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giovedì, 31 luglio 2008
postato da: momatwork alle ore 23:00 | Link | commenti
categoria:aggiornare il blog
mercoledì, 30 luglio 2008
A me piace fare colazione come si deve.
Mi capita anche quattro volte in un giorno.
Ore 6.30: un caffè, mentre ascolto i gorgheggi mattutini del Minichino.
Ore 8.00: tè coi biscotti per far compagnia all'Uomo dei treni quando va a lavorare.
Ore 8.30-9.30: latte coi cereali (io) e con la cocciolata (lei) assieme alla Minica.
Ore 8.45-9.45: avanzi di pane rimasti nel seggiolino auto.


Oggi la Minica ha scoperto che i cereali della Vicina hanno un nome più accattivante: si chiamano FONFIES.
Per capirci, io li odio quelli che ad un bambino che cade dicono "non ti sei fatto niente" prima ancora di vedere se per caso si è spaccato la testa come un'anguria.
Ed anche dopo, se piange, si sarà pur fatto qualcosa, no?

"Mannò, dai, non ti sei fatta niente"
"Sì, mi sono fatta QUALCOSA"
postato da: momatwork alle ore 16:56 | Link | commenti (8)
categoria:andare dal dottore, abbracciare la minica
domenica, 27 luglio 2008
Beh, era ovvio che dopo cotale affronto oggi si accampasse qui dall'alba al tramonto.
Beh, almeno finché il Vicino non ha proposto all'Uomo dei treni un giro in barca coi rispettivi figli grandi.

E stavolta non ha avuto il coraggio di risponderle "no, tu no".

Era da un paio di settimane che accarezzavamo quest'idea di qualche giorno in montagna. Mercoledì, giovedì e venerdì, per l'esattezza, in una di quelle vacanza che mio padre definiva "ieri semo rivài e domàn partìmo". Alla fine ci siamo fermati anche sabato, ma questa è un'altra storia.
A martedì pomeriggio, però, mia suocera non ne era stata ancora informata ed io inveivo contro l'Uomo dei treni ed il suo scarso amore filiale. 
Eggià, pure questo mi tocca, prendere le difese di mia suocera.
Mercoledì mattina, mentre siamo in viaggio, squilla il suo cellulare e siccome a volte sono veramente rompiballe come sembro e si sa che non si telefona mentre si guida, rispondo.

"Eh, ma stiamo andando in montagna..."
"..."
"Eh, ma l'abbiamo deciso all'ultimo minuto..."
"..."
"Va bene, arrivederci..."

Silenzio.

"Ti ha detto che se l'avesse saputo prima sarebbe venuta anche lei, vero?"
"Ma come andate in montagna? Con un bambino così piccolo? E si può?"

No, quelli che vivono lì li portano su quando fanno tre anni.
postato da: momatwork alle ore 08:59 | Link | commenti (1)
categoria:andare in montagna, abbracciare il minichino
domenica, 20 luglio 2008
Sì, a turno.


sabato, 19 luglio 2008
Oibò, questo blog sta diventando una raccolta nemmeno esaustiva di fatterelli insignificanti (per voi), ma sempre più spesso mi ritrovo a pensare: "Ma com'era la Minica a boh... 6, 11, 18 mesi?".
Per post più ruminati non è l'ispirazione che manca, è il tempo ed il modo. Finchè non  trovo il modo di aggiornarlo telepaticamente...

La Minica continua a contare nel suo modo strampalato.
Però.
Però chiede in continuazione che numero è questo e che numero è quello (confondendo numeri e lettere, ma vabbè).
Però sa fare "presto tre" (ossia gli anni che compirà "presto") con le dita, anche se in un modo stranissimo (per me), ovverosia alzando mignolo, anulare e medio e tenendo fermo l'indice col pollice in una specie di "ok". Per fare "ancora due", invece, ha bisogno dell'altra mano per abbassare anche il medio. Si  consola dicendo che ne farà "dopo cinque", banalmente, a mano aperta.
Ah, sì, sa anche i nomi delle dita della mano, mentre non sa darsi pace del fatto che quelle dei piedi non abbiano nome* ad eccezione dell'alluce.

