati nell'ordine in cui sono stati pensati e scritti, ossia:
A ciascuno la sua morte
I morti del Carso
Morte in lista d'attesa
bensì:
I morti del Carso
Morte in lista d'attesa
A ciascuno la sua morte
e l'osservazione non è casuale, visto che ne I morti del Carso viene rivelato l'assassino de A ciascuno la sua morte (ve lo dico? Ma no... potrebbe anche passarvi inosservato...) e che quest'ultimo si chiude con un dubbio che viene rivelato nelle prime pagine di Morte in lista d'attesa.
Insomma, consiglierei che si accingesse alla lattura della trilogia finora tradotta di attenersi alla data dell'edizione originale.
L'altra perplessità riguarda il crogiolarsi davvero eccessivo nella toponomastica cittadina, nelle squisitezze enogastronomiche locali, nelle diatribe nazionalistiche senza soluzione che lo fanno sembrare, almeno al lettore italiano, una copia molto mal riuscita del più famoso commissario Montalbano (che, anche lui, ormai comincia a mostrare la corda...).
E il lettore locale? Da quanto era gremita la sala alla presentazione dell'ultimo libro conferma la sua spiccata propensione per il crogiolamento.
Però, però... se proprio uno deve dilungarsi in aneddoti, che almeno si documenti: in Morte in lista d'attesa mi va a nominare "i vecchi magazzini della White Star Line".
Ma se la White Star Line è quella del Titanic!
Ma se lo so anch'io che quella scritta è stata fatta qualche anno fa per girare un film!
Crogiolarsi di meno, documentarsi di più.
postato da: momatwork alle ore 12:02 | Link | commenti
categoria:allattare, scrivere la recensione, passare in libreria
lunedì, 18 settembre 2006
No se sveia un fio che dormi.

Però si arriva con più di un'ora di ritardo.
postato da: momatwork alle ore 19:44 | Link | commenti
categoria:allattare, rifare il letto, fare un giro, abbracciare la minica
Ghiri, ghiri gaia,
Martin xè sula paia,
Paia, paieta,
e ciapa una s'ciafeta*.


Questa filastrocca mi ha permesso di capire che da un po' di tempo la Minica riconosce alcune parole, o almeno alcuni suoni. Da una paio di settimane facciamo il gioco "ciò" (tieni) e "da'" (dammi) passandoci un oggetto, ma pensavo riconoscesse il gesto più della parola.
La s'ciafeta*, invece, te la dà sempre al momento giusto.

*Notazione: il suono "s'c" in Italiano non esiste. Per chi non ha dimestichezza con i dialetti veneti, si ottiene anteponendo una S sorda ad una C dolce.
postato da: momatwork alle ore 14:00 | Link | commenti
categoria:cantare, mettere qualcosa in soffitta, abbracciare la minica
mercoledì, 13 settembre 2006

Chi fa più de mama, ingana.

 

postato da: momatwork alle ore 21:20 | Link | commenti
categoria:abbracciare la minica
mercoledì, 06 settembre 2006
Anche oggi qualcuno è passato di qui cercando informazioni sul libro (non credo ne abbia scritti altri) "il linguaggio segreto dei neonati" di Tracy Hoggs. In realtà il cognome è Hogg, ma devo averlo scritto sbagliato da qualche parte.
All'inizio credevo di averlo letto solo io. Ma se qualcuno capita qui digitando male il cognome, tanto meglio.
Mi dispiace di non essere riuscita ancora a fare una recensione recente.  Anzi, siccome l'avevo letto proprio quando la Minica aveva pochissimi giorni, mi piacerebberileggerlo col senno di poi.
Recentemente ho avuto anche modo di parlarne con un'amica che me lo ha sfogliato e stroncato.

