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venerdì, 30 novembre 2007
postato da: momatwork alle ore 23:00 | Link | commenti
categoria:aggiornare il blog
martedì, 27 novembre 2007
Chiacchierando con alcune di voi ho scoperto che da questo blog non appare la  natura più apparente dell'Uomo dei treni. Che è quella, secondo la brillante definizione di Lupina, di un "cazzarolone". Uno che ride sempre, pure troppo. Uno con cui fare un discorso serio è un'impresa titanica.
Sembra invece che appaia molto di più la natura nascosta dell'Uomo dei treni. Quella di cui nella vita reale ti accorgi troppo tardi, diciamo un paio d'anni dopo averlo sposato.
Ora, non è bello ricercare in un compagno delle qualità che lo facciano assomigliare a tuo padre. Ed infatti a me sembra di non averlo fatto. Però confesso che, vedendo i miei, questa natura ridanciana dell'Uomo dei treni mi era sembrata un ingrediente indispensabile per una felice vita di coppia: un uomo che mi avrebbe regalato un sorriso per tutti i giorni a venire, finché morte non ci separi, nei secoli dei secoli, amen.
Ma, appunto ancora non lo conoscevo. Perché, se nelle piccole medie difficoltà della vita l'Uomo dei treni mi diventa di questo umor nero, non oso francamente immaginare cosa mi possa combinare in una grande difficoltà.

Com'è come non è, da qualche giorno avevo dei doloretti. Saranno i soliti doloretti intestinali, mi dicevo. Però, com'è e come non è, siamo in partenza per la Germania, magari è il caso di fare un controllino. Così sono andata in pronto soccorso e lì un Ginecologo Gentile mi ha chiesto se avessi mai fatto un'ecografia al di fuori delle gravidanze. Noooo, perché mai avrei dovuto farla? Perché magari le avrebbero visto questo fibroma. (E magari avrebbero dovuto vederglielo comunque, ma questa è un'altra storia).
Il Ginecologo Gentile però non se la sentiva di dirmi di più e mi ha fatto tornare l'indomani per parlare col Ginecologo Esperto. Il Ginecologo esperto ha confermato la presenza di un fibroma neppure piccolissimo ma che non dovrebbe influire sul normale decorso della gravidanza. E secondo lui non è neppure l'origine dei doloretti.

Perciò, mentre l'Uomo dei treni mi prepara il funerale, io mi preparo la valigia, perché ho deciso che qualche giorno di vacanza probabilmente mi farà più bene che male. O almeno lo spero.
postato da: momatwork alle ore 22:10 | Link | commenti (7)
categoria:andare dal dottore, fare la valigia, sbaciucchiare l udt
domenica, 25 novembre 2007
Quindi, immaginatevi la mia sorpresa non trovando giovedì al mio ritorno il famigerato secondo avviso. Perché questo poteva stare a significare soltanto una cosa, che l'omino SDA non era passato nella data inderogabilmente fissata (da loro) e che sarebbe pertanto ripassato l'indomani, non avrebbe ugualmente trovato nessuno al mattino e quindi non sarei potuta andare a ritirare il mio pacco nel pomeriggio, ma appena lunedì. Prendendo un giorno di ferie, ovviamente. Oibò.
Ritelefono al povero operatore di call center che mi conferma che sì, a loro risulta in consegna, ma che se non ho trovato il bigliettino probabilmente "c'ho raggione". Però non c'è modo di saperlo se non telefonando l'indomani.
Ritelefono. Il pacco risulta in consegna.
Rientro prima di pranzo. Trovo il maledetto bigliettino. Merda.
Ritelefono. E stavolta becco una donna. Sommo male. Perchè se un operatore di call center è già incattivito perché ha un lavoro precario e non guadagna un cacchio, un'operatrice di call center pensa che per qualche motivo tutto questo sia colpa mia che potrei stare comodamente a casa a ricevere i lussuosi acquisti che pago con la mia carta di credito gold.
L'opreatrice di call center non solo non era disposta ad ascoltare le mie giuste lamentele, ma mi ha detto che se tanto ci tenenevo a quel pacco potevo stare a casa ad aspettarlo invece di andarmene in giro. IN GIROOOOO? E starci quanto ad aspettarlo? Un giorno, una settimana, un mese, finchè loro avessero avuto voglia di consegnarmelo? Come sarebbe a dire che questi sono PROBLEMI MIEI?

