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giovedì, 30 novembre 2006
postato da: momatwork alle ore 23:00 | Link | commenti
categoria:aggiornare il blog
mercoledì, 29 novembre 2006
Chi ha ha avuto la fortuna di sforare la DPP sa di cosa sto parlando. Te lo dicono al corso pre-parto (io ne ho fatti due, in due ospedali diversi, e me l'hanno detto in entrambi): "Il giorno dopo la scadenza, se l'ospite ancora non si è fatto vivo/a, telefonate all'ospedale per prenotare il monitoraggio."
E così ho fatto.
E così probabilmente ho anche deciso in quale ospedale sarei andata a partorire, perché fino a quel momento non l'avevo ancora fatto.
Tu telefoni e un'ostetrica ti dice di presentarti il giorno successivo ad una certa ora.
La cosa più difficile è entrare ed uscire dal reparto senza imbatterti in quelle che hai conosciuto al corso pre-parto, che avevano la scadenza due settimane dopo di te ed invece sono lì con un fagottino tra le braccia. Poi ti attaccano dei sensori sulla pancia: uno ha un cuoricino che batte all'impazzata e l'altro disegna il grafico delle contrazioni. Te ne stai lì una mezz'ora (se hai culo e il bambino/a si sposta durante il monitoraggio anche di più) chiacchieri con l'ostetrica se non ha niente di meglio da fare, chiacchieri con un'altra mamma se ce n'è  un'altra  lì a fare il monitoraggio oppure ti leggi un libro.
Io stavo leggendo Buonanotte, Signor Lenin. Il cuoricino batteva forte, di contrazioni nemmeno l'ombra.
Se va tutto bene l'osterica sorride e ti dice di tornare dopo due giorni.
E dopo altri due giorni.
Ed ancora due giorni.
Finchè un giorno (dipende dall'ospedale, in quello dove ho partorito io aspettano dieci giorni dalla DPP, ma so di altri ospedali dove ne aspettano anche quindici) ti dice: "La prossima volta portati la valigia."

Insomma, non è una cosa simpatica, fare il monitoraggio, però è possibile trovargli dei lati positivi. Ad esempio ti permette di familiarizzare con l'ambiente dell'ospedale. Poi, siccome viene fatto anche durante il travaglio, si è già abituati a questo strano trabiccolo che inizia a suonare se perde il battito. Un giovane medico che arriva correndo e brandendo un defibrillatore fa molto più ER, ma più facilmente arriverà un'osterica ciabattando per posizionare meglio il sensore.
Infine, se avete scelto un piccolo ospedale ed avete il culo che ho avuto io, ci tornerete così tante volte da conoscere praticamente tutte le osteriche, cosicché chi vi assiterà sarà almeno una faccia nota. Ed anche voi sarete un volto familiare.
E soprattutto potrete farvi un'idea generale dell'ambiente e chiedervi: ma è davvero qui che voglio partorire?

 
Puntate precedenti:
Parto fisiologico e parto patologico 1 -prima cazzata
Parto fisiologico e parto patologico 2 -DPP
 
sabato, 25 novembre 2006
La seconda cazzata è stata incece comunicare sempre a troppa gente la mia DPP (per i profani: Data Presunta Parto, quaranta settimane dopo la UM, primo giorno dell'Ultima Mestruazione). Che sarebbe stato come a dire oggi, un anno fa. Peccato che la Minica ci abbia messo altri otto interminabili giorni a decidersi. Peccato che in questi otto giorni IL MONDO, invece di farsi i cazzi suoi, mi abbia telefonato per chiedermi :"E allora? ancora niente? Pensavo fossi in sala parto!"
Intanto, se ti sto rispondendo al telefono evidentemente non sono in sala parto, poi, prima di fare questa domanda, hai ritirato il numero all'eliminacode?

