
E anche questa è andata.
Rispetto all'anno scorso, con un pizzico di tristezza in più.
Forse allora c'era l'effetto della gravidanza, forse non sapevamo ancora che sarebbe andata al nido e adesso ci ritroviamo già alla scuola dell'infanzia ed il tempo ha cominciato a volare ancora più in fretta, ma tre anni mi sono sembrati davvero tanti.
Chi si aspettava
le cose mirabolanti dell'anno scorso, forse per ora rimarrà deluso. È vero che siamo riusciti a dirottare una delle nonne (indovinate quale) sui
knobless cylinders (i knobbed verranno invece scartati a Natale), ma siccome ci siamo dissanguati in una mirabolante cameretta (ancora virtuale, se non nell'acconto, e su cui avrei voluto scrivere un post, chiedere consigli, ma ormai sapete come va, vero? Quindi ci risentiremo, forse, a cose fatte) abbiamo deciso per un compleanno, un S. Nicolò ed un Natale sottotono almeno da parte nostra.
Anche perchè, come già l'altr'anno la preoccupazione dei giorni prima sembrava quella di limitare i danni. Ed invece ci ritroviamo a constatare che è stata proprio una bella festa.
Anzi, due.
Intanto, mi compiaccio con me stessa per il fatto di pensarla ancora
come un anno fa. Perché, per chi non lo sapesse, ma un blog è quel che è, non una dichiarazione di infallibilità, e perciò è possibile che col tempo uno cambi idea e non si ritrovi più in quel che ha scritto.
E poi mi compiaccio per essere riuscita ad evitare, spero elegantemente, lo spauracchio dei prossimi anni: la festa con tutto l'asilo, pardon, la scuola.
Ulteriore Premessa #1: Negli anni settanta, si andava in ferie in agosto. Nei primi
quindici giorni di agosto. Chiudevano le fabbriche, i negozi, le attività ed anche tutto il resto andava a regime ridotto. Ed io mi ricordo degli afosi e noiosi compleanni io-mia sorella-mia cugina e la mia migliore amica a boccheggiare mentre la torta di gelato si scioglieva ed i genitori dell'amica aspettavano il fatidico taglio per partire finalmente anche loro su una kadett verde ramarro con i sedili in similpelle ed il portapacchi carico di bagagli.
In agosto, poi, di feste a scuola (che allora erano al massimo un vassoio di pasticcini da aprire durante la ricreazione) non se ne parla nemmeno.
Perciò mi fa piacere che la Minica abbia la sua bella festa di compleanno con tutti gli invitati che desidera, però...
Ulteriore Premessa #2: Negli anni duemila, hem, quasi duemilaedieci ormai, è invalsa la moda di invitare tutta la classe, così, un po' per non far torto a nessuno, un po' perchè tutti fan così, un po' perché qualcuno ha cominciato e nessuno ha il coraggio di finire. Questo fatto ha, ovviamente, dei pro e dei contro. Soprattutto dei contro. Ma anche dei pro.
I contro:
1) In una classe di 30 bambini, mettiamo che qualcuno non venga, 20, mettiamo che si inviti qualche extra 25, accompagnati da 25 adulti. Sono cinquanta persone, senza contare eventuali fratelli degli invitanti o degli invitati, nonni e parentame vario, e accompagnatori in sovrannumero. Per chi non ha un giardino o d'inverno, significa obbligatoriamente affittare una sala. Che, da queste parti, vuol dire dare dai 50 ai 70 euro ai preti;
2) A meno che non abbiate fatto un corso di pasticceria (non parliamo poi dell'avere un forno funzionante), significa comperare la torta. Che, da queste parti, vuol dire dai 16 ai 20 euro al kg per 5 kg di torta;
3) Se per il resto pensate di fare tutto da voi sarà comunque un bell'impegno, da ogni punto di vista;
4) 25 bambini le cui mamme non si mettono d'accordo sono 25 regali di cui, probabilmente non sentivate la mancanza;
5) 25 bambini le cui mamme si mettono d'accordo sono un regalo enorme di cui, comunque non sentivate la mancanza;
6) Se vi sentite in obbligo di ricambiare sono venticinque festicciole all'anno, una ogni due settimane.