Cara operatrice del call center, a questo punto è giusto che tu lo sappia: o i vostri corrieri sono particolarmente imprudenti alla guida e i vostri mezzi avrebbero bisogno di più manutenzione, o sono io che vi porto sfiga. Perché a me, in nove anni di onorato pendolarismo, è successo di arrivare in ufficio in ritardo (o di non arrivarci affatto) TRE volte: una volta perché sono rimasta senza batteria, una volta perchè sono rimasta venti minuti bloccata nel telepass e una volta perché c'era un incidente in autostrada. Perché i vostri furgoncini OGNI volta che devono fare un consegna a me si rompono o rimangono coinvolti in un qualche incidente? Porto davvero sfiga o ti pagano (poco) per raccontare balle? Non ho voglia di prendere un giorno di ferie per andare in capo al mondo per ritirare un pacco di cui ho pagato profumatamente la spedizione. NON SONO PROBLEMI MIEI se voi siete cronicamente disorganizzati, se non avete idea di dove siano e cosa stiano facendo i vostri corrieri, se non siete in grado di organizzare razionalmente il giro di consegne concordando approssimativamente giorno e ora e di riorganizzarlo in tempo reale se si verificasse un contrattempo reale. LO SAREBBERO, se questo lavoro lo facessi per voi, ma lo faccio per altri, grazie.

E comunque la cucinetta l'ha ritirata al volo l'Uomo dei treni venerdì, perché ha visto il furgoncino dell'SDA parcheggiato davanti ad un bar all'ora di pranzo. E l'omino ci ha detto di lasciare un biglietto sulla porta, la prossima volta, ché lui il pacco ce lo consegna anche ad un altro indirizzo.
giovedì, 22 novembre 2007

Lanterna ha nominato il mio come uno dei cinque blog che la fanno pensare.
Pensare male, suppongo.
Adesso tocca a me trovarne altri cinque. Oi-oi.
Credo si riferisse a me quando ha scritto che qualcuno sarebbe stato tentato di infrangere le regole... ed infatti sono molto tentata, ma stavolta credo che raccoglierò l'invito.
Perché di blog che mi fanno pensare in giro ce ne sono tanti, ma forse non meritano un premio.
E poi ce ne sono altri che mi piacciono, mi divertono, mi rilassano, però non posso dire che mi facciano, se non accidentalmente pensare.
E poi perché è da molto che non aggiorno i miei link (e invece dovrei farlo...)
E poi ce ne sono altri che mi piacciono e mi fanno pensare, ma solo cinque, come si fa?
Allora direi che al primo posto ci metterei l'ecomamma. L'ecomamma non scrive molto, ma scrive bene. L'ecomamma ha sempre delle notizie che non si trovano altrove ed è isolata rispetto agli altri blog che frequento. Quindi o da lei o da nessun'altra parte.
Poi ci sono le inquiline, che mi fanno così pensare, ma così pensare che non sempre le capisco. Le inquiline vivono lontano, ma sono vicine. Le inquiline scrivono tanto e leggono di più.
Tra le acquisizioni più recenti ci metterei japhy72, e non so nemmeno io il perché.
Ma per non deludere le aspettative di lanterna, ecco altri TRE blog in Inglese su cui passo a riflettere: ognuno apre un mondo intero di link ed altri blog, perciò se vi interessano gli argomenti (sì, principalmente figli, ma non solo...) possono essere un punto di partenza per avventurarsi altrove. Non sono blog molto personali, ma contenitori di notizie, perciò loro sì, forse spezzeranno la catena. Così non ho deluso le aspettative.
I primo è green mommy, il secondo careerandkids ed il terzo montessoriforeveryone.
Più espliciti di così...
postato da: momatwork alle ore 17:39 | Link | commenti (5)
categoria:aggiornare il blog

