Questo blog non è un essemmesse! Utente: momatwork
Una che non ha nessuna risposta. Però faccio tante domande; andrà bene lo stesso?

sito internazionale della LLL leggere ai più piccoli

sito (commerciale) che offre consulenze (gratuite) per scegliere i pannolini lavabili al servizio dei consumatori (in parte per abbonati)

ecoblog il suolo per bambini (in Inglese)

gruppo di discussione sul portare (per iscritti) il Corpo Forestale dello Stato per bambini

con la cintura di sicurezza in gravidanza gruppo di discussione su tutto quello che riguarda i bambini e le loro famiglie(per iscritti)

Center for NonViolent Communication anche i papà a volte lo fanno...

take a look inside! Montessori teacher training

geologia per bambini (in Inglese) sito della LLL (in Italiano)

mamme verdi e non solo technology for the environment

home design children la fascia che ho comperato...

test di ecologicità (in tedesco) i pannolini che ho comperato

... e quella che avrei voluto comperare col senno di poi! My Montessori House

mothering nuove tabelle di accrescimento WHO per bambini allattati al seno

i bambini e la protezione civile chi fa i corsi per portare...

gruppo di discussione sul metodo Montessori (in Inglese) conciliare figli e carriera?

... oppure... per farsi venire l'ulcera

gruppo di discussione sui pannolini lavabili (per iscritti) guida all'agricoltura biologica per bambini

healthy car educazione al rischio per bambini

informazioni per i consumatori europei oppure senza... gruppo di discussione (per iscritti)

Nienhuis for education che cosa sono e come funzionano le certificazioni ambientali

sito sull'allattamento al seno sito sul parto naturale

Dottor Sears Protezione Civile per bambini (in Inglese)

Montessori for everyone ... oppure tutte le posizioni per chi vuole far da sè...

... quasi tutte! prodotti da boicottare

prodotti OGM free cosa sono le fattorie didattiche

associazione italiana per l'agricoltura biologica acquisti all'ingrosso di prodotti solidali

sito sul parto naturale manuali e materiali per il metodo Montessori

agricoltura per bambini (in Inglese) il bambino naturale

il blog della Laura eriadan

senzaprogetti ecomamma

billo (dove c'è un bimbillo) (c)assetto variabile

il mignolo col prof zulawskiego 5

la Profe la Vonorace

tachipirinha melanele

unamamma tuttominuscolo

adrenalina fiammetta73

.switch nonsolomamma

freestyle perlaviola

le cose che cambiano mamikazen

serialmama melanele

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder



visitato *loading* volte
sabato, 22 agosto 2009
E così mi ritrovo a pensare a cosa mettere in valigia e che questi, tempo meteorologico e cronologico permettendo, sono gli ultimi giorni di mare dei Minici.
Ci sarebbe di che esserne contenti, perché stiamo partendo per le vacanze, il Minichino è strato preso al meraviglioso già asilo nido della Minica e finora il tempo, quello meteorologico, è stato clemente.
E invece, la sensazione del tempo, quello cronologico, che fugge sempre più veloce mi mette addosso una certa tristezza.
lunedì, 17 agosto 2009
Quest’estate, il Progetto Ambizioso #1 è stato quello del calendario.
Non che sia stata un’idea particolarmente originale e nemmeno un’idea mia.
Anche alla scuola della Minica fanno il calendario, con buona pace di quelli che credono che in una scuola non-steineriana o non-montessoriana i bambini vivano in una bolla astagionale e atemporale.
Invece no. Anche alla scuola della Minica osservano il tempo che fa e un “grande” a turno quotidianamente lo riporta su un foglio istoriato, ma pensa un po’, con le castagne se d’autunno ed i fiori se di primavera. Appunto, un “grande”.
Ma siccome io penso che non sia mai troppo tardi, ma nemmeno troppo presto, ho pensato che a casa, durante l’estate, anche una “piccola”, ma il prossimo anno “già media” potesse farlo.
Siccome, però sono stata troppo ambiziosa, nella prima versione c’era un doppio riquadro, uno per il tempo che fa ed uno per quello che abbiamo fatto durante la giornata.



