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mercoledì, 02 aprile 2008
Io non ce l’ho, sia chiaro. Ho cercato di spiegarlo l'altra sera all’Uomo dei treni che sorrideva sotto i baffi chiedendomi “E il tuo metodo montessoriano cosa prevede di fare in questo caso?” dopo che la Minica aveva decisamente rifiutato di contribuire a riordinare la cucina (in gran parte ingombra di pasta cruda che ci crocchiava sotto i piedi e di bicchieri e piatti di carta con cui aveva apprecchiato per i nani, per tutti gli amichetti e rispettivi genitori e probabilmente per l'universo mondo) prima di cena.
Niente.

Il mio metodo, che non so se si possa definire montessoriano, ma probabilmente no, non fornisce pilloline miracolose da assumere alla bisogna. Il mio metodo già fin troppo ambiziosamente si prefigge di ridurre le occasioni di tensione e di minimizzarne gli effetti. Il mio metodo non solo non è istantaneo e non  funziona in tutte le occasioni ma dimostra la sua efficacia (o inefficacia) dopo molto tempo.
E checché ne rida l'Uomo dei treni, finora lo ha condiviso silenziosamente. Beh, forse l'altra sera era il momento giusto per spiegarglielo meglio.
Il mio metodo non si prefigge di rendere la Minica più intelligente o di avvantaggiarla rispetto ai suoi coetanei. A me basta non svilire le potenzialità innate in ogni bambino e non scoraggiare le sue eventuali abilità personali nel nome di una convenienza a breve termine o del si fa quel che si può.
Però, dice l'Uomo dei treni, fin qui la parte bella: i giochini, le mensoline, le scopine... ma quando non funziona, che si fa?
Beh, la risposta non si trova in nessune manuale, per quanto costoso, gli spiego, e poi il mio metodo non si prefigge di renderla più obbediente a nostra esclusiva convenienza, ma più responsabile ed autonoma nelle scelte, anche a nostro eventuale discapito.
Io so (credo di sapere) cosa non voglio fare in queste situazioni: non voglio alzare le mani e la voce, non voglio criticarla o deriderla, non voglio minacciarla, non voglio metterla in punizione (anche se l'Uomo dei treni sostiene che il fatto che io abbia momentaneamente svuotato il cassetto incriminato fosse di fatto una punizione, benché le avessi prima spiegato che non potevo lasciarglielo a disposizione se non sapeva gestirne il contenuto e sia stata lei a scegliere l'opzione "allora svuota il cassetto". Mah... effettivamente avevo le palle un po' girate per i fatti miei e probabilmente non ho saputo gestire bene la situazione), non voglio avere atteggiamenti ambigui, non voglio capitolare "perché è pronta la cena", non voglio passare la vita a raccattare oggetti sulla sua scia, non voglio correggere le sue iniziative perché (per ora) so fare  meglio/più velocemente.
Però, come si fa?
Intanto bisognerebbe essere tutti d'accordo e non solo noi due e bisognerebbe esserlo sempre e non solo in determinate occasioni.
E poi ho molte perplessità, perché tutto sembra funzionare benissimo in uno spazio ed in un tempo circoscritti, ad esempio in un asilo dove convivono temporaneamente bambini della stessa età ed educatrici che fanno il loro lavoro e quando tutti se ne vanno passano le inservienti a riordinare e pulire perché il giorno successivo si possa ricominciare da zero. E invece, come metterlo in pratica in una casa dove convivono stabilmente adulti e bambini di diverse età (che poi crescono pure...), dove non ci sono tempi di azzeramento e dove entrano altri adulti ed altri bambini che non sono a conoscenza o non condividono questa impostazione? E, poi, come continuarlo fuori casa o in casa d'altri, dove evidentemente vigono regole diverse? E, ancora, perché dovremmo farlo, se già sappiamo che altri passeranno senza pietà dove abbiamo amorevolmente seminato?

Caro Uomo dei treni, io la bacchetta magica non ce l'ho e quindi non lo so.
E di momenti come quello ne verranno ancora, perché a fare i genitori stiamo appena imparando e non arriveremo mai al diploma. Nemmeno se ci iscriviamo al CEPU.
postato da: momatwork alle ore 14:47 | Link | commenti (6)
Commenti
#1   03 Aprile 2008 - 13:39
 
questo tuo post mi ha fatto sentire un po' piu' leggera,grazie.ho dubbi, difficolta' coll'ironia del papa',molto simili.
come combinarlo fuori non lo so,io tendo verso il vituperato dorato isolamento,la scelta di un nido che mi piace molto e attenzione agli amici.
ho "ceduto alle punizioni",pero'.nel senso che se si butta una cosa per terra 100 volte prima di averla la 101esima faremo un bel discorsetto con le manine e le lasceremo calmarsi 2 minuti,che se non si vuole mettere a posto neanche dopo averne parlato e riparlato si stara' seduti 2 minuti e non si disturbera' la mamma che lo fa.un po' come svuotare un cassetto,da noi la mensola con gli attrezzi,temporaneamente,se non si e',temporaneamente,in grado di gestirlo.ovviamente con mio figlio non dico la parola punizione,e son situazioni rare,in genere basta l'esempio e il dialogo, ma concordo con l'uomo dei treni che,in fondo,lo sia.
confesso,purtroppo,di aver anche alzato la voce,accidenti a me!
a.
utente anonimo

