
Una che non ha nessuna risposta.
Però faccio tante domande; andrà bene lo stesso?






Dunque mercoledì ero in maternità perchè dovevo andare a fare un paio di cosette. Tra le cosette da fare c'era anche l'improcrastinabile depilazione gambe/inguine/ascelle in vista della piscina di sabato, visto che non credo che gli yeti siano ammessi in piscina.
Allora, visto che era mercoledì, ho pensato di prendere due piccioni con una fava e di abbandonare la Minica tra le sgrinfie di mia suocera che non vede l'ora di pavoneggiarsi con le amiche alla guida del passeggino.
Intanto il famoso passeggino me l’ero dimenticato di nuovo da mia madre e l'Uomo dei Treni si è fatto quei 60 km gratis, così, tanto per non rivangare la storia del passeggino.
Del resto, era il minimo che potesse capitare, visto che la suocera non era da sola, ma si era portata dietro la zia portasfiga. Infatti, quella è stata l'ultima volta in cui il passeggino ha funzionato a dovere. Adesso sembra che lo si debba mandare in Olanda...
Ma torniamo a mercoledì. Già ho avuto un primo mancamento quando ho visto l'abbigliamento della suocera: piumino nero con calze, borsetta, guanti, sciarpetta, occhiale, ombrello e rossetto in tinta col passeggino (rosso), ma vabbè, ognuno si veste come vuole.
Però, quando le ho recuperate ho avuto modo di apprezzare tanti segni di un tangibile affetto: sul cappottino bianco della Minica e sul sacco grigio del passeggino.
Fossero questi i problemi, si potrebbe anche lavare e riderci su.
Purtroppo non è la prima volta che mi incazzo quando mia suocera porta in giro la Minica. L’altra volta, qualche mese fa, volevo scriverci un post... un post... poi come sempre il tempo passa, si affollavano altre idee, altre notiziole e tutto è caduto APPARENTEMENTE nel dimenticatoio. Apparentemente, perché io di queste cose non mi scordo mai.
Per farla breve (?) l’altra volta mi sono incazzata perché mia suocera stava bellamente attraversando col rosso ed altrettanto bellamente aveva gettato per terra uno scontrino.
Ora, questi due fatti potranno sembrare insignificanti a voi, MA NON A ME. E lei lo sa BENISSIMO.
Passi per il tentato attraversamento, per il quale, mantenendomi ancora nei limiti della civile conversazione le ho spiegato che non mi va che si passi col rosso assieme alla Minica, che io non lo faccio mai, neanche se sono da sola perché poi diverrebbe un’abitudine e sarebbe difficile spiegarle una volta grande la differenza fra passare col verde e passare col rosso se fino a quel momento non si è fatta alcuna distinzione.
Sì, lo so che è ancora nel passeggino.
Sì, lo so che sono esagerata.
Sì, lo so.
MA COL ROSSO NON SI PASSA, PUNTO E BASTA.
Purtroppo, so anche che è come parlare al muro ed io non sono proprio un principe della diplomazia, perciò ero ancora frastornata dal sovrumano tentativo di contenere la mia reazione, quando con la coda dell’occhio vedo un guizzo ed una pallottolina di carta che vola dalla sua mano inguantata ad un mucchio di cartacce che qualche altra mano gentile aveva lasciato per noi.
In questi casi con gli estranei ho sviluppato questa tecnica: raccolgo l’oggetto, rincorro il proprietario (spesso una proprietaria, devo dire) e glielo porgo al suono di “le è caduto questo” con una faccia un po’innocente, un po’severa. In tanti anni di onorevole rottura di coglioni al prossimo, non mi è MAI capitato che qualcuno negasse l’evidenza. La reazione più comune è un imbarazzo celato non benissimo, un fastidio celato ancora meno bene e dei farfugliati “non me n’ero accorto”, “mi è caduto per sbaglio”. Qualche volta ho anche litigato con qualcuno che riteneva di avere il sacrosanto diritto di buttare una cartaccia per terra o perlomeno di non essere per questo importunato da me. Me è una minoranza.
Nessuno mi aveva ancora detto “non sono stato io” e siccome mi sembrava di averle offerto la possibilità di fare la finta tonta e di uscirne bene su un piatto d’argento, non potevo non incazzarmi.
Cercate di capirmi.
Sono quasi trent’anni che faccio la raccolta differenziata.
Quasi venti che raccatto immondizia altrui.
Quasi dieci che le spiego il perché.
La mia proposta è stata quindi di tornare indietro, raccogliere la pallottolina e vedere se “per caso” si trattava di uno scontrino del negozio da cui eravamo appena uscite. A questo punto, la possibilità di uscirne a testa alta era decisamente sfumata, perciò chiedi scusa e chiudiamola lì.
Macché: “è la prima volta che lo faccio in vita mia”.
Già. Certo. E lì è evaporata la mia compostezza... e MAI PIÙ, MAI PIÙ, MAI PIÙ, mi capiti di vedere una cosa simile e soprattutto con la Minica, che non mi interessa se è una città sporca, siamo noi che la sporchiamo, non mi interessa se non ci sono cestini, lo dia a me che lo metto in tasca, non mi interessa niente, MA NON SI BUTTANO LE CARTACCE PER TERRA, PUNTO E BASTA.
Lo so, non è bello rimproverare una che può essere mia nonna, ma tra lei e mia figlia io scelgo mia figlia.
Evidentemente non basta neppure incazzarsi, visto che mercoledì l’ha rifatto. Stesse modalità, stesse scuse. Solo che ho dovuto farle notare che era già la seconda volta che lo faceva in vita sua.
Sono esagerata, lo so.
Ma è più forte di me.
Mercoledì sono uscite a passeggio col passeggino la suocera e la zia portasfiga.
E venerdì si è rotto il passeggino.
Un mio amico, collega ed ex-compagno di studi, marito di un’altra amica, collega nonché ex-compagna di studi, oggi è diventato papà. Va da sé che l’argomento parto recentemente sia stato all’ordine del giorno. L’altro giorno è stata nominata l’epidurale e gli ho chiesto se C. (la futura mamma) avesse intenzione di farla. Naturalmente sì, ha risposto lui. Naturalmente, proprio no, avrei voluto rispondere io, ma non l’ho fatto.
...c'è il cane: BAUBAUBA
...che qui si stia appena un po' meglio e già mia suocera scassi con la storia del passeggino?
Ieri era mercoledì.
Ho un maglione che ogni volta che lo metto la Minica mi vomita addosso.