Grandi scoperte invece in campo letterario.
Riconoscere due lettere uguali.
"Però rossa", oppure "però gialla", sempre per amor di precisione.
Riconoscere due lettere simili, tipo la "I" e la "T", oppure la "E" e la "F".
Riconoscere la "M" di "Minica", la "U" di "Uomo dei treni", la "M" di "Minichino". Ed anche la M, stavolta quella vera, di mamma. Chè il nome della mamma si rivela soltanto su esplicita richiesta.
Ma soprattutto, e con mio immenso stupore, elencare alcune parole (soprattutto nomi propri) che cominciano con la stessa lettera.
È arrivato perciò il tempo di introdurle ed introdurvi due "creazioni" di quando ancora disponevo di due mani libere:
i "phonetic booklets", che in realtà sono più delle phonetic charts, ossia dei banalissimi fogli A4 suddivisi in quadranti dove nel quadrante in alto a sinistra c'è la lettera in questione e negli altri quadranti tre figure il cui nome inizia con quella lettera (per la C e la G ho fatto una doppia scheda).
Alla fine ho scelto la convenzione vocali blu/consonanti rosse.


Tavole_Montessori_alfabeto_ATavole_Montessori_alfabeto_C




























Ho adottato questa versione semplificata rispetto al libriccino di cinque, sei pagine perché essendo noi dialettofoni si è rivelata un'impresa più ardua del previsto già trovare tre parole di uso comune, senza sinonimi, possibilmente corte e uguali o almeno foneticamente simili in Italiano ed in dialetto. Le immagini sono scaricate qua e là dalla rete e probabilmente protette da copyright, ma non le spaccio per mie e non ne traggo alcun profitto.

L'altra creazione è la versione alfabetica dei sandpaper numerals, per la quale occorrono:
- 26 tavolette di compensato marino 10 cm x 10 cm (versione alfabeto anglosassone, con Y consonantica) fatte tagliare dal solito falegname;
- 25 cm di velluto adesivo blu per le vocali (così basterà anche per eventuali ulteriori quindici tavolette stampatello/corsivo, maiuscole/minuscole);
- 50 cm di velluto adesivo rosso per le consonanti (idem);
- quello che avanzava da 1 metro di velluto adesivo marrone cacchetta usato per i sandpaper numerals (idem);
- 1 bomboletta spray di colore blu;
- 1 bomboletta spray di colore rosso;
- PC con stampante;
- forbici, colla e carta.



 Il procedimento è analogo, perciò stavolta mi sono concentrata sui tempi:
30 minuti per preparare le lettere, stamparle, incollarle;
30 minuti per colorare le tavolette (due mani, in due giorni diversi);
2 ore per ritagliare entrambi i lati;
30 minuti per attaccarli.

Naturalmente non ho idea di quale possa essere l'effetto di queste varianti. Quel (poco) che so del metodo Montessori deriva da fonti americane ed è quindi un riadattamento di un metodo originariamente sviluppato per l'Italiano ma transitato per una lingua non fonetica, ma con un'ampia scelta di parole brevi (le cosiddette CVC, consonant-vowel-consonant).
Sia chiaro però che a me non interessa che la Minica impari a leggere anzitempo, quanto ampliare la scelta delle attività che le interessano in questo momento.
E questo è sicuramente il tempo delle lettere, delle parole e dei nomi.

* Convinzione che derivava dai miei remoti studi di anatomia umana, dove si chiamavano banalmente 2°, 3°, 4° e 5° dito del piede. Potere della rete, scopro oggi che avevano dei nomi caduti in disuso. La prossima volta che me lo chiede la stupirò con melluce, trillice, pondulo e mellino.

