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sabato, 31 marzo 2007
postato da: momatwork alle ore 23:00 | Link | commenti
categoria:aggiornare il blog

Purtroppo non è successo a me, altrimenti sarebbe ancora là a piangere sulle macerie fumanti...

 

postato da: momatwork alle ore 15:17 | Link | commenti (5)
categoria:allattare, fare un giro
venerdì, 30 marzo 2007
Porta la sua panza a spasso, Fiammetta73, lamentandosi un po' del fatto che il mondo non sia a misura di una donna incinta. E sogna di quando ci porterà un bambino.
Attenta, le dicono le mamme più esperte, quando nascerà sarà ancora più difficile!
E io mi chiedo, perché? E non solo io, a dir la verità. Del resto, basta guardare quelli che figli se li portano in aereo, nei musei, al mare, in montagna, in collina e nelle città d'arte.
Figli, di solito, biondissimi.

Allora ci ho provato a viaggiare con la panza e con un bambino piccolo e posso dire che non è sempre semplice, ma che si può, e forse si deve, fare. Anche in Italia, dove, come ho già detto nel commento al post di Fiammetta73, la gravidanza e i figli sembrano strane malattie di cui ci si debba anche un po' vergognare.

Ma mi ricordo molto bene di quando, girando l'Europa in Interrail, vedevo famiglie zaino e bambini in spalla, stanze attrezzate per i bambini nelle stazioni ferroviarie, scompartimenti 5+kinder sugli Interregio, menù studiati per i più piccoli, seggioloni e fasciatoi in ogni dove...
In Italia, dopo quindici anni che c'è?
Gardaland, che è come lo zoo, ma gli animali ce li porti tu e paghi pure.
E l'IKEA.

Ma forse quella non conta, perchè è sotto giurisdizione svedese.
giovedì, 29 marzo 2007
Dopo aver "messo incinti" i miei due colleghi (maschi), li ho iniziati al mondo di flickr.
Oggi anche il secondo si è comperato l'account pro.


postato da: momatwork alle ore 22:48 | Link | commenti
categoria:andare a lavorare, scaricare le foto

Che io sia pro famiglia, credo di averlo detto. Anzi, pro famiglie, tutte le famiglie. Quelle canoniche, allargate, ristrette, bislacche, verticali ed orizzontali.
Quelle che sono, che sono state e che saranno.
Ed anche quelle che ancora non sono, ma un giorno potrebbero essere, chissà.
Che io sia atea praticante forse non l'ho (ancora) detto, ma forse si è (già) capito.
Un'atea abbastanza tollerante delle professioni altrui, solitamente, tanto che ho molti amici credenti e non solo cattolici che apprezzano la mia atea integrità più di una religione di facciata.

Adesso però, consentitemelo, 'sti preti stanno veramente esagerando nelle loro ingerenze sulle laiche faccende dello Stato. Ma che gliene frega a loro se ci sono l'aborto, il divorzio e i dico? Che dicano ai LORO fedeli di non abortire, non divorziare, non far figli e non convivere al di fuori del matrimonio. Religioso, s'intende, ché quello civile per loro non conta nulla. Ma, per favore, che lascino a chi non la pensa come loro di gestire la propria vita come meglio crede, nel rispetto delle leggi e della propria coscienza.

E che non si permettano, loro che hanno scelto di non scendere a compromessi per mantenere la famiglia che non hanno, di non stare in pena per un amore lontano, di non avere il coraggio (che ce ne vuole...) di mettere al mondo delle creature in un mondo e in un Paese come questo e di crescerle secondo principi che non sono poi così lontani da quelli cristiani, ma che sono lontanissimi da quelli che propone la società, di ergersi a difensori di una famiglia che è tanto lontana dalla realtà quanto quella del Mulino Bianco.

postato da: momatwork alle ore 11:23 | Link | commenti (7)
categoria:andare a votare, rifare il letto, abbracciare la minica
mercoledì, 28 marzo 2007

Alle Cinque Terre io non c'ero stata mai. L'Uomo dei treni, ovviamente sì, da bambino, come in qualsiasi altro posto in cui mi piacerebbe andare.
Non è colpa mia se lui era il bambino perfetto ed io una piccola selvaggia che si poteva portare solo a scorazzare tra le alte cime nella speranza che la carenza d'ossigeno mi sfiancasse.
Non è colpa mia se l'Italia è così orrendamente cara che per molti anni non me la sono potuta permettere.
Non è colpa mia se non ho avuto tempo di leggere e cercare.
Mi sono fidata di lui che c'era già stato. È stata tutta colpa mia.

