Questo blog non è un essemmesse! Utente: momatwork
Una che non ha nessuna risposta. Però faccio tante domande; andrà bene lo stesso?

sito internazionale della LLL leggere ai più piccoli

sito (commerciale) che offre consulenze (gratuite) per scegliere i pannolini lavabili al servizio dei consumatori (in parte per abbonati)

ecoblog il suolo per bambini (in Inglese)

gruppo di discussione sul portare (per iscritti) il Corpo Forestale dello Stato per bambini

con la cintura di sicurezza in gravidanza gruppo di discussione su tutto quello che riguarda i bambini e le loro famiglie(per iscritti)

Center for NonViolent Communication anche i papà a volte lo fanno...

take a look inside! Montessori teacher training

geologia per bambini (in Inglese) sito della LLL (in Italiano)

mamme verdi e non solo technology for the environment

home design children la fascia che ho comperato...

test di ecologicità (in tedesco) i pannolini che ho comperato

... e quella che avrei voluto comperare col senno di poi! My Montessori House

mothering nuove tabelle di accrescimento WHO per bambini allattati al seno

i bambini e la protezione civile chi fa i corsi per portare...

gruppo di discussione sul metodo Montessori (in Inglese) conciliare figli e carriera?

... oppure... per farsi venire l'ulcera

gruppo di discussione sui pannolini lavabili (per iscritti) guida all'agricoltura biologica per bambini

healthy car educazione al rischio per bambini

informazioni per i consumatori europei oppure senza... gruppo di discussione (per iscritti)

Nienhuis for education che cosa sono e come funzionano le certificazioni ambientali

sito sull'allattamento al seno sito sul parto naturale

Dottor Sears Protezione Civile per bambini (in Inglese)

Montessori for everyone ... oppure tutte le posizioni per chi vuole far da sè...

... quasi tutte! prodotti da boicottare

prodotti OGM free cosa sono le fattorie didattiche

associazione italiana per l'agricoltura biologica acquisti all'ingrosso di prodotti solidali

sito sul parto naturale manuali e materiali per il metodo Montessori

agricoltura per bambini (in Inglese) il bambino naturale

il blog della Laura eriadan

senzaprogetti ecomamma

billo (dove c'è un bimbillo) (c)assetto variabile

il mignolo col prof zulawskiego 5

la Profe la Vonorace

tachipirinha melanele

unamamma tuttominuscolo

adrenalina fiammetta73

.switch nonsolomamma

freestyle perlaviola

le cose che cambiano mamikazen

serialmama melanele

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder



visitato *loading* volte
venerdì, 31 ottobre 2008
postato da: momatwork alle ore 23:00 | Link | commenti
categoria:aggiornare il blog
giovedì, 30 ottobre 2008
...i pidocchi.

Che culo.
martedì, 28 ottobre 2008
Qualche tempo fa, a partire un post come un altro, si è originata una vivacissima ed interessantissima discussione.
Sono stati toccati alcuni argomenti, tra cui il pianto, che in quella sede ho preferito non approfondire perchè da tempo ci stavo meditando un post.
Infatti, arriva un momento, soprattutto per i genitori AP (autodefiniamoci così, via...), in cui bisogna inparare a lasciar piangere il nostro bambino, altrimenti si rischia di trasformarsi inconsapevolemente in Estivill.
Non sembra ovvio, ma lo è.
A me è successo quasi un anno fa, subito dopo e probabilmente in conseguenza all'inserimento al nido, e ci ho messo un po' ad accettarlo. Ma alla fine ho capito.
La Minica qualche volta è triste. E piange.
La Minica ha il diritto di essere triste. E di piangere.
La tristezza è un sentimento e come tale va rispettato, anche se non ci fa piacere vedere il nostro bambino piangere per qualcosa che, da adulti, riteniamo una sciocchezza o anche per qualcosa-non-si-sa-cosa.
Da adulti, vediamo il mondo dei bambini come un mondo privo di preoccupazioni (o dove altri si accollano tutte le preoccupazioni), un mondo in cui NOI saremmo felici. E siamo talmente abituati a rispondere al pianto del nostro bambino che ci sembra logico dover fare qualcosa per farlo smettere. Ma così, come Estivill, elimineremmo il sintomo, non la causa.
Io sono stata fortunata (finora). I miei bambini finora non hanno pianto tanto: non hanno avuto coliche, non hanno (ancora) avuto dolore per i denti nè per altri motivi. Non hanno (ancora) pianto per fame, per sete, per il caldo, il freddo, il pannolino pisciato, i lunghi viaggi in macchina, anche se qualche volta ce ne sarebbe pure stato motivo. Non hanno (ancora) pianto nemmeno perché volevano qualcosa-qualcosa o qualcosa-non-si-sa-cosa.
Ma la Minica non è più un neonato che mangia-dorme-piscia-caga da un bel po'.
E da qualche tempo, soprattutto quando è stanca, piange tutta la sua profonda ed inconsolabile tristezza.
Ed io non so nè posso fare altro che tenerla in braccio e lasciarla "finire di piangere".
lunedì, 27 ottobre 2008
Con rara sincronia le nonne si sono prodigamente informate se non fosse "ormai" il caso di dare al Minichino "qualcosa". Chenneso, dell'acqua col biberon, un po' di mela grattugiata.

