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lunedì, 30 giugno 2008
La Minica ha un amico immaginario, Tonton.
Ha anche un amico dell'amico immaginario, Tintin.

Evabbè, che sarà mai? Ho sentito di altri bambini che avevano degli amici immaginari. Io avevo addirittura una gemella immaginaria e credevo anche ad un sacco di cose strane, tipo che stando a lungo sott'acqua mi sarebbero venute, non dico le pinne, ma almeno un po' di squame.
Ma l'altro giorno, alla gita dell'asilo ho notato che era l'unica bambina a parlare da sola.
Sì, insomma, con Tonton.
Allora ho chiesto ad una mamma-amica se anche la sua, parlasse da sola.
"Sì, certo, ma sai M. è come suo padre, matta come un cavallo".

Ah, bene.
Che un figlio ti cambia.
In cinque settimane.

Premetto che nel mio corso pre-parto ero l'unica ad avere già un figlio.
Infatti ero stata ammessa "con riserva", come se il fatto di avere già un figlio fosse sufficiente a non aver più nulla da imparare.
Adesso, che ci hanno riunito in un unico corso post-parto, ci sono altre tre mamme alla seconda esperienza.
Infatti il fatto di avere UN figlio spesso impedisce di uscire di casa, mentre il fatto di averne DUE ti induce a farlo ed è interessantissimo ascoltare le loro tecniche e le loro strategie.

Ma quand'ero ancora l'unica "ad esserci già passata" e si parlava di cosa serve e cosa non serve ad un neonato siamo finite a parlare di quest'aggeggio che, per correttezza dell'informazione, io non possiedo.
Per correttezza dell'informazione, avevo effettivamente pensato di comprarlo, ma, forse per scaramanzia, forse per pessimismo statistico, avevo rimandato tutti gli acquisti a dopo la nascita della Minica, quando mi sono resa conto che, nonostante le apparenze, non era un aggeggio fatto per me. O meglio, per noi.
Ora voi lo sapete che sono una maniaca della prevenzione ed infatti ho sempre messo in atto le principali precauzioni per prevenire la SIDS: l'ho fatta dormire sempre sulla schiena, nella nostra stanzafinchè c'è stata, non ho permesso a nessuno di fumare in casa, l'ho allattata al seno. Non le ho dato il ciuccio, che sembra sia un'altra dei fattori di riduzione del rischio, ma solo perché è un surrogato del seno. E non ho dovuto fare molto per ridurre la temperatura. Semmai il contrario.
Quindi questo aggeggio sembrava proprio pensato per me.
Però.
Già ero scettica sull'opportunità di tenere un dispositivo acceso tutta la notte e per buona parte del giorno in prossimità della culla (è vero che possiedo le trasmittenti, ma ne ho fatto un uso limitatissimo e a partire da quand'era più grande) e poi mi sono resa conto che la Minica dormiva
a) molto meno di quanto ci sia scritto sui libri;
b) molto spesso in luoghi diversi dalla culla, in casa e fuori casa.
Mi sono quindi chiesta:
a) se questo aggeggio mi avrebbe fatto sentire più tranquilla, sapendola in parte monitorata durante il sonno, o più combattuta tra il desiderio di lasciarla dormire lì dov'era o tentare di spostarla nella culla rischiando di svegliarla (garantito al 100%) ed accettando il rischio residuo del seggiolino auto/passeggino;
b) se mi sarei sentita più in colpa per non aver comprato l'aggeggio o per non averlo utilizzato pur avendocelo.
Questo perché non pensiate che non sia anch'io tra quelle che periodicamente controlla che il figlio respiri. Certo che controllo, per quello che può servire un'occhiata ogni tanto.
Però, non rientrando in una delle categorie a rischio, mi sembrava che nel mio caso l'aggeggio servisse solo ad aumentare le mie paure.
E poi non ho ancora capito che cosa si debba/non debba/possa fare se l'aggeggio di mette a suonare o se ci si accorge che il bambino non respira. Di certo non lo si sbatte.

