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mercoledì, 31 gennaio 2007
postato da: momatwork alle ore 23:00 | Link | commenti
categoria:aggiornare il blog
lunedì, 29 gennaio 2007

Dunque mercoledì ero in maternità perchè dovevo andare a fare un paio di cosette. Tra le cosette da fare c'era anche l'improcrastinabile depilazione gambe/inguine/ascelle in vista della piscina di sabato, visto che non credo che gli yeti siano ammessi in piscina.

Allora, visto che era mercoledì, ho pensato di prendere due piccioni con una fava e di abbandonare la Minica tra le sgrinfie di mia suocera che non vede l'ora di pavoneggiarsi con le amiche alla guida del passeggino.
Intanto il famoso passeggino me l’ero dimenticato di nuovo da mia madre e l'Uomo dei Treni si è fatto quei 60 km gratis, così, tanto per non rivangare la storia del passeggino.
Del resto, era il minimo che potesse capitare, visto che la suocera non era da sola, ma si era portata dietro la zia portasfiga. Infatti, quella è stata l'ultima volta in cui il passeggino ha funzionato a dovere. Adesso sembra che lo si debba mandare in Olanda...
Ma torniamo a mercoledì. Già ho avuto un primo mancamento quando ho visto l'abbigliamento della suocera: piumino nero con calze, borsetta, guanti, sciarpetta, occhiale, ombrello e rossetto in tinta col passeggino (rosso), ma vabbè, ognuno si veste come vuole.

Però, quando le ho recuperate ho avuto modo di apprezzare tanti segni di un tangibile affetto: sul cappottino bianco della Minica e sul sacco grigio del passeggino.
Fossero questi i problemi, si potrebbe anche lavare e riderci su.

Purtroppo non è la prima volta che mi incazzo quando mia suocera porta in giro la Minica. L’altra volta, qualche mese fa, volevo scriverci un post... un post... poi come sempre il tempo passa, si affollavano altre idee, altre notiziole e tutto è caduto APPARENTEMENTE nel dimenticatoio. Apparentemente, perché io di queste cose non mi scordo mai.
Per farla breve (?) l’altra volta mi sono incazzata perché mia suocera stava bellamente attraversando col rosso ed altrettanto bellamente aveva gettato per terra uno scontrino.
Ora, questi due fatti potranno sembrare insignificanti a voi, MA NON A ME. E lei lo sa BENISSIMO.

Passi per il tentato attraversamento, per il quale, mantenendomi ancora nei limiti della civile conversazione le ho spiegato che non mi va che si passi col rosso assieme alla Minica, che io non lo faccio mai, neanche se sono da sola perché poi diverrebbe un’abitudine e sarebbe difficile spiegarle una volta grande la differenza fra passare col verde e passare col rosso se fino a quel momento non si è fatta alcuna distinzione.
Sì, lo so che è ancora nel passeggino.
Sì, lo so che sono esagerata.
Sì, lo so.
MA COL ROSSO NON SI PASSA, PUNTO E BASTA.
Purtroppo, so anche che è come parlare al muro ed io non sono proprio un principe della diplomazia, perciò ero ancora frastornata dal sovrumano tentativo di contenere la mia reazione, quando con la coda dell’occhio vedo un guizzo ed una pallottolina di carta che vola dalla sua mano inguantata ad un mucchio di cartacce che qualche altra mano gentile aveva lasciato per noi.

In questi casi con gli estranei ho sviluppato questa tecnica: raccolgo l’oggetto, rincorro il proprietario (spesso una proprietaria, devo dire) e glielo porgo al suono di “le è caduto questo” con una faccia un po’innocente, un po’severa. In tanti anni di onorevole rottura di coglioni al prossimo, non mi è MAI capitato che qualcuno negasse l’evidenza. La reazione più comune è un imbarazzo celato non benissimo, un fastidio celato ancora meno bene e dei farfugliati “non me n’ero accorto”, “mi è caduto per sbaglio”. Qualche volta ho anche litigato con qualcuno che riteneva di avere il sacrosanto diritto di buttare una cartaccia per terra o perlomeno di non essere per questo importunato da me. Me è una minoranza.
Nessuno mi aveva ancora detto “non sono stato io” e siccome mi sembrava di averle offerto la possibilità di fare la finta tonta e di uscirne bene su un piatto d’argento, non potevo non incazzarmi.

