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domenica, 31 agosto 2008
postato da: momatwork alle ore 23:00 | Link | commenti (2)
categoria:
mercoledì, 27 agosto 2008
Stavo dicendo che nell'oretta mattutina che non voglio posso dedicare ad attività più consone ma più rumorose mi sto dedicando alla plastificazione casalinga.
Rispetto a quello che mi ha suggerito poesianotturna e che ha spiegato nei dettagli qui (a proposito, ecco un blog che promette bene... a differenza del mio, che promette, ma non mantiene!), ho adottato una variante.
Infatti mi sentivo piuttosto incapace di incollare l'uno sull'altro due fogli adesivi e non ero sicura che, trovandomi immobilizzata dalla carta adesiva, l'Uomo dei treni avesse voluto liberarmi.
O almeno non subito.
O non prima di avermi appiccicato un pezzo di scotch anche sulla bocca.
Però, mi sono detta, possibile che non esista un supporto sottile ma non pieghevole di plastica trasparente oppure no, che si possa tagliare con le forbici, da usare per l'altro lato?
Sì, esiste, ma come tutte le cose che secondo me dovrebbero esistere, ma di cui ignoro il nome e soprattutto la funzione originale, ci ho messo un po' a trovare dove lo vendessero.
Sono quei fogli di plastica trasparente che si usano come copertine delle rilegature a spirale e si comprano sciolti oppure in pacchi nelle legatorie o nei negozi di articoli per ufficio.
In origine mi erano venuti in mente anche i lucidi per proiezione, ma credo siano più sottili e forse più costosi.
Quindi, occorrente:
- fogli di plastica trasparente;
- rotolo adesivo trasparente;
- forbici grandi e piccole (o, se la possedete, una taglierina);































Basta tagliare le due parti un po' abbondanti, incollarle con il foglio adesivo sul retro e rifilarle con le forbici a qualche millimetro dal bordo. Se siete dei perfezionisti (o dei paranoici), potete arrotondare gli angoli con un paio di forbicine.

Un po' di numeri:
È un sistema molto veloce, perché non serve essere precisi nel ritagliare le due parti e nell'incollarle; ci metto circa mezz'ora per otto schede.
È un sistema molto più economico della plastificazione in negozio (mi avevano prospettato un paio di euro a foglio...); comprando i rotoli da 2 metri a 4,5 euro, i fogli a 100 pezzi = 12 euro e stampando quattro schede su un A4, il costo è di circa 10 centesimi a scheda.
Se la prospettiva di 400 schede vi sembra esagerata, pensate che tra strumenti musicali, fiori, frutta, verdura, uccelli (che conosciamo), animali marini (che conosciamo) e forme geometriche, io ho già abbondantemente superato il centinaio.

Un po' di perplessità:
Le mie schede sono stampate su carta da 160 g e stampo in qualità fotografica con una stampante a getto d'inchiostro: resta quindi da verificare se e in quanto tempo sbiadirà la stampa.
Montessorianamente parlando, non so se e quanto si debba essere esaustivi su un determinato argomento;  tra gli strumenti musicali ci va pure la balalaika? E la kalimba?
martedì, 26 agosto 2008
Per sottolineare ulteriormente la mia dimenticanza, l'Uomo dei treni al mio ritorno mi ha fatto trovare delle rose.
Sette.
Ma sarà stato perché le rose si regalano in numero dispari o perché lui invece non si ricorda da quanti anni siamo sposati?
postato da: momatwork alle ore 08:05 | Link | commenti (3)
categoria:sbaciucchiare l udt, comperare i regali
lunedì, 25 agosto 2008
O forse no.

Stamattina, come ogni mattina, del resto, mi sono svegliata alle sei.
Il Minichino mi ha svegliato alle sei.
Il Minichino ha un orologio biologico interno perfettamente sincronizzato su un fuso sbagliato e da quando è nato ha deciso che le sei sono l'ora sua.
Stamattina, come ogni mattina, del resto, si è riaddormentato alle sette e io sono venuta a cazzeggiare qua sotto un'oretta.
Mica posso stirare, sveglierei la Minica.
Mica posso scaricare la lavastoviglie, sveglierei l'Uomo dei treni.
Non mi resta che cazzeggiare.
Stamattina, come ogni mattina, del resto, l'Uomo dei treni si è svegliato alle otto. Ah, la dura vita del dipendente pubblico.
Abbiamo fatto colazione insieme ed abbiamo parlato del più e del meno.
Poi si è svegliata la Minica ed abbiamo rifatto colazione e riparlato del più e del meno.
Poi lui è andato a lavorare (gli sembra bello presentarsi in ufficio un giorno a settimana) e noi al mare.
Ed io mi sentivo una mamma organizzata e felice, perché stamattina ero proprio sicura di non aver dimenticato niente.
Ma proprio niente niente niente.
Sì vabbè, il costume della Minica, ma in fondo a questi bambini fa bene stare ogni tanto col culetto all'aria.
Ma il resto ce l'avevo: asciugamani, creme per tutte le gradazioni di abbronzatura, ricambi per tutte le taglie e tutte le temperature, succhi di frutta a volontà, avanzi di pizza, sì, insomma, pizza, pannolini lavabili e non, le salviettine ce l'avevo, ma le ho dimenticate in macchina e poi che sarà mai, vuoi non trovare una mamma che te ne possa regalare un paio, passeggini, pedanine, seggiolini, secchielli, ombrellini, stavolta non mi ero dimenticata niente.