Repetita non iuvant.
C'è quella che va a dormire un'ora dopo.
E quello che si sveglia un'ora prima.

Maledetta ora solare.
postato da: momatwork alle ore 09:32 | Link | commenti (1)
categoria:rifare il letto, abbracciare la minica, abbracciare il minichino
venerdì, 24 ottobre 2008
Qualche giorno fa, quando sono andata a prenderla all'ora di pranzo come da indicazioni della maestra-che-parla-tanto-ma-ascolta-poco, la Minica mi ha chiesto gentilmente di andarmene e di tornare "dopo".
Ma alla maestra-che-parla-tanto-ma-ascolta-poco non va tanto bene che i "piccoli" si fermino anche al pomeriggio ed ha già tentato più volte di dissuadere me e le altre due mamme-ma-io-lavoro-e-come-cazzo-faccio con la scusa della stanchezza.
Dico scusa, perché potrà anche essere vero per altri bambini, ma non per la Minica con l'autoricarica.
Ieri arrivo e la trovo il braccio alla maestra-che-parla-tanto-ma-ascolta-poco con una faccina triste triste.
"Eh" mi spiega la maestra-che-parla-tanto-ma-ascolta-poco "era tanto stanca, poverina. Oggi eravamo tutti stanchi, e ci siamo messi a guardare un cartone*:"

Nemo.

Ma che bell'idea. Quello dove la mamma (di Nemo) muore nei primi cinque minuti e la mamma (della Minica) arriva prima del lieto fine.

* Quand'era nel suo periodo "anch'io ce l'ho" la Minica aveva informato il Bambino che voleva andare a "vedere un cartone" che "anch'io ce l'ho i cartoni, in cantina".
** Noi Nemo "non ce l'abbiamo" perché, appunto, lo ritenevo "inadeguato all'età", ma credo che succeda più o meno questo, no?
Alla scuola dell'infanzia, la Minica ha imparato un giochino-filastrocca che ripete incessantemente da giorni:

Le mie mani sono su,
le mie mani sono giù,
le mie mani non ci sono più!
Gira, gira la mia UOTA,
indovina un po' dov'è,
uno, due, tre!

Chi gliel'ha insegnata?
La maestra-con-la-r-moscia.
postato da: momatwork alle ore 17:19 | Link | commenti
categoria:abbracciare la minica, portare la minica allasilo
martedì, 21 ottobre 2008
Io e l'Uomo dei treni facciamo lo stesso lavoro e quindi, in teoria, dovremmo percepire lo stesso stipendio.
In pratica, ieri ho firmato l'ennesimo addebito sul mio stipendio dell'ennesima assicurazione di nonsocché che il Vicino-assicuratore mi ha sottoposto su suo mandato.