Cercate di capirmi.
Sono quasi trent’anni che faccio la raccolta differenziata.
Quasi venti che raccatto immondizia altrui.
Quasi dieci che le spiego il perché.

La mia proposta è stata quindi di tornare indietro, raccogliere la pallottolina e vedere se “per caso” si trattava di uno scontrino del negozio da cui eravamo appena uscite. A questo punto, la possibilità di uscirne a testa alta era decisamente sfumata, perciò chiedi scusa e chiudiamola lì.

Macché: “è la prima volta che lo faccio in vita mia”.

Già. Certo. E lì è evaporata la mia compostezza... e MAI PIÙ, MAI PIÙ, MAI PIÙ, mi capiti di vedere una cosa simile e soprattutto con la Minica, che non mi interessa se è una città sporca, siamo noi che la sporchiamo, non mi interessa se non ci sono cestini, lo dia a me che lo metto in tasca, non mi interessa niente, MA NON SI BUTTANO LE CARTACCE PER TERRA, PUNTO E BASTA.

Lo so, non è bello rimproverare una che può essere mia nonna, ma tra lei e mia figlia io scelgo mia figlia.

Evidentemente non basta neppure incazzarsi, visto che mercoledì l’ha rifatto. Stesse modalità, stesse scuse. Solo che ho dovuto farle notare che era già la seconda volta che lo faceva in vita sua.

Sono esagerata, lo so.
Ma è più forte di me.

sabato, 27 gennaio 2007

Mercoledì sono uscite a passeggio col passeggino la suocera e la zia portasfiga.
E venerdì si è rotto il passeggino.

 

martedì, 16 gennaio 2007
Un mio amico, collega ed ex-compagno di studi, marito di un’altra amica, collega nonché ex-compagna di studi, oggi è diventato papà. Va da sé che l’argomento parto recentemente sia stato all’ordine del giorno. L’altro giorno è stata nominata l’epidurale e gli ho chiesto se C. (la futura mamma) avesse intenzione di farla. Naturalmente sì, ha risposto lui. Naturalmente, proprio no, avrei voluto rispondere io, ma non l’ho fatto.
Forse già saprete che esiste un’iniziativa da parte del Ministro della Salute Livia Turco per permettere a tutte le donne di avvalersi di questa tecnica di analgesia e che esistono delle controiniziative a sostegno dell’analgesia naturale e del parto in casa.
Quand’è stato il mio turno ho deciso che le donne partoriscono decisamente da prima che gli anestesisti cominciassero a piantarti aghi nella schiena e che quest’ultima prospettiva mi sembrava di gran lunga meno attraente. Per non avere tentazioni, ho scelto di andare a partorire in un ospedale dove, per scelta "aziendale" non fosse possibile fare la peridurale.
Ricordo però che anche nell’altro ospedale non era possibile avere la tentazione dell’ultimo minuto: l’anestesia peridurale si poteva fare solo se si era state visitate preventivamente dall’anestesista. Durante il corso pre-parto venne pure questo anestesista ad illustrare i pro e i contro del parto con anestesia peridurale, soffermandosi molto sui pro, a dir la verità, ma non dimenticando di dirci che si tratta COMUNQUE di un’anestesia, con tutti i rischi connessi. Mi è sembrato un atteggiamento molto serio da parte dell'ospedale, ma ho deciso che quei rischi non avevo voglia di correrli e non ho fatto la visita.
In internet si possono trovare le informazioni più varie: da chi la pubblicizza come se fosse l'unica soluzione al "partorirai con dolore" a chi si sofferma anche sugli effetti collaterali e propone tecniche di analgesia naturale basate sul rilassamento e la respirazione.
Io l'ho scelta ed ho serenamente affrontato 22 ore di travaglio* (le ultime 10 in ospedale, in parte in vasca) con l'aiuto di massaggi, movimenti abbinati alla respirazione e borsa d'acqua calda.
La Minica, dopo aver fatto intravedere la testa per un paio d'ore (!) ha deciso di uscire con una sola spinta, come un pesciolino, e risconoscerne la forma è stata la sensazione più bella di tutta la mia vita.
Ed ora che lo so, non ci rinuncerei per nulla al mondo.