Certo, questo libro non è uno dei must dell'attachment parenting; non si parla di allattamento a richiesta, di co-sleeping, di portare i bambini. Tutt'altro. Si prefigge addirittura di insegnare un metodo per far dormire i bambini per tutta la notte nel proprio lettino proponendo una routine di "momenti".
Però ci sono frasi come: La gente ha la tendenza di parlare di loro (dei bambini) come se non esistessero. [...] Lo prendono e lo mollano come fosse un bambolotto, senza una parola [...] A volte una mamma mi dice:"[...] ha solo tre giorni, non è in grado di capirti." "Beh, non lo sappiamo con certezza [...] Immagina come sarebbe terribile se lui mi capisse ed io non gli parlassi" [...] Essere genitori è un processo che dura tutta la vita e, in quanto tali, siete dei modelli di comportamento. Se ascolterete il vostro bambino e lo tratterete con rispetto diventerà una persona che ascolta e che tratterà gli altri con rispetto che io non trovo molto lontane dal concetto di attachment parenting.
La differenza principale con altri libri che ho letto, ad esempio il famoso Gonzales questo libro però non accetta "passivamente" il fatto che i neonati siano tanto dipendenti da noi e pace all'anima nostra, ma invita a insegnargli che se la conservazione della specie ha effettivamente premiato i bambini che si mettevano a piangere appena la mamma si fosse allontanata, la mia cucina non è la savana e che se vado dieci minuti a stendere la biancheria si può stare tranquilli che nessun leone verrà a sbranarci.
Insomma insegnargli ad avere fiducia in noi.
Ed è un libro che si rivolge ai "genitori" e che non esalta fino all'esasperazione 'sto benedetto legame madre-figlio che vabbè, sarà pure importante e bellissimo, nessuno lo mette in dubbio, ma il papà è spesso relegato al ruolo di banca del seme.
Ecco, la banca del seme. Purtroppo il libro è scritto per gli Americani ed avrebbe sicuramente giovato una traduzione maggiormente calata nella realtà italiana (lasciamo stare l'utero in affitto, ad esempio).

Che altro dire? Il metodo potete anche non applicarlo (io non l'ho fatto), ma a differenza di quello di Estivill, la lettura di questo libro vi lascerà comunque un modo nuovo (e migliore) di vedere il vostro bambino, senza il timore di imbarcarvi in scelte che credete  troppo "stravaganti" (e che effettivamente non sono da tutti) o che non vi convincono del tutto.
lunedì, 04 settembre 2006
Nana, pupeta,
la mama xè 'ndada a messa,
el papà xè 'ndà lontan,
fa la nana fin doman.


Se la mamma è atea ed è davanti al computer va bene lo stesso?
Ne avrei, altrocché se ne avrei. Il lettino foppapedretti, la seggiolina dell’Inglesina, il passeggino della Quinny, … però questo, nonostante la modica spesa, li batte abbondantemente tutti.
Tutto cominciò con l’arrivo del mio terzo primo elefante. Perché va bene uno, va bene anche il secondo ( di riserva), ma il mio terzo primo elefante ci sembrava veramente eccessivo.


