Prima di finire la grande Casa io e l'Uomo dei treni vivevamo in 32 metri quadri (mal) disposti ed ammobiliati: corridoio - bagno - tinello - cucinino - camera.Nei 32 metri quadri trovarono posto, oltre agli originari arredi anni cinquanta della defunta proprietaria chiamata affettuosamente dal nipote "la vecchia pisciona" e gli oggetti di vaga utilità tipo pentole e vestiti, gli scatoloni contenenti i reperti dei primi trent'anni dell'Uomo dei treni.
I 32 metri quadri facevano parte di un complesso popolare di cui gli inquilini originari, tutti coetanei della vecchia pisciona, o i loro eredi aveva riscattato buona parte dei microappartamenti, chi per continuare ad abitarci, chi per affittarli a dei pezzenti come o più di noi. I pochi rimanenti erano assegnati in parti uguali a tossici, alcolizzati e malati di mente.
Noi eravamo fortunati perché dividevamo il mezzanino con due vecchiette e un appartamento sfitto e la scala con altre vecchiette, due alcolizzate, un tossico presunto e un malato di mente certificato.
L'argomento più gettonato era quindi lo stato di salute della malandata colonia di gatti che stazionava miagolando e pisciando sotto le nostre finestre.
"Il rosso dev'essere finito sotto una macchina..."
"Già... è da un po' che non si vede. E quello senza coda?"
"Eh, anche lui manca da un po'... E anche Trezampe dev'essere prossimo alla fine: non ha mangiato le teste di pesce che gli ho portato tre giorni fa."
"Il guercio invece è tornato. Credevo fosse morto..."
"Sarà il periodo degli amori. Non vedi che la zoppa è di nuovo incinta?"
E via discorrendo.
ALLE SEI DEL MATTINO.
SABATI E DOMENICHE COMPRESE.
Tranne quando cambiava l'ora. In quei giorni il panico s'impossessava delle vecchiette: bisognerà mettere gli orologi un'ora avanti o un'ora indietro? E bisognerà farlo ESATTAMENTE alle due di notte o andrà bene pure alle sei?
E una mattina (alle sei) il dramma. La signora G. che abitava nell'appartamento sopra il nostro e per la quale con nostro sommo gaudio il passaggio dall'ora solare all'ora legale segnava anche il passaggio dalla calzatura invernale (pantofole) a quella estiva (zoccoli) ricevette una telefonata. Ma chi ti telefona alle sei del mattino? A me nessuno, ma alla signora G. telefonava OGNI DOMENICA ALLE SEI la signora Maria per porre il quesito della settimana: qual è il posto più sicuro per riporre i soldi della pensione? Meglio il cassetto del comò o la scatola dei biscotti? Perché quest'anno Natale cade di mercoledì e Pasqua ancora di domenica? È tornato poi il gatto senza coda? Perché il duemila non è un anno bisestile? Bisogna metter gli orologi un'ora avanti o un'ora indietro?
Perché le pareti del ridente coplesso residenziale erano fatte di una carta velina così sottile e la signora Maria era talmente sorda che, comodamente distesi nel nostro letto, potevamo sentire non solo le risposte della signora G. ma anche la sua voce nel ricevitore.
Non si sa mai che non fossimo riusciti a dormire per la curiosità.
"Guarda Maria, non ti preoccupare: stavo appunto cambiando l'ora, quindi bisogna spostare le lancette..."
Silenzio.
Voce nel ricevitore: "Avanti o indietro?"
Silenzio.
Voce nel ricevitore: "Avanti o indietro? Pronto? Pronto?"
"No, Maria, è che stavo appunto sistemando gli orologi quando mi hai telefonato e quindi adesso ho la sveglia sul comodino che segna un'ora e l'orologio in cucina che ne segna un'altra e non so più se devo mettere indietro l'orologio della cucina o mettere avanti la sveglia del comodino."
Mah, per noi, sempre le sei del mattino, sono.
postato da: momatwork alle ore 23:51 | Link | commenti (2)
categoria:rifare il letto, dar da mangiare al gatto, sbaciucchiare l udt, mettere qualcosa in soffitta, chiacchierare con i vicini, riparare la casa, fare una telefonata
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