Dove eravamo rimasti? Ah, sì, le carte.
Questo post mi sta sfuggendo di mano.
Troppo lungo.
Troppa carne al fuoco.
Troppe cose stanno succedendo mentre ogni giorno ne aggiungo solo un paio di frasi.
Sarà meglio che provi a metterne un altro pezzetto.
Ormai è
quasi un anno che ho cominiciato a fare carte fonetiche e tematiche, un po’ traendo ispirazione, o platealmente copiando da quello che fanno altre persone (consiglio utilissimo se si decide di prendere un prodotto così com’è, ma che rischia di diventare paralizzante se invece si comincia a “perfezionarlo” per adattarlo alle proprie esigenze), un po’ facendo, guarda caso, di testa mia.
A mia volta sono stata copiata (nel senso migliore del termine).
Adesso, dopo un anno di utilizzo (o non utilizzo), ho cominciato a trarre delle conclusioni. Solo che non riuscivo a ordinarle compiutamente. Ma per fortuna c’è chi mi ha fornito
una traccia:
Trial and error: tutto sta a cominciare. E poi provare, correggere, riprovare, riaggiustare, … ma all’inizio bisogna scegliere un argomento e buttarsi.
È però possibile che a vostro figlio/a di quell’argomento non interessi un fico secco (a me è successo così per gli strumenti musicali, dai quali mi riproponevo tante meraviglie), oppure che sia già oltre (per cui ho saltato a piè pari
i colori, ma sono inciampata nelle "animal textures", che ritenevo molto più “difficili” e "stimolanti", mentre me le ha accoppiate in un battibaleno, relegandole poi al dimenticatoio…).
Altri concetti, ad esempio i contrari (pieno/vuoto, leggero/pesante, duro/morbido) sono invece decisamente prematuri e, prima di relegare anche queste al dimenticatoio, è rimasta per un po' a guardare 'sto mattone e 'sta piuma senza sapere bene che farsene.
Perciò se credete che un qualcosa possa essere interessante proponete sei/otto carte e vedete l’effetto che fa. Se non fa nessun effetto, non insistete. Siate invece pronti a soddisfare una curiosità repentina, sempre con sei/otto carte, non con l’enciclopedia britannica. Collegate le carte ad un interesse, ad una stagione, ad un viaggio.
Quand’ho cominciato, anch’io sono stata un po’ presa dalla smania enciclopedica. Penso sia umano.
Ecco, umano, ma non necessario.
Copy other moms: tempo fa qualcuno mi ha chiesto di segnalare qualche blog da cui trarre ispirazione e lì, su due piedi non ho saputo rispondere. Ce ne sono tanti di blog belli. Alcuni mi sembrano addirittura troppo belli per essere veri. Alcuni, sappiatelo,
potrebbero non esserlo affatto.
E poi, naturalmente, non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace.
Paradossalmente non trovo particolarmente ispiranti i blog che parlano molto di cucito-ricamo-uncinetto-cucina, il tutto corredato da foto luminose ed evocative di bambini bellissimi e biondissimi che lasciano intravedere angoli deliziosamente decorati o paesaggi incontaminati: sono troppo oltre per me.
Mi interessano di più quelli in cui emerge la volontà di fare ciò che si può anche vivendo in un appartamento senza stanza degli hobby.
Che poi non è nemmeno il caso mio.
Però, insomma, non è che tutti possano trasferirsi in campagna ad allevare galline e fare oggettini in feltro. E quindi non è il caso di preoccuparsi se un trasferimento non è fra i vostri progetti a breve termine. Dopotutto, chi vive in un contesto urbano ha accesso ad una serie di opportunità che non sono alla portata di chi sta sperduto tra le montagne e se proprio volete qualche blog da sbirciare (non è che io li abbia letti da cima a fondo, ma ci passo ogni tanto a vedere che si fa) in cerca di idee “possibili”, vi segnalo questi:
http://jojoebi.blogspot.com/
http://spiralmontessorimama.blogspot.com/
http://mymontessorijourney.typepad.com/
http://montessorimum.blogspot.com/
Ma torniamo alle carte, che, sul web si trovano già fatte a palate, prevalentemente in Inglese.
Senza avere la pretesa di essere esaustiva, ci sono i free downloads di
Montessorimaterials (e solo qui ci si potrebbe perdere delle giornate…) quelli di
Montessory for everyone, quelli di A bit of this and a bit of that (
a destra sullo schermo oppure su
flickr), quelli di
Homemademontessori, quelli di
Montessorimom e, naturalmente e in Italiano, quelli di
Mammafelice, che ha recentemente rinnovato grafica e contenuti.
Se ancora non vi basta, potete diventare membri di
montessoribyhand o
montessorimakers, dove potete passare altre giornate solo per non lasciarvi disorientare dalle, peraltro interessanti, discussioni.
E se ancora non vi gira la testa o non siete partite da uno qualsiasi dei link qui sopra per balzellare di blog in blog in cerca di ispirazione, potete curiosare tra i
materiali a (modico) pagamento di montessori for everyone e, se non volete comprarli, cercare di riprodurli.
Se non volete utilizzare così come sono, potete prendere solo le figure ed adattarle al vostro formato o alla vostra lingua. Io raccomando di utilizzare il minor numero di formati possibili, così da poter riorganizzare le carte in diversi mazzi. La carta “broccolo”, ad esempio potrebbe essere utilizzata nel mazzo “verdure”, ma anche “cose verdi”, “inverno”, “cose viventi”, ecc…
Le carte che ho fatto io sono di tre formati: il verticale, l'orizzontale ed il quadrato.
