
Una che non ha nessuna risposta.
Però faccio tante domande; andrà bene lo stesso?






... ancora l'asilo.
L'uomo dei treni ha ricevuto una lettera.
Ieri, mentre facevo il primo monitoraggio (eh, già... arieccoci...), sfogliavo Repubblica un po' distratta ed un po' disgustata e mi sono imbattuta in una paginata di pubblicità (credo), per devolvere il cinque per mille a sostegno alla ricerca scientifica.
Ai produttori di costumi da bagno per bambine impuberi
Da domenica scorsa s'erano perse le tracce delle scarpe da ginnastica della Minica.
La mia tecnica di riduzione dei consumi (e dei rifiuti) consiste nel fatto che mi piacciono solo cose dal prezzo spropositato. La scopro, le studio, le rimiro, me ne innamoro, le scarto, le riconsidero, le valuto, le comparo, mi dico quanto sono scema a spendere una cifra simile e poi le compro.

Sto leggendo un libro così palloso, ma così palloso, che non riesco nemmeno a soffrire d'insonnia.
E, già che ci sono, non me ne vogliano le entusiaste, faccio le pulci anche al libro della Ina May Gaskin: un libro bello e utile, ma non equilibrato, obbiettivo ed onesto. Un libro che già dalle primissime pagine fornisce dei dati discutibili e fuorvianti, confrontando la bassissima percentuale di cesarei e parti operativi del centro nascita The Farm con quelli medi degli Stati Uniti, omettendo però di specificare che i parti effettuati in ospedale comprendono anche quelle gravidanze patologiche che non sarebbero accettate a The Farm. Ecco, forse sono l'unica ad aver notato questa piccola "disonestà" in mezzo a tanti incantevoli racconti di parto, ma, appunto, perché voler a tutti i costi tirare acqua al proprio mulino facendo questi pasticci?
Altre vittime innocenti di una traduzione fuorviante sono il buon Dottor Sears e consorte che hanno scritto un libro (sull'allattamento) che si chiama "Keys to Breastfeeding" a cui hanno aggiunto, bontà loro, 10 (dieci) facciate sullo svezzamento senso stretto (cioè sulla fine dell'allattamento) e sull'introduzione dei cibi solidi.
dell'infanzia particolarmente sensibili ed attente regalare ai genitori [...] un librone gonfio di foto, disegni (dai primi scarabocchi alle prime consapevoli produzioni artistiche), elaborati, oggetti, ma anche racconti di attività, gite, eventi, gesta e bizzarrie del bambino [...].
Il cambio degli armadi l'ho finito. Giusto in tempo per il maltempo, ma vabbè.
In questi due giorni in cui l'Uomo dei treni l'ha accompagnata al nido, la Minica gli ha più volte raccomandato di non correre.
Svegliarsi in quello che credi un bagno di sudore.
Stamattina abbiamo avuto un falso allarme.
Che siamo solo in due a non essere finte ragazze madri, finte separate, finte gravidanze a rischio, finte disoccupate.
La lavastoviglie è morta.
Ieri sono andata a fare le ultime "anasisi".
"Papà, te metti su la musica dell'Amelia nel CD arancio?"
Mentre eravamo via si sono intravisti i nuovi vicini (la neofamigliola si è trasferita in una casetta qualche decina di metri più in là).
La Bambina ha una predilezione per il nostro gatto. Purtroppo tale predilezione attualmente viene dimostrata con delle carezze un po' rudi e qualche tirata di coda.
Il Bambino ha chiesto alla mamma se, quando nascerà il Minichino, li inviteremo al Battesimo.
Mi sembra chiaro quali siano le (pari) opportunità offerte alle donne.
Al rientro al nido la Minica ha raccontato di essere stata "in vacanza" e di aver visto "le barche a vela".
Nell'introduzione di uno dei libri che ho preso leggo: "[La] riflessione americana a livello nazionale e [la] ricerca di esempi di successo a livello internazionale da cui imparare non è nè nuova nè unica. Piuttosto, è un'usuale e periodica reazione che si verifica in questo paese in seguito alle ricorrenti crisi di fiducia tra gli americani di ogni generazione che si rendono conto come l'educazione allo stato attuale non risponda alle loro aspettative."
Ieri la suocera è venuta ad elargirci le sue preziose perle di puericultura e non solo.
... la montagna di cose da fare.
... le famiglie che abbiamo conosciuto oltre lo schermo:
...cose che non sono riuscita a fare (e non perché avrei potuto partorire):
...cose che non avrei dovuto fare (dovendo ancora partorire, ma anche no):
...cose che sono riuscita a fare (senza partorire):