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mercoledì, 28 febbraio 2007
postato da: momatwork alle ore 23:00 | Link | commenti (1)
categoria:aggiornare il blog
mercoledì, 21 febbraio 2007
...se è la sinistra che non sa stare al governo o la destra che non sa stare all'opposizione.


 
postato da: momatwork alle ore 21:45 | Link | commenti
categoria:andare a votare
venerdì, 16 febbraio 2007
...ma cosa c'è di più deprimente di cenare a lume di candela DA SOLI?


postato da: momatwork alle ore 22:08 | Link | commenti
categoria:cucinare
...ma adesso chi mi aiuta a togliere le gocce di cera dal tavolo?



 
postato da: momatwork alle ore 22:07 | Link | commenti
categoria:cucinare, pulire la cucina
lunedì, 12 febbraio 2007
I pannolini nuovi!


postato da: momatwork alle ore 23:03 | Link | commenti (1)
categoria:fare acquisti, lavare i pannolini, riordinare la camera dei minici
domenica, 11 febbraio 2007
La Minica è in piena fase "brodini/travasi/esperimenti" e coi suoceri si va sempre al ristorante.

Non vedo l'ora.
...capire che due innamorati che sono lontani, impegnati o stanchissimi tutta la settimana desidererebbero ogni tanto qualche momento per loro due soli*?

Evidentemente, sì.

* Confidando in un sonnellino pomeridiano.
postato da: momatwork alle ore 10:40 | Link | commenti
categoria:rifare il letto, riordinare la camera dei minici, aspettare la suocera
sabato, 10 febbraio 2007
#1: svegliarsi tardi il sabato mattina e restare sotto il piumone ad ascoltare l'Uomo dei treni che canta alla Minica delle canzoncine di sua invenzione.


 
giovedì, 08 febbraio 2007
Una, due volte a settimana accompagno la Minica ad un incontro di gioco pomeridiano al nido. All’inizio era un po' frastornata dalla novità, ma adesso si diverte molto esplorando gli ambienti; continua invece ad ignorare gli altri bambini che, del resto, non sono mai gli stessi.
Non ho ancora capito se alla sua età (14 mesi) sia già importante o addirittura indispensabile socializzare con dei quasi coetanei oppure se sia ancora indifferente.
 Cioè non ho capito se li ignora perché non ci è abituata o perché a quest’età ci si interessa di più agli oggetti. Nemmeno quelli la interessavano tanto, fino a poco tempo fa, ad eccezione di quelli commestibili.
Comunque, per tentare di risolvere l’amletico dubbio nido-sì/nido-no io persevero, nella speranza di cogliere un giorno un qualche segnale da parte sua.
Le altre frequentatrici sono per lo più amiche-mamme più amiche che mamme che si ritrovano per chiacchierare mentre i loro piccoli (e meno piccoli) selvaggi si scatenano indisturbati e qualche nonna iperprotettiva che tallona il nipote brandendo una merendina.
Ieri, il dramma. Una di queste nonne non mi va a tirar fuori dal suo sacchettino UN MANDARINO?

Ora voi cos’avreste detto ad una bimbetta di 75 cm che vi trotterella incontro con la mano tesa balbettando: “Da’? Da’?”

Suggerimento: “No, vai via tu. Non è tuo. Vai via.”
...mordo!


postato da: momatwork alle ore 11:49 | Link | commenti
categoria:riordinare la camera dei minici
martedì, 06 febbraio 2007
dieci denti!



 
postato da: momatwork alle ore 14:19 | Link | commenti
categoria:cucinare, riordinare la camera dei minici
Chi fa EC, o come preferisco nel mio caso, IPT, deve prepararsi a degli alti e bassi.