Principalmente uso il verticale, però in alcuni casi, ad esempio nelle animal textures, non sono riuscita a trovare delle foto decenti in formato semi quadrato. Per queste ho fatto delle carte a sviluppo prevalentemente orizzontale. Le carte verticali e quelle orizzontali sono 4 su un A4.
Le carte quadrate non hanno testo, sono 6 su un A4 e le uso tipo memory, sia a carte scoperte, sia, recentemente, a carte scoperte. Di queste ho solo un set “stagionale” sui fiocchi di neve mentre ne sto rimuginando uno floreale visione d'insieme e dettaglio per la primavera e l’estate.
Tutte queste carte in realtà dovrebbero essere una parte delle carte in tre parti (
3-part cards); le altre due parti sono la figura senza scritta e la scritta senza figura, e la fase successiva sarebbe quindi quella di abbinamento tra queste tre parti. Io non so se lo farò. Per la Minica adesso è decisamente troppo presto e non ho intenzione di sviluppare adesso quest’attività; perciò per ora il nome sottostante serve più a me che a lei.
Riassumendo, il mio consiglio (non richiesto) di oggi è questo: se decidete di investire molto tempo (e un po’ di denaro) in un progetto di questo tipo e se non siete delle craftare compulsive, assicuratevi che non sia già disponibile gratuitamente o ad un prezzo stracciato, qualcosa che possa fare al caso vostro: oltre a tutto quello che già si trova in rete, in quelle che io chiamo “librerie a peso”, ossia librerie dove vendono libri di qualità medio-bassa, vecchi allegati di quotidiani, collane incomplete, ecc… si trovano facilmente libri divulgativi su argomenti scientifici, improbabili manuali sul fai da te e monografie artistiche, storiche o geografiche a prezzi stracciati che possono servire eccellentemente allo scopo. È possibile che non siano ineccepibili, ma saranno sicuramente meglio di quanto possiate fare voi, la qualità di stampa ed il formato saranno senz’altro meglio di quanto possa fare della vostra stampante di casa, ne guadagnerà l’ambiente, l’economia e ne risparmierete voi in termini di tempo e denaro.
Un’altra ottima fonte sono le pubblicazioni edite da Regioni, Provincie, Comuni, Società, Consorzi, Parchi ed Enti vari, che, spesso, sono distribuite gratuitamente.
Certo, si tratta di libri per adulti (nel senso migliore del termine), ma io ho notato che i bambini, quelli che conosco io, almeno, sono affascinati da questi grandi libri illustrati.
Se invece siete scettici, esistono anche molti libri o giochi educativi appositamente realizzati per bambini, ma in quel caso mi riservo ancora di più sulla loro pretesa di scientificità: senza necessariamente raggiungere
questi livelli, ho notato ad esempio errori sistematici su chi mangia cosa, chi vive dove e chi va o meno in letargo.
E adesso potreste chiedermi: visto che sei tanto brava a fare le pulci agli altri, perché non ci dai le tue?
Beh, almeno per tre buoni motivi.
Il primo è che per la maggior parte, purtroppo, non le ho più. Quand’ho formattato il PC, PUF!, sono sparite, dissolte, volatilizzate. (non ridete di me, naturalmente sapevo che formattando il PC sarebbe successo, che vi credete? Ridete eventualmente per il fatto nessun tipo di copia di sicurezza. Ma d’altra parte, perché avrei dovuto? Ho già il mio bel daffare a convincere i colleghi che si ostinano a lavorare in locale di questa necessità e a preservare nei secoli dei secoli amen le mie migliaia di foto.). Se un giorno vorro fare le due parti mancanti, allora sì, mi mangerò le mani.
Il secondo è che per la maggior parte, non avrei potuto. Ho cercato, su consiglio di mammafelice, di utilizzare delle immagini non soggette a copyright, ma non ce l’ho fatta. Come ho spiegato prima e spiegherò meglio chissà quando, svaporato l’entusiasmo iniziale ho cercato in seguito di fare delle carte delle quali non esistesse un equivalente in commercio: le carte Che Cosa Ci Butto Nella Minestra del Minichino®, degli uccellini che vengono a mangiare nella nostra casetta, dei bulbi che abbiamo piantato e stiamo aspettando di veder fiorire, degli oggetti di forma rotonda/quadrata/triangolare/esagonale (grande successo del primo periodo geometrico), e degli oggetti di carta/pietra/lana/cotone/ceramica/vetro/legno/plastica/metallo (grande successo del primo periodo sui materiali e le loro proprietà).
E qui, un po’ per mancanza di tempo, un po’ per amor di precisione, ho sacrificato la possibilità di divulgare i miei prodotti per farli esattamente come volevo io (e quindi a sviluppo prevalentemente bidimensionale, tutti approssimativamente nella stessa dimensione/orientazione e tutti che avessero abitualmente e non accidentalmente quella forma/materiale pure rispecchiando la varietà osservabile in natura). Quindi, non appena trovavo qualcosa che facesse al caso mio, ZAP!, scaricata, archiviata con un nome relativo al mio progetto e via, chi s'è visto s'è visto.
Il terzo è che, in ogni caso, non saprei come. Perché qualcosa di divulgabile c’è, anche se molto semplice, ma non so proprio dove metterlo perché voi possiate scaricarlo. Finora ho mandato qualcosa via e-mail, ma solo a chi ritenevo di conoscere sufficientemente bene, esportando in pdf e sacrificando la definizione.
Ma se qualcuno ha un’idea migliore…
Per ora mi fermo qui. La mia Montessori Hour di oggi è finita.