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mercoledì, 31 dicembre 2008
postato da: momatwork alle ore 23:00 | Link | commenti
categoria:aggiornare il blog
martedì, 30 dicembre 2008
Ecco, io invece vorrei sapere come sta andando questa faccenda qui.

Perché io col solo Babbo Natale ci avrei pure provato e, confortata dal prodotto editoriale di qualità ho rispiegato alla Minica che in realtà di Babbo Natale non ce n'è uno solo, altrimenti non riuscirebbe mai a portare un regalo ad ogni bambino, ma che tante persone vestite da Babbo Natale (chi con i guanti marroni, chi verdi...) distribuiscono i regali in diverse parti del mondo, aiutate anche da altri personaggi: San Nicolò (segue immagine esemplificativa, dove San Nicolò indossa proprio il cappello da vescovo ed i guanti bianchi come quello che ha intravisto lei) la Befana (segue immagine esemplificativa), Santa Lucia (segue immagine esemplificativa, particolarmente suggestiva perché si vede che di Sante Lucie non ce n'è una sola ma ce ne sono tante...).
Una versione non molto lontana dalla verità che mi è tanto cara.
E allora, ho indagato il giorno di Natale, sei contenta di questi regali? Hai visto, anche se Babbo Natale qui non viene, avevamo ugualmente molti (fin troppi) pacchi sotto l’albero.
E per me, almeno fino al prossimo anno, la faccenda poteva considerarsi archiviata.
Bene.
Naturalmente le nonne, ENTRAMBE le nonne, erano state preventivamente ed opportunamente avvisate. Più volte.

E allora perché mia suocera se n’è uscita a sorpresa (ma anche no) con Babbo Natale che aveva lasciato da lei dei pacchetti, salvo poi spostare con noncuranza l’interruttore su “adult mode” e continuare a berciare della possibilità di cambi ed ulteriori acquisti, di saldi e sconti, di colori e modelli?
E allora perché mia madre ha giustificato due pacchetti ritardatari non come il regalo della bisnonna (anche per collegare l’ennesimo regalo ad una specifica figura regalante)  ma come un inopportuno anonimo ritrovamento?

Grazie, nonne, per aver indotto mia figlia a dubitare in un colpo solo della mia sincerità e dell’esistenza di un essere dispensatore di doni.
venerdì, 26 dicembre 2008
Qualcuno si chiedeva come sarebbe andata a finire con la storia di Babbo Natale.
Me lo chiedevo anch'io.

È andata a finire che semplicemente non ne abbiamo parlato più. Alla sera della vigilia, con largo anticipo sulla mezzanotte in considerazione della Minica che solitamente crolla alle nove, abbiamo cominciato a scartare i nostri regali. Questo da parte della nonna, questo per il papà è così via (non si capisce invece perché gli altri ospiti adulti abbiano preso la palla al balzo ed abbiano cominciato a scartare i loro...).
Credevamo di aver limitato se non i danni (ieri invece è arrivata una Barbie ritardataria, la prima, e la Minica se la riguardava con tanta meraviglia che mi sento quasi in colpa per avergliele inculata... *quasi*, in colpa) almeno i volumi, portando a casa pochi giochi e molti libri.
Non crediate infatti che per me i giochi di plastica rappresentino il male assoluto, anzi, ed i giochi di legno o i libri siano sempre graditi.
Esistono anche i libri di merda e questa volta ne abbiamo tirato su una carrettata. Argomento (con buona fantasia): il Natale.
Naturalmente non il Natale secondo noi, ma il Natale secondo LORO, dove LORO sono quelli che hanno almeno un Babbo Natale gonfiabile alla finestra e probabilmente anche uno  in soggiorno che canta ginglbellsginglbellsgingloldeuei se qualcuno gli passa vicino.
Naturalmente il libro preferito della Minica è un libro su Babbo Natale che canta (il libro, non Babbo Natale) ginglbellsginglbellsgingloldeuei ad altissimo volume premendo un bottone rosso ESTREMAMENTE sensibile alla sfioro.
Però.

M. :"Ma perché questo Barbo Natale qua (in copertina) ga i guanti gialli e questo qua (in terza pagina) neri e questo qua (sul retro di copertina) verdi? E perché questo Barbo Natale qua (sempre in copertina) ga la barba lunga e questo (in terza pagina) no? E perché questo Barbo Natale qua (quarta pagina) ga un cappello diverso? E perché questo ga la slitta rossa e questo verde? E perché questo ga i stivali neri? E perché? E Perché E PErché? E PERchè? E PERChè? E PERCHè? E PERCHÈ?"

