Io non ce l’ho, sia chiaro. Ho cercato di spiegarlo l'altra sera all’Uomo dei treni che sorrideva sotto i baffi chiedendomi “E il tuo metodo montessoriano cosa prevede di fare in questo caso?” dopo che la Minica aveva decisamente rifiutato di contribuire a riordinare la cucina (in gran parte ingombra di pasta cruda che ci crocchiava sotto i piedi e di bicchieri e piatti di carta con cui aveva apprecchiato per i nani, per tutti gli amichetti e rispettivi genitori e probabilmente per l'universo mondo) prima di cena.Niente.
Il mio metodo, che non so se si possa definire montessoriano, ma probabilmente no, non fornisce pilloline miracolose da assumere alla bisogna. Il mio metodo già fin troppo ambiziosamente si prefigge di ridurre le occasioni di tensione e di minimizzarne gli effetti. Il mio metodo non solo non è istantaneo e non funziona in tutte le occasioni ma dimostra la sua efficacia (o inefficacia) dopo molto tempo.
E checché ne rida l'Uomo dei treni, finora lo ha condiviso silenziosamente. Beh, forse l'altra sera era il momento giusto per spiegarglielo meglio.
Il mio metodo non si prefigge di rendere la Minica più intelligente o di avvantaggiarla rispetto ai suoi coetanei. A me basta non svilire le potenzialità innate in ogni bambino e non scoraggiare le sue eventuali abilità personali nel nome di una convenienza a breve termine o del si fa quel che si può.
Però, dice l'Uomo dei treni, fin qui la parte bella: i giochini, le mensoline, le scopine... ma quando non funziona, che si fa?
Beh, la risposta non si trova in nessune manuale, per quanto costoso, gli spiego, e poi il mio metodo non si prefigge di renderla più obbediente a nostra esclusiva convenienza, ma più responsabile ed autonoma nelle scelte, anche a nostro eventuale discapito.
Io so (credo di sapere) cosa non voglio fare in queste situazioni: non voglio alzare le mani e la voce, non voglio criticarla o deriderla, non voglio minacciarla, non voglio metterla in punizione (anche se l'Uomo dei treni sostiene che il fatto che io abbia momentaneamente svuotato il cassetto incriminato fosse di fatto una punizione, benché le avessi prima spiegato che non potevo lasciarglielo a disposizione se non sapeva gestirne il contenuto e sia stata lei a scegliere l'opzione "allora svuota il cassetto". Mah... effettivamente avevo le palle un po' girate per i fatti miei e probabilmente non ho saputo gestire bene la situazione), non voglio avere atteggiamenti ambigui, non voglio capitolare "perché è pronta la cena", non voglio passare la vita a raccattare oggetti sulla sua scia, non voglio correggere le sue iniziative perché (per ora) so fare meglio/più velocemente.
Però, come si fa?
Intanto bisognerebbe essere tutti d'accordo e non solo noi due e bisognerebbe esserlo sempre e non solo in determinate occasioni.
E poi ho molte perplessità, perché tutto sembra funzionare benissimo in uno spazio ed in un tempo circoscritti, ad esempio in un asilo dove convivono temporaneamente bambini della stessa età ed educatrici che fanno il loro lavoro e quando tutti se ne vanno passano le inservienti a riordinare e pulire perché il giorno successivo si possa ricominciare da zero. E invece, come metterlo in pratica in una casa dove convivono stabilmente adulti e bambini di diverse età (che poi crescono pure...), dove non ci sono tempi di azzeramento e dove entrano altri adulti ed altri bambini che non sono a conoscenza o non condividono questa impostazione? E, poi, come continuarlo fuori casa o in casa d'altri, dove evidentemente vigono regole diverse? E, ancora, perché dovremmo farlo, se già sappiamo che altri passeranno senza pietà dove abbiamo amorevolmente seminato?
Caro Uomo dei treni, io la bacchetta magica non ce l'ho e quindi non lo so.
E di momenti come quello ne verranno ancora, perché a fare i genitori stiamo appena imparando e non arriveremo mai al diploma. Nemmeno se ci iscriviamo al CEPU.
postato da: momatwork alle ore 14:47 | Link | commenti (6)
categoria:cucinare, scrivere la tesi, pulire la cucina, riordinare la camera dei minici, parlare con altre mamme, cercare quello che non ho perso, sbaciucchiare l udt, abbracciare la minica, portare la minica allasilo
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