Però quando ho espresso queste mie perplessità nel gruppetto di future mamme sono passata per un'emula di Erode. Una delle più giovani e carine mi ha detto in lacrime che io "non so" quante vite siano state salvate grazie a quest'aggeggio.
Ed infatti non lo so, non l'ho trovato da nessuna parte.
E mi dispiace di averla fatta piangere, anche sotto l'effetto degli ormoni: non si fa piangere una donna incinta.

A cinque settimane dal parto la neomamma ancora giovane ma un po' meno carina raccontava delle sue notti insonni, degli esperimenti con "bibi" di camomilla e LA e di come lasciasse dormire il bambino ovunque ed in qalunque posizione, purché dormisse.
"Scusa, ma... e l'angelcare?" ho chiesto io, un po' perfida.
"Che cosa?"
Niente, dopo il parto si perde la lacrima facile e pure la memoria.
venerdì, 27 giugno 2008
Mentre lo lavo o gli cambio il pannolino aziono un carillon della Chicco che mi hanno regalato e suona "You can fly!".

Spero di ottenere un duplice effetto:
che quando verrà il suo turno non regali a qualche suo amico neopapà l'ennesimo giocattolino inutil-plasticoso, ma qualcosa di più sensato;
che non mi costringa a guardare con lui Peter Pan, visto che mi fa cagare.
"I bambini piangono se hanno il pannolino* sporco"

I miei li puoi lasciare pisciati a cagati fino alle orecchie e non aprono bocca.
Fino a quando non ti viene in mente di cambiarli.

*Per ora stiamo usando gli UEG (Moltex o Naturaè), ma visto che siamo ormai a regime e che al Minichino stanno bene i vecchi Kushies Ultra 4-11 della Minica (tutti bucherellati attorno al girogamba, alla fine dovevo usare una mutandina supplementare), ieri ne ho ordinati di nuovi.
Quelli vecchi li terrò come riserva per i giorni di pioggia; il prototipo di riparazione, pur tecnicamente riuscito, non mi soddisfa nel materiale usato nel rivestimento. Nelle mie ricerche non sono infatti riuscita a trovare del tessuto impermeabile e traspirante a metro (tipo goretex) o che fosse conveniente tagliare. Alla fine ho ripiegato su una tovaglia plastificata, senza PVC, ma su cui nutro seri dubbi di ecologicità e resistenza a molteplici lavaggi.
Se è successo anche a voi, se volete ampliare le vostre scorte, se vi va di provare, i pannolini lavabili sono un regalo originale per un secondo nato.
"I bambini si rilassano durante il bagnetto"

Se tentassi di scioglierlo in acido, probabilmente urlerebbe di meno.
Non so se andremo in piscina, a settembre.
postato da: momatwork alle ore 10:22 | Link | commenti (9)
categoria:andare in piscina, lavare il bagno, abbracciare il minichino
giovedì, 26 giugno 2008
In un crescendo wagneriano (la scorsa settimana la gita, mercoledì la gita dei "grandi" in cui io e l'Uomo dei treni abbiamo fatto gli accompagnatori, ieri la grigliata in giardino) sta per concludersi quest'esperienza dell'asilo nido.
Con un po' di malinconia, per me che all'inizio la consideravo quasi una transizione verso la scuola dell'infanzia, quando ieri sera la Minica ha voluto portare via con qualche giorno d'anticipo la sua scatola ed il saccetto dei ricambi, assieme all'album di foto che le educatrici hanno preparato per i "grandi".
Ricordo di aver letto un bellissimo post di CV sulla fine del nido.
Noi ci siamo state solo sei mesi, ma la commozione è la stessa nel vederla chiamare i compagni per nome, abbracciare le educatrici, muoversi con disinvoltura, accompagnarmi nello spogliatoio per mostrarmi il fasciatoio dove avrei potuto cambiare il Minichino, i pannolini di ricambio, e i diversi bidoni per i pannolini e la carta.

Il prossimo anno si apriranno nuove porte, e la Minica sarà la più piccola dei piccoli.
Speriamo sia pronta.
Speriamo lo sia anch'io.
mercoledì, 25 giugno 2008
Nonostante sia stato sottoposto dalla nascita ad un'opera di indottrinamento biologico-ecologico-naturalistica, l'Amichetto ha una sola passione: la meccanica.
Che sia sotto forma di macchine movimento terra, mezzi di locomozione su qualsiasi substrato, aerei nel cielo o barche nel mare, l'importante è che si muova.
E che, possibilmente faccia un casino di rumore.