7) Se non riuscite a mettervi d'accordo con le altre mamme, con 300 euro all'anno in regali di cui il festeggiato (ed i suoi genitori) non sentiva(no) la mancanza farete la figura dei miserabili;
8) Se di figli ne avete due, sono 50 festicciole, una alla settimana, e 600 euro. La figura dei miserabili, invece, è identica.
Tutte le persone che conosco io sono profondamente scocciate di dover organizzare feste faraoniche con affitto di sale squallide, genitori che non frequentano di bambini che non conoscono e regali che non desiderano.
Tutte le persone che conosco io sono ancor più scocciate di avere tutti i weekend monopolizzati in feste noiose con cibo che si appiccica sotto le scarpe, bambini scalmanati ed urlanti quando va bene, sanguinanti quando va male.
Però.
Però l'anno scorso, più o meno alla fine del nido, la Minica è stata involontariamente protagonista di un piccolo "incidente" che mi ha fatto vedere le cose da un'altra prospettiva. È successo che una mamma ha sì invitato tutti i bambini, mandando un SMS a tutte le mamme, ma usando la lista distribuita all'inizio dell'anno, quando la Minica ancora non c'era. Insomma, ha invitato tutti i bambini, tranne una e quando andando a prendere quell'una ho sentito tutti che si salutavano con "ci vediamo dopo" e "ci vediamo là" devo aver tradito una certa curiosità. E siccome le cose o si fanno bene o non si fanno, tutto questo è successo nell'esatto momento in cui è comparsa la mamma del festeggiato.
Grande profusione di scuse, estensione dell'invito al volo, non ti preoccupare, lascia stare, scusami ancora.
Alla fine alla festicciola non ci siamo andate e non perchè non avevamo uno straccio di regalo o perchè ero vestita come una bidella, ma perché, davvero, avevamo già un impegno.
Però.
Però mi sono chiesta: e se la Minica non avesse avuto due anni, ma dodici? E se non fosse stata una svista, ma un calcolo? E se non fosse successo in occasione del compleanno di un bambino di cui a malapena ricordo il nome, ma fosse un'esclusione sistematica?
Certo che non basta invitare tutti perchè tutti si sentano graditi, però...
Però.
I pro:
1) Se si invitano tutti i bambini della classe, si invitano davvero tutti. Quelli simpatici e quelli antipatici. Quelli belli e quelli brutti. Quelli italiani e quelli stranieri. Quelli fighi e quelli sfigati. Qualcuno probabilmente non verrà, ma nessuno si sentirà escluso perchè non è stato invitato.
2) Partecipando a poche feste selezionate ed accodandosi ad un gruppetto, la spesa unitaria per il regalo, la responsabilità per la ciofeca acquistata e la probabilità di fare la figura dei miserabili sono minori.
E quindi?
E quindi una mia opinione ancora non ce l'ho, anche se i pro sono meno dei contro, anche se la Minica ha ancora paura dei compleanni (suoi ed altrui) in cui c'è troppa confusione, anche se mi piacerebbe che in futuro la Minica fosse invitata a tutti i compleanni a cui desidera andare perchè fa piacere e non "bisogna" invitarla.
E quindi quest'anno la festa con gli amichetti della scuola l'abbiamo fatta a scuola, con i bambini di entrambe le sezioni (visto che li conosciamo quasi tutti), con una torta di pasticceria a ingredienti dichiarati che la Minica si è rifiutata di soffiare premendosi entrambe le mani davanti alla bocca, casomai le scappasse un respiro (e di cui ho delle brutte foto mosse). E la festa a casa l'abbiamo fatta con gli "amici di casa", che erano comunque undici, con la Minica dodici, e la torta della nonna che invece ha soffiato (e di cui ho delle brutte foto controluce).
Morale della favola: comunque vada il prossimo anno, devo ricordarmi di delegare l'accensione delle candeline ed il taglio della torta e fare le foto da me.