#2   04 Aprile 2008 - 12:45
 
Ti seguo da tanto e accidenti che bella irona che hai!
Il mio nanetto ha quasi tre anni e non nego di alzare ogni tanto la voce.
Siamo migliorati, grazie all'esercizio della santa pazienza e della nobile perseveranza... Ho rischiato in passato di picchiarlo e sono volate 4 sculacciate, mi sono sentita sempre malissimo dopo e così poco alla volta ho smesso. Adesso siamo passati al controllo degli ululati.
Quando esagera o mette in disordine apposta ho escogitato la tecnica del time-out per entrambi.
Carico un timer a forma di animaletto per un minuto o due e mi allontano o allontano lui in camera.
Ovvio che urla e screpita, almeno però io evito di litigare e perdere completamente la pazienza.
Quando suona di solito lui corre da me, ci parliamo e ci facciamo un pò di coccole.
Di norma funziona e il piccolo e più sollevato e collaborativo. Parlandone ci sentiamo meglio entrambi.
Per ora il papà fa fatica a metterlo in pratica, lo faccio io per lui...

A presto
utente anonimo

#3   04 Aprile 2008 - 12:58
 
In aggiunta al preced.commento.
Piccolo ricordo:
L'anno scorso alla presentazione della casa dei bambini (montessori)
ci hanno fatto chiaramente capire che le educatrici non riordinano proprio nulla, lo fanno solo i primi tempi quando i piccoli non sono ancora in grado di farlo spontaneamente. Beata, beata chiesi a una graziosissima ragazza come faceva, e lei: " con il mio esempio quotidiano!".
Se il piccolo/a non si dimostra pronto/a per un determinato compito, per es. invece di usare l'alcool per pulire i materiali didattici sporchi lo usa per innaffiare il tavolo o altro..,le educatrici ,senza punirlo, gli dicono che non è ancora maturo per questa cosa.
Che ne pensate?
Ciao
Miriam
utente anonimo

#4   04 Aprile 2008 - 15:54
 
Ragazze, vi ringrazio di aver colto l'ironia dei miei post. Solo qualche giorno fa mi hanno accusato di essere ormai ad un passo dal diventare un'insopportabile rompicoglioni virtuale.
La tecnica del time-out la descrive anche Sears (il guru americano dell'attachment parenting), ma non l'ho mai messa in pratica.
Non sapevo come funzionasse una scuola montessoriana "dietro le quinte": la mia bambina ha delle iniziative, ma è troppo piccola per pulire bene (diciamo tranquillamente che sporca un'area più vasta anzichè pulire), quindi è inevitabile che si debba ripassare in un secondo tempo per mantenere uno standard appena al di sopra di quello richiesto dall'ufficio igiene.
In quanto all'esempio, sì, ci proviamo, ma siamo molto, molto lontani dall'essere dei genitori esemplari e non siamo gli unici esempi che le vengono proposti.
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#5   04 Aprile 2008 - 16:22
 
Evviva, esistono delle mamme umane che "hanno le palle girate" di tanto in tanto!!!! Il mio Puccetto ha 11 mesi ed ammetto che ogni tanto alzo la voce, cosa che mi sto impegnando a non fare. quello che mi fa arrabbiare e` che questo spesso succede la sera dopo una intera (bella e terribile) giornata col Puccetto ed il papipapi, appena tornato dal lavoro (percarita` anche lui con 10 ore di uff. sulle spalle) si mette a fare il saggio ed a dire che il Puccetto ha solo 11 mesi e non lo fa apposta. Lo so anche io che non lo fa apposta, ma in quei momenti urlerei anche al papipapi tanto volentieri! Paola
utente anonimo

#6   04 Aprile 2008 - 17:12
 
si,infatti,con tutta la buona volonta' sporcano piu' di quello che puliscono!
tipo,il mio e' stato capace di aprire il sacchetto dell'aspirapolvere nel bel mezzo della sala per mettere lo sporco in un sacchetto minuscolo...sigh!
quanto all'esempio,questo e' il mio punto dolente.perche' lo considero l'unico metodo efficace ma in tre anni mi son fatta vedere (anche) stanca,nervosa,in lacrime..insomma certo non come sognavo di mostrarmi a un figlio.perche' non si smette di essere umane quando si diventa mamme,no?perche' tutti abbiamo lati scuri,deboli,e un figlio e' con te 24h/24 e come si fa a "nasconderli"?,no?o magari cerco scuse,non so
anna
utente anonimo

Commenti

categoria:cucinare, scrivere la tesi, pulire la cucina, riordinare la camera dei minici, parlare con altre mamme, cercare quello che non ho perso, sbaciucchiare l udt, abbracciare la minica, portare la minica allasilo
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