A proposito... A C. non l'hanno poi fatta l'epidurale... le hanno detto che era così tesa che non sarebbe servita a nulla.

* le ostetriche definiscono travaglio la presenza di contrazioni "efficaci", perciò la durata del travaglio non è mai, secondo loro, superiore alle 8-10 ore; NOI lo chiamiamo travaglio alle prime contrazioni dolorose.
 
domenica, 07 gennaio 2007
...c'è il cane: BAUBAUBA
c'è il gatto: GA-THO*
c'è l'ochetta: TA-TA-TA
c'è la mosca:ZSZSZSZSZSZSZSZS**



* Il Gatto non miagola quasi mai.
** Nella Casa fa troppo caldo, sostiene l'Uomo dei treni.
postato da: momatwork alle ore 12:19 | Link | commenti
categoria:cantare, riordinare la camera dei minici, abbracciare la minica
sabato, 06 gennaio 2007
...che qui si stia appena un po' meglio e già mia suocera scassi con la storia del passeggino?
giovedì, 04 gennaio 2007
Ieri era mercoledì.
Ieri l'Uomo dei Treni era (ancora) in ferie.
Ieri sono andata al lavoro, confidando nel fatto che se la sbrigassero da soli e sono arrivata con largo anticipo.

La prima telefonata è invece arrivata alle 10.20, per rendermi partecipe che sua madre, che si era annunciata per le nove, ancora non si profilava all'orizzonte.
Io avrei voluto dire: "Embè?" invece ho risposto: "Sono in riunione. Qual è il problema?", già intuendo che il problema era che lui voleva schiaffare la Minica alla suocera e farsi gli affaracci propri.

La seconda telefonata è arrivata alle 11.30, per chiedere dove fosse il passeggino.
"Ieri ho dimenticato di prenderlo, perciò, come sempre, è a casa di mia madre. Non potete uscire con lo zaino?"
"Ma mia madre voleva uscire con il passeggino... e io avrei altro da fare."
"Allora andate a prendervelo. Io sono sempre in riunione"

Dopo una mezz'ora mi arriva il messaggio: "La prossima volta la porto a fare una passeggiata sull'autostrada" a cui ho discretamente risposto "In corsia di sorpasso?"

Alle 14.20 mi arriva la terza telefonata: "La Minica sta vomitando O rigurgitando."
MDD: "La Minica sta VOMITANDO o RIGURGITANDO?"
UDT: "Non so. Più vomito. O rigurgito. Roba bianca."
MDD: "Che cosa le hai dato a pranzo?"
UDT: "Eh, volevo METTER SU una pasta e ti chiamavo appunto per sapere se è il caso."
MDD: "Direi di sì, sai com'è, sono le due e venti... Che cos'ha mangiato a merenda?"
UDT: "Eh, niente, eravamo fuori. A proposito, mia madre dice che si comprerà un passeggino da tenere sempre in macchina, così quando viene qui..."
MDD: "In questo momento non mi sembra una priorità." Già pensando: "col cazzo che mando mia figlia su un passeggino con le ruotine guidato da una settantatreenne distratta coi tacchi giù per una discesa che già mi cago addosso quando la faccio io col tre ruote da combattimento" ma chiedendo: "Ma, ha mangiato qualcosa ALMENO a colazione?"
UDT: "Non aveva ciucciato?"
MDD: "Sì, ma alle sei, e sono le due e venti."
UDT: "Non mi sembra che abbia fame... continua a vomitare..."
MDD: "Ma quante volte ha vomitato, scusa?"
UDT: "Mah, tre/quattro..."
MDD: "Direi che vengo a casa"

Imprecando come uno scaricatore di porto, ho timbrato "uscita anticipata per motivi personali" e sono tornata a casa per allattare una piccola belva famelica che, dopo qualche minuto mi ha comunque vomitato tutto addosso.

Quindi oggi sono in ferie anch'io.
Ho un maglione che ogni volta che lo metto la Minica mi vomita addosso.
Per fortuna bisognerebbe lavarlo a mano, così lo metto raramente.

Ieri, ce l'avevo.
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