E poi ha pure il coraggio di chiedermi perchè lo scorso mese ho preso 100 euro in meno.
Da un paio di settimane ho cominciato ad andare in piscina col Minichino.
Se il cruccio di alcuni genitori dopo il primo figlio è quello di non poter fare le stesse cose di "prima", il cruccio di chi ha più di un figlio, specie se di età ravvicinata, è di non poter fare con il secondo le stesse cose che si son fatte col primo.
Ve lo ricordate quel buon olio di mandorle con cui vi ungevate puntualmente il pancione (il primo) indulgendo in tenere fantasie materne? Ve la ricordate la prescrizione di non sollevare pesi? L'avidità con cui leggevate i manuali sul parto? Il rigore dell'alimentazione bilanciata? Il terrore del citomegalovirus? Vabbè, pensateci, ogni tanto, quando vostro figlio (il primo) vi pianta le ginocchia nel pancione per arrampicarsi su di voi e spalmarvi i vestiti ed i capelli di moccio ed avanzi di cibo, gli stessi che state trangugiando prendendoli dal suo piatto mentre gli leggete "Giulio Coniglio e il pipistrello".
Poi, finalmente, il fratellino nasce e, se vi va bene come a me, dovrete solo difenderlo per qualche mese dalle dimostrazioni d'affetto un po' troppo espansive.
E il rito del bagnetto? Massì speriamo che cada in fretta 'sto cordone, così lo butto nella stessa vasca dell'altro che si è rotolato tutto il giorno nel fango.
E la passeggiata quotidiana? Massì, siamo pur andati a portare/prendere il fratellino all'asilo, basterà.
Ma cos'è quella cosa con cui sta giocando? Un calzino? E di chi? E il sonaglino dov'è? Per terra? Eccolo qua! Metti in bocca, amore della mamma, ché son tutti anticorpi.
E secondo me è pure meglio così.

Ma ad una cosa non volevo rinunciare: il corso di acquaticità in piscina. Il sabato mattina.
Urgeva quindi la necessità di trovare più o meno nello stesso orario un altro corso in un'altra piscina dove l'Uomo dei treni potesse portare la Minica. E siccome non è vero che sbagliando s'impara, io credevo che cominciando a cercare a fine agosto per ottobre sarei stata fin troppo previdente (a proposito, la Vicina alla fine ha trovato una bellissima tuta rossa perfettamente unisex, taglia 9 mesi, grazie a tutte, comunque!).
SBAGLIATO!
Alle attività per l'autunno bisogna pensarci in primavera e "preiscriversi".
E vabbè, mentre mi mettevo un po' ovunque in lista d'attesa ho avuto la malaugurata idea di parlarne a mia suocera, nota avversatrice di piscine quali principale veicolo di contagio di malattie mortali, in maniera che credevo innocua.
SBAGLIATO!
Non c'è nulla di innocuo se c'è di mezzo mia suocera. E infatti dopo un paio di settimane ci ha comunicato di aver iscritto la Minica, senza consultarci, ad un corso di acquaticità nella piscina vicino a casa sua.
"Ma se non vi va, potete sempre disdire" ha sibilato, sottintendendo "ed io mi offenderò a morte, razza di ingrati!".
Ed, in effetti, io avevo le mie belle perplessità e le ho pure esternate, visto che si trattava di un corso per bambini dai tre ai cinque anni e solo con l'istruttore.
"Ah, ma non importa! E poi lei è avanti per la sua età".
Convinzione, questa, che trova solo occasionale riscontro ma che mia suocera non manca di sottolineare in pubblico, soprattutto in presenza di genitori di bambini "più indietro".
Dopo breve consulto con l'Uomo dei treni e senza troppa fiducia nella riuscita dell'operazione, decidiamo di provare. Tanto in piscina doveva andarci lui.

E qui apro una piccola, prima parentesi, sulla psicologia dell'Uomo dei treni. Lui non contraddice mai sua madre. Non tenta di persuaderla o di ricondurla a ragione. Lascia semplicemente che maturino gli eventi e che accada l'inevitabile. Ha tentato anche con me questa strategia un paio di volte, ma è stato dissuaso dal ripetere l'esperimento.

Talvolta però, succede che gli eventi invece di maturare, vadano marci.
Ed infatti, inaspettatamente, la Minica superato il timore iniziale, si è aggregata tranquillamente agli altri bambini.
"E adesso che facciamo?" Mi chiede l'Uomo dei treni.
"Adesso posso finalmente iscrivere il Minichino e mentre voi andate di là..." rispondo.
"Ma nooo... è una tragedia, capisci? Adesso ci toccherà ogni sabato andare a pranzo da lei e ce la ritroveremo sempre tra i piedi..." mi spiega.
"Maccerto. E che é? Non l'avevi capito?"
"Ma io credevo che la Minica non volesse andare in piscina da sola..."
"Anch'io. Ma dal momento che c'è andata..."
Muso lungo.
"Eh, ma allora non si doveva neppure provare. Si doveva dire subito di no, e basta"
Muso ancora più lungo.
"E poi, chemmefrega? Ci vai tu, mica io!"
Muso lunghissimo.