Insomma, se fate un cacchio di libro sul cacchio di Babbo Natale, almeno fatelo bene.
giovedì, 25 dicembre 2008
Tra qualche ora, ma sicuramente in ritardo, mia suocera si calerà tra noi carica di pentole e tupperware per organizzare il tradizionale pranzo di Natale in casa mia, con cibo suo.
Come ogni anno, si porterà tutto, dall'antipasto al dolce, compresi acqua, pane e condimenti.
Come ogni anno, deciderà di riarrangiare la tavola, di spostare le sedie, di riorganizzare tutto quanto sia stato eventualmente già predisposto.
Perciò ho deciso che quest'anno non faccio proprio niente se non pulire il bagno.

Buon Natale anche a voi, eh?
postato da: momatwork alle ore 11:31 | Link | commenti (3)
categoria:fare festa, aspettare la suocera
venerdì, 19 dicembre 2008
Se ancora non lo sapete, dopo la nostra fase Biancaneve e quella "cagnetti" siamo caduti nella spirale della Bella Addormentata nel Bosco.
Colpa di S. Nicolò, cioà mia.
Ancora solo in Inglese, ancora solo per colpa mia.
"Povera bambina" commentano le nonne.
"Povera perché?" rispondo io, anche se mi rendo conto che è una storia troppo lunga e troppo complessa perchè vi sia un collegamento istintivo tra la storia ed il parlato. Anzi, se qualcuno ha dei suggerimenti su una roba potabile con episodi brevi, situazioni semplici e quotidiane... una roba tipo Pingu se parlasse, insomma.
Evabbè.
Dunque, secondo voi qual è il target d'età massimo (escluso nostalgiche come la sottoscritta) per un prodotto del genere? Dieci? Dodici?
Allora perchè a seguire il film (come già nella carica dei 101) c'è una specie di videoclip dove mescolate alle scene del film un'adolescente mal vestita canta un brutto rifacimento del tema principale mentre aspetta che un adolescente malvestito (uno di quelli che si ammazza di seghe in bagno, per capirci) la raggiunga?
E perché assieme alle altre pubblicità travestite da altre principesse Disney da colorare (target d'età massimo? sei anni? otto?) c'è la pubblicità di un videofonino (ma per "soli" 69 euro, eh?) di cui vi consiglio di leggere soprattutto gli entusiastici commenti (astenersi mamme frugal e professoresse d'Italiano)?
giovedì, 18 dicembre 2008
Oggi al lavoro abbiamo fatto un neanche tanto piccolo rinfresco per festeggiare i nati nel 2008. Sette.
Il Grande Capo non ha perso l'occasione per fare l'ennesimo discorso e si è congratulato con le mamme. Peccato che ci fossero anche quattro papà. Ma, si sa, i papà stanno via, forse, qualche giorno, non mesi interi. Quindi il discorso era rivolto soprattutto alle neo-mamme. E anche a quelle (due palesi, almeno una in incognito) in procinto di diventarlo. E anche a quelle che magari ci stanno facendo un pensierino.
Perché, ha concluso nemmeno troppo scherzando, se abbiamo trovato il tempo per fare tanti figli, vuol dire che non abbiamo lavorato abbastanza.
Brunetta sarebbe stato fiero di lui.
...un dente!


postato da: momatwork alle ore 18:26 | Link | commenti
categoria:abbracciare il minichino
mercoledì, 17 dicembre 2008
Prova due.


postato da: momatwork alle ore 15:42 | Link | commenti (10)
categoria:sbaciucchiare l udt, abbracciare la minica, abbracciare il minichino
domenica, 14 dicembre 2008
... che c'è un bambino in più!
Ieri io e la Minica abbiamo montato il tripp-trapp del Minichino, comprato usato su e-bay, arrivato (ovviamente) dalla Germania e pagato quasi come fosse nuovo perché lo volevamo di un colore che non è più in produzione.
Da oggi, il Minichino, che ha già mangiato (parlare di "svezzamento per assaggi" sarebbe un po' eufemistico, viste le quantità che ingurgita...) banana, mela, cachi e pure qualche cucchiaiata della minestra avanzata dalla Minica, è a tutti gli effetti un commensale.
venerdì, 12 dicembre 2008
Mattino. Pioggia. Macchina.

M. : “Mamma-aa”
Oi oi, la A bitonale è sempre foriera di domande di difficile ambientazione.
m@w: “Dimmi”
M. :”Perché non non abbiamo un BARBO Natale sulla finestra?”
m@w: “Perché da noi viene S. Nicolò, non Babbo Natale.”
M. :”Ma io voglio anche un BARBO Natale.”
m@w: “E non S. Nicolò?”
M. :”Voglio BARBO Natale e anche S.Nicolò”?”
m@w: “Eh, ma non so mica se possono venire tutti e due…”
M. :”Da X, Y, e pure Z va BARBO Natale e anche S. Nicolò”
Ettepareva.
m@w: “Va bene. Allora faremo un disegno di Babbo Natale e lo appenderemo alla finestra. Chissà, magari se lo vede verrà…”
La vita è fatta anche di delusioni, bambina mia…
M. (sbattendo i piedi sul seggiolino) :”Io non voglio FARLO. Voglio COMPRARLO”
m@w: “Sicuramente non battendo i piedi”

Pausa.