elefanteelefante
elefante Ora, cosa comperare per una bimbetta di dieci giorni in un negozio della Chicco? O meglio, con che cosa permutare il mio terzo primo elefante, senza doverci mettere vicino una cifra esorbitante?
Ma con qualcosa di utile, naturalmente!
Il micropettinino e la microspazzolina? Ma se non ha nemmeno i capelli! (e per fortuna, perché poi ce li hanno regalati, assieme alle microforbicine)
Un giocattolino? Un altro?
Ma no, ecco! Il termometro a forma di pescetto per verificare che l’acqua del bagnetto non sia al limite dell’ebollizione, come piace al papà, o della solidificazione, come piace alla mamma.
Bene, l’acquisto è fatto. Però mica si può utilizzare subito, ché la Minica ha ancora il moncone di cordone ombelicale attaccato e allora uno si gingilla un po’ col suo pescetto, se lo rigira tra le mani, se lo guarda qanto è bello tondo e giallo, legge le istruzioni, manco servissero le istruzioni per far funzionare un termometro a forma di pescetto… Ecco. Appunto.
Uno sfoglia le istruzioni e legge:
Avvertenze:
Il Delfino (scopriamo qui che non trattasi di pescetto. Ma perché il maiuscolo?) non è un termometro (ah, no? Ed allora che cos’è?), ma semplicemente un pratico indicatore di temperatura (aah… ed un termometro che cosa indica?), quindi controllare sempre la temperatura dell’acqua del bagnetto COL DORSO DELLA MANO prima di immergervi il bambino […] Il Delfino non dev’essere usato come giocattolo ma solo per l’uso preposto (indicatore di temperatura) (questa specifica l’hanno messa loro, non io…) ogni altro uso è da considerarsi improprio. […] (e qui siamo al top) conservare il misuratore di temperatura (repetita iuvant) Delfino in luogo FRESCO E ASCIUTTO. (mancava solo dicessero:non immergere in acqua…)
Questo in undici lingue.
E poi si chiede: “ma allora, perché cacchio l’ho comprato?”

Insomma, ragazzi, prendetevi le vostre responsabilità. È chiaro che se mi fate un termometro a forma di pescetto questo DEVE essere un termometro e DEVE essere un giocattolo e DEVE restare nell’acqua finché ci si fa il bagno. Altrimenti tanto valeva farlo banalmente rettangolare.
O, meglio, tanto valeva non comprarlo affatto.
Esploriamo la raccolta differenziata: IL SECCO RESIDUO


postato da: momatwork alle ore 20:55 | Link | commenti
categoria:pulire la cucina, fare la raccolta differenziata, abbracciare la minica
domenica, 03 settembre 2006
Sono finalmente arivati i nuovi vicini.
Siccome da casa loro si vede benissimo il nostro bagno e che siamo ancora senza tende, vediamo di ricordarcene quando facciamo la doccia.
postato da: momatwork alle ore 22:06 | Link | commenti
categoria:lavare il bagno, chiacchierare con i vicini
Prima stavo raccogliendo con l'aspirapolvere quel mezzo chilo di briciole dal tappeto e la Minica era infastidita da qualcosa. Mugugnava, mi si aggrappava alle gambe, piangiucchiava...
Che avesse paura dell'aspirapolvere? Ma com'è possibile, se...
E lì ho capito.
Lo sapevo. L'abbiamo viziata.
postato da: momatwork alle ore 21:00 | Link | commenti
categoria:passare l aspirapolvere, abbracciare la minica
sabato, 02 settembre 2006
Questa mattina l'Uomo dei treni doveva alzarsi alle cinque per prendere l'aereo.
Ieri sera ha messo la sveglia alle cinque.
Stanotte gli ho chiesto se si fosse ricordato di mettere la sveglia alle cinque (neanche fosse lui quello che si dimentica le cose...)
Stamattina la sveglia ha suonato. Alle cinque. Alle cinque di quell'orologio lì, però, perchè il cielo era chiaro ed il campanile già batteva le sei.
Premesso che l'Uomo dei treni è riuscito miracolosamente a prendere l'aereo pur partendo con un'ora di ritardo rimane il mistero dell'orologio.
Batterie scariche? Sì, forse, però allora è proprio sfiga... e stranamente non si è ancora fermato.
Poi mi sono ricordata che l'altro giorno, mentre riordinavo la camera ed imprecavo contro i pantaloni arancione, qualcuno giocava con la sveglia.
postato da: momatwork alle ore 19:23 | Link | commenti
categoria:rifare il letto, fare la valigia, sbaciucchiare l udt
...sembra di essere in agosto!
Peccato sia settembre.
postato da: momatwork alle ore 17:56 | Link | commenti
categoria:andare al mare
Lilypie 4° comp Ticker
Lilypie 2° comp Ticker
Lilypie Allattamento Ticker