La Minica, l'ha capito da un pezzo ed ogni volta tira fuori la sua collezione di automobiline, camion e librini a tema.
Ieri cercava addirittura di convincerlo a fermarsi a dormire.

"Ma però* no ce l'ho il pigiama con la ruspa, saiiii**?"

* "Ma però" è un'unica parola, come "a me mi".
** Ogni frase negativa termina con "saiiii?". Ogni frase affermativa termina con "va beneeee?
postato da: momatwork alle ore 10:24 | Link | commenti (5)
categoria:abbracciare la minica
lunedì, 23 giugno 2008
Piscia: di più.
Caga: di meno.
Dorme: di più.
Piange: di meno.

Lo so, non si divrebbero fare confronti. Ma se sono tutti a suo favore, perché no?
sabato, 21 giugno 2008
Dovrà ben esistere una cura per il mal di testa che non duri solo nove mesi e i cui effetti collaterali poi non vogliano stare in braccio.

postato da: momatwork alle ore 07:12 | Link | commenti (3)
categoria:andare dal dottore, abbracciare il minichino
mercoledì, 18 giugno 2008
C'ero io, che ho partorito.
C'era la nuova vicina, che ormai ha una pancetta degna di nota.
E c'era la Vicina, che era una di quelle "due e non più di due".

E invece, con questo sono tre.


lunedì, 16 giugno 2008
Eravamo rimasti che la Minica aveva smesso di ciucciare da qualche mese, ma che l'ahm, il nostro nome familiare, era rimasto un fatto ed un ricordo importante.
Come già negli ultimi mesi di allattamento "vero", carezze e bacini erano però riservati a momenti di intimità intra moenia, tanto che la Minica ogni tanto mi si sedeva in braccio, accennava ad infilarmi le mani nella scollatura e mi chiedeva con aria furbetta: "Semo casaaaa?" già sapendo, ovviamente, la risposta che sarebbe arrivata, comunque, accompagnata da un sorriso.
Naturalmente in questi mesi è stata fatta molta pubblicità progresso sull'argomento, cercando di non entrare nel vicolo cieco dei "bambini piccoli/bambini grandi" e di dire come sempre la verità, tutta la verità e nient'altro che la verità.
Con esiti fra i più disparati; da un primo secco "no, lui mangerà la pasta" ad un inorridito "ma mamma, noi non abbiamo un biberon per il fratellino" di qualche giorno fa, ai quali ho ribadito con quanta più calma mi fosse possibile, che no, il fratellino non mangerà la pasta, non da subito, e non avrà bisogno di nessun biberon, perché farà l'ahm, come l'hai fatto tu.
E a questo punto facciamo partire un filmato. O le diapositive.
Ecco la Minica che fa l'ahm. Ecco la Minica che fa l'ahm. Ecco la Minica che fa l'ahm. Ecco la Minica che fa l'ahm. Ecco la Minica che assaggia un banana. Ecco la Minica che fa di nuovo l'ahm. Ecco la Minica che sgranocchia un grissino di riso con i suoi due denti. Ecco la Minica che fa il bagno nella minestra. Ecco la Minica che fa l'ahm. Ecco la Minica che fa ancora l'ahm. Ecco la Minica che mangia la sua torta di compleanno. Ecco la Minica che continua a fare l'ahm. Ecco la Minica che mangia il gelato, le trenette al pesto, gli gnocchi con lo scorfano, la pizza, il fritto di pesce, gli arrosticini, la sachertorte e, appena prima della sua seconda torta di compleanno, dell'ahm non ne vuole sapere più.
E nemmeno la mamma avrebbe voluto saperne di allattarne due contemporaneamente, sia chiaro, soprattutto dopo che il nostro allattamento si era concluso spontaneamente e felicemente.
Solo che ad una richiesta esplicita non avevo ancora deciso cosa rispondere, fin quando ho letto sull'ultimo libro di Gonzales che è possibile che i bambini che hanno ciucciato fino a pochi mesi prima chiedano di riprovare, ma che nella maggior parte dei casi, se li si lascia provare non ricordano più come si fa. Quello che chiedono, insomma, è una "prova d'amore".