Stamattina alle dieci mi arriva un messaggio.

BI-BIP BI-BIP
"Buon anniversario anche a te, amore mio".

Ah, già.
giovedì, 21 agosto 2008
Oggi alla Minica è scappata una pipì.
In treno.

Speriamo non la diseredi.
postato da: momatwork alle ore 22:09 | Link | commenti (7)
categoria:lavare il pavimento, fare un giro, sbaciucchiare l udt, abbracciare la minica
martedì, 19 agosto 2008
... in cui i mattoncini colorati (e non solo la roba da stirare) di cui sembra fatta la tua vita si sovrappongono l'uno sull'altro in una torre alta alta alta.
In quei giorni bisognerebbe staccare un mattoncino alla volta e a riporlo con calma nella sua scatola.
Magari prima di sferrare un calcio alla torre.


"Perché quando io sarò grande il papà sarà vecchio?"

Resta da determinare se la mamma sarà ancora giovane o se è vecchia gia adesso.
postato da: momatwork alle ore 07:28 | Link | commenti
categoria:sbaciucchiare l udt, darsi una sistemata, abbracciare la minica
sabato, 16 agosto 2008
Ma che acqua ci hanno messo i Cinesi che ad ogni gara qualcono fa un nuovo record?
Acqua di Lourdes?

postato da: momatwork alle ore 08:36 | Link | commenti (7)
categoria:andare in piscina, non guardare la tv, accendere la radio
martedì, 12 agosto 2008
Il Minichino ha due vescichette sotto i piedi che, se non fossero in posizione perfettamente simmetrica, non mi avrebbero particolarmente incuriosito.
Hanno incuriosito anche il mio pediatra.
Ma il mio pediatra sembra specializzato non nel dire cos'è, ma nel dire cosa non è qualcosa.
Infatti la macchia che continua a comparire periodicamente sulla lingua della Minica, ad ingrandirsi fino a diventare sempre meno netta ed infine sparire, secondo lui non è un'afta.
Ma cos'è, ancora non si sa.
Quelle del Minichino non sono verruche e non è nemmeno una malattia infettiva.

Lo so io cosa sono.
Sono le stimmate.
postato da: momatwork alle ore 18:05 | Link | commenti (10)
categoria:andare dal dottore, abbracciare la minica, abbracciare il minichino
lunedì, 11 agosto 2008
Una Russa e una Georgiana si abbracciano sul podio.
E il mondo si commuove.
E io mi chiedo quanto sia stato spontaneo quel gesto e quanto sia stato suggerito dalle delegazioni politiche per dire che sì, ci facciamo la guerra, ma in fondo vorremmo la pace.

Un Iraniano diserta una gara, si dice, per non scendere in vasca con un Israeliano e riconoscere così l'esistenza di Israele.
E il mondo si indigna e si chiede quale favolosa accoglienza gli sarà riservata al ritorno in Patria.
E io mi chiedo quale accoglienza gli sarebbe stata riservata se quella gara l'avesse fatta.
postato da: momatwork alle ore 16:56 | Link | commenti
categoria:accendere la radio
mercoledì, 06 agosto 2008
La Minica mi ha fatto una torta.
Con la farina.
Lo zucchero.
Il burro.
Le uova.
Il latte (poco).
Il lievito.
E il cuoricino.

postato da: momatwork alle ore 20:47 | Link | commenti (14)
categoria:fare festa, portare la minica dalla nonna, abbracciare la minica
domenica, 03 agosto 2008
Allattare al seno diminuisce il consumo di risorse e di energia per la produzione dei latti artificiali e lo smaltimento dei rifiuti.

Io no.
Ma loro, sì.
postato da: momatwork alle ore 08:52 | Link | commenti (10)
categoria:allattare, fare la raccolta differenziata
Ieri abbiamo fatto il Battesimo.
Dell'acqua però.

postato da: momatwork alle ore 08:19 | Link | commenti
categoria:andare al mare, abbracciare il minichino
sabato, 02 agosto 2008
Illustrato da Altan.altan
Ieri, mentre lo leggevamo per la prima volta, arrivate alla pagina "per fare un albero ci vuole un bosco" volevo far notare alla Minica una minuscola figuretta vestita di rosso che si addentrava tutta sola tra gli alberi.