M.: “Mamma-aa”
m@w: “Dimmi”
M. :”PER PIACERE, oggi te accompagno al supermercato così lo SCEGLIO e ME LO COMPRI, VA BENE?”
sabato, 06 dicembre 2008
Ecco arriva S. Nicolò...
con un sacco pien di doni
per i bimbi belli e buoni!
Vien da me S. Nicolò,
sempre buono io sarò!


Io invece vorrei saper chi ha raccontato alla Minica che S. Nicolò rinchiude i bimbi "che non si sono comportati bene" in una grotta nel bosco.

Come la 'ndrangheta.
E anche questa è andata.
Rispetto all'anno scorso, con un pizzico di tristezza in più.
Forse allora c'era l'effetto della gravidanza, forse non sapevamo ancora che sarebbe andata al nido e adesso ci ritroviamo già alla scuola dell'infanzia ed il tempo ha cominciato a volare ancora più in fretta, ma tre anni mi sono sembrati davvero tanti.
Chi si aspettava le cose mirabolanti dell'anno scorso, forse per ora rimarrà deluso. È vero che siamo riusciti a dirottare una delle nonne (indovinate quale) sui knobless cylinders (i knobbed verranno invece scartati a Natale), ma siccome ci siamo dissanguati in una mirabolante cameretta (ancora virtuale, se non nell'acconto, e su cui avrei voluto scrivere un post, chiedere consigli, ma ormai sapete come va, vero? Quindi ci risentiremo, forse, a cose fatte) abbiamo deciso per un compleanno, un S. Nicolò ed un Natale sottotono almeno da parte nostra.
Anche perchè, come già l'altr'anno la preoccupazione dei giorni prima sembrava quella di limitare i danni. Ed invece ci ritroviamo a constatare che è stata proprio una bella festa.
Anzi, due.
Intanto, mi compiaccio con me stessa per il fatto di pensarla ancora come un anno fa. Perché, per chi non lo sapesse, ma un blog è quel che è, non una dichiarazione di infallibilità, e perciò è possibile che col tempo uno cambi idea e non si ritrovi più in quel che ha scritto.
E poi mi compiaccio per essere riuscita ad evitare, spero elegantemente, lo spauracchio dei prossimi anni: la festa con tutto l'asilo, pardon, la scuola.

Ulteriore Premessa #1: Negli anni settanta, si andava in ferie in agosto. Nei primi quindici giorni di agosto. Chiudevano le fabbriche, i negozi, le attività ed anche tutto il resto andava a regime ridotto. Ed io mi ricordo degli afosi e noiosi compleanni io-mia sorella-mia cugina e la mia migliore amica a boccheggiare mentre la torta di gelato si scioglieva ed i genitori dell'amica aspettavano il fatidico taglio per partire finalmente anche loro su una kadett verde ramarro con i sedili in similpelle ed il portapacchi carico di bagagli.
In agosto, poi, di feste a scuola (che allora erano al massimo un vassoio di pasticcini da aprire durante la ricreazione) non se ne parla nemmeno.
Perciò mi fa piacere che la Minica abbia la sua bella festa di compleanno con tutti gli invitati che desidera, però...
Ulteriore Premessa #2: Negli anni duemila, hem, quasi duemilaedieci ormai, è invalsa la moda di invitare tutta la classe, così, un po' per non far torto a nessuno, un po' perchè tutti fan così, un po' perché qualcuno ha cominciato e nessuno ha il coraggio di finire. Questo fatto ha, ovviamente, dei pro e dei contro. Soprattutto dei contro. Ma anche dei pro.

