Oibò, questo blog sta diventando una raccolta nemmeno esaustiva di fatterelli insignificanti (per voi), ma sempre più spesso mi ritrovo a pensare: "Ma com'era la Minica a boh... 6, 11, 18 mesi?". Per post più ruminati non è l'ispirazione che manca, è il tempo ed il modo. Finchè non trovo il modo di aggiornarlo telepaticamente...
La Minica continua a contare nel suo modo strampalato.
Però.
Però chiede in continuazione che numero è questo e che numero è quello (confondendo numeri e lettere, ma vabbè).
Però sa fare "presto tre" (ossia gli anni che compirà "presto") con le dita, anche se in un modo stranissimo (per me), ovverosia alzando mignolo, anulare e medio e tenendo fermo l'indice col pollice in una specie di "ok". Per fare "ancora due", invece, ha bisogno dell'altra mano per abbassare anche il medio. Si consola dicendo che ne farà "dopo cinque", banalmente, a mano aperta.
Ah, sì, sa anche i nomi delle dita della mano, mentre non sa darsi pace del fatto che quelle dei piedi non abbiano nome* ad eccezione dell'alluce.
Grandi scoperte invece in campo letterario.
Riconoscere due lettere uguali.
"Però rossa", oppure "però gialla", sempre per amor di precisione.
Riconoscere due lettere simili, tipo la "I" e la "T", oppure la "E" e la "F".
Riconoscere la "M" di "Minica", la "U" di "Uomo dei treni", la "M" di "Minichino". Ed anche la M, stavolta quella vera, di mamma. Chè il nome della mamma si rivela soltanto su esplicita richiesta.
Ma soprattutto, e con mio immenso stupore, elencare alcune parole (soprattutto nomi propri) che cominciano con la stessa lettera.
È arrivato perciò il tempo di introdurle ed introdurvi due "creazioni" di quando ancora disponevo di due mani libere:
i "phonetic booklets", che in realtà sono più delle phonetic charts, ossia dei banalissimi fogli A4 suddivisi in quadranti dove nel quadrante in alto a sinistra c'è la lettera in questione e negli altri quadranti tre figure il cui nome inizia con quella lettera (per la C e la G ho fatto una doppia scheda).
Alla fine ho scelto la convenzione vocali blu/consonanti rosse.


Ho adottato questa versione semplificata rispetto al libriccino di cinque, sei pagine perché essendo noi dialettofoni si è rivelata un'impresa più ardua del previsto già trovare tre parole di uso comune, senza sinonimi, possibilmente corte e uguali o almeno foneticamente simili in Italiano ed in dialetto. Le immagini sono scaricate qua e là dalla rete e probabilmente protette da copyright, ma non le spaccio per mie e non ne traggo alcun profitto.
L'altra creazione è la versione alfabetica dei sandpaper numerals, per la quale occorrono:
- 26 tavolette di compensato marino 10 cm x 10 cm (versione alfabeto anglosassone, con Y consonantica) fatte tagliare dal solito falegname;
- 25 cm di velluto adesivo blu per le vocali (così basterà anche per eventuali ulteriori quindici tavolette stampatello/corsivo, maiuscole/minuscole);
- 50 cm di velluto adesivo rosso per le consonanti (idem);
- quello che avanzava da 1 metro di velluto adesivo marrone cacchetta usato per i sandpaper numerals (idem);
- 1 bomboletta spray di colore blu;
- 1 bomboletta spray di colore rosso;
- PC con stampante;
- forbici, colla e carta.

Il procedimento è analogo, perciò stavolta mi sono concentrata sui tempi:
30 minuti per preparare le lettere, stamparle, incollarle;
30 minuti per colorare le tavolette (due mani, in due giorni diversi);
2 ore per ritagliare entrambi i lati;
30 minuti per attaccarli.
Naturalmente non ho idea di quale possa essere l'effetto di queste varianti. Quel (poco) che so del metodo Montessori deriva da fonti americane ed è quindi un riadattamento di un metodo originariamente sviluppato per l'Italiano ma transitato per una lingua non fonetica, ma con un'ampia scelta di parole brevi (le cosiddette CVC, consonant-vowel-consonant).
Sia chiaro però che a me non interessa che la Minica impari a leggere anzitempo, quanto ampliare la scelta delle attività che le interessano in questo momento.
E questo è sicuramente il tempo delle lettere, delle parole e dei nomi.
* Convinzione che derivava dai miei remoti studi di anatomia umana, dove si chiamavano banalmente 2°, 3°, 4° e 5° dito del piede. Potere della rete, scopro oggi che avevano dei nomi caduti in disuso. La prossima volta che me lo chiede la stupirò con melluce, trillice, pondulo e mellino.
More DIY sandpaper letters:
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Live, learn, knit
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e perchè no?
Arabic Sandpaper Letters
postato da: momatwork alle ore 08:43 | Link | commenti (30)
categoria:fare pasticci, abbracciare la minica
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