Ed ho rischiato.
Ed è andata bene.

Dettagli tecnici:
Non sono riuscita a filmare il breast crawl (l'avevo deciso da tempo, ma all'Uomo dei treni l'ho detto solo qualche giorno prima in modo che credesse fosse uno strano effetto degli ormoni) e nemmeno ad attaccarlo in sala travaglio (ve l'ho già detto che non sono riuscita ad arrivarci, in sala parto?) perchè ho avuto il mio bel daffare a litigare con l'ostetrica-ragazzetta che voleva portarmelo subito via per ripulire il luogo del misfatto prima del cambio turno.
Sono stata scortese ed indisponente con l'ostetrica-ragazzetta quando è passata a vedere come stava andando. Mancava solo che le dicessi: "Lei non sa come allatto io", ma ero ancora troppo incazzata per il mancato parto in acqua e poi, si sa, si può sempre dare la colpa agli ormoni.
Il Minichino non si è subito attaccato bene, perchè non apriva abbastanza la bocca, ma a suon di prova e riprova alla fine ha imparato: niente dolore, niente ragadi. Anche se fonti autorevoli ritengono che preparare il seno sia inutile se non dannoso e che la cosa più importante sia un buon attacco, a me l'altra volta era andata bene (leggero fastidio i primi giorni, niente ragadi) e sentendo che allattatrici più scafate di me avevano comunque avuto problemi, l'ho rifatto (anche se con meno  perseveranza e convinzione). Il che, ovviamente, non significa niente se non che a me è andata bene così.
Contro il parere di tutti ho insistito per la dimissione anticipata e siamo tornati a casa il giorno dopo: non ne potevo più della mia lamentosa compagna di stanza e dei suoi amici, parenti, conoscenti sempre pronti a fare commenti e a dare consigli a lei, ma anche a me: ma quanto lo attacchi (quanto gli pare), ma dove lo metti (nella fascia), ma adesso non hai latte (no, ma presto ce l'avrò), che nome strano (in realtà volevamo prenderci un cane, ma poi sono rimasta incinta...), ma come vai già a casa (sìììììììììì!!!!!!!!!!!). E soprattutto non ne potevamo più di non poter dividere la nostra gioia con la Minica.
Come mi ha detto l'ostetrica-amica, me l'han fatta pagare salata, 'sta dimissione.
Stavolta la montata è arrivata, sotto forma di due tette che l'Uomo dei treni se le sognerà finchè campa. Peccato che l'effetto Fujiko sia durato solo poche ore e che le mie tette a tenuta stagna mi avessero fatto rischiare un ingorgo, prontamente risolto alternando da antrambi i lati la posizione classica e quella a rugby. Giusto perché non si dica che ho solo avuto fortuna e bla bla bla, bla bla bla.
Il Minichino per ora ha uno stile diverso dalla Minica, che ciucciava poco e ad intervalli ravvicinati di veglia (di giorno) o sonno leggerissimo (d notte). Lui invece fa una anche due ore di attacca-stacca (di giorno) o una poppata voracissima (di notte) e poi dorme per molte ore filate ovunque lo si metta, il che mi permette di fare un sonno notturno "di qualità" e di dedicare un tempo diurno "di qualità" alla Minica.
E magari pure di mangiare seduta e fare una doccia, via.
domenica, 15 giugno 2008
sabato, 14 giugno 2008
A me piace ascoltare la radio.
L'ascolto in macchina, quando vado e torno dal lavoro.
L'ascolto a casa, da sola o in compagnia.
Ascolto prevalentemente radio due e radio tre, facendo zapping. Comincio col GR, poi esco di casa (in ritardo) quando inizia Pianeta dimenticato. Passo al Ruggito del Coniglio, sospendo fino ai Concerti del Mattino, poi la Barcaccia, il tempo di un GR veloce e via su Viva Radio Due. Il pomeriggio si ascolticchia Fahrenheit, fino all'inizio di Caterpillar. UN altro GR, poi si prepara la cena ascoltando Alle otto della sera e Dispenser. E si conclude in bellezza con Radio Tre Suite che, se abbiamo culo, ci propone una prima esecuzione assoluta. Cioè, di solito, una roba ne nessuno ha mai voluto ascoltare prima.
Ma la radio sa rendere piacevoli e divertenti anche cose che non guarderei mai, come il Festival di Sanremo o una partita di calcio.