Seconda parentesi sulla psicologia dell'Uomo dei treni. Quando te le dice, le cose, o lo fa con mesi d'anticipo (il 14 marzo vengono a cena i miei amici di Barletta, ti va bene?) oppure all'ultimo minuto (Ti ho comperato del polpo e cozze come antipasto e poi roba per una frittura mista, sarebbe tutto da pulire, perché ho invitato della gente a cena, arrivano fra un'ora, ti va bene?).

E così questa settimana mi ha fregato dicendomi mesi fa di avere un impegno; non ho prenotato la (mia) piscina e quando mi ha comunicato di aver cambiato idea, già non c'era più posto.
Evabbè, così me ne starò a fare la mamma normale dietro il vetro, pensavo.
Ennò, perchè le mamme normali, finita l'epoca dei papà in piscina e delle nonne-doule, se ne stanno zitte e buonine e tutt'al più scambiano un paio di convenevoli con la vicina.
Le mamme normali non si portano dietro la suocera che a voce altissima enuncia le sue teorie psico-socio-pedagogiche prendendo ad esempio (negativo) "quel bambino là che non sa nemmeno mettersi le ciabatte da solo" (figlio della signora seduta alla mia destra) "quella bambina grassa col costume viola che cammina coi piedi a papera" (figlia della signora seduta alla nostra sinistra).
Le mamme normali si beano guardando i loro pargoli che sguazzano e non sono combattute tra la poca voglia di litigare per l'ennesima volta con la suocera su argomenti che non dovrebbero nemmeno essere più oggetto di discussione (tipo "perchè la Minica non sgomita per primeggiare") e l'ancor minore voglia di passare per cogliona.
Così, quando ha commentato la rotazione settimanale degli istruttori con un'invettiva pro-maestro unico, ho omesso di renderla partecipe della mia attività di suffragetta, ma le ho ricordato che la Minica ha già avuto sette maestre (e tre inservienti) al nido ed attualmente ha tre maestre (più una di religione) e due ATA e non mi sembra particolarmente turbata nemmeno dalla presenza di un maestro di nuoto mai visto prima in una piscina in cui è stata tre volte con oggi.
"Eh, voi non siete mai d'accordo, ma io e bla bla bla e io bla bla bla e ancora io bla bla bla. E poi, io ero un'insegnante!"
"Io SONO un'insegnante" è intervenuta la mia vicina "e non sono andata in pensione vent'anni fa".

Siete avvisati: se siete favorevoli al maestro unico, la pensate come mia suocera.
mercoledì, 15 ottobre 2008
Questo è un post che non avrei voluto scrivere.
Primo, perché non ce ne sarebbe stato alcun motivo se non stesse accadendo ciò che sta accadendo.
Secondo, perché hanno accusato questo blog di essere troppo serio (mentre io non lo sono) e questo è un argomento serio.
Terzo perché è un argomento di cui credo di non sapere abbastanza e a me non piace parlare di cose di cui credo di non sapere abbastanza, ma, nonostante questo non si può più tacere.
Quarto, perché avrei un sacco di roba da stirare, ma questa è un'altra faccenda.