Insomma, di queste famose Cinque Terre non ne sapevo un granchè... che erano il Liguria, sì, che c'erano i sentieri, i paesini, il trenino... ecco, il trenino. Perché se non c'è un qualche trenino di mezzo, con l'Uomo dei treni in vacanza non si va, questo è evidente. Solo che il trenino in questione è la linea Genova-La Spezia dove passa un treno al minuto, altro che "trenino delle cinque terre"!

Per fare i puri l'abbiamo preso pure all'andata e al ritorno il famigerato treno, come ai bei tempi dell'Interrail. E lì sono stata pure contenta di aver sposato l'Uomo dei treni perchè la sua combinazione era solo apparentemente bislacca: intercity a prenotazione obbligatoria all'andata, pieno all'inverosimile in alcune carrozze e semivuoto nelle altre in cui ci siamo prontamente trasferiti e interregionali domenicali semideserti al ritorno, così la Minica ha avuto piena libertà d'azione e d'esplorazione.

A sì, e tuu-tuuu ad OGNI treno che abbiamo visto.

postato da: momatwork alle ore 18:01 | Link | commenti (4)
categoria:fare la valigia

La maledetta ora legale, oltre a rischiare di farci perdere il treno domenica scorsa (l'Uomo dei treni pensava si dormisse un'ora in più e non già un'ora in meno...), ha stravolto completamente i ritmi del sonno della Minica e con essa la mia (dis)organizzazione casalinga.
Niente più lavatrice mattutina, riordino approssimativo prima di cena, stiro serale e studio notturno, nulla di tutto ciò.

Solo un'ora di luce in più per andare a passeggio.

Stamattina mia madre mi ha telefonato al lavoro per dirmi che mi ero dimenticata di darle le scarpette della Minica.
Eggià, mi ero ricordata solo: i pannolini, il body, le calze, la maglietta, il maglione, i pantaloni, il cappottino, il cappellino, la borsa, il seggiolino e il passeggino.

Allora le ho chiesto se si ricordava di quando mi aveva mandato all'asilo senza mutande.

lunedì, 26 marzo 2007
Io una volta sapevo fare la valigia, anzi, lo zaino, ché una valigia non l’ho avuta mai. Poca roba, che occupasse poco spazio, si asciugasse presto, adatta a tutte le condizioni atmosferiche dal caldo torrido al freddo polare. Scarponi da montagna e costume da bagno: sempre.
L’Uomo dei Treni invece, no. Quando deve partire (e questo accade un paio di volte al mese), nonostante io glielo ricordi tre, due ed un giorno prima, rimanda la preparazione della valigia all’ultimo momento. Generalmente al mattino del giorno stesso, quando sono già al lavoro e ricevo una telefonata con cui mi chiede dove sono i suoi pantaloni arancione (a lavare), la maglietta quella nuova (ad asciugare), la camicia “quella” (a stirare), le mutande (in armadio), le calze (non hai detto che dovevi comprartene di nuove?). A volte mi informa che a tale camicia o a tal’altro paio di pantaloni manca un bottone, neanche avessi un servizio di telerammendo e quando gli chiedo di lasciare il bottone staccato da qualche parte affinché possa riattaccarglielo in tempi migliori, mi dice che il bottone, appunto, manca. Non è che per caso l’ho visto io?
Quando poi dobbiamo partire insieme, la mia pila di vestiti si ingrossa e progressivamente si assottiglia nella settimana precedente dopo una cernita ponderata, ed il giorno prima viene impaccata nei diversi scomparti in un ordine sempre uguale a sé stesso per essere prontamente ritrovata all’occorrenza. Lui, verso mezzanotte, dopo giorni di esortazioni, suppliche e minacce, si aggira per casa con aria meditabonda alla ricerca di qualcosa che non sempre ha il coraggio di chiedere.
Rendetevi conto di quale sofferenza sia condividere lo zaino con uno così.
Perchè sono già due vacanze che io sacrifico il mio zaino ai vestiti e ai pannolini della Minica: non si sa mai, metti che faccia caldo, o freddo, che piova, nevichi… uno deve essere pronto a tutte le evenienze. E poi, i bambini si sporcano assai.
E perché, le mamme non si sporcano? Ma avete idea delle condizioni in cui quelle manine verdi di pesto e untuose di focaccia sono capaci di ridurmi in cinque minuti?
Ecco, immaginatevelo in cinque giorni.
postato da: momatwork alle ore 17:24 | Link | commenti (6)
categoria:fare la valigia, darsi una sistemata
martedì, 20 marzo 2007
rispetto a due giorni fa.
Nevischio e vento forte.

