
A me piace 'sta storia del blog.
insomma, è una perdita di tempo immane.
Però è una scusa per perdere tempo: sai, hai preso un impegno con delle persone, hai promesso che tornerai sull'argomento, che ritirerai fuori quel progetto, che finalmente ti deciderai a...
E intanto ti scrivi sull'agenda titoli di post che non scriverai mai.
Ma io sono così, una che non ha finito (quasi) niente in vita sua.
Con la Minica è uguale. Tu pensi ad una cosetta facile, che ti sembra alla sua portata, tipo raccogliere delle foglie autunnali, farle seccare sotto l'enciclopedia e poi appenderle a due bastoncini che avevi raccolto due anni fa sulla spiaggia per fare un'altra cosa, che non hai fatto, ma hai tenuto, non si sa mai.
E quando la vai a prendere a scuola le annunci tutta felice: "adesso andiamo a raccogliere delle belle foglie nel bosco".
Solo che lei, invece di condividere il tuo entusiasmo, ti dice che vuole tornare a casa a fare il "giardinaio", ossia devastarti un'aiuola facendo un po' giardinaggio e un po' porcaio (così la penso io, non è lei a dirlo).
E vabbè, allora raccogli qualche brutta foglia lungo la strada.
Ma quando le dici la faccenda dell'enciclopedia, non vuole.
Vuole tenerle ad accartocciarsi sulla panca.
E vabbè, quando le vedrà accartocciate, capirà, raccoglierete altre foglie e le metterete a pressare.
No, quando le vedrà accartocciate, raccoglierete altre foglie e farete accartocciare sulla panca anche quelle.
Insomma, ieri abbiamo incollato dei pesci che con l'autunno non ci azzeccano niente ed io non sarò mai capace di fare un bel post come quello delle mamme americane. Perché loro hanno delle case luminose e qui invece alle tre del pomeriggio mi tocca già accendere la luce. Ed io non so fotografare col flash. Non so fotografare nature morte di drappi e gomitoli. Non ho ancora imparato ad usare la reflex digitale che ho comprato più di un anno fa. Non ho photoshop. Non ho nemmeno tempo di scaricare le foto sul PC, a dir la verità.
Quindi, se ci capite qualcosa, questi sono le brutte foto dei miei burattini, cominciati un anno fa semplificando e modificando
queste istruzioni e lì ad attendere da quel dì che mi decida sul da farsi:
L'idea di fondo (nata in un momento di
delirio da compleanno) era questa:
regalare alla Minica
un teatrino per il prossimo compleanno e poi chiedere agli invitati di contribuire con un burattino ed una piccola storia, visto che per fare una rappresentazione decente di X storie c'è bisogno di tantissimi personaggi... poi ho scoperto quanto costano i burattini ed ho detto, no, non posso fare questa richiesta, quindi fine del teatrino.
Però, però, avevo già comprato la stoffa ed io sono tirchia, si sa...
Ma vabbè, il teatrino non era un problema o meglio anche sì perché avevo mille idee e nessuna abilità per metterle in pratica. Ci penseremo più avanti.
Il problema erano i burattini; allora ho fatto un prototipo (spesa 2 €, vestito escluso). Però anche lì, non è che puoi riempirti di che ne so, 30 burattini...ed ho pensato che in fondo, per rappresentare quasi tutte le fiabe tradizionali (animali sclusi) serviranno circa 10-12 teste da vestire all'occorrenza visto che la caratteristica della bambole waldorf è proprio quella di non avere un'espressione per lasciare che l'espressione ce la metta in bambino. E quindi non c'è motivo per cui una testa coi capelli bianchi non possa fare la nonna, la strega, la fata o la regina.
Occorrente (per un burattino):
- l'equivalente di due palline da tennis di lana per materassi;
- un gambaletto;
- un "fantasmino" (meglio se, che orrore!, da uomo);
- un bastoncino di legno da 30 cm (io ho usato quelli per tende da 60 cm, tagliati a metà),
- elastici, spago, ago e filo da ricamo;
- mezzo gomitolo (100 g) di lana.
Allora, pronti? Via!

A cosa servono i bastoncini? La mia idea è che potendoli muovere sia con le dita nelle mani (insomma tipo burattini normali) sia tenendoli per il bastone è possibile muoverne tanti contemporaneamente, e anche per un bambino è più facile animarli senza infilarci le dita.

I burattini sono rivestiti con i famosi "fantasmini" da uomo che ho comprato (
vergognandomene) in quantità industriale, cercando di scegliere tinte diverse per fare la politically correct (o forse no, visto che nelle fiabe tradizionali quella buona e sempre bionda e la cattiva mora...).
Per ricamare (sempre che quello che faccio io possa definirsi "ricamare") gli occhi conviene mettere un paio di spilli al posto giusto (che ideona, eh?). Ho lasciato perdere quella "legatura" della testa (la bionda ce l'ha); secondo me non serve a niente ed è pure più brutta.
Credo di non aver fotografato la realizzazione dei
burattini coi capelli lunghi. O forse sì, ma l'ho persa nel marasma dei back-up. Comunque è molto semplice ed ovvia: si avvolge la lana (abbastanza grossa) attorno ad un libro, 30 spire circa, se ne lega un'estremità e poi si cuciono le spire a due a due partendo dalla sommità del capo verso la fronte e poi dalla sommità verso la nuca. Io ho usato del filo da ricamo. Poi si scioglie il nodo e regola la lunghezza. Si possono lasciare sciolti o (meglio) raccogliere in trecce o code, così stanno più fermi. Per fare un burattino coi capelli corti ci si mette un po' di più, perché bisogna fissare la lana su tutta la superficie della testa usando una matita come regolo. Va benissimo una matita dell'Ikea, tanto lo so che le fregate anche voi.


Io li ho fatti tutti boccolosi, ma si possono anche tagliare a metà per farli a spazzoletta.
E poi?
E poi mi sono incartata sui vestiti.
Ma tanto, la Minica ci gioca uguale.