I contro:
1) In una classe di 30 bambini, mettiamo che qualcuno non venga, 20, mettiamo che si inviti qualche extra 25, accompagnati da 25 adulti. Sono cinquanta persone, senza contare eventuali fratelli degli invitanti o degli invitati, nonni e parentame vario, e accompagnatori in sovrannumero. Per chi non ha un giardino o d'inverno, significa obbligatoriamente affittare una sala. Che, da queste parti, vuol dire dare dai 50 ai 70 euro ai preti;
2) A meno che non abbiate fatto un corso di pasticceria (non parliamo poi dell'avere un forno funzionante), significa comperare la torta. Che, da queste parti, vuol dire dai 16 ai 20 euro al kg per 5 kg di torta;
3) Se per il resto pensate di fare tutto da voi sarà comunque un bell'impegno, da ogni punto di vista;
4) 25 bambini le cui mamme non si mettono d'accordo sono 25 regali di cui, probabilmente non sentivate la mancanza;
5) 25 bambini le cui mamme si mettono d'accordo sono un regalo enorme di cui, comunque non sentivate la mancanza;
6) Se vi sentite in obbligo di ricambiare sono venticinque festicciole all'anno, una ogni due settimane.
7) Se non riuscite a mettervi d'accordo con le altre mamme, con 300 euro all'anno in regali di cui il festeggiato (ed i suoi genitori) non sentiva(no) la mancanza farete la figura dei miserabili;
8) Se di figli ne avete due, sono 50 festicciole, una alla settimana, e 600 euro. La figura dei miserabili, invece, è identica.

Tutte le persone che conosco io sono profondamente scocciate di dover organizzare feste faraoniche con affitto di sale squallide, genitori che non frequentano di bambini che non conoscono e regali che non desiderano.
Tutte le persone che conosco io sono ancor più scocciate di avere tutti i weekend monopolizzati in feste noiose con cibo che si appiccica sotto le scarpe, bambini scalmanati ed urlanti quando va bene, sanguinanti quando va male.
Però.
Però l'anno scorso, più o meno alla fine del nido, la Minica è stata involontariamente protagonista di un piccolo "incidente" che mi ha fatto vedere le cose da un'altra prospettiva. È successo che una mamma ha sì invitato tutti i bambini, mandando un SMS a tutte le mamme, ma usando la lista distribuita all'inizio dell'anno, quando la Minica ancora non c'era. Insomma, ha invitato tutti i bambini, tranne una e quando andando a prendere quell'una ho sentito tutti che si salutavano con "ci vediamo dopo" e "ci vediamo là" devo aver tradito una certa curiosità. E siccome le cose o si fanno bene o non si fanno, tutto questo è successo nell'esatto momento in cui è comparsa la mamma del festeggiato.
Grande profusione di scuse, estensione dell'invito al volo, non ti preoccupare, lascia stare, scusami ancora.
Alla fine alla festicciola non ci siamo andate e non perchè non avevamo uno straccio di regalo o perchè ero vestita come una bidella, ma perché, davvero, avevamo già un impegno.
Però.
Però mi sono chiesta: e se la Minica non avesse avuto due anni, ma dodici? E se non fosse stata una svista, ma un calcolo? E se non fosse successo in occasione del compleanno di un bambino di cui a malapena ricordo il nome, ma fosse un'esclusione sistematica?
Certo che non basta invitare tutti perchè tutti si sentano graditi, però...
Però.

I pro:
1) Se si invitano tutti i bambini della classe, si invitano davvero tutti. Quelli simpatici e quelli antipatici. Quelli belli e quelli brutti. Quelli italiani e quelli stranieri. Quelli fighi e quelli sfigati. Qualcuno probabilmente non verrà, ma nessuno si sentirà escluso perchè non è stato invitato.
2) Partecipando a poche feste selezionate ed accodandosi ad un gruppetto, la spesa unitaria per il regalo, la responsabilità per la ciofeca acquistata e la probabilità di fare la figura dei miserabili sono minori.

E quindi?
E quindi una mia opinione ancora non ce l'ho, anche se i pro sono meno dei contro, anche se la Minica ha ancora paura dei compleanni (suoi ed altrui) in cui c'è troppa confusione, anche se mi piacerebbe che in futuro la Minica fosse invitata a tutti i compleanni a cui desidera andare perchè fa piacere e non "bisogna" invitarla.
E quindi quest'anno la festa con gli amichetti della scuola l'abbiamo fatta a scuola, con i bambini di entrambe le sezioni (visto che li conosciamo quasi tutti), con una torta di pasticceria a ingredienti dichiarati che la Minica si è rifiutata di soffiare premendosi entrambe le mani davanti alla bocca, casomai le scappasse un respiro (e di cui ho delle brutte foto mosse). E la festa a casa l'abbiamo fatta con gli "amici di casa", che erano comunque undici, con la Minica dodici, e la torta della nonna che invece ha soffiato (e di cui ho delle brutte foto controluce).

Morale della favola: comunque vada il prossimo anno, devo ricordarmi di delegare l'accensione delle candeline ed il taglio della torta e fare le foto da me.
mercoledì, 03 dicembre 2008
minica_3_anniDi già.
postato da: momatwork alle ore 09:34 | Link | commenti (25)
categoria:fare festa, abbracciare la minica, comperare i regali
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