More DIY sandpaper letters:
A bit of this and a bit of that
Live, learn, knit
Homeschooling & Home I and
Homeschooling & Home II

e perchè no?
Arabic Sandpaper Letters
postato da: momatwork alle ore 08:43 | Link | commenti (33)
categoria:fare pasticci, abbracciare la minica
mercoledì, 16 luglio 2008
"Adesso preparo lo zaino, poi ci laviamo i denti ed andiamo al mare"
"No, dai... oggi facciamo vacanza!"

Ingrata.
postato da: momatwork alle ore 14:29 | Link | commenti (2)
categoria:andare al mare, lavare il bagno, fare la valigia, abbracciare la minica
martedì, 15 luglio 2008
La Minica se distinguere la destra dalla sinistra.

Beata lei.
postato da: momatwork alle ore 07:21 | Link | commenti (2)
categoria:andare a votare, abbracciare la minica
"Le pesche sono quelle tipo mele che quando sono piccole se ciama albicocche"

"Ho fatto una torta"
"Con che cosa?"
"Con la neve*"

"Che prosciutto vuoi?**"
"Quello buono"

* Chiare montate a neve
** Crudo o cotto?
postato da: momatwork alle ore 06:40 | Link | commenti
categoria:cucinare, fare la spesa, abbracciare la minica
domenica, 13 luglio 2008
Il corso pre parto è ormai diventato un corso post parto.
Adesso ci sarà la pausa estiva e ci si rivedrà a settembre per gli ulitmi incontri.
Prima, però, sarebbe bello salutarci uscendo per una pizza, un gelato in compagnia.

Non a pranzo però, convengono tutti, fa troppo caldo.
Non a cena però, spiega una mamma, perchè il suo dopo le undici e mezza, mezzanotte, fuori casa di infastidisce assai.

Io e l'altra bi-mamma ci siamo guardate con sorpresa mista ad orrore: oddio, quand'è stata l'ultima volta che abbiamo fatto mezzanotte fuori casa? Capodanno? E di che anno?
Ieri, per non sbagliare, qui siamo andati a dormire alle otto.
giovedì, 10 luglio 2008
Oggi la Minica è andata al mare da sola.
Col suo zainetto, l'asciugamanino, la merenda ed un costume di ricambio.

Sì, insomma, coi Vicini.
Vabbè che d'estate siamo in regime di cohousing.
Vabbè che devono farci l'abitudine.

postato da: momatwork alle ore 17:10 | Link | commenti (6)
categoria:andare al mare, abbracciare la minica, chiacchierare con i vicini
mercoledì, 09 luglio 2008
1+1
Se pensate che quella della coppietta mi sia passata, sbagliate di grosso.
L' "idea" della coppietta la odio e non riesco a nascondere il mio disappunto quando, spesso, mi fanno notare quanto sia stata "fortunata". Come se chi ha due femmine o due maschi abbia avuto sfiga.
L' "idea" della coppietta la odio a tal punto che ad un certo punto ho smesso di pensarci. Ho comperato qualche tutina verdolina ed ho chiuso il cassetto fino a quando siamo tornati a casa.
Ma se pensavate che col tempo sarei riuscita ad innamorarmi o almeno ad affezionarmi anche al Minichino, sbagliate ancora di più.
Col Minichino è stato un colpo di fulmine.
Giusto il tempo di controllare che avesse effettivamente il pisello (non si sa mai, pure questo ero arrivata a pensare, nonostante l'ecografista non avesse avuto la minima esitazione...).
Sarà perchè me lo volevano portare via subito (e a maggior ragione dovevo "riconoscerlo" prima che mi riportassero un bambino "estraneo" lavato e vestito, per cui, anche quando, dopo tre quarti d'ora, è tornata l'infermiera-gentile ho insistito perché l'Uomo dei Treni li seguisse al nido, anzichè restare a sorvegliare il ginecologo con l'hobby del ricamo).
Sarà perchè questo secondo parto è stato così diverso dal primo, più desiderato, più combattuto, più veloce, più fisico, anche più sofferto, ma forse ancora più mio.
Sarà.
E la Minica? La Minica ha avuto una tenerissima reazione di timida felicità al primo incontro per poi impossessarsene velocemente e cominciare, come tutte le femmine della sua specie, ad elargirgmi consigli su quando e come allattarlo (con dimostrazioni pratiche), quando e quanto tenerlo in braccio, se farlo piangere o "viziarlo", come vestirlo, dove metterlo e soprattutto ricordarmi di non dimenticarmelo lì dove l'ho messo.
E c'è da dire che i suoi sono i meno strampalati tra quelli che ricevo. Anzi, la Minica si trova nella fortunata condizione di poter dare consigli anche al fratello, ad esempio " fa' bene la bocona" oppure "non fare pastroci con quell'ahm" o ancora "non piangere, adesso riva la mamma".
Certo, a volte le sue dimostrazioni d'affetto sono un po' eccessive (Sì, puoi dargli un bacino, UNO SOLO, ma PIANO, perché DORME. NON lo svegliare, va bene? PIANISSIMO... ma mamma, non dorme, ha gli occhi aperti... Sì, ADESSO ha gli occhi aperti...) ed è un po' più nervosa del solito, soprattutto in quella terra di nessuno tra il sonno e la veglia (e viceversa) ma più che gelosa delle attenzioni che vengono riservate al fratello sembra gelosa del fratello, infatti nessuno può toccarlo se non noi della famiglia ristretta.
E allora beccatevi questa:



Insomma sembriamo la famiglia del Mulino Bianco.
Abbiamo pure la coppietta.
Quando vuol dare alla comunicazione un tono di ufficialità ed incontrovertibilità, il Bambino non dice "la mia mamma ed il mio papà", ma "i miei genitori". E vuoi mettere la differenza, quando la maestra manda una lettera "Ai genitori di..." invece che "Alla mamma ed al papà di...".
Valeva la pena indagare se la Minica ne avesse capito il significato.

m@w: "Ma chi sono i tuoi genitori?"
Minica: "Dei pagliacci*"

Sembrerebbe di sì.

* Resta da capire cosa intendesse dire, visto che recentemente è rimasta molto turbata da uno spettacolo di acrobati da strada.
Il pagliaccio, questa figura temibile e minacciosa...
postato da: momatwork alle ore 07:46 | Link | commenti (1)
categoria:abbracciare la minica, chiacchierare con i vicini
giovedì, 03 luglio 2008
Oggi siamo andati al mare, io, l'Uomo dei treni, la Minica e il Minichino.
E mentre l'Uomo dei treni vegliava il Minichino, io e la Minica siamo andate a prendere un gelato al solito baretto.
Ad un certo punto si è avvicinata una perfetta sconosciuta che, guardandomi la pancia, mi ha chiesto se fosse maschio.

Ok, basta gelati.


Morale #1: non congratulatevi MAI MAI MAI con una donna che vi sembra incinta, se non è lei a dirvelo.

Morale #2: non allontanatevi MAI MAI MAI dal vostro bambino se ad un mese dal parto avete ancora un cospicuo bulbetto.
postato da: momatwork alle ore 17:54 | Link | commenti (12)
categoria:andare al mare, darsi una sistemata, abbracciare il minichino
martedì, 01 luglio 2008
Oggi siamo andati al mare, io, la Minica e il Minichino.
Ad aspettarci c'era mia madre, che ha storto il naso vedendomi arrivare dal più lontano parcheggio non a pagamento col Minichino infagottato e la Minica per mano, ma vabbè, coi soldi risparmiati ci siamo comprati il gelato.
E abbiamo buttato via le carte.
E abbiamo buttato via i bicchierini del caffè.
E abbiamo buttato via la bustina dello zucchero.
E abbiamo pulito il tavolo con un tovagliolo di carta.
E abbiamo pure vuotato il posacenere.

"Andiamo a prendere una scopina, mamma?"
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