Se lo chiedeva tempo fa Adrenalina.
Ecco, io una risposta ce l'avrei.
Perché le consegna gliele fa l'SDA.
Ebbene sì, la famosa cucinetta è arrivata, MA ieri non ero a casa e quando l'omino dell'SDA si è presentato alla mia porta ad un'ora imprecisata ed inconcordabile e senza preavviso alcuno, l'ha trovata irrimediabilemente chiusa.
Eggià. C'è della gente che al mercoledì ha il brutto vizio di andare a lavorare.
L'omino dell'SDA ha lasciato il suo bravo bigliettino giallo e se n'è andato con l'agognata cucinetta.
Il bigliettino giallo recita testualmente: "Oggi siamo stati al vostro indirizzo per effettuare il 1° tentativo di consegna (il grassetto è loro e direi che il termine 1° tentativo  lasci presupporre che ce ne saranno dei successivi). Non abbiamo potuto effettuare il servizio di consegna per assenza del destinatario o di persona titolata (ma va'?). Effettueremo un 2° tentativo di consegna in data domani (aggiunto a penna) salvo diversa indicazione da comunicare al numero di Poste Italiane."
Ora c'è della gente cha ANCHE al giovedì ha il brutto vizio di andare a lavorare e che stranamente non può decidere di starsene a casa quando cacchio gli pare senza dare un minimo di preavviso.
Telefoniamo quindi al numero (verde, per fortuna) di Poste Italiane e diamo diversa indicazione.
Non si può. Nè si può indicare un diverso destinatario. L'omino dell'SDA ripasserà comunque domani ad un'ora imprecisata ed inconcordabile anche se io gli dico già oggi che domani non troverà nessuno e lascerà un identico biglietto giallo dove sarà però barrata la casella: "abbiamo effettuato il 2° tentativo di consegna (e mai parola fu più azzeccata...). Siamo spiacenti di non aver potuto effettuare il servizio di consegna anche al secondo tentativo (spiacenti? servizio?), vi preghiamo quindi di volerci contattare al numero sopra riportato per concordare una nuova modalità di consegna.
Bene, vi sto già contattando. Ma come la "diversa indicazione" consisteva nell'avvalorare la vostra insistenza nel voler tentare una consegna imposssibile, l'unica "modalità di consegna" da voi contemplata è quella di andarmi a prendere il pacco al vostro deposito (a 40 km da casa mia) a partire dalla giornata di venerdì.
Mi chiedo allora in cosa consista la terza casella "abbiamo effettuato il 3° tentativo di consegna come concordato da Vs. indicazioni." QUALI indicazioni?
NON ho potuto concordare un giorno nè un orario anche approssimativo di consegna.
NON ho potuto indicare un diverso destinatario.
NON ho portuto nemmeno evitare una seconda consegna a vuoto ed andarmi a prendere il pacco un giorno prima.

Caro ragazzo del call center di Poste Italiane che ieri sera poco prima delle 20.00 hai parlato con una belva stanca ed affamata, lo so che tu avresti avuto di meglio da fare, che hai un lavoro precario e non guadagni un cacchio, che non hai nessuna colpa di quello che hanno deciso i geniali vertici dell'SDA e di Poste Italiane o più probabilmente una qualche agenzia di sfigati come te (e come me) che non ci capiscono nulla di pacchi e di consegne, ma dovevano "ottimizzare il servizio", però io con qualcuno dovevo pur lamentarmi, no?
Altrimenti, se nessuno si lamenta sembra che vada sempre tutto bene.

Cari omini dell'SDA, vi restano poco più di ventiquattr'ore per prepararvi al mio arrivo.

mercoledì, 21 novembre 2007

AVVISO: questo post è un condensato di molti altri che sto rimuginando da tempo e quindi, come tutte le cose che rimugino da troppo tempo, ne verrà fuori un papocchio. Pazienza.

Dunque, mentre qualcuno teme di diventare un mostro se non racconterà la storia di Babbo Natale e colleghi e qualcun altro invece va addirittura a scomodare gli amici di Babbo Natale per avere delle dritte, noi qui si è deciso che Babbo Natale se l'è inventato la Coca-Cola, che far portare i regali ad un neonato è sfruttamento di lavoro minorile, che noi sotto sotto siamo dei no-global (e pure atei, ma vabbè...) e che quindi ci appoggiamo alla tradizione locale: se qualcuno ha da portare regali, che sia San Nicolò.
Problema #1: San Nicolò porta i regali nella notte tra il cinque e il sei dicembre, tre giorni dopo il compleanno della Minica.
Problema #2: Il Minichino dovrebbe nascere in giugno (settimana più, settimana meno) ed avrà quindi la sua bella festa di compleanno, per giunta all'aperto, lontana da ogni festa comandata (se si esclude la festa della Repubblica ed eventuali promozioni per le quali vorremmi optare per una filosofia without reward and punishment).
Problema #3: se finora il Comitato per la Soppressione e l'Alienazione del Giocattolo Indesiderato ha potuto svolgere il suo lavoro in maniera eccellente, non credo che portà continuare altrettanto efficacemente in futuro senza una capillare azione di rieducazione preventiva delle masse.
Problema #4: alcune "soluzioni" che ho trovato in giro per arginare i cosiddetti junk toys (offerta libera ad un'associazione benefica, richieste di regali simbolici o particolari, ...) non mi soddifano perché a lungo andare rischiano di mettere in imbarazzo chi li riceve, ma soprattutto chi li fa. Il regalo su richiesta, ancorchè modesta, mi deprime. L'unica soluzione percorribile sembra quindi il suggerimento più o meno velato di attenersi ad un tema ed a "volare bassi".
Problema #5: con pochissime eccezioni (una bambola, un camion, un paio di trenini) i giocattoli della Minica sono rigorisamente unisex: costruzioni, pupazzi, strumenti musicali, ma, visto che sta dimostrando interesse per le attività quotidiane che, ribadisco, io e l'Uomo dei treni ci dividiamo più o meno equamente a seconda della disponibilità del momento, ci siamo orientati sulla famosa cucinetta (quale ve lo svelerò a tempo debito...), andandolo a raccontare ai quattro venti e suggerendo a parenti, amici e conoscenti di "completare" il nostro acquisto rimanendo in tema.
Problema #6: nel frattempo ho letto il libro della Gianini Belotti e mi è venuta la coda di paglia. D'altra parte non avrei avuto nessun problema a comprarle la cucinetta se la Minica fosse stata un maschio (a convincere parenti, amici e conoscenti a seguirmi forse sì...) e quindi perché dovrei farmene visto che è una femmina? Sto facendo discriminazione al contrario?
Problema #7: nel frattempo la Bambina ha fatto la festicciola per il compleanno (un anno) ed ha ricevuto, secondo me con un esagerato anticipo, una supercucinetta superelettronica superaccessoriata superrosa che adesso fa "bella" mostra di sè nel mezzo del loro soggiorno.

