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Una che non ha nessuna risposta.
Però faccio tante domande; andrà bene lo stesso?






Prima di finire la grande Casa io e l'Uomo dei treni vivevamo in 32 metri quadri (mal) disposti ed ammobiliati: corridoio - bagno - tinello - cucinino - camera.
... cresce solo nel giardino del re, insegna e mi insegna la mia psicologa infantile.
Perché qualsiasi maglietta innocua, qualsiasi pantalone unisex e financo qualsiasi abitino femmineo ma ancora passabile viene sistematicamente perso/strappato/irrimediabilmente macchiato mentre i jeans zampati e incrostati di glitter e le lascive magliette inneggianti alla lussuria in età prescolare riescono a resistere a milioni di lavaggi nei secoli dei secoli amen riuscendo anche a contaminare con toni rosati e lustrini ciò che prima era di un virginale candore?
Forse già tutti sanno che mia suocera disapprova tutto quello che faccio.
Ieri gli asili erano ancora chiusi e prima il Bambino è venuto a giocare da noi mentre la mamma si occupava della sorellina e poi siamo andati noi da lui.
Mentre era da noi, la Minica ha fatto qualcosa/non ha fatto qualcosa e lui le ha spiegato che avrebbe fatto meglio a non farlo/farlo altrimenti la mamma "le avrebbe dato le picche".
Finora la Minica guarda con un misto di stupore e curiosità i bambini che vengono "educati" a suon di schiaffetti sulle mani. E mentre ha imparato il significato e non solo della parola "botte" (regalo dell'asilo...), non credo che sappia quello della parola "picche", intesa come schiaffetto o sculaccione educativo.
Mi è sembrato quindi opportuno chiarire che io non do le picche ai bambini, ma che questo non significa che in questa casa non si debbano/si debbano fare certe cose.
"La mia mamma me le dà" ha risposto il Bambino.
"Può essere. In ogni casa ci sono regole diverse." gli ho risposto diplomatica.
E credevo fosse finita lì.
Invece, quando siamo andati noi di là, la Vicina mi ha raccontato divertita che il Bambino le ha raccontato come cosa rara e prodigiosa il fatto che "la mamma della Minica non le dà le picche".
"Può essere. In ogni casa ci sono regole diverse." gli ha risposto diplomatica.
C'è chi dice che i corsi pre-parto non servono a niente o che non ti insegnano quello che effettivamente ti servirebbe sapere.
Per quanto possano promuoverla, trovi sempre l'uomo della strada* che ti dice che tanto buttano tutto in discarica.
Io ve l'ho detto che mi diverto a spezzare le catene di Sant'Antonio e che l'esistenza stessa di un regolamento mi provoca a disobbedirgli, ma se insistete...
Qualche tempo fa un'insegnante si era gentilmente offerta di rispondere ad alcuni miei dubbi sul metodo montessori. Ho provato a contattarla privatamente, ma per ora non ho avuto risposta. Vabbè, tanto sarebbe stata dura cercare di esprimere tutte le mie perplessità in maniera organica ed ordinata, perciò tanto meglio se lo faccio confusamente qui. Non si sa mai che ci ripassi.
Dunque, una delle perplessità riguarda come si è evoluto il metodo montessori, dopo la morte della Montessori. In Italiano, oltre ai principi generali, non ho trovato quasi niente, ma forse non ho cercato abbastanza.
Ci sono i libri della Honegger Fresco, Abbiamo un bambino e Una casa a misura di bambino che si ispirano ai principi del metodo montessori e poco più.
L'ambiente americano è molto più vivace. Il metodo montessori sembra molto in voga tra le homeschooler e ci sono mailing list, gruppi di discussione, forum e venditori online di manuali e materiali montessoriani.
Già, i materiali.
Io finora ho comprato dei manuali costosissimi nonostante il cambio favorevole (di cui le homeschooler americane parlano molto bene) e mi sono iscritta ad una economica newsletter.
I primi non prevedono, per ora, l'acquisto di materiale specifico e tutti gli esercizi, che molto all'americana vengono spiegati passo passo, possono essere realizzati con materiali facilmente reperibili in casa o sostituibili con altri. Forse perché una ha già speso tutto per comprare i manuali.
La seconda invece, pur avendo delle sezioni DIY introduce, anche per i piccolissimi, degli esercizi che richiedono dei materiali dai prezzi proibitivi. 
Anche perché è abbastanza facile trovare qualcuno che spenda 30€ per regalarci un aggeggio plasticoso che suona s'illumina e parla in sette lingue, molto meno trovare qualcuno disposto a spenderne altrettanti per una scatola di legno con un buco (e qui mi conforta la Grazia Honegger Fresco
che sostituisce la regolamentare scatola col buco con un barattolo di caffè). Ma siccome finora ho molto risparmiato sui cosiddetti "giocattoli educativi", che chissà perché
vengono regalati a bambini piccolissimi e poi basta, credo che prossimamente mi farò regalare qualcosa spacciandolo per tale.
Qualcosa che non ho la più pallida idea di come fare, ad esempio, come le serie di knobless cilinders e knobbed cilinders (è abbastanza significativo il fatto che in Italiano non sappia nemmeno come si chiamino questi aggeggi...).
E il resto, tempo ed abilità permettendo, proverei a farmelo da me.
Come i vari sandpaper letters e sandpaper numerals.
E siccome se c'è una cosa che proprio non manca in questa casa è la carta vetrata, ho chiesto all'Uomo dei treni se per caso ne avesse di diversa grana ma dello stesso colore.
"Forse", mi ha risposto, intuendo che non intendevo farne un uso ortodosso.
Infatti ne aveva un pacco intero sul tavolo del suo antro.
Infatti avevo intenzione di farne una touch board e delle touch tablets, ovverosia un pezzo di legno con attaccati dei rettangoli di carta abrasiva a grana crescente (quella che ho rubato all'Uomo dei treni era 40-60-80-100-120) e degli altri pezzi di legno su cui sono attaccati a coppie dei fogli di carta abrasiva della stessa grana.
Naturalmente, se avessi fatto a tempo debito quello che ho fatto adesso, ovverosia cercare su google immagini "montessori touch tablets" e "montessori touch board", se non avessi voluto per forza utilizzare pezzi di legno troppo spessi che già avevo in casa, non mi fossi messa ad incollare carta vetrata alle undici di sera, non fosse finito l'attack a metà lavoro e soprattutto non avessi ascoltato l'Uomo dei treni che sosteneva che er incollare carta su legno la cosa migliore era utilizzare abbondante colla vinilica, l'esperimento sarebbe molto più simile agli originali.



