
Una che non ha nessuna risposta.
Però faccio tante domande; andrà bene lo stesso?






Chiacchierando con alcune di voi ho scoperto che da questo blog non appare la natura più apparente dell'Uomo dei treni. Che è quella, secondo la brillante definizione di Lupina, di un "cazzarolone". Uno che ride sempre, pure troppo. Uno con cui fare un discorso serio è un'impresa titanica.
Quindi, immaginatevi la mia sorpresa non trovando giovedì al mio ritorno il famigerato secondo avviso. Perché questo poteva stare a significare soltanto una cosa, che l'omino SDA non era passato nella data inderogabilmente fissata (da loro) e che sarebbe pertanto ripassato l'indomani, non avrebbe ugualmente trovato nessuno al mattino e quindi non sarei potuta andare a ritirare il mio pacco nel pomeriggio, ma appena lunedì. Prendendo un giorno di ferie, ovviamente. Oibò. 
Se lo chiedeva tempo fa Adrenalina.
Ecco, io una risposta ce l'avrei.
Perché le consegna gliele fa l'SDA.
Ebbene sì, la famosa cucinetta è arrivata, MA ieri non ero a casa e quando l'omino dell'SDA si è presentato alla mia porta ad un'ora imprecisata ed inconcordabile e senza preavviso alcuno, l'ha trovata irrimediabilemente chiusa.
Eggià. C'è della gente che al mercoledì ha il brutto vizio di andare a lavorare.
L'omino dell'SDA ha lasciato il suo bravo bigliettino giallo e se n'è andato con l'agognata cucinetta.
Il bigliettino giallo recita testualmente: "Oggi siamo stati al vostro indirizzo per effettuare il 1° tentativo di consegna (il grassetto è loro e direi che il termine 1° tentativo lasci presupporre che ce ne saranno dei successivi). Non abbiamo potuto effettuare il servizio di consegna per assenza del destinatario o di persona titolata (ma va'?). Effettueremo un 2° tentativo di consegna in data domani (aggiunto a penna) salvo diversa indicazione da comunicare al numero di Poste Italiane."
Ora c'è della gente cha ANCHE al giovedì ha il brutto vizio di andare a lavorare e che stranamente non può decidere di starsene a casa quando cacchio gli pare senza dare un minimo di preavviso.
Telefoniamo quindi al numero (verde, per fortuna) di Poste Italiane e diamo diversa indicazione.
Non si può. Nè si può indicare un diverso destinatario. L'omino dell'SDA ripasserà comunque domani ad un'ora imprecisata ed inconcordabile anche se io gli dico già oggi che domani non troverà nessuno e lascerà un identico biglietto giallo dove sarà però barrata la casella: "abbiamo effettuato il 2° tentativo di consegna (e mai parola fu più azzeccata...). Siamo spiacenti di non aver potuto effettuare il servizio di consegna anche al secondo tentativo (spiacenti? servizio?), vi preghiamo quindi di volerci contattare al numero sopra riportato per concordare una nuova modalità di consegna.
Bene, vi sto già contattando. Ma come la "diversa indicazione" consisteva nell'avvalorare la vostra insistenza nel voler tentare una consegna imposssibile, l'unica "modalità di consegna" da voi contemplata è quella di andarmi a prendere il pacco al vostro deposito (a 40 km da casa mia) a partire dalla giornata di venerdì.
Mi chiedo allora in cosa consista la terza casella "abbiamo effettuato il 3° tentativo di consegna come concordato da Vs. indicazioni." QUALI indicazioni?
NON ho potuto concordare un giorno nè un orario anche approssimativo di consegna.
NON ho potuto indicare un diverso destinatario.
NON ho portuto nemmeno evitare una seconda consegna a vuoto ed andarmi a prendere il pacco un giorno prima.