Voglio dire, La DPP può fregare al tuo ginecologo e a te, ma per tutti gli altri va benissimo abbondare di un paio di settimane; tutt'al più si meraviglieranno perché hai messo al mondo un prematuro di quattro chili...
Quindi, siccome non metterò un "ticker" (come si chiamerà in Italiano quella robina?) nel caso rimanessi nuovamente incinta (ché già quelli là sotto mi fanno tanto conto alla rovescia e mi mettono un po' d'angoscia...), accontentatevi di quello vecchio, così comè rimasto fino a 41+1:

ticker
postato da: momatwork alle ore 23:58 | Link | commenti (1)
categoria:aggiornare il blog, andare dal dottore, fare la valigia
giovedì, 23 novembre 2006
Questa settimana l'Uomo dei Treni diveva andare a Istambul, ma non col Papa.
Poi non c'è andato perché doveva andare a Grosseto.
Poi non c'è andato perché doveva andare a Roma.
Poi non c'è andato perché doveva andare in Tunisia.
Poi non c'è andato perché doveva andare a Graz.
Stamattina di buon'ora per lui, cioè alle sette, è andato a Bergamo.
Stamattina, meno di buon'ora, ho caricato la Minica nell'apposito seggiolino, ho sistemato una tonnellata di borse, sono salita in macchina, mi sono allacciata la cintura di sicurezza, ho girato la chiave e...
Morta. Defunta. Kaputt. Batteria sotto i tacchi.
Il nostro parco macchine meriterebbe una serie di post ad hoc. Per ora accontentavi di sapere che io guido la macchina sua di lui, scelta da lui contro il mio parere e lui guida la macchina mia di me, anche questa scelta da lui contro il mio parere, dopo avermi venduto la precedente a mia insaputa.
Come a dire che in fatto di macchine, non conto un cazzo.
Però, qualsiasi cosa succeda, la colpa è sempre sua.

Ora, se già questa non è una situazione simpatica di per sè, lo è ancora meno con una bimbetta che ti dice: "ma-ma? mma-mma? ma?" dal sedile posteriore.
Nel nostro paesello, non a caso, abita una densità incredibile di colleghi di mio marito che avrebbero potuto darmi un passaggio fino all'altro paesello dove lavora e dove aveva lasciato l'altra macchina (la mia).
A questo punto il primo dilemma: vabbè che questi vanno a lavorare a mezzogiorno, ma vado prima a prendere le chiavi di riserva rischiando di non trovare più nessuno o mi trascino dietro la Minica nel seggiolino e comincio a bussare delle porte a caso?
Nel dubbio telefono all'Uomo dei treni che mi informa che no, quello non c'è , quell'altra è in ferie, quel terzo è ad un convegno, il quarto è con lui, la quinta sta male. Ne resta una. Che ha il telefono staccato.
Chiamo l'ufficio e li informo che mi è successo che bla, bla, bla e che non posso andare a lavorare.

Quindi, in pratica, oggi sarei in ferie.
Odula odula, capeluda,
che la magnéa la carne cruda,
sul solàr de Martinèl.

Martinel no iera casa,
iera casa nome so' fiol,
che rostiva un bel cagnòl.
Passo tre porte:
                                  trovo tre cavre morte.
                                   Cola pele me vestìsso,
                                    cola carne me passìsso,
                                 coi budèi vado in riva 'l mar
                                      e taco trombetar.

                                   Salta fora 'na vecia striga,
                                   che la magnava pomi coti
                                     e la spudava i morsegòti.
                                    La ciapo per sufi,
                                    la buto sui mussi;
                                   i mussi va 'torno,
                                       la vecia striga la va sul forno.

                                     El forno ga fato un cric,
                                     la vecia striga ga fatto un sghit.
                                   El sghit se ga slargassà
                                      e la vecia striga se ga negà.


No, era solo per introdurre l'argomento...
postato da: momatwork alle ore 18:51 | Link | commenti
categoria:cucinare, cantare, mettere qualcosa in soffitta
martedì, 21 novembre 2006
La prima cazzata che ho fatto da incinta è stato far sapere a troppa gente troppo presto che lo ero.

Ad esempio all'Uomo dei Treni, noto "panisèl che spandi acqua", come direbbe mia nonna, ossia persona assolutamente incapace di tenere un segreto.
Ad esempio prima ancora di fare il test di gravidanza, tanto per dare un'idea...

