
Una che non ha nessuna risposta.
Però faccio tante domande; andrà bene lo stesso?






Purtroppo non è successo a me, altrimenti sarebbe ancora là a piangere sulle macerie fumanti...
Porta la sua panza a spasso, Fiammetta73, lamentandosi un po' del fatto che il mondo non sia a misura di una donna incinta. E sogna di quando ci porterà un bambino.
Dopo aver "messo incinti" i miei due colleghi (maschi), li ho iniziati al mondo di flickr.
Che io sia pro famiglia, credo di averlo detto. Anzi, pro famiglie, tutte le famiglie. Quelle canoniche, allargate, ristrette, bislacche, verticali ed orizzontali.
Quelle che sono, che sono state e che saranno.
Ed anche quelle che ancora non sono, ma un giorno potrebbero essere, chissà.
Che io sia atea praticante forse non l'ho (ancora) detto, ma forse si è (già) capito.
Un'atea abbastanza tollerante delle professioni altrui, solitamente, tanto che ho molti amici credenti e non solo cattolici che apprezzano la mia atea integrità più di una religione di facciata.
Adesso però, consentitemelo, 'sti preti stanno veramente esagerando nelle loro ingerenze sulle laiche faccende dello Stato. Ma che gliene frega a loro se ci sono l'aborto, il divorzio e i dico? Che dicano ai LORO fedeli di non abortire, non divorziare, non far figli e non convivere al di fuori del matrimonio. Religioso, s'intende, ché quello civile per loro non conta nulla. Ma, per favore, che lascino a chi non la pensa come loro di gestire la propria vita come meglio crede, nel rispetto delle leggi e della propria coscienza.
E che non si permettano, loro che hanno scelto di non scendere a compromessi per mantenere la famiglia che non hanno, di non stare in pena per un amore lontano, di non avere il coraggio (che ce ne vuole...) di mettere al mondo delle creature in un mondo e in un Paese come questo e di crescerle secondo principi che non sono poi così lontani da quelli cristiani, ma che sono lontanissimi da quelli che propone la società, di ergersi a difensori di una famiglia che è tanto lontana dalla realtà quanto quella del Mulino Bianco.
Alle Cinque Terre io non c'ero stata mai. L'Uomo dei treni, ovviamente sì, da bambino, come in qualsiasi altro posto in cui mi piacerebbe andare.
Non è colpa mia se lui era il bambino perfetto ed io una piccola selvaggia che si poteva portare solo a scorazzare tra le alte cime nella speranza che la carenza d'ossigeno mi sfiancasse.
Non è colpa mia se l'Italia è così orrendamente cara che per molti anni non me la sono potuta permettere.
Non è colpa mia se non ho avuto tempo di leggere e cercare.
Mi sono fidata di lui che c'era già stato. È stata tutta colpa mia.
Insomma, di queste famose Cinque Terre non ne sapevo un granchè... che erano il Liguria, sì, che c'erano i sentieri, i paesini, il trenino... ecco, il trenino. Perché se non c'è un qualche trenino di mezzo, con l'Uomo dei treni in vacanza non si va, questo è evidente. Solo che il trenino in questione è la linea Genova-La Spezia dove passa un treno al minuto, altro che "trenino delle cinque terre"!
Per fare i puri l'abbiamo preso pure all'andata e al ritorno il famigerato treno, come ai bei tempi dell'Interrail. E lì sono stata pure contenta di aver sposato l'Uomo dei treni perchè la sua combinazione era solo apparentemente bislacca: intercity a prenotazione obbligatoria all'andata, pieno all'inverosimile in alcune carrozze e semivuoto nelle altre in cui ci siamo prontamente trasferiti e interregionali domenicali semideserti al ritorno, così la Minica ha avuto piena libertà d'azione e d'esplorazione.
A sì, e tuu-tuuu ad OGNI treno che abbiamo visto.
La maledetta ora legale, oltre a rischiare di farci perdere il treno domenica scorsa (l'Uomo dei treni pensava si dormisse un'ora in più e non già un'ora in meno...), ha stravolto completamente i ritmi del sonno della Minica e con essa la mia (dis)organizzazione casalinga.
Niente più lavatrice mattutina, riordino approssimativo prima di cena, stiro serale e studio notturno, nulla di tutto ciò.
Solo un'ora di luce in più per andare a passeggio.
Stamattina mia madre mi ha telefonato al lavoro per dirmi che mi ero dimenticata di darle le scarpette della Minica.
Eggià, mi ero ricordata solo: i pannolini, il body, le calze, la maglietta, il maglione, i pantaloni, il cappottino, il cappellino, la borsa, il seggiolino e il passeggino.
Allora le ho chiesto se si ricordava di quando mi aveva mandato all'asilo senza mutande.
Io una volta sapevo fare la valigia, anzi, lo zaino, ché una valigia non l’ho avuta mai. Poca roba, che occupasse poco spazio, si asciugasse presto, adatta a tutte le condizioni atmosferiche dal caldo torrido al freddo polare. Scarponi da montagna e costume da bagno: sempre.
rispetto a due giorni fa.
È chiaro che non è da me che la Minica può averlo preso.
Ieri la Minica ha imparato a dire una nuova e fondamentale parola: nu.
No, probabilmente no.
#2: andare a comperare il pranzo a piedi, attreversando un prato di violette, veroniche e pratoline.
no-na (=nonna... materna, s'intende!)
Ahm (=portate principali):
z-ta (=pizza)
to-ta (=torta)
Azzi (=bevande):
azzi (=presumibilmente acqua)
Mamam (=dessert):
mamam (=tetta)