Ecco, io credo sia profondamente sbagliato non solo anticipare i desideri, ma precorrere così ferocemente i tempi. Non dico che per comprare una cacchio di cucinetta ci si debbano mettere per forza sei mesi come abbiamo fatto noi, ma anche ad avere tutto e subito, tutto e subito finisce.
Certo però che che se andiamo avanti cosi, possiamo dimenticarci qualsiasi momento di gloria.

martedì, 20 novembre 2007

(carta) gèncana = carta igenica
(scarpe da) làncolas = scarpe da ginnastica
tòttoro giallo = elicottero giallo*

* gli elicotteri sono sempre gialli.

postato da: momatwork alle ore 17:01 | Link | commenti (8)
categoria:abbracciare la minica

... Gatto Bumbo.
Buon viaggio.

postato da: momatwork alle ore 11:33 | Link | commenti (2)
categoria:andare dal dottore, dar da mangiare al gatto, chiacchierare con i vicini
lunedì, 19 novembre 2007

Ieri, il filo si è spezzato.

 

postato da: momatwork alle ore 14:13 | Link | commenti (9)
categoria:andare dal dottore, parlare con altre mamme
domenica, 18 novembre 2007
E così ieri abbiamo fatto anche alla suocera il grande annuncio.
E lei ha stabilito che questo "Sarà un maschio!".

Non c'è proprio modo che si vada d'accordo noi, eh?

Maschi e femmine #3
Maschi e femmine #2
Maschi e femmine #1
postato da: momatwork alle ore 12:10 | Link | commenti (4)
categoria:aspettare la suocera
Dopo aver letto il suo post ( e sempre che abbia capito cosa volesse dire la criptica inquilina g) sono passata in libreria a comprare questo Ancora dalla parte delle bambine di cui avevo già letto una recensione e che era finito nella lista dei "un giorno lo comprerò".
Però non c'era. C'era invece Dalla parte delle bambine, di cui avevo sentito parlare, ma che non avevo mai letto. Anche se non l'ho ancora finito (ma manca poco), mi ha colpito come pur non riconoscendomi nel condizionamento che descrive (il libro è del 1973, perciò io sono una di quelle bambine...) mi sembra il richiamo di un vaccino fatto tanto tempo fa.
Mia madre aveva studiato più di mio padre ed aveva un lavoro più "prestigioso", anche se non altrettanto remunerato.
Mio padre, libero dagli orari di una fabbrica o di un ufficio, ha preparato il pranzo dalle elementari al liceo prima a me e poi a mia sorella e lavava i piatti guardando con noi un cartone animato.
Ho scoperto molto tardi che in altre famiglie la suddivisione dei compiti era basata su regole diverse da quelle dell'opportunità e che la loro interscambiabilità non era un fatto ovvio.

Avrei tante altre cose da dire, ma è meglio che l'Udt non mi trovi qui a cazzeggiare quando torna con la spesa e una Minica affamata...

Maschi e femmine #3
Maschi e femmine #2
Maschi e femmine #1
venerdì, 16 novembre 2007

Tempo fa ho scritto un post a proposito di un aggeggio che ho chiamatclassic-naturalo emiculla.
In realtà una sorta di emiculla che si chiama proprio co-sleeper  la produce anche Arm's Reach, ma pensavo fosse introvabile in Italia.
Invece qualche giorno fa l'ho vista in un convenzionalissimo negozio in centro.
Molto simile è dorminsieme della Picci, anche se entrambi sono un po' troppo 2135"romantici" per i miei gusti...

 

Ringrazio invece .switch che mi ha segnalato la bellissima Culla Belly (sono solo un po' perplessa dalla base con gli spigoli arrotondati e dal minicuscinetto comunque sconsigliabile nei primi mesi...) ed ha aperto un bellissimo blog di arredamento e design su cui lasciare occhi e portafoglio.

E questa bellissima emiculla, quanto costerà?

culla-belly-03

Saltare a piè pari (da un paio di settimane).
Camminare all'indietro (da un mese circa).