Il momento migliore per andare in vacanza.
postato da: momatwork alle ore 11:30 | Link | commenti (1)
categoria:fare la valigia
È chiaro che non è da me che la Minica può averlo preso.

In questo periodo (15 mesi) i suoi librini preferiti sono quelli tattili, ossia quelli che hanno un inserto in pelliccia, o velluto, o plastica da scoprire. I preferiti in assoluto sono tra i Carezzalibri Usborne, quelli intitolati Dov'è il mio .... (Noi abbiamo l'orsetto, il gattino e naturalmente il trenino)? dove, sfogliando pagina dopo pagina si scartano i "non nostri" perché troppo ruvidi, lucidi o pelosi, finché, all'ultima pagina eccolo, quello che stavamo cercando!

Allora dopo aver letto il titolo, via, subito all'ultima pagina con una faccia sorpresa e felice: eccolo, è proprio lì. Perchè perdere tempo con quelli che sappiamo già che non sono nostri?
Ieri la Minica ha imparato a dire una nuova e fondamentale parola: nu.

E non è una lettera dell'alfabeto greco.

postato da: momatwork alle ore 11:01 | Link | commenti (2)
categoria:riordinare la camera dei minici, abbracciare la minica
sabato, 17 marzo 2007
No, probabilmente no.
Ma tant'è, ormai l'ho fatto e non chiedetemene il perché ed il percome se già non lo sapete.
Non tutto è ancora come lo vorrei, ma sapete come sono perfezionista,  fra due giorni partiamo per le nostre vacanze primaverili, il computer funziona a singhiozzo e perciò o ora o mai più.

Nei prossimi giorni... hem... mesi... compariranno e spariranno vecchi post e commenti (li sto recuperando con un artifizio... se non vi riconoscete in quello che avete scritto, non è colpa mia... tante volte anch'io non mi ci riconosco più...).
Non fateci troppo caso.

postato da: momatwork alle ore 10:14 | Link | commenti (4)
categoria:aggiornare il blog, fare la valigia
venerdì, 16 marzo 2007
#2: andare a comperare il pranzo a piedi, attreversando un prato di violette, veroniche e pratoline.


postato da: momatwork alle ore 14:22 | Link | commenti
categoria:fare la spesa, andare a lavorare, fare un giro
martedì, 13 marzo 2007
no-na (=nonna... materna, s'intende!)
ssss-a (=zia)

venerdì, 09 marzo 2007

Ahm (=portate principali):
z-ta (=pizza)
to-ta (=torta)

Azzi (=bevande):
azzi (=presumibilmente acqua)

Mamam (=dessert):
mamam (=tetta)

postato da: momatwork alle ore 14:27 | Link | commenti
categoria:cucinare, riordinare la camera dei minici, abbracciare la minica
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