Sì, lo so, la Minica non ha nemmeno due anni e mezzo. Però, diciamoci la verità, quand'altro mai mi capiterà un periodo in cui avrò ore ed ore per fare pasticci indisturbata?
E poi non è il caso che mi metta a fare lavori pesanti.
E poi del preventivo della libreria, stavolta da parte di un falegname, il Grande Lavoro previsto per il pre-Minichino, neanche l'ombra, perciò figuriamoci.
E poi i sandpaper numerals sono stati introdotti anche nella mia newsletter per infants e toddlers. Per farci che cosa? Mah, sostanzialmente questo.
E poi la Minica sa contare fino a otto (a volte dimenticando il sette) in maniera fittizia e fino a tre in maniera reale, quindi, perché no?
E poi è vero che questo potrebbe andare nel novero dei (pochi) lavori finiti, però essendo il primo di una serie che comprende anche le sandpaper letters in varie fogge potrebbe anche essere l'inizio di un lavoro lasciato a metà.
E poi sto raccogliendo idee e materiali per altri progettini, ma sono ancora in alto mare.
E allora? Magari voi siete più brave di me o avete figli più grandi.
E poi si sa che internet è un pozzo senza fondo e io ci continuo a pescare, pescare, pescare e non riesco a mettere in pratica nulla.
Se non farmi dire: "Mamma, basta inte(r)net!" da mia figlia, naturalmente.
Ma questa è un'altra storia.
Un'altra premessa è che io non ho mai visto dal vivo questi sandpaper numerals, quindi mi sono basata solo sulle foto che ho trovato in giro, tipo queste:


solo per scoprire che ne esistono di diverse fogge, stampate o corsive, europee o americane, ma sostanzialmente sono 10 tavolette di legno della stessa dimensione indefinita, dipinte di verde, su cui sono attaccati le cifre da 0 a 9 (questo è l'ordine corretto) ritagliate nella carta abrasiva.
Il tutto per una cifra non esattamente modica.
E quindi perché non provare?
Di versioni fai da te ho trovato questa (naturalmente DOPO aver fatto i miei) dove ci sono anche le modalità di presentazione dell'attività (che fa parte integrante dell'attività stessa, se non la si vuole considerare un "giochino") ed alcune varianti, oltre alla confortante informazione che è un'attività plausibile da iniziare a due anni e mezzo.
Ma prima avevo trovato questa a proposito delle sandpaper letters, dove una mamma dopo una serie di esperimenti con la carta abrasiva ha invece utilizzato il feltro adesivo. Allora l'ho cercato, ma l'ho trovato solo di colori infami. Alla fine ho trovato del velluto adesivo, ma solo verde, rosso, blu e nero ed ho pensato di realizzare numeri e lettere in negativo, ossia lasciando il legno del suo colore naturale e ritagliando i numeri nel velluto verde, le vocali nel velluto blu e le consonanti nel velluto rosso. Su queste ultime due esistono due scuole di pensiero (vocali blu/consonanti rosse oppure vocali rosse/consonanti blu), il rosso è più o meno intenso fino a diventare rosa e la Y può essere sia una vocale sia una consonante.
Io ho adottato la versione vocali blu/consonanti rosse e la Y di grazia che l'ho considerata una consonante. Ma stavamo ancora parlando dei numeri.
Dunque la prima cosa da decidere è dove li si vuol mettere. I materiali montessori originali, infatti sono sempre corredati di una scatola apposita. Una bella soluzione potrebbero essere i cassetti della cassettiere förhöja, larghi 9 cm internamente (perché non la trovo più nel catalogo? Eppure l'ultima volta che sono stata all'IKEA c'era...) o (più brutta, ma più economica) della cassettiera Fira, larghi invece 10 centimetri, e dove potrebbero starci anche le varie fogge di sandpaper letters (stampatello maiuscolo, stampatello minuscolo, corsivo maiuscolo e corsivo minuscolo).


Va da sè che le tavolette dovrebbero essere un po' meno larghe, ma siccome alla scatola ci ho pensato DOPO, me le sono fatte tagliare esattamente di 10 centimetri di lato.
E per fortuna che ho rimediato un ormai introvabile portacassette (alienando le cassette dell'Uomo dei treni, ma vabbè... sì, le cassette... avete presente quelle cose per ascoltare la musica... quelle che si trovavano srotolate nei fossi dopo che il mangianastri della macchina le aveva fagocitate...).
Quindi:
- 10 tavolette di compensato marino 10 cm x 10 cm (alla fine le ho fatte quadrate) fatte tagliare dal falegname (sì, lo stesso del preventivo, ma queste me le ha fatte subito...) perché la nostra troncatrice non era sufficientemente figa (o forse l'Uomo dei treni non aveva voglia di tagliarmele) e comunque sarebbe stato meglio levigare i bordi (ma l'Uomo dei treni non aveva voglia di fare nemmeno questo);
- 20 cm di velluto adesivo verde (così basterà anche per eventuali ulteriori dieci tavolette con una grafia corsiva);
- PC con stampante;
-forbici, colla a carta.
PC, stampante, forbici, colla e carta servono per stampare le lettere (stampate al contrario naturalmente... lo dico, non si sa mai...) ed appiccicarle al retro del velluto adesivo per ritagliarle.
Per i numeri ho usato banalmente il carattere Arial, mentre sono ancora alla ricerca di una soluzione ottimale per le lettere.
Nel frattempo però ho trovato un velluto adesivo marrone cacchetta e quindi:
- 1 bomboletta spray di colore verde per lavoretti creativi (avendola pagata di più di quelle che compra l'Uomo dei treni voglio illudermi che sia meno tossica)
- 1 metro di velluto adesivo marrone cacchetta (così ne ho anche per le lettere di tutti i formati e non se ne parli più).

Ho seguito più lo stesso procedimento delle lettere di feltro adesivo, ad eccezione dei contrassegno sull'orientamento delle tavolette e dei punti iniziali e finali per tracciare i numeri, tanto si possono sempre aggiungere in seguito.
Et voilà:


E se qualcuno si chiede se alla Minica gliene freghi qualcosa, la risposta è sì:

(E se qualcuno invece si chiede perché se ne stia col giubbino in casa, la risposta è: perché no?
postato da: momatwork alle ore 19:20 | Link | commenti (13)
categoria:fare acquisti, fare pasticci, aggiornare il blog, riordinare la camera dei minici, comprare mobili nuovi, sbaciucchiare l udt, abbracciare la minica, riparare la casa
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