Siccome, però i miei progetti originari sono saltati, non solo non si è fatto un granché (e questo era ampiamente previsto nella nostra filosofia), non solo non l’abbiamo fatto insieme (e questo non era assolutamente previsto), ma non avevamo nemmeno molto tempo per ricapitolare la giornata, isolare (autonomamente) un evento significativo e disegnarlo con calma sufficiente.
Quindi, dopo un iniziale entusiasmo che ci può far riconoscere oltre ad altre cose meno intelleggibili, una festa di compleanno, un vestito a pallini blu e, se siete delle osservatrici attente, anche un ombrellone giallo in una spiaggia sabbiosa, la compilazione del calendario era diventata, contrariamente alle mie intenzioni, un compito da sollecitare quotidianamente.
Nella seconda, meno ambiziosa, versione, ho limitato i quadretti alla sola meteorologia e, finora, complice il fatto che cadendo ripetutamente a terra il cartellone ci ricordi la sua presenza, li stiamo compilando quasi costantemente, a tecnica mista.

Posso quindi orgogliosamente dire che a tre anni e mezzo mia figlia è stata già protagonista di ben due calendari:



Se invece siete un po’ perplessi sulle date, quella è clamorosamente colpa mia.
Ma per fortuna, come si conviene ad una ragazza-calendario, mia figlia non sa leggere.
mercoledì, 12 agosto 2009
…di incazzarmi con mia suocera.
Non pensate che mi sia dimenticata di questa promessa. Ci penso spesso, purtroppo.
Purtroppo perché ci penso ogni volta che mi ricapita a tiro o anche soltanto viene nominata mia suocera (non mi sono nemmeno dimenticata dell’altro post che avevo promesso, quello sulle anticipazioni ed infatti accennerò di nuovo brevemente all’argomento).
Ma non è ancora il momento di sviscerare il perché io e mia suocera non si possa andare d’accordo in tutte le sue sfaccettature. Oggi parleremo solo (e ancora) del perché non si possa andare d’accordo quando si sostituisce a noi nei messaggi educativi che proponiamo ai nostri figli.
Tempo fa ho letto in un sito dedicato all’unschooling che un classico errore dei neofiti è quello di difendere le proprie idee portando a loro sostegno libri, statistiche o altro, COME SE le loro idee fossero un possibile oggetto di discussione, mentre, semplicemente, non lo sono.
Ebbene, di solito io non solo amo avvalermi di libri, statistiche o altro, ma non sono così categorica; anzi sia di persona sia attraverso questo blog sono aperta a tutte le discussioni e a tutti i punti di vista. Dirò di più, trovo molto più stimolante discutere con chi non la pensa come me e, non avendo dogmi da difendere ad oltranza, sono anche possibilista sul fatto di cambiare idea.
Purché.
Purché queste discussioni avvengano nel rispetto altrui e soprattutto in assenza dei diretti interessati. Cioè i figli.
Bene, l’autrice di quel sito evidentemente non conosce mia suocera.
Mia suocera non solo ritiene che OGNI nostra idea sia oggetto di discussione, ma ritiene anche che tale discussione debba avvenire coi nostri figli come consapevoli testimoni.
Mia suocera contesta ogni nostra iniziativa educativa, ecologica, turistica, gastronomica, sociale, salutista, musicale e politica.
Mia suocera è ASSOLUTAMENTE CERTA del nostro errore e pertanto si sente in dovere di rimediare facendoci vista bisettimanalmente per elargirci perle di saggezza e prodotti consigliatile dalla sua parrucchiera/farmacista/fattucchiera/commessa del supermercato/amica di fiducia del momento.
Mia suocera, in particolare, è assolutamente contraria alla nostra scelta di vivere in maniera relativamente frugale e ritiene che la strada che conduce alla felicità sia lastricata di acquisti compulsivi.
A sua discolpa ci metto il fatto di non aver avuto, ai suoi tempi, quello che, chi più e chi meno, hanno avuto quelli della mia generazione.
A sua aggravante ci metto il fatto di appartenere alla generazione dei miei nonni più che a quella dei miei genitori e che ciò che le è mancato, ai suoi tempi, sono stati il superfluo ed una buona dose di comodità, non certo, come i miei nonni, il cibo.
E, ad ulteriore aggravante, ci metto il fatto che pur professando di non volersi negare nulla di superfluo, si proclami infelice, renda infelici o quantomeno infastiditi gli altri e col suo sistema abbia generato, se non proprio un infelice, almeno un perenne insoddisfatto.
Il che sarebbe come farsi dare consigli su come salvare il proprio matrimonio da Liz Taylor.