Dunqua, la Riforma Gelmini.
La riforma Gelmini, al di là dei suoi aspetti folcloristici, ha (almeno) quattro aspetti preoccupanti:
1) Il maestro unico. Embè? Dirà qualcuno, ce l'abbiamo avuto tutti il maestro unico. Vabbè, la mia era un po' stronza, ma sapeva fare il suo mestiere, che era, appunto, quello del maestro unico. Voglio ben vedere, era prossima alla pensione e nella vita aveva fatto quello: il maestro, anzi, la maestra unica. I maestri di adesso sono più di vent'anni che non lo fanno più, il maestro unico. Alcuni non l'hanno mai fatto e soprattutto, e non è cosa da poco se si presume o si auspica che uno faccia il suo lavoro con passione, nessuno sembra volerlo fare. Perché, immagino e spero che quando un insegnante ha scelto cosa insegnare abbia potuto scegliere, nella maggior parte dei casi, l'ambito che gli era più congeniale.
Quindi questo insegnante unico si ritroverà ad insegnare per più del 50% del tempo cose che non sa e di malavoglia. Geniale.
2) le 40 ore. Che non sono il tempo pieno. Il tempo pieno è un progetto educativo unitario, suddiviso sulla base di un orario lungo. Le 40 ore della Gelmini invece ai miei tempi si chiamavano "doposcuola" e ai tempi di mia sorella (che invece ha fatto il tempo pieno), "tempo prolungato". Cioè restavi a scuola a fare teoricamente i compiti e praticamente non troppo casino sotto lo sguardo annoiato di qualcuno, che, a volte era solo il bidello. Al doposcuola non ci andavano quelli che avevano entrambi i genitori che lavoravano e che erano comunque ancora pochi; quelli in qualche modo si arrangiavano. Al doposcuola ci andavano quelli che a casa le madri non li volevano, quelli che altrimenti non avrebbero fatto i compiti, quelli che tanto non li facevano comunque. Quelli che andavano al doposcuola erano bambini di serie B.
Le ore della Gelmini non prevedono invece una continuità didattica con le 24 ore "obbligatorie" del maestro unico. E se una cosa non è obbligatoria è facoltativa. E quindi all'interno di una stessa classe ci saranno dei bambini che faranno 24 ore, altri 30, altri 40. Bambini di serie A, di serie B, di serie C.
3) L'uscita alle 13.00. Alla scuola dell'Infanzia. Questa ve l'eravate persa, eh? Infatti non ne parla quasi nessuno. E invece: "Nella scuola dell’infanzia l’orario obbligatorio delle attività educative, nell’ottica di una progressiva generalizzazione e tenendo conto delle diversificate esigenze rappresentate dalle famiglie, si svolge anche solamente nella fascia antimeridiana, impiegando una sola unità di personale docente per sezione e riorganizzando il più possibile il funzionamento delle sezioni di una medesima scuola sulla base di tali opzioni. Le conseguenti economie di ore e di posti potranno consentire nuove attivazioni e conseguentemente l’estensione del servizio." Che cosa voglia dire esattamente "nell’ottica di una progressiva generalizzazione e tenendo conto delle diversificate esigenze rappresentate dalle famiglie" non è dato di sapere. Secondo le maestre della Minica, che dal prossimo anno si va tutti a casa alle 13.00 e basta.
4) Le scuole dell'infanzie ed i nidi comunali. Nemmeno di questo si parla, ma è crisi nera. Perché l'ICI, che con buona pace di Bossi era la più devoluta delle tasse (ancorché sgradita, ma come ogni tassa, direi...) non la paghiamo più. Ed infatti nel mio Comune tutte le iniziative extrascolastiche (incontri con i genitori, conferenze sull'infanzia, attività di gioco pomeridiano gratuito per i bambini che non frequentano i nidi sono state "sospese" per mancanza di copertura finanziaria).

Questi, i fatti.
Ma siccome me sti facendo un'overdose di Agatha Christie non riesco a fare a meno di chiedermi, come Poirot, chi trae vantaggio dall'assassinio della scuola pubblica.
Perchè cosa volete che gliene fregli alla Gelmini e al suo suggeritore Tremonti di risanare il bilancio?
La risposta ovvia è: la scuola privata. La scuola privata potrà fare tutto ciò che vuole, come vuole, dove vuole, ma con chi può. La scuola privata che, giusto per ribadire la mia simpatia, spesso significa scuola cattolica.
Però non è banalmente finita qui.
La risposta meno ovvia è: le imprese che non sanno guardare al di là del loro naso. Quelle stesse imprese che gridano alla crisi perché il loro fatturato non aumenta (perché dovrebbe aumentare, poi, se la popolazione diminuisce?)
Perché chi non può dovrà chiedere un part-time.
Se glielo danno.
Oppure sarà invitata a licenziarsi.
Già, invitatA, perché non ci crede nessuno che a licenziarsi sarà il papà, anche se teoricamente un uomo avrebbe maggiori possibilità di trovare un altro impiego dopo qualche anno. E così molte donne usciranno per sempre dal mondo del lavoro per il fatto di avere anche un solo figlio.
E questo, nonostante le statistiche dimostrino che si fanno più figli nei Paesi dove le donne lavorano di più (purché supportate da adeguate strutture) e che alcuni vedano proprio nel lavoro femminile una possibile via d'uscita dalla crisi economica.