Dicono che siano cose importanti. Scriviamocele, va'.

postato da: momatwork alle ore 10:40 | Link | commenti (5)
categoria:mettere qualcosa in soffitta, abbracciare la minica
giovedì, 15 novembre 2007

Notizia buona:
Complice la mancata connessione tra l'ecografo ed il PC l'ecografista giovane e gentile mi ha fatto l'ecografia del primo trimestre più lunga della storia.
Mi ha mostrato tre-quattro volte testina/manine/culetto/piedini (perché si usano sempre tutti questi diminutivi?), ma soprattutto cervello, stomaco e vescica. Che manco sapevo già si vedessero, per la Minica non mi avevano detto niente.
La traslucenza nucale era un po' aumentata ma ancora buona. Così, già che c'ero  le ho chiesto se si vedessero anche le ossa nasali. Si vedevano.

Notizia cattiva:
Mentre uscivamo abbiamo incrociato la mamma dell'Amichetto. Che arrivava dal Pronto Soccorso con un sorriso timido. Il fratellino dell'Amichetto è ancora lì, appeso ad un filo. Che speriamo regga.

postato da: momatwork alle ore 17:53 | Link | commenti (4)
categoria:andare dal dottore, parlare con altre mamme

BIP BI-BIP
SMS di lei a lui: "Sto girando per negozi con tua madre. Vale mille punti"
BIP BI-BIP
SMS di lui a lei: "Anche di più"

postato da: momatwork alle ore 17:30 | Link | commenti
categoria:fare acquisti, aspettare la suocera, sbaciucchiare l udt
domenica, 11 novembre 2007