Per ovviare al nostro embargo, mia suocera ha architettato il sistema di portarci oggetti indesiderati comunque, ma di disprezzarli nel momento stesso in cui ce li dà. O forse li disprezza veramente e proprio per questo ce li dà.
Ad esempio mia suocera ha deciso che a me piaccia il blu (mentre mi piace il verde) o che la mia casa abbia complementi d’arredo blu (mentre li ha, ma molto discretamente, azzurri e verdi) per cui ogni volta che le capita tra le mani un qualcosa di blu, lo rifila a me. Se siete in procinto di sposarvi, posso prestarvi dei sottopentola, un set di bicchieri, una strana brocca per fare infusi, un imbuto, dei portaspezie ed uno scolapasta, tutti rigorosamente blu. Sì, sono tutti oggetti che hanno a che fare più con la cucina che con una cerimonia, probabilmente per il fatto che mia suocera crede che io non sappia cucinare per mancanza di strumentazione adatta.

Ad esempio mia suocera ha deciso che alcuni suoi vecchi vestiti (MOLTO vecchi) che a lei “non piacevano più” avrebbero potuto servirmi quando ero incinta, non si sa in base a che principio, visto che chi conosce mia suocera sa che mai potremmo litigare per accaparrarci lo stesso vestito e che quando non sono incinta ho 15 cm e 20 kg più di lei. Però abbiamo riso per un pomeriggio mentre facevo la modella, quindi non si può dire che in quell’occasione ci abbia resi infelici.

Ad esempio mia suocera ci bypassa consegnando direttamente la merce non sdoganata alla Minica, salvo poi informarci che “qualora non ci piacesse” potremmo restituirgliela. Facendo piangere la Minica, naturalmente.
Oppure, approfittando della nostra convinzione che sia meglio proporre giochi ed attività adeguate all’età piuttosto che vomitarle addosso una valanga di cazzate indistinte, cerca di batterci sul tempo.

Ed infatti ieri, dopo che le avevamo già spiegato e motivato perché non lo ritenevamo opportuno quanto ce ne aveva accennato, ha regalato, in assenza di qualsiasi ricorrenza particolare, un orologio da polso, di quelli in gomma colorata che credo vadano di moda adesso, “che le aveva regalato una sua amica ma che a lei non piace, visto che ha le cifre grandi e VA BENE per lei”.

Cara Suocera:
1) mia figlia, oggi di tre anni e mezzo, anzi, come dice lei “quasi quattro”, per fortuna ci vede benissimo, non come lei che è presbite;
2) mia figlia, oggi di tre anni e mezzo, anzi, come dice lei “quasi quattro”, è già tanto se sa riconoscere alcune cifre, ma, e non me ne meraviglio nonostante sia attualmente in un periodo matematico, non è ancora in grado di associare con sicurezza un numero maggiore di cinque ad una quantità, né sembra aver capito la numerazione in base dieci;
3) mia figlia, oggi di tre anni e mezzo, anzi, come dice lei “quasi quattro”, non ha ancora dimostrato alcun interesse sul funzionamento dell’orologio ed il passare delle ore ed affermazioni come “sono le tre” o “sono le nove” non hanno per lei alcun significato;
4) il giorno in cui mia figlia, oggi di tre anni e mezzo, anzi, come dice lei “quasi quattro”, dimostrerà un vago interesse alla faccenda dell’orologio, ritengo sia meglio approfondirla con un orologio convenzionale con una lancetta per i secondi, una per i minuti ed una per le ore, di forma, lunghezza, spessore e colore consueto, quadrante rotondo e cifre in numeri arabi anziché su una schifezza al quarzo con divisione sessagesimale che, per allora, sarà pure presumibilmente senza batteria;
5) fino a quel giorno e, spero per lei, anche ben oltre, mia figlia oggi di tre anni e mezzo, anzi, come dice lei “quasi quattro”, potrà vivere benissimo senza orologio da polso, proprio come fanno i suoi genitori di trent’anni e mezzo anzi, quasi quaranta che, nonostante questa grave manchevolezza, riescono ad arrivare al lavoro in orario prendendo svariati mezzi di locomozione, a mangiare ad orari ragionevoli e financo a presentarsi in orario o con un ritardo ancora ai limiti del ragionevole agli appuntamenti.

