
Da un paio di settimane ho cominciato ad andare in piscina col Minichino.
Se il cruccio di alcuni genitori dopo il primo figlio è quello di non poter fare le stesse cose di "prima", il cruccio di chi ha più di un figlio, specie se di età ravvicinata, è di non poter fare con il secondo le stesse cose che si son fatte col primo.
Ve lo ricordate quel buon olio di mandorle con cui vi ungevate puntualmente il pancione (il primo) indulgendo in tenere fantasie materne? Ve la ricordate la prescrizione di non sollevare pesi? L'avidità con cui leggevate i manuali sul parto? Il rigore dell'alimentazione bilanciata? Il terrore del citomegalovirus? Vabbè, pensateci, ogni tanto, quando vostro figlio (il primo) vi pianta le ginocchia nel pancione per arrampicarsi su di voi e spalmarvi i vestiti ed i capelli di moccio ed avanzi di cibo, gli stessi che state trangugiando prendendoli dal suo piatto mentre gli leggete "Giulio Coniglio e il pipistrello".
Poi, finalmente, il fratellino nasce e, se vi va bene come a me, dovrete solo difenderlo per qualche mese dalle dimostrazioni d'affetto un po' troppo espansive.
E il rito del bagnetto? Massì speriamo che cada in fretta 'sto cordone, così lo butto nella stessa vasca dell'altro che si è rotolato tutto il giorno nel fango.
E la passeggiata quotidiana? Massì, siamo pur andati a portare/prendere il fratellino all'asilo, basterà.
Ma cos'è quella cosa con cui sta giocando? Un calzino? E di chi? E il sonaglino dov'è? Per terra? Eccolo qua! Metti in bocca, amore della mamma, ché son tutti anticorpi.
E secondo me è pure meglio così.
Ma ad una cosa non volevo rinunciare: il corso di acquaticità in piscina. Il sabato mattina.
Urgeva quindi la necessità di trovare più o meno nello stesso orario un altro corso in un'altra piscina dove l'Uomo dei treni potesse portare la Minica. E siccome non è vero che
sbagliando s'impara, io credevo che cominciando a cercare a fine agosto per ottobre sarei stata fin troppo previdente (a proposito, la Vicina alla fine ha trovato una bellissima tuta rossa perfettamente unisex, taglia 9 mesi, grazie a tutte, comunque!).
SBAGLIATO!
Alle attività per l'autunno bisogna pensarci in primavera e "preiscriversi".
E vabbè, mentre mi mettevo un po' ovunque in lista d'attesa ho avuto la malaugurata idea di parlarne a mia suocera, nota avversatrice di piscine quali principale veicolo di contagio di malattie mortali, in maniera che credevo innocua.
SBAGLIATO!
Non c'è nulla di innocuo se c'è di mezzo mia suocera. E infatti dopo un paio di settimane ci ha comunicato di aver iscritto la Minica, senza consultarci, ad un corso di acquaticità nella piscina vicino a casa sua.
"Ma se non vi va, potete sempre disdire" ha sibilato, sottintendendo "ed io mi offenderò a morte, razza di ingrati!".
Ed, in effetti, io avevo le mie belle perplessità e le ho pure esternate, visto che si trattava di un corso per bambini dai tre ai cinque anni e solo con l'istruttore.
"Ah, ma non importa! E poi lei è avanti per la sua età".
Convinzione, questa, che trova solo occasionale riscontro ma che mia suocera non manca di sottolineare in pubblico, soprattutto in presenza di genitori di bambini "più indietro".
Dopo breve consulto con l'Uomo dei treni e senza troppa fiducia nella riuscita dell'operazione, decidiamo di provare. Tanto in piscina doveva andarci lui.
E qui apro una piccola, prima parentesi, sulla psicologia dell'Uomo dei treni. Lui non contraddice mai sua madre. Non tenta di persuaderla o di ricondurla a ragione. Lascia semplicemente che
maturino gli eventi e che accada l'inevitabile. Ha tentato anche con me questa strategia un paio di volte, ma è stato dissuaso dal ripetere l'esperimento.
Talvolta però, succede che gli eventi invece di maturare, vadano marci.
Ed infatti, inaspettatamente, la Minica superato il timore iniziale, si è aggregata tranquillamente agli altri bambini.
"E adesso che facciamo?" Mi chiede l'Uomo dei treni.
"Adesso posso finalmente iscrivere il Minichino e mentre voi andate di là..." rispondo.
"Ma nooo... è una tragedia, capisci? Adesso ci toccherà ogni sabato andare a pranzo da lei e ce la ritroveremo sempre tra i piedi..." mi spiega.
"Maccerto. E che é? Non l'avevi capito?"
"Ma io credevo che la Minica non volesse andare in piscina da sola..."
"Anch'io. Ma dal momento che c'è andata..."
Muso lungo.
"Eh, ma allora non si doveva neppure provare. Si doveva dire subito di no, e basta"
Muso ancora più lungo.
"E poi, chemmefrega? Ci vai tu, mica io!"
Muso lunghissimo.
Seconda parentesi sulla psicologia dell'Uomo dei treni. Quando te le dice, le cose, o lo fa con mesi d'anticipo (il 14 marzo vengono a cena i miei amici di Barletta, ti va bene?) oppure all'ultimo minuto (Ti ho comperato del polpo e cozze come antipasto e poi roba per una frittura mista, sarebbe tutto da pulire, perché ho invitato della gente a cena, arrivano fra un'ora, ti va bene?).
E così questa settimana mi ha fregato dicendomi mesi fa di avere un impegno; non ho prenotato la (mia) piscina e quando mi ha comunicato di aver cambiato idea, già non c'era più posto.
Evabbè, così me ne starò a fare la mamma normale dietro il vetro, pensavo.
Ennò, perchè le mamme normali, finita l'
epoca dei papà in piscina e delle nonne-doule, se ne stanno zitte e buonine e tutt'al più scambiano un paio di convenevoli con la vicina.
Le mamme normali non si portano dietro la suocera che a voce altissima enuncia le sue teorie psico-socio-pedagogiche prendendo ad esempio (negativo) "quel bambino là che non sa nemmeno mettersi le ciabatte da solo" (figlio della signora seduta alla mia destra) "quella bambina grassa col costume viola che cammina coi piedi a papera" (figlia della signora seduta alla nostra sinistra).
Le mamme normali si beano guardando i loro pargoli che sguazzano e non sono combattute tra la poca voglia di litigare per l'ennesima volta con la suocera su argomenti che non dovrebbero nemmeno essere più oggetto di discussione (tipo "
perchè la Minica non sgomita per primeggiare") e l'ancor minore voglia di passare per cogliona.
Così, quando ha commentato la rotazione settimanale degli istruttori con un'invettiva pro-maestro unico, ho omesso di renderla partecipe della mia attività di suffragetta, ma le ho ricordato che la Minica ha già avuto sette maestre (e tre inservienti) al nido ed attualmente ha tre maestre (più una di religione) e due ATA e non mi sembra particolarmente turbata nemmeno dalla presenza di un maestro di nuoto mai visto prima in una piscina in cui è stata tre volte con oggi.
"Eh, voi non siete mai d'accordo, ma io e bla bla bla e io bla bla bla e ancora io bla bla bla. E poi, io ero un'insegnante!"
"Io SONO un'insegnante" è intervenuta la mia vicina "e non sono andata in pensione vent'anni fa".
Siete avvisati: se siete
favorevoli al maestro unico, la pensate come mia suocera.