"E qui chi c'è?"
"La Pimpa?"

Occazzo.
postato da: momatwork alle ore 08:19 | Link | commenti (4)
categoria:passare in libreria, abbracciare la minica
E si vede che 'sto Gesù deve aver proprio fatto colpo...

Bambino (giocando): "E poi arriva Gesù e si trasforma e vola come un missile..."
postato da: momatwork alle ore 08:08 | Link | commenti (1)
categoria:chiacchierare con i vicini
Pare che la Minica ed il Bambino, all'inizio della Scuola dell'Infanzia (cerchiamo di abituarci a chiamarla così, via...) avranno due nuove maestre. E sembra finalmente una notizia positiva.
Allora ieri sera si faceva il punto della situazione.
Vicina: "... e poi ci sarà quella che rientra dalla maternità a part time e quella nuova... e poi..."
Bambino: "... e poi l'altra maestra..."
Vicina: "Quale?"
Bambino: "Quella che ci parla sempre di Gesù"

Ah, bene. Una cosa blanda, eh?
postato da: momatwork alle ore 08:05 | Link | commenti (2)
categoria:chiacchierare con i vicini, portare la minica allasilo
venerdì, 01 agosto 2008
Ultimamente in giro per i blog succedono cose che mi fanno pensare. C'è questo post de LaLaura, ad esempio, dove la prima cosa che mi è balzata agli occhi (e non solo a me) non è stata "LaLaura allatta un bambino di quasi tre anni" e nemmeno "LaLaura allatta un bambino che parla meglio di me", ma "LaLaura allatta mentre suo figlio guarda la TV", che si potrebbe anche scrivere "LaLaura allatta suo figlio mentre guarda la TV", che si potrebbe pure leggere "mentre allatta suo figlio LaLaura guarda la TV" ma non è la stessa cosa.
E si scatena un putiferio.
Poi c'è questo post qui, mio, scritto parecchio tempo fa, ma in una disposizione di spirito simile all'attuale, dove parlavo proprio di mamme che allattano guardando la TV. E chi mi risponde l'altro giorno? Una certa Antonella. Che mi invita a seguire il suo forum, che peraltro già conosco, ma, conoscendo anche il contenuto del mio frigorifero, mi inibisce un po' essendo ospitato da un sito vegan.
E poi c'è quest'altro post qui, dove una delle frequentatrici del mio blog rivendica il diritto di farsi dire "brava!" e non solo "fortunata!" visto che sua figlia mangia che è una meraviglia e dorme dieci ore filate. E io glielo dico, anche se non condivido molte delle sue scelte, glielo dico: brava, soprattutto per aver individuato nella pace uno dei preziosissimi ingredienti, non dico per far sì che tuo figlio mangi o dorma, ma almeno che sia un po' più sereno.

Appunto, la pace.
La pace, a casa mia, soprattutto d'estate non c'è.
D'estate a casa mia c'è mia suocera che imperversa tutti i giorni della settimana e non solo il mercoledì, oppure che mugugna perchè noi abbiamo un qualche altro impegno, oppure che mugugna e basta.
D'estate a casa mia ci sono porte e finestre aperte e dalle porte e dalle finestre entrano non le zanzare (anche), ma i bambini dei vicini (dalle porte) e le loro urla (dalle finestre). O il frinire dei loro diabolici aggeggi elettronici. O i richiami della madre. O le minacce del padre. Le intimidazioni della nonna. I vaniloqui del nonno, che almeno è l'unico intitolato a gridare, essendo sordo. Le suonerie polifoniche seguite da telefonate fiume. La TV. Spari ed esplosioni, vere o simulate. Esortazioni, incitazioni. E grida, grida, ancora grida.
A chi crede che i miei vicini siano dei mostri, consiglio di ascoltare i propri vicini, o i vicini d'ombrellone, o i vicini di carrello. I miei vicini sono tra le persone più normali e più comuni che vi possa capitare d'incontrare. Quelli strani, cerco sempre di ricordarmelo, siamo noi.
E la Minica lo sta imparando velocemente e nella maniera peggiore.
Ieri sera dopo l'ennesima giornata di strilli, spintoni e tirate di capelli ci siamo chiuse nel box doccia e le ho detto pian piano: "Sai, Minica, non sempre quelli che gridano più forte hanno più ragione. Anzi, non ce l'hanno quasi mai ed è per questo che gridano".

Lei mi ha guardato con i suoi occhioni grandi e mi ha chiesto: "Perché parli sottoGoce, mamma?"
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