E per fortuna che faceva l’insegnante e non l’orologiaia.
martedì, 11 agosto 2009
mama = mamma
MMaMMa = papà
mA-mA-mA = acqua
mamam = cibo
mmA-mmA-mmA = tette

Per essere uno che padroneggia una consonante ed una vocale, non si può dire che non sappia farsi capire.
postato da: momatwork alle ore 06:25 | Link | commenti (4)
categoria:abbracciare il minichino
giovedì, 06 agosto 2009
Se gli dai un dito ti tolgono la pelle.


postato da: momatwork alle ore 16:02 | Link | commenti (2)
categoria:fare festa, andare a lavorare
lunedì, 03 agosto 2009
Uno dei (miei) caposaldi di attachment parenting, educazione montessoriana fai da te o che dir si voglia è, per quanto riguarda i divieti, "the fewer the better" (meno ce ne sono, meglio è).
Il che, con buona pace di chi crede che l'AP sia una risorsa da smidollati, non significa che i (miei) bambini possano fare tutto ciò che vogliono. Anzi, ho l'impressione che i (miei) bambini possano fare molte meno cose di quelle che fanno altri bambini per distrazione o sfinimento.
Semplicemente, ci sono molto modi per ridurre i NO e quindi per rendere quelli che restano molto più incisivi.
Si può smettere di vietare di correre, saltare, sporcarsi, insomma di "fare i bambini" in troppe occasioni.
Si possono motivare i divieti.
Si può organizzare la casa in modo che sia più a misura di bambino o a prova di bambino.
Si può lasciare qualche oggetto "vietato" (magari non troppo costoso o di grande valore affettivo) a portata di mano per vedere l'effetto che fa (suggerimento che ho trovato sul libro di Tracy Hogg).
Si può cercare di parlare ai bambini in modo che ci ascoltino.
E non vi nascondo di aver provato una certa soddisfazione nel vedere queste tecniche funzionare alla perfezione con la Minica.

Bene.
Peccato che il Minichino sembri fatto di tutt'altra pasta.
Il Minichino ha imparato a dire GNO molto prima, il che forse vuol dire che gliene sto dicendo troppi.
Il Minichino sa che ci sono cose che non si possono fare ed infatti si dice GNO-GNO-GNO e poi le fa.
Il Minichino si siede perplesso ai piedi della scala, poi dice GNO-GNO-GNO ed in un attimo te lo ritrovi in cima.
Il Minichino guarda incuriosito il cibo del gatto, poi dice GNO-GNO-GNO e si mangia le crocchette.
Il Minichino si avventura silenzioso in bagno, il tempo di sentire GNO-GNO-GNO e l'ha allagato.
Il Minichino dice GNO-GNO-GNO con la stessa voce del Puffo nero che mordeva gli altri Puffi sul culo.
Il Minichino risponde GNO-GNO-GNO a qualsiasi frase vagamente interrogativa, propositva, assertiva, rivolta a lui oppure no.

Il Minichino risponde sì, con un grugnito ed un cenno della testa, ad una sola condizione: che la frase contenga al suo interno la parola "GELATO".
Lilypie 5° comp Ticker
Lilypie 2° comp Ticker