Ma forse questo governo si aspetta che a rilanciare l'economia siano le disoccupate.
Come la Gelmini quando si potranno definitivamente chiudere le scuole per mancanza di alunni.
martedì, 14 ottobre 2008
Finché si può e finché c'è alla scuola dell'Infanzia ci si va a piedi.
Lungo la strada ci sono molti alberi diversi e si può notare come in questo periodo stiano perdendo le foglie in modi diversi, in tempi diversi.

m@w: "E questo è un pesco. Anche lui sta perdendo le foglie. In primavera farà dei bellissimi fiori ed in estate dei buonissimi frutti..."
Minica: "I pesci?"
postato da: momatwork alle ore 09:11 | Link | commenti (5)
categoria:abbracciare la minica, portare la minica allasilo
lunedì, 13 ottobre 2008
Sembra che io conosca solo gente che fa figli d'inverno.
Prevalentemente femmine.
Così della Minica ho riciclato quanto più ho potuto, attingendo dal suo microguardaroba bianco-giallo-arancio-verdino, ma non c'è stato niente da fare, quella tutina termica bianca taglia un mese e quei deliziosi completini bianchi e verdolini a pinguini ed orsi polari, sempre taglia un mese, passeranno direttamente dallo scatolone delle robe minuscole al prossimo utilizzatore.
Ma, tutto sommato, quest'estate è andata discretamente bene. Ad un neonato, si sa, si regala una tutina taglia 3-6 mesi del colore corrispondente, e siccome il Minichino è un po' più grande dell'età anagrafica, ha sfoggiato tutte le gradazioni d'azzurro.
Oddio, c'è stato anche chi ha esagerato e mi ha regalato un pagliaccetto estivo taglia 6-9, senza pensare che l'avrebbe messo a Natale, ma, insomma, lo riciclerò.
Tanto conosco solo gente che fa figli d'inverno.

Poi è arrivato l'autunno e con esso gli aiuti umanitari: un pacco di body per la famiglia Weasley ed una serie di botte di culo al 70% dei saldi estivi che in realtà era roba primaverile. Che poi, essendo roba da maschio è già tetra per l'autunno, chissà cosa doveva essere in primavera.
E poi dovrebbero arrivare i regali dilazionati.
Sì, perchè senza tanti giri di parole, alle persone con cui ero in sufficiente confidenza ho chiesto di pensare all'inverno, visto che mi trovavo completamente sguarnita in quanto a tutine e tutone.

Bene, come vi sembra questo inizio ottobre con temperature oltre i 20 gradi per comperare una tuta termica taglia 9 mesi? Prematuro?
SBAGLIATO!
Eh già, avremmo dovuto accorgercene quando a Sorrento, chiedendo un cappellino per il Minichino (che avevamo dimenticato a casa) ci hanno proposto un berretto di lana col pon-pon.
Ormai è finito tutto: scaffali vuoti, mensole deserte, mi informa desolata la Vicina, che, voglio dire, è anche una che se ne intende.
Insomma, avremmo dovuto pensarci per tempo.
Che ne so, a luglio.

Intanto mi ha prestato una termica color oro con una scritta glitterata sulla schiena.
Eppoi si vedrà.
venerdì, 10 ottobre 2008
Oggi ero in ritardo e m'è capitato di ascoltare mezza Palombelli.
Io la Palombelli non la sopporto, e nei suoi ventotto minuti cerco sempre di star facendo qualcos'altro, così mi risparmio anche la fatica di cambiare canale.
Ma oggi si parlava di agricoltura, per di più biologica ed ho commesso l'errore di ascoltare.
Se non lo sapete, l'agricoltura, ancorchè non biologica, è un mio pallino. Mi capita spesso di ritrovarmi a difendere a spada tratta l'agricoltura dall'accusa di inquinare, speculare, non produrre abbastanza PIL, risucchiare una cospicua fetta degli aiuti comunitari, ecc...
Il che è tutto vero, s'intende.
Ma senza agricoltura, che se magna?