PS: se vi avesse sfiorato il dubbio... no, non l'ho fatta io... non ne sarei mica stata capace!
postato da: momatwork alle ore 12:04 | Link | commenti (10)
categoria:fare festa, sbaciucchiare l udt, comperare i regali
venerdì, 09 novembre 2007
Non dirò che non volevo più scrivere nulla sull'allattamento.
Però non era più tra le mie priorità. È vero, allatto-ancora, ma ci sono così tanti argomenti molto più interessanti e meno dibattuti che star lì ancora a parlare dell'importanza dell'allattamento al seno quando tua figlia sbrana coscette di pollo mi sembra un non saper superare certi arroccamenti.
Poi però...
Però c'è un bellissimo post dell'ecomamma sulla conclusione del suo allattamento.
Un post bellissimo, un post che tutte le mamme che hanno allattato felicemente avrebbero voluto o vorrebbero un giorno scrivere.
Capita però che il post abbia uno strascico di commenti, molti entusiastici (tra cui, ovviamente voleva esserci il mio) e alcuni un po' scettici e si deteriori in polemica.
Polemica che mi ha visto involontaria protagonista prima e spettatrice volontaria poi.
Nei giorni successivi mi è capitato di imbattermi spesso in persone reali e virtuali che indipendentemente l'una dall'altra hanno ribadito più o meno velatamente l'idea che il latte artificiale sia sinonimo di libertà, comodità, modernità, emancipazione.
Ecco, a me quest'idea sta immensamente sulle balle. Ma siccome non mi va di intasare i blog altrui di consigli non richiesti e polemiche che non portano a nulla, mi sono astenuta dal controbattere. Però, siccome questo blog è il mio...
È vero, allattare al seno è fisicamente e psicologicamente impegnativo, soprattutto nei primi mesi.
È vero, allattare al seno vincola la mamma ad una presenza quasi costante nei primi mesi.
Ma i primi mesi passano in un battibaleno.
Dopo è tutto assolutamente uguale, anzi più comodo, sano ed economico.
Il latte artificiale non è un passaggio obbligato per tornare al lavoro e non è un passaggio obbligato per mettere il bambino al nido.
Il latte materno si può estrarre con un tiralatte (certo, non sarà facilissimo all'inizio... per me non lo è stato... ma grazie a preziosi e tempestivi consigli ci sono riuscita. Un po' come per l'allattamento in generale, non conosco nessuna mamma fortemente motivata a tirarsi il latte che non ci sia effettivamente riuscita...), conservare in freezer, utilizzare con un biberon o, se si preferisce e si trova chi è disposto a farlo, un cucchiaino o un bicchierino.
Ci sono almeno 101 buone ragioni scientificamente provate per cui il latte materno è migliore di quello artificiale, oltre al semplice buonsenso che ci dice che le tette sian lì per qualcosa.
Nessuna supposta comodità mi indurrà mai a pensare il contrario.
Non sono una mamma migliore di una che non ha allattato al seno (e questo l'ho già detto molte altre volte), ma il MIO LATTE per MIA FIGLIA è migliore di qualsiasi latte artificiale mai immesso in commercio, perché l'ho fatto IO appositamente su misura per LEI.
E se questa responsabilità nei confronti dei miei figli non mi bastasse, e se per qualche remotissimo ma possibilissimo motivo non potrò allattare altrettanto bene il Minichino non dirò MAI che in fondo il latte artificiale va bene uguale, perché se questo può essere approssimativamente vero nel nostro Paese, non lo è in quelli in via di sviluppo dove l'introduzione indiscriminata di latte artificiale travestito da libertà modernità, comodità ed emancipazione da ricchi è una vera emergenza sanitaria.
Ecco, io nei confronti di queste mamme sento una responsabilità ancora maggiore.
In questi giorni sto avendo uno scambio di opinioni su quanto costi fare un figlio e, soprattutto quanto costi farne un altro.
L'unica risposta sensata che ho trovato è: dipende.
Perché costare, costa, su questo non c'è dubbio, ma i fattori in gioco sono talmente tanti che è difficilissimo, se non impossibile, tentare una quantificazione su un intervallo ragionevolmente lungo e non per la semplice "messa in esercizio".
E così, mentre mi trovavo in un turbine di euro, non ho potuto fare a meno di chiedermi: "Sì, ma quanto costava, fare un figlio, in lire?"
Allora, io ho un quesito per le esperte, perché di economia non ci ho mai capito (non ci ho mai voluto capire) niente. Ma quella faccenda del cambio euro-lira, del fatto che "hanno messo il cambio 1 euro=2000 lire (circa) mentre doveva essere 1 euro=1000 lire, ha davvero un senso o è, come ho sempre pensato, una cagata?
Cerco di spiegare meglio la mia percezione: quel cambio lì sarà stato determinato da una serie di fluttuazioni internazionali, di faccende complicatissime che non so. Una volta fissato quel cambio, i prezzi avrebbero dovuto semplicemente trasformarsi da una cifra ad un'altra con dei minimi ritocchi, presumibilmente al rialzo, per fare cifra non già tonda, ma ingannevole (299 € invece di 300).
Questo è quello che ho visto all'estero, sia nei paesi dell'area euro, sia in quelli che hanno mantenuto un'altra moneta: in Norvegia nel 1994 per mangiare seduta ad un tavolo avrei speso l'astronomica cifra di 60.000 (e invece mi sono nutrita per un mese di pane burro e salmone), nel 2005 te la cavavi con 30 euro. Che son sempre le stesse 60.000 di dieci anni prima... In Belgio nel 2005 con 30-35 euro a testa mangiavi (bene) nel in uno dei ristoranti più belli di Anversa (vini ovviamente esclusi...).
Questo è quello che si percepisce anche in Italia rifornendosi nelle grandi catene che hanno la targhetta con un prezzo "europeo": all'Ikea, da Zara, da H&M tutto costa inspiegabilemte "poco"...
Quindi secondo me quella del cambio fissato "male" è una cagata.
Poi arriva pure il genio della finanza e ti dice che gli stipendi italiani sono tra i più bassi (i più bassi?) d'Europa. Ma va? E allora perché mangiare al ristorante, comprare un paio di scarpe, un vestito, in un altro paese europeo (o col prezzo di riferimento di un altro paese europeo) ti sembra pure economico?
Perché questo (quasi) raddoppio dei prezzi, certamente aiutato da una cifra falsamente tonda e amica, c'è stato, pare, solo in Italia?
Chi ha cominciato?
Non lo so chi abbia cominciato, ma so di aver fatto parte della cordata di furbetti quando, nei primi tempi dell'euro,  per un lavoro che secondo me valeva una certa cifra in lire (e che in realtà non avevo nessuna voglia di fare perché era una rogna infinita) ho provato a chiedere il doppio in euro. E il committente, senza batter ciglio, ha pagato.
Chi ha potuto, prima o dopo di me, si è adeguato.
Chi non ha potuto, sfiga.
Allora, se non so con certezza chi abbia cominciato, un'idea ce l'avrei.
Che moneta mettevamo nel carrello ai tempi della lira? Una moneta da 500.
Che moneta mettiamo oggi? Se abbiamo culo, 50 centesimi, altrimenti 1 euro o addirittura 2.
Cioè, una moneta che vale da due a otto volte tanto.
Voi ce l'avreste messa senza battere ciglio una banconota di 5000 lire nel carrello?
Quando io racconto questa cosa a qualcuno (e lo faccio spesso) vengo guardata come una povera demente e questo qualcuno si precipita a spiegarmi che, rimettendo il carrello al suo posto, la moneta, qualunque il suo valore, mi viene restituita e che quindi non ci ho rimesso niente, a meno che non mi sia fatta fregare il carrello.
Di solito a questo qualcuno non mi va di spiegare che lo so che la moneta me la riprendo alla fine della spesa, ma che la percezione che mi resta DURANTE la spesa è che 2 euro sono solo una monetina che non vale quasi nulla, l'ho appena usata per sganciare il carrello e che quindi tutto quello che vedo negli scaffali e costa SOLO 2 euro (anzi, generalmente SOLO 1.99 euro...) non costa quasi nulla.