Direi che trovare due stronzetti sul pavimento della cucina possa essere classificato tra i bassi.
postato da: momatwork alle ore 14:16 | Link | commenti
categoria:riordinare la camera dei minici, lavare il pavimento
...
c'è il cavallo: BPRRRR...
C'è l'uccellino: CI
postato da: momatwork alle ore 14:11 | Link | commenti
categoria:cantare, riordinare la camera dei minici, abbracciare la minica
lunedì, 05 febbraio 2007
La scorsa settimana, mentre facevo la desperate housewife (desperate, perché dovevate vedere in che condizioni era casa mia…), ascoltavo alla radio un dibattito sull’ennesima genialata del nostro deludente governo: la storia dei cognomi.
Vabbè, anche questa non mi riguarda più, perché, sembra e pare, che se già c’è un figlio (un figlio di chi, intanto… della madre, del padre o di entrambi?) che è stato chiamato con un cognome (ma c’era già la possibilità di dare il doppio cognome? Io ne conosco un paio della mia età che hanno il doppio cognome…) allora tutti gli altri si chiameranno allo stesso modo e amen.  Ché sennò andava a finire che Anna Bianchi e Mario Rossi avrebbero avuto i figli Bianchi, Rossi, Bianchi Rossi e Rossi Bianchi pur di fare gli originali.
E quindi io dopo aver fatto uno sforzo sovrumano di trovare un nome che non facesse a pugni con tutte le consonanti di cui mi ha omaggiato l’Uomo dei treni, non potrò neanche sbizzarrirmi neglia abbinamenti col mio banalissimo né-lungo-né-corto cognome in via di estinzione (almeno per quanto riguarda i discendenti da un comune bisnonno; degli altri, non so).
Ma E I NOMI? Ché io volevo dare anche alla Minica un secondo ed un terzo nome (Aurora e Margherita, che poi sarebbero il mio terzo e secondo) senza che si dovesse slogare la mano ad ogni firma e non si può più?
Una volta si poteva. Bastava mettere una virgola tra il primo (o i primi due) ed il resto ed ecco che codice fiscale, firma e carta d’identità avrebbero riportato solo questo, mentre gli altri sarebbero stati registrati nell’atto di nascita, e nell’imperitura memoria delle orgogliosissime nonne. I miei sono quelli delle nonne. Mia sorella invece si chiama Elisabetta (come volevo chiamarla io) Maria (per parità tre anche al lei e el nome dela Madona no sta mai mal, sentenziò la solita nonna).
Adesso no e nessuna virgola ti salverà.
Così le ho risparmiato la sindrome del tunnel carpale e l'obbligo del matricidio e le ho dato un solo nome.
Però mi dispiace.
postato da: momatwork alle ore 22:15 | Link | commenti (1)
categoria:andare a votare, riordinare la camera dei minici
venerdì, 02 febbraio 2007
Premetto di essere felicemente sposata con rito civile dopo più di un anno di altrettanto felice convivenza. Il perché è il per come li volevo raccontare a suo tempo, ma altri pensieri me ne hanno distolto. Sarà per il prossimo anniversario.
Se quella volta ci fossero stati i PACS, avremmo potuto pure fare un PACS, perché no. Ma pure un matrimonio, perché no.
Infatti, nonostante ne condivida i principi, è da un po’ che mi chiedo a cosa servano e soprattutto a chi servano ‘sti PACS, così come si stanno delineando.
Alle coppie omosessuali, bene. Perchè quelle, davvero, non hanno alternative. Sempre che facciano outing, il che non è da tutti e nemmeno da molti, almeno tra i gay che conosco io.
Ma alle coppie eterosessuali?
Allora, quelle che pur potendo farlo non si sposano civilmente, secondo me non farebbero neanche un PACS. Obbiettivamente, che senso avrebbe? Se non riconosci l’autorità civile, non la riconosci e basta. Se invece è solo perché fa più figo dire di non essere sposati... beh...
Poi ci sono quelle in cui almeno un coniuge è in attesa di divorzio. E a quelle servirebbe, ma non con questa formulazione, perché se ti ci vogliono cinque anni di convivenza per fare il PACS e tre per avere il divorzio, aspetta il divorzio e risposati (con l’accento sulla o).
E poi ci sono quelle che hanno un qualsiasi tornaconto a non (ri)sposarsi, ma quelle dovrebbero non averlo più nemmeno col PACS, sennò e che è, sto PACS, la scappatoia per i disonesti?
E poi, quanto tempo ci vuole a disfare un PACS? E quali garanzie offre ai non-coniugi dopo lo scioglimento? Insomma non ho capito se ‘sti PACS ci vuole un sacco di tempo a farli e un niente a disfarli, perché, se così fosse, quale sarebbe la convenienza rispetto ad un matrimonio civile? Che se uno dei due all’improvviso si stufa, disfa il PACS e ciao? Un bell’inizio di relazione, non c’è che dire…
Insomma, me la immaginavo una roba più snella, ad esempio non necessariamente preceduta da una convivenza (e forse nemmeno seguita…), non necessariamente di pubblico dominio (ad esempio un gay potrebbe voler far sapere di essere gay solo in caso di estrema necessità), o con conseguenze nella vita sociale, ma comunque un passo importante a tutela del partner più debole (ricordo l’indegna esclusione della compagna del regista Stefano Rolla, uno dei caduti di Nassiriya dalle cerimonie ufficiali).
Invece ne sta uscendo il solito pasticcio all’italiana: tanto casino per una roba che non serve (quasi) a nessuno.

Tutte queste riflessioni PRIMA che qualcuno si mettesse a disquisire sulla definizione di famiglia.
postato da: momatwork alle ore 18:38 | Link | commenti (3)
categoria:andare a votare, rifare il letto
giovedì, 01 febbraio 2007
Ecchiccazzosenefrega?



postato da: momatwork alle ore 11:22 | Link | commenti (1)
categoria:andare a votare
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