Comunque, a spesa zero e in un quarto d'ora di lavoro, questo è quanto:

E, a proposito di gusti e sapori, ieri la Minica ieri ha mangiato la sua prima micropastina con l'omogeneizzato di carne.
E nonostante tutti questi avvenimenti, la scorsa settimana mi sono data allo shopping sfrenato ed ho comprato quindici paia di mutande.
Taglia due anni.
:)
Useful tip: se anche vostro figlio/figlia smania per fare da solo/a, vi consiglio di non ripetere il mio errore, ma di procurarvi delle mutande delle quali sia riconoscibile l'esterno dall'interno, il davanti dal dietro e da quale buco devono entrare e da quali uscire le gambe. In caso contrario... buon divertimento!
E mentre aspettavo l'annuncio della nascita di A., ho ricevuto un altro SMS.
Cari mamma e papà, mi congratulo con voi per la nascita del vostro primogenito, sono contenta che stia bene e capisco che tale avvenimento vi abbia un po' frastornato, ma se non ho il vostro numero in rubrica e non vi firmate almeno col nome, come cacchio faccio a capire chi siete?
L'unica persona che conoscessi e nella cui famiglia ci fossero due prime figlie femmine e poi un maschio, ha avuto la terza femmina.
Oggi il mio collega mi ha detto che gli ricordavo quella statua...la... la... ma com'è che si chiama? La...
Ma come avrò fatto ad indovinare?
Mia suocera è ipocondriaca.
Sarà da un mese che ho le contrazioni. Quelle finte, che, metti qualcuno arrivi qui cercandole, si chiamano di Braxton-Hicks e non sono un sintomo di niente, parola di una che le ha già avute a partire dal sesto mese e poi ha sforato la DPP.
... chi è l'ostetrica che tiene il corso pre-parto?
Mercoledì avevamo il primo colloquio con le maestre.
Se il vostro bambino volenteroso ritirasse la biancheria stesa, appallottolasse alla rinfusa calze e mutande in un cassetta della frutta e poi la lasciasse in mezzo alla camera;
Purtroppo la tentazione è molto forte. Quando si entra nel gorgo delle mammematte (sì, parliamo ancora di mammematte…) se ne trova sempre qualcuna che è un po’ più matta di te. A te sembrava che usando i pannolini lavabili fossi già matta a sufficienza e scopri che oltre a questo ci sono molte altre cose che si possono fare.
Potrebbe quasi sembrare una parola come un’altra, finchè non ne intuiscono il potenziale.