A proposito, generalmente in Austria i carrelli non hanno la cauzione.


giovedì, 08 novembre 2007

Notizia buona:
Ho una compagna di panza. Stavolta reale.
È la mamma dell'Amichetto. Mi ha sgamato davanti ad una bresaola artigianale, mannaggia alla toxoplasmosi. La dua DPP è un mesetto dopo la mia (non addizionata di strategico ritardo) perciò incrociate le dita per entrambe.

Notizia cattiva:
Pare che la mia ginecologa (che è anche la sua) lasci il consultorio a dicembre, il che mi rompe parecchio visto che ci avevo instaurato un bel rapporto di fiducia.
Speriamo almeno che sia femmina.
La nuova ginecologa, intendo. Ché, secondo me, gli uomini di sessualità femminile ci capiscono poco o nulla.

postato da: momatwork alle ore 10:23 | Link | commenti (1)
categoria:andare dal dottore, parlare con altre mamme
mercoledì, 07 novembre 2007
Cosa vuoi che pesi un affarino di quattro centimetri?
E invece ho messo su tre chili, la 42 è ormai un ricordo ed ho una pancia che solo il più generoso dei maglioni peruani riesce a dissimulare.
Invece di essere felice di non avere le nause...
Se la ginecologa non mi ha cazziato è solo perché anche la volta precedente mi era venuto il "rotolino". Perché la mia non è pancia "vera", ma puro lardo localizzato.
Lardo che nei mesi si tenderà come un pallone di cuoio, che mi salverà anche questa volta, spero, dalle smagliature a cui ho già immolato le tette, che sembrerà non esserci fino a quando si rivelerà in tutta la sua lardosa mollezza per tenermi compagnia per molti mesi dopo il parto.
Lardo di cui ero riuscita a liberarmi giusto alla fine dell'estate.
postato da: momatwork alle ore 17:24 | Link | commenti (11)
categoria:andare al mare, andare dal dottore, darsi una sistemata
MI

La Minica ha detto MI.
Se per voi non significa niente, per me significa IO.

 

postato da: momatwork alle ore 12:41 | Link | commenti (2)
categoria:abbracciare la minica
Dopo una nottata di incubi carichi di significati non troppo oscuri, come quello di essere legata con delle cinghie ad un letto d'ospedale e quello di essere accusata, peraltro ingiustamente, di aver ucciso una bambinetta con delle forbici, ho deciso di non fare la villocentesi a meno di una traslucenza nucale allarmante.
La traslucenza nucale non era allarmante.
Però l'ecografista spiccia ma comprensiva (come piace a me) ha confermato quello che aveva detto l'ecografista bravo ma stronzo: il Minichino è più giovane di qualche giorno, più corto di qualche millimetro per fare lo screening.
La prossima settimana, altro giro, altra corsa...
postato da: momatwork alle ore 12:37 | Link | commenti (3)
categoria:andare dal dottore
lunedì, 05 novembre 2007

La Minica ha il raffreddore.
Naturalmente è tutta colpa mia che la porto in piscina, o almeno così sostiene mia suocera. Il fatto che non ci andiamo da due settimane è per lei irrilevante.
L'orrido rituale del raffreddore prevede aspirazione nasale mediante pompetta.
Il manuale del bravo attached parent prevede che questa vada risolta in maniera non conflittuale.


m@w: "Adesso puliamo il naso con la pompetta"
Minica: "No, grazie, no serve pompetta"
m@w: "..."

sabato, 03 novembre 2007

Nell'estate del 1992 comprammo una macchina nuova.
Francese, come voleva mia madre.
Nuova, come voleva mio padre.
Rossa, come voleva mia sorella.
Catalitica, come volevo io.

Nell'estate del 1992 le macchine catalitiche erano ancora una rarità relativa e la differenza di prezzo col modello a benzina super era di 800.000 lire.
Che, nell'estate del 1992 erano ancora dei bei soldi.

Dopo 13 anni di onorato servizio e 250.000 km, la piccola macchina rossa venne ceduta ad un concessionario in cambio di una piccola macchina nuova.
Nera stavolta, perché mia sorella nel frattempo ha cambiato gusti.
Per la piccola macchina rossa fu pagato un contributo rottamazione. Non c'erano incentivi per chi avesse fatto una scelta ecologica ed antieconomica prima che fosse obbligatorio. E non c'era una grande richiesta di utilitarie con 250.000 km.