Questo fino a ieri.
E non perché era venerdì e nel weekend la programmazione è diversa.
E non perché, nonostante la pioggia ed il freddo, ormai è estate ed il palinsesto sta per cambiare.

Ma perché ieri durante la partita contro la Romania ad uno della Gialappa's è partito un insulto davvero pesante, soprattutto di questi tempi.
Ed una radio così, preferisco spegnerla.
venerdì, 13 giugno 2008
Forse vi chiederete perché non sto scrivendo nulla del Minichino.
Un po' è perché non ho tempo.
Un po' è perché fa solo quello che fa il maschio italiano medio: mangia, dorme, piscia, caga, rutta e scorreggia.

Probabilmente guarderebbe volentieri anche le partite in TV, ma non ce l'abbiamo.
giovedì, 12 giugno 2008
Il nostro giardino, oltre che dalle lumache è infestato dai giocattoli che trasmigrano dalla casa dei Vicini: due scivoli, una casetta, svariate sedie, un dondolino, secchielli, palette, cavallini, trattori, tricicli e soprattutto palloni.
A volte ci arrivano portati dai bimbi, altre volte portati dal vento.
Ieri alcuni palloni, di quelli da spiaggia gonfiabili, sono arrivati fino in camera della Minica e le ho chiesto spiegazioni della sottrazione indebita.

"Eh, sì, PERCHÈ SE NO, col vento sVENTOlano via"

Dopo la stagione dei "perché", è cominciata la stagione dei "perché se no".
lunedì, 09 giugno 2008
Complice una primavera particolarmente piovosa abbiamo il giardino pieno di lumache.
Dopo ogni rovescio escono dai loro nascondigli e si avventurano sull'erba umida lasciando le loro scie iridescenti.
La Minica, superato l'iniziale terrore, è affascinata dal loro incedere lento, dagli occhi retrattili, dalle geometrie dei gusci. Dopo ogni rovescio usciamo in giardino a caccia di lumache e facciamo finta di niente se, rincasando tardi la sera sentiamo un inequivocabile scrack sotto la scarpa.
Ormai conosciamo i "posti delle lumache" ed anche se non piove controlliamo che ci siano, ben protette dal caldo e dal sole.
E comunque, basta guardare il nostro basilico, per capire che ci sono.

Qualche settimana fa mia suocera ci ha reso edotti sui suoi metodi per sbarazzarsi delle lumache, nonostante le avessi detto più volte che questi discorsi non sono esattamente in linea con il mio concetto di "rispetto per gli animali", ancorché dannosi dal nostro punto di vista.
La Vicina ha adottato la soluzione tecnicamente più avanzata: palline di veleno color azzurro, simil-caramelle, sparse con profusione. E non è bastato che le istillassi il dubbio che la Bambina potesse mangiarsele tal quali o che se le sarebbero mangiate loro (a meno che non coltivino basilico a scopo ornamentale) per farla vacillare dal suo intento sterminatore.
Mia suocera, invece, dopo che l'altr'anno le ho fatto una capa tanta per il medesimo motivo, ha adottato il metodo del sale grosso. Che assieme alle lumache le ha ucciso le piante.
Ma va'?
Stiamo felicemente e forzatamente coslippando da una settimana.
Felicemente, perché per ora il Minichino dorme quanto il neonato standard dei libri di puericultura, perché l'Uomo dei treni nemmeno lo sente quando si sveglia per ciucciare e perché rispetto ai 10-12 risvegli della Minica quando aveva la sua "età" tre o quattro, mi sembrano davvero uno scherzo.
Potere del fattore scala.

Forzatamente, perché la bellissima culla in cotone fu biologico, lana fu non trattata e fibra di cocco fu naturale che mi fu già prestata dalla Vicina per la Minica, nei mesi in cui non è stata utilizzata è stata amorevolmente custodita da sua suocera.