Caro ragazzo del call center di Poste Italiane che ieri sera poco prima delle 20.00 hai parlato con una belva stanca ed affamata, lo so che tu avresti avuto di meglio da fare, che hai un lavoro precario e non guadagni un cacchio, che non hai nessuna colpa di quello che hanno deciso i geniali vertici dell'SDA e di Poste Italiane o più probabilmente una qualche agenzia di sfigati come te (e come me) che non ci capiscono nulla di pacchi e di consegne, ma dovevano "ottimizzare il servizio", però io con qualcuno dovevo pur lamentarmi, no?
Altrimenti, se nessuno si lamenta sembra che vada sempre tutto bene.
Cari omini dell'SDA, vi restano poco più di ventiquattr'ore per prepararvi al mio arrivo.
AVVISO: questo post è un condensato di molti altri che sto rimuginando da tempo e quindi, come tutte le cose che rimugino da troppo tempo, ne verrà fuori un papocchio. Pazienza.
Dunque, mentre qualcuno teme di diventare un mostro se non racconterà la storia di Babbo Natale e colleghi e qualcun altro invece va addirittura a scomodare gli amici di Babbo Natale per avere delle dritte, noi qui si è deciso che Babbo Natale se l'è inventato la Coca-Cola, che far portare i regali ad un neonato è sfruttamento di lavoro minorile, che noi sotto sotto siamo dei no-global (e pure atei, ma vabbè...) e che quindi ci appoggiamo alla tradizione locale: se qualcuno ha da portare regali, che sia San Nicolò.
Problema #1: San Nicolò porta i regali nella notte tra il cinque e il sei dicembre, tre giorni dopo il compleanno della Minica.
Problema #2: Il Minichino dovrebbe nascere in giugno (settimana più, settimana meno) ed avrà quindi la sua bella festa di compleanno, per giunta all'aperto, lontana da ogni festa comandata (se si esclude la festa della Repubblica ed eventuali promozioni per le quali vorremmi optare per una filosofia without reward and punishment).
Problema #3: se finora il Comitato per la Soppressione e l'Alienazione del Giocattolo Indesiderato ha potuto svolgere il suo lavoro in maniera eccellente, non credo che portà continuare altrettanto efficacemente in futuro senza una capillare azione di rieducazione preventiva delle masse.
Problema #4: alcune "soluzioni" che ho trovato in giro per arginare i cosiddetti junk toys (offerta libera ad un'associazione benefica, richieste di regali simbolici o particolari, ...) non mi soddifano perché a lungo andare rischiano di mettere in imbarazzo chi li riceve, ma soprattutto chi li fa. Il regalo su richiesta, ancorchè modesta, mi deprime. L'unica soluzione percorribile sembra quindi il suggerimento più o meno velato di attenersi ad un tema ed a "volare bassi".
Problema #5: con pochissime eccezioni (una bambola, un camion, un paio di trenini) i giocattoli della Minica sono rigorisamente unisex: costruzioni, pupazzi, strumenti musicali, ma, visto che sta dimostrando interesse per le attività quotidiane che, ribadisco, io e l'Uomo dei treni ci dividiamo più o meno equamente a seconda della disponibilità del momento, ci siamo orientati sulla famosa cucinetta (quale ve lo svelerò a tempo debito...), andandolo a raccontare ai quattro venti e suggerendo a parenti, amici e conoscenti di "completare" il nostro acquisto rimanendo in tema.
Problema #6: nel frattempo ho letto il libro della Gianini Belotti e mi è venuta la coda di paglia. D'altra parte non avrei avuto nessun problema a comprarle la cucinetta se la Minica fosse stata un maschio (a convincere parenti, amici e conoscenti a seguirmi forse sì...) e quindi perché dovrei farmene visto che è una femmina? Sto facendo discriminazione al contrario?
Problema #7: nel frattempo la Bambina ha fatto la festicciola per il compleanno (un anno) ed ha ricevuto, secondo me con un esagerato anticipo, una supercucinetta superelettronica superaccessoriata superrosa che adesso fa "bella" mostra di sè nel mezzo del loro soggiorno.