Ieri, nel parcheggio di un centro commerciale mia sorella ha parcheggiato la piccola macchina nera accanto ad una piccola macchina rossa e, per curiosità, ha controllato la targa.

Lunga vita alla piccola macchina rossa!

Qualche tempo fa, Fiammetta73, alle prese con micronasini che colano e poppate ravvicinate, si chiedeva se avere un figlio non diventasse col tempo un po' più divertente.
Sì, lo diventa, ho risposto. Poi non so fino a quando duri la fase ascendente della parabola, fino all'adolescenza forse, ma per ora sembra che più avanti si va, più ci sia da sganasciarsi.
Però, se diventa più divertente, diventa anche molto più impegnativo.

A proposito di quel post, volevo aggiungere anche un'altra cosa, che non meritava di finire nascosta in un commento.
I bambini fino ad un anno sono fisicamente impegnativi ma relativamente maneggiabili: li vesti, li svesti, li imbraghi, li porti in braccio.
Dopo, sarà perché pesano di più, sarà perché cominciano a voler fare di testa loro, all'impegno fisico si aggiunge quello mentale. Ed è quello il momento in cui i bambini cominciano ad essere "disubbidienti", a "fare i capricci". E le mamme a sclerare.
Ogni tanto su una lista di mammematte che frequento una neofita si chiede: "Ma che leggo? I vostri bimbi non si impuntano, non battono i piedi, non urlano di stizza, non fanno i capricci?" ed un'adepta si precipita a risponderle: "Ma certo che fanno tutto quello che dici tu, solamente noi non li chiamiamo capricci".
Una bella definizione di caprccio, l'aveva data LaLaura tempo fa, ma non la trovo più.

E l'ubbidienza invece? Sarà mica una virtù? (o una virtù da un essere umano, sugli animali non mi pronuncio...)
Voi siete delle mogli (o delle compagne) ubbidienti? Se vostro marito (o il vostro compagno) vi descrivesse così agli amici, vi sentireste lusingate? Vostro marito (o il vostro compagno) vi ubbidisce o vi ascolta? E allora perché i bambini dovrebbero essere ubbidienti? E fino a quando va bene che lo siano (con voi) e quando dovrebbero smettere di esserlo (col fidanzatino che non vi va a genio)?
venerdì, 02 novembre 2007

Un giorno vi intratterrò con i singolari effetti collaterali della mia gravidanza precedente.
Ma parliamo oggi di un fastidioso effetto collaterale piuttosto comune: la stitichezza.
La stitichezza, piuttosto comune in gravidanza può simpaticamente degenerare in emorroidi che simpaticamente degenerano ulteriormente durante il parto. Non so se è il caso di dire: che culo!
Vabbè, il mio intestino, normalmente alquanto pigro ma in maniera asintomatica, ha ben pensato un giorno, a causa dell'aumentato ingombro, di diventare fastidiosamente pigro. Ma è bastato ingurgitare quantità industriali di fiocchi di compensato, oops di crusca e fibra, per risolvere naturalmente il problema.

Parentesi pubblicitaria:
Esisteva allora una versione quasi gradevole dei fiocchi di compensato, i Kellogg's All Bran con lo yoghurt, pressocché introvabili. Pare che non esistano più. Però ci sono quelli col cioccolato, che non ho capito bene che effetto facciano complessivamente (mia nonna diceva che il cioccolato non va esattamente d'accordo con la stitichezza) e, siccome anche questi non sono esattamente di facile reperibilità, ne ho fatto una scorta preventiva.
Fine parentesi.

Ieri mattina una confezione di 'sti fiocchi troneggiava sulla mia dispensa. Mia suocera, che era in visita obbligata e controlla le abitudini alimentari e defecatorie del suo pargolo come se avesse sette anni e non trentasette, ha subito indagato.
"Mamma... cacca..." Ha risposto la Minica.
Cazzo, quanto parla 'sta bambina.

Com'è come non è, questa è la mia settimana di reperibilità, che si concluderà con uno stupendo weekend lavorativo.
Casomai nessuno l'avesse notato, io l'ho notato, ero reperibile anche per il ponte del primo maggio. Ma in maggio non era un problema.
Noi, da sempre, aborriamo i ponti, le ferie e le feste comandate. Noi siamo dei professionisti del fuori stagione. Noi andiamo in vacanza quando non ci va nessuno (e di solito c'è un suo perché...).
Quindi non me ne sono fatta un problema
L'uomo dei treni invece sì.
Lui è ormai entrato in modalità "posto fisso in ufficio deprimente" e quindi agognava il ponte.
Chissà poi perché, visto che anche nell'ufficio depremente le ferie (le poche che ha) può prenderle quando vuole.
postato da: momatwork alle ore 10:27 | Link | commenti
categoria:andare a lavorare, sbaciucchiare l udt
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