In naftalina.
domenica, 08 giugno 2008
I Minici dormono.
Mia suocera legge il giornale in giardino (e non se ne andrà finché entrambi non si saranno svegliati).

Il silenzio è assordante.
postato da: momatwork alle ore 19:28 | Link | commenti (3)
categoria:aspettare la suocera, abbracciare la minica, abbracciare il minichino
sabato, 07 giugno 2008
Anche se la stringi più di prima, non verrà bella più di prima.

Ieri l'ostetrica-amica mi ha tolto i punti con cui il ginecologo sadico mi aveva infibulata.
Sono una donna nuova.
Sono di nuovo una donna.

postato da: momatwork alle ore 07:55 | Link | commenti (8)
categoria:andare dal dottore, andare al corso pre parto
Anche se fai tanti punti, non vinci niente.

postato da: momatwork alle ore 07:47 | Link | commenti (3)
categoria:andare dal dottore
Se uno non ce l'ha, non dovrebbe cucirtela.


postato da: momatwork alle ore 07:46 | Link | commenti (1)
categoria:andare dal dottore
venerdì, 06 giugno 2008
... e già vittima della malasanità.
Come sapete sono Rh negativo. Così anche al Minichino hanno prelevato del sangue placentare per farlo analizzare e stabilire se dovessi sottopormi a profilassi oppure no.
Solo che era domenica.
E il giorno dopo era lunedì, però era anche il 2 giugno.
E il giorno dopo mi hanno chiamato per fare la profilassi.
Però quando ho chiesto il gruppo del Minichino non hanno saputo rispondermi, perché le analisi a loro " non risultavano".
Cioè, ho tradotto all'infermiera, le avete perse o non sapete trovarle (com'era già successo per quelle della Minica, gentilmente omaggiata dal papà di un cognome dalle molte grafie alternative) e quindi volete farmi fare la profilassi anche se teoricamente potrebbe non servire.
"Noooo," mi ha risposto l'infermiera scandalizzata "non risultano nel sistema, perciò deve fare la profilassi"
"Vabbè vengo lì e poi vediamo"
Per il Minichino però niente: tutte le storpiature possibili ed immaginabili continuavano a "non risultare".
Cioè, ho tradotto all'infermiera ormai provata e sempre più scandalizzata dalla mia riluttanza a farmi 'sta profilassi, le avete perse.
"Se lei non avesse voluto andare via il giorno dopo, non sarebbe successo"
"E perché mai?" ho risposto "Forse dovevo consegnarle io, le analisi al laboratorio?"
Chiamiamo l'ostetrica. Chiamiamo l'infermiera. Chiamiamo il ginecologo.
La loro versione è che la colpa è "del nuovo sistema" che non accetta prelievi in assenza del codice fiscale (che il Minichino, ovviamente, ancora non ha).
Dunque bene, se la mia testardaggine nel non voler correre un inutile anche se bassissimo rischio ha permesso di individuare questa falla nel "sistema".
Dunque male, visto che al ginecologo (ad un uomo, a chi, sennò?) è venuta la seguente brillante idea: visto che il bambino è lì, facciamogli un prelievo per determinare il gruppo.
Proprio una bella idea! Bucherelliamo un bambino di tre giorni per rimediare ad un vostro errore!
A quel punto avrei volentieri tirato il culo indietro, accontentandomi del casino che avevo già fatto, invece mi sono dovuta sentire in colpa mentre gli legavano il microbraccino con il micro laccetto emostatico e glielo bucherellavano allegramente.

Ma, almeno, non inutilmente.
Il Minichino è Rh negativo.
martedì, 03 giugno 2008
postato da: momatwork alle ore 10:03 | Link | commenti (1)
categoria:fare acquisti, pulire la cucina, riparare la casa
Che faccio, me lo gioco all'enalotto?

L'altroieri è nato il Minichino.
Non è andata proprio come volevo, ma nemmeno come non avrei proprio voluto.
Prima o poi arriveranno anche i dettagli.
domenica, 01 giugno 2008
postato da: momatwork alle ore 12:26 | Link | commenti
categoria:aggiornare il blog, abbracciare il minichino
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