A questo proposito, da quando sono rimasta incinta mi sono chiesta, come immagino tutte le donne che hanno sperimentato una gravidanza, ma... e quelle che partoriscono in casa (e talvolta buttano il figlio del cassonetto...) e poi dicono di non essersi accorte di essere incinte? Secondo voi, è possibile? Non dico una cosuccia tipo la scomparsa delle mestruazioni o un aumento di una decina di chili in pochi mesi, che effettivamente potrebbe sfuggire ad una persona un po' distratta, ma quella sensazione di avere un gatto vivo che ti gira per la panza, qualche sospetto te lo farà pur venire, o no?

Intanto, sarà stata suggestione, ma io ho avuto l'impressione di essere incinta non dico dal primo giorno, ma dopo una settimana assolutamente sì ed ho cominciato a comportarmi come se lo fossi. In particolare, essendo inspiegabilmente negativa alla toxoplasmosi, ho smesso di mangiare, inquiline, scusatemi, carne cruda.
Di cui sono golosissima.
E cosa mi fa l'Uomo dei Treni?
Invita degli amici e propone tartara come antipasto.

Un'amica infermiera mi ha sgamato in trenta secondi. Dopo una settimana, il primo aprile 2005, tanto per buttarla in ridere, ho fatto il test.
Positivo.
postato da: momatwork alle ore 20:05 | Link | commenti (2)
categoria:cucinare, andare dal dottore, dar da mangiare al gatto
domenica, 19 novembre 2006
Oggi la Bambina è tornata a casa.
Microscopica e deliziosa.

E siccome quando è nata la Minica non avevo il blog e recentemente mi hanno chiesto di ripensare alla mia esperienza, prenderò a pretesto la Bambina per raccontare di noi.
postato da: momatwork alle ore 18:46 | Link | commenti
categoria:abbracciare la minica, chiacchierare con i vicini
sabato, 18 novembre 2006

La Bambina.

 

postato da: momatwork alle ore 08:55 | Link | commenti
categoria:chiacchierare con i vicini
domenica, 12 novembre 2006
Oggi dobbiamo andare a pranzo fuori coi suoceri per festeggiare il compleanno dell'Uomo dei Treni.
Coi suoceri si mangia sempre al ristorante, ma questa è un'altra mania.
Coi suoceri si mangia sempre troppo tardi per i miei gusti e pure questa è un'altra mania. E comunque, qualunque ora si concordi, mia suocera arriva sempre in ritardo. Minimo mezz'ora. Spesso più d'una.
Fino ai già citati eccessi di quando annuncia di voler passare "nel pomeriggio", tu non esci nonostante la giornata sia splendida perchè non risponde al cellulare per darle buca e poi ti si fionda in casa a ora di cena.
Oppure annuncia di non poter venire. Ma mai prima delle sei e mezzo.
Perchè mia suocera parla per proclami, talvolta invocando entità superiori quanto sconosciute che dispensano, stabiliscono ed assegnano tempi ed oggetti nelle nostre vite.
Ora, è vero che a me piace pianificare ALCUNE attività, ma piace farlo A ME.

Tutto questo per dire che ieri, quando mia suocera ha annunciato di voler passare "prima" per portare a passeggio la bambina sono stata colta da un momento di panico perché avevo lasciato il passeggino a casa di mia madre (di solito lo lascio lì durante la settimana e lo riporto a casa nei week-end...).
Sarei anche andata  prenderlo se l'Uomo dei Treni non mi avesse guardato come una pazza. Per la serie "conosco i miei polli" e "sono 50 km, con quello che costa la benzina".

Avete visto che ora è? Ha chiamato dieci minuti fa per chiedere di comprarle il giornale.
Forse perché nel frattempo il giornalaio avrebbe chiuso...
postato da: momatwork alle ore 12:10 | Link | commenti
categoria:fare benzina, aspettare la suocera, sbaciucchiare l udt
sabato, 11 novembre 2006
Ogni volta che trova un calzino (ce n'è molti in giro...), la Minica lo annusa e con aria schifata dice: "TAAAHH!".

Secondo me in questa casa c'è qualcuno che ricicla la biancheria...
mercoledì, 01 novembre 2006
Oggi è venuto il fabbro che ci sta facendo la libreria (perché, voi la libreria non ve la fate fare dal fabbro?) a prendere delle altre misure. Ha detto che non si era mai accorto che la casa fosse così storta.
Per una libreria che avrebbe dovuto essere finita prima che nascesse la Minica, mi sembra che siamo a buon punto.
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