Oggi l'ha scoperto pure la Palombelli che in tempi di crisi la terra è pur sempre la garanzia di qualcosa da mettere in pentola ed ha concluso l'intervista ad un imprenditore (che si ostinava a chiamare giovane benché fosse sui quaranta, età in cui in una società economicamente sana sarebbe stato più opportuno considerarlo affermato e a raffigurarcelo vestito di tweed mentre accarezzava con la mano un setter irlandese e con lo sguardo il fuoco crepitante in una malinconica sera d'ottobre) esortando i giovani a riscoprire le potenzialità dell'agricoltura e ad investire magari nei terreni di famiglia.
Eggià.
Perchè il "giovane" imprenditore agricolo (a cui rendiamo il merito non comune di averla saputa sfruttare e promuovere) ha ereditato dal padre un'azienducola da 110 ettari. Che, se la Palombelli non sa fare i conti, a 10.000 metri quadri a ettaro, sono 1.100.000 metri quadri.
Perchè noi siamo tutti coglioni che a quarant'anni invece di amministrare l'azienda di famiglia ci arrabattiamo da un precariato all'altro.
giovedì, 09 ottobre 2008
Fino a pochi giorni fa il Minichino era un bambino molto EASY.
Prevedibilissimo nelle abitudini.
Rigorosissimo negli orari.
Ad esempio la sveglia alle sei del mattino.
Però ti veniva quasi voglia di buttarcelo nella culla, tanto per vedere se avesse davvero continuato a dormire.
Invece all'ultimo decidevi che non era il caso, visto che avevi un sacco di roba da stirare, varie lavatrici da fare, gomitoli di povere che neanche nel far west ed un cesso degno di tale nome.

Bene tutto questo è finito, acqua passata, via.
Il Minichino è sempre prevedibilissimo nelle abitudini e rigorosissimo negli orari.
Ad esempio la sveglia alle sei del mattino.
Però appena lo posi nella culla, toh, si sveglia e piange.
Effetto del secondo trimestre cosiddetto "della simbiosi", sostiene qualcuno.
Effetto della temperatura delle lenzuola prossima allo zero assoluto, sostengo io.
Fatto sta che se di giorno si dorme, si dorme solo in braccio.
Però questo non è un problema, perché il bambino-anagramma si è lo puoi mettere nella sdraietta a ridere mentre stiri. O mentre carichi la lavatrice. O mentre passi l'aspirapolvere. O mentre lavi il water.

Che cazzo c'avrà poi da ridere?
martedì, 07 ottobre 2008
Sulla porta della scuola oggi c'era un cartello che ci invitava a non intraprendere INNUTILI trattamenti preventivi per la pediculosi, vulgo pidocchi.
Proprio così.
INNUTILI.

La prossima che mi dice che "la maestra di sua figlia non sa nemmeno usare il congiuntivo", l'ammazzo.
postato da: momatwork alle ore 09:40 | Link | commenti (7)
categoria:portare la minica allasilo
lunedì, 06 ottobre 2008
Siamo arrivate tardi (pur essendoci svegliati alle sei).
Abbiamo dimenticato l'asciugamano pulito. Ho barato lasciando quello sporco (che mi ero dimenticata di prendere venerdì). Non appena se ne accorge, la Minica mi smaschererà davanti alle maestre.
È stato segnalato un caso di pediculosi, vulgo pidocchi. Speriamo vadano d'accordo con le nostre pulci.

La prossima che mi dice che sono "molto più vicina di lei al genitore ideale", l'ammazzo.

P.S.: Ho una risposta per chi ieri si chiedeva se potesse passare l'aspirapolvere dalle 14.00 alla 16.00.
Certo che puoi. Ci vediamo alle 14.00. Temo però che non basteranno due ore.
mercoledì, 01 ottobre 2008
Ma non si vede.
Stamattina sono riuscita a tirarmene fuori letteralmente uno sputo.
Se dovessi giudicare la quantità di latte che produco da quella che riesco a tirare le prime volte potrei credere che i miei figli vivano d'aria.
postato da: momatwork alle ore 12:50 | Link | commenti (2)
categoria:allattare, andare a lavorare
Perché non avete mai provato un tiralatte.


postato da: momatwork alle ore 12:45 | Link | commenti (4)
categoria:allattare
E oggi il Minichino compie quattro mesi (e ho ancora in bozza il racconto del parto, e vabbè...).
E domani torno al lavoro.
Due ore, il tempo di riempire i moduli per le ferie.
postato da: momatwork alle ore 12:40 | Link | commenti (1)
categoria:andare a lavorare, abbracciare il minichino
Lilypie 4° comp Ticker
Lilypie 2° comp Ticker
Lilypie Allattamento Ticker