Ecco, io credo sia profondamente sbagliato non solo anticipare i desideri, ma precorrere così ferocemente i tempi. Non dico che per comprare una cacchio di cucinetta ci si debbano mettere per forza sei mesi come abbiamo fatto noi, ma anche ad avere tutto e subito, tutto e subito finisce.
Certo però che che se andiamo avanti cosi, possiamo dimenticarci qualsiasi momento di gloria.
(carta) gèncana = carta igenica
(scarpe da) làncolas = scarpe da ginnastica
tòttoro giallo = elicottero giallo*
* gli elicotteri sono sempre gialli.
... Gatto Bumbo.
Buon viaggio.
Ieri, il filo si è spezzato.
E così ieri abbiamo fatto anche alla suocera il grande annuncio.
Dopo aver letto il suo post ( e sempre che abbia capito cosa volesse dire la criptica inquilina g) sono passata in libreria a comprare questo Ancora dalla parte delle bambine di cui avevo già letto una recensione e che era finito nella lista dei "un giorno lo comprerò".
Tempo fa ho scritto un post a proposito di un aggeggio che ho chiamat
o emiculla.
In realtà una sorta di emiculla che si chiama proprio co-sleeper la produce anche Arm's Reach, ma pensavo fosse introvabile in Italia.
Invece qualche giorno fa l'ho vista in un convenzionalissimo negozio in centro.
Molto simile è dorminsieme della Picci, anche se entrambi sono un po' troppo
"romantici" per i miei gusti...
Ringrazio invece .switch che mi ha segnalato la bellissima Culla Belly (sono solo un po' perplessa dalla base con gli spigoli arrotondati e dal minicuscinetto comunque sconsigliabile nei primi mesi...) ed ha aperto un bellissimo blog di arredamento e design su cui lasciare occhi e portafoglio.
E questa bellissima emiculla, quanto costerà?

Saltare a piè pari (da un paio di settimane).
Camminare all'indietro (da un mese circa).
Dicono che siano cose importanti. Scriviamocele, va'.
Notizia buona:
Complice la mancata connessione tra l'ecografo ed il PC l'ecografista giovane e gentile mi ha fatto l'ecografia del primo trimestre più lunga della storia.
Mi ha mostrato tre-quattro volte testina/manine/culetto/piedini (perché si usano sempre tutti questi diminutivi?), ma soprattutto cervello, stomaco e vescica. Che manco sapevo già si vedessero, per la Minica non mi avevano detto niente.
La traslucenza nucale era un po' aumentata ma ancora buona. Così, già che c'ero le ho chiesto se si vedessero anche le ossa nasali. Si vedevano.
Notizia cattiva:
Mentre uscivamo abbiamo incrociato la mamma dell'Amichetto. Che arrivava dal Pronto Soccorso con un sorriso timido. Il fratellino dell'Amichetto è ancora lì, appeso ad un filo. Che speriamo regga.
BIP BI-BIP
SMS di lei a lui: "Sto girando per negozi con tua madre. Vale mille punti"
BIP BI-BIP
SMS di lui a lei: "Anche di più"

Non dirò che non volevo più scrivere nulla sull'allattamento.
In questi giorni sto avendo uno scambio di opinioni su quanto costi fare un figlio e, soprattutto quanto costi farne un altro.
Notizia buona:
Ho una compagna di panza. Stavolta reale.
È la mamma dell'Amichetto. Mi ha sgamato davanti ad una bresaola artigianale, mannaggia alla toxoplasmosi. La dua DPP è un mesetto dopo la mia (non addizionata di strategico ritardo) perciò incrociate le dita per entrambe.
Notizia cattiva:
Pare che la mia ginecologa (che è anche la sua) lasci il consultorio a dicembre, il che mi rompe parecchio visto che ci avevo instaurato un bel rapporto di fiducia.
Speriamo almeno che sia femmina.
La nuova ginecologa, intendo. Ché, secondo me, gli uomini di sessualità femminile ci capiscono poco o nulla.
Cosa vuoi che pesi un affarino di quattro centimetri?
La Minica ha detto MI.
Se per voi non significa niente, per me significa IO.
Dopo una nottata di incubi carichi di significati non troppo oscuri, come quello di essere legata con delle cinghie ad un letto d'ospedale e quello di essere accusata, peraltro ingiustamente, di aver ucciso una bambinetta con delle forbici, ho deciso di non fare la villocentesi a meno di una traslucenza nucale allarmante.
La Minica ha il raffreddore.
Naturalmente è tutta colpa mia che la porto in piscina, o almeno così sostiene mia suocera. Il fatto che non ci andiamo da due settimane è per lei irrilevante.
L'orrido rituale del raffreddore prevede aspirazione nasale mediante pompetta.
Il manuale del bravo attached parent prevede che questa vada risolta in maniera non conflittuale.
m@w: "Adesso puliamo il naso con la pompetta"
Minica: "No, grazie, no serve pompetta"
m@w: "..."
Nell'estate del 1992 comprammo una macchina nuova.
Francese, come voleva mia madre.
Nuova, come voleva mio padre.
Rossa, come voleva mia sorella.
Catalitica, come volevo io.
Nell'estate del 1992 le macchine catalitiche erano ancora una rarità relativa e la differenza di prezzo col modello a benzina super era di 800.000 lire.
Che, nell'estate del 1992 erano ancora dei bei soldi.
Dopo 13 anni di onorato servizio e 250.000 km, la piccola macchina rossa venne ceduta ad un concessionario in cambio di una piccola macchina nuova.
Nera stavolta, perché mia sorella nel frattempo ha cambiato gusti.
Per la piccola macchina rossa fu pagato un contributo rottamazione. Non c'erano incentivi per chi avesse fatto una scelta ecologica ed antieconomica prima che fosse obbligatorio. E non c'era una grande richiesta di utilitarie con 250.000 km.
Ieri, nel parcheggio di un centro commerciale mia sorella ha parcheggiato la piccola macchina nera accanto ad una piccola macchina rossa e, per curiosità, ha controllato la targa.
Lunga vita alla piccola macchina rossa!
Qualche tempo fa, Fiammetta73, alle prese con micronasini che colano e poppate ravvicinate, si chiedeva se avere un figlio non diventasse col tempo un po' più divertente.
Un giorno vi intratterrò con i singolari effetti collaterali della mia gravidanza precedente.
Ma parliamo oggi di un fastidioso effetto collaterale piuttosto comune: la stitichezza.
La stitichezza, piuttosto comune in gravidanza può simpaticamente degenerare in emorroidi che simpaticamente degenerano ulteriormente durante il parto. Non so se è il caso di dire: che culo!
Vabbè, il mio intestino, normalmente alquanto pigro ma in maniera asintomatica, ha ben pensato un giorno, a causa dell'aumentato ingombro, di diventare fastidiosamente pigro. Ma è bastato ingurgitare quantità industriali di fiocchi di compensato, oops di crusca e fibra, per risolvere naturalmente il problema.
Parentesi pubblicitaria:
Esisteva allora una versione quasi gradevole dei fiocchi di compensato, i Kellogg's All Bran con lo yoghurt, pressocché introvabili. Pare che non esistano più. Però ci sono quelli col cioccolato, che non ho capito bene che effetto facciano complessivamente (mia nonna diceva che il cioccolato non va esattamente d'accordo con la stitichezza) e, siccome anche questi non sono esattamente di facile reperibilità, ne ho fatto una scorta preventiva.
Fine parentesi.
Ieri mattina una confezione di 'sti fiocchi troneggiava sulla mia dispensa. Mia suocera, che era in visita obbligata e controlla le abitudini alimentari e defecatorie del suo pargolo come se avesse sette anni e non trentasette, ha subito indagato.
"Mamma... cacca..." Ha risposto la Minica.
Cazzo, quanto parla 'sta bambina.
Com'è come non è, questa è la mia settimana di reperibilità, che si concluderà con uno stupendo weekend lavorativo.