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mercoledì, 27 agosto 2008
Stavo dicendo che nell'oretta mattutina che non voglio posso dedicare ad attività più consone ma più rumorose mi sto dedicando alla plastificazione casalinga.
Rispetto a quello che mi ha suggerito poesianotturna e che ha spiegato nei dettagli qui (a proposito, ecco un blog che promette bene... a differenza del mio, che promette, ma non mantiene!), ho adottato una variante.
Infatti mi sentivo piuttosto incapace di incollare l'uno sull'altro due fogli adesivi e non ero sicura che, trovandomi immobilizzata dalla carta adesiva, l'Uomo dei treni avesse voluto liberarmi.
O almeno non subito.
O non prima di avermi appiccicato un pezzo di scotch anche sulla bocca.
Però, mi sono detta, possibile che non esista un supporto sottile ma non pieghevole di plastica trasparente oppure no, che si possa tagliare con le forbici, da usare per l'altro lato?
Sì, esiste, ma come tutte le cose che secondo me dovrebbero esistere, ma di cui ignoro il nome e soprattutto la funzione originale, ci ho messo un po' a trovare dove lo vendessero.
Sono quei fogli di plastica trasparente che si usano come copertine delle rilegature a spirale e si comprano sciolti oppure in pacchi nelle legatorie o nei negozi di articoli per ufficio.
In origine mi erano venuti in mente anche i lucidi per proiezione, ma credo siano più sottili e forse più costosi.
Quindi, occorrente:
- fogli di plastica trasparente;
- rotolo adesivo trasparente;
- forbici grandi e piccole (o, se la possedete, una taglierina);































Basta tagliare le due parti un po' abbondanti, incollarle con il foglio adesivo sul retro e rifilarle con le forbici a qualche millimetro dal bordo. Se siete dei perfezionisti (o dei paranoici), potete arrotondare gli angoli con un paio di forbicine.

Un po' di numeri:
È un sistema molto veloce, perché non serve essere precisi nel ritagliare le due parti e nell'incollarle; ci metto circa mezz'ora per otto schede.
È un sistema molto più economico della plastificazione in negozio (mi avevano prospettato un paio di euro a foglio...); comprando i rotoli da 2 metri a 4,5 euro, i fogli a 100 pezzi = 12 euro e stampando quattro schede su un A4, il costo è di circa 10 centesimi a scheda.
Se la prospettiva di 400 schede vi sembra esagerata, pensate che tra strumenti musicali, fiori, frutta, verdura, uccelli (che conosciamo), animali marini (che conosciamo) e forme geometriche, io ho già abbondantemente superato il centinaio.

Un po' di perplessità:
Le mie schede sono stampate su carta da 160 g e stampo in qualità fotografica con una stampante a getto d'inchiostro: resta quindi da verificare se e in quanto tempo sbiadirà la stampa.
Montessorianamente parlando, non so se e quanto si debba essere esaustivi su un determinato argomento;  tra gli strumenti musicali ci va pure la balalaika? E la kalimba?
postato da: momatwork alle ore 07:55 | Link | commenti (32)
Commenti
#1   27 Agosto 2008 - 08:52
 
Cavolo, bellissimo!!!
Non ho capito una cosa: come incolli i fogli di plastica dietro le carte?
Mi piace perchè così diventano anche più spesse, mi sembra davvero un'ottima idea...

Sto iniziando anche io a fare delle carte 'tematiche' (frutta e verdura, mezzi di trasporto, parti del corpo...) ma mi ci vorrà un secolo. Comuque non ho fretta: prima che mi servano passerà davvero un sacco di tempo :)
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#2   27 Agosto 2008 - 15:11
 
Tutta la mia deferente ammirazione. :-)
Silvia
utente anonimo

#3   27 Agosto 2008 - 16:19
 
sto scoprendo di giorno in giorno il tuo sito e dal tuo tanti altri molto utili...Ne sono entusiasta perchè ho trovato finalmente un posto dove prendere spunto per dei lavoretti davvero intelligenti. QUando il mio SuperT aveva 6 mesi mi ero messa a disegnare in formato A4 degli animali poi ho lasciato perdere pensando di essere una matta...
Ora ho di nuovo voglia di creare delle cose per il mio bambino!
Grazie mille!
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#4   27 Agosto 2008 - 17:40
 
@ poesianotturna: non li incollo. Metto il foglio di plastica, la scheda a faccia in giù e poi ci incollo sopra il foglio adesivo. La "plastificazione" è tenuta assieme dalla parte che sborda dalla scheda di carta, proprio come succede con la plastificazione termica. Il difetto, se vogliamo considerarlo tale, è appunto che la plastificazione non è a filo.
A proposito, siccome i fogli sono in PVC, io non vorrei che mia figlia di sette mesi se li sbocconcellasse troppo, e davvero rimanderei il tutto a quando sarà cresciuta, diciamo a dopo le prime 20-50 parole. Nel frattempo (e prendila anche come una critica costruttiva al tuo sito neonato) mi dedicherei a qualcosa di più prossimo, tipo queste cose qui.
Lo so, avevo promesso di scrivere un post sui giochini 0-12 e 12-24, ma io prometto... prometto...

@ silvia e wwm: ma grazie a voi!
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#5   27 Agosto 2008 - 19:22
 
ma quelli son difficilissimi :))
ora mi ingegno... io per ora i giochi 'educativi' da neonata li avevo comprati perchè non mi sentivo in grado.
dovrei trovare un materiale così malleabile da poter fare delle forme geometriche... ma cosa?
perchè il das non è il caso, visto che se le mangerebbe.

ti prego ti prego ti prego... scrivi il post 0-12 :))
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#6   27 Agosto 2008 - 20:48
 
Grazie a te, ho appena avuto due illuminazioni 0-12... una riguarda la musica, l'altra riguarda questo :)))



Sono sicura che ti piaceranno ;-)
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#7   27 Agosto 2008 - 20:49
 
ooops, ho fatto un casino con il link, te pareva :)
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#8   28 Agosto 2008 - 08:48
 
Non ci ho capito un tubo...
Secondo me, la prima cosa da guardare con i bambini piccoli (ma anche con quelli grandi, eh...) è la sicurezza. Quindi qualsiasi progetto DIY per piccolissimi deve tener conto della possibilità che se lo mettano in bocca, ecc...
Il metodo montessori (uffa, sono stufa di ripeterlo... chiaramente per quello che ne so...) prevede tutta una serie di suddivisioni per età, e, all'interno di queste suddivisioni, altre suddivisioni, fino ad arrivare per bambini dell'età della mia, a degli intervalli indicativi di circa tre mesi.
Mi spiego meglio. La suddivisione base (in anni) è 0-3, 3-6, 6-9, 9-12 (o leggermente diversa). Quindi è chiaro che, per adesso, mi concentrerei solo sulle parti contrassegnate come infant o infant/toddler.
All'interno della classe 0-3 questi costosissimi manuali fanno l'ulteriore suddivisione tra infants (3-12 mesi), toddlers (12-24) e twos (24-36). Quest'ultimo è stato il primo che ho comprato ed è ulteriormente suddiviso in attività che potrebbero maggiormente interessare bambini di 24-27 mesi, 27-30, ecc...
Se torno ancora sul metodo montessori non è solo perchè ne sono totalmente invaghita, ma perché avendo cominciato ad approfondirlo quando la Minica aveva quasi due anni e facendo una "back analysis" è quello che si avvicina di più a noi. Non so se ti è mai capitato di leggere un'affermazione sui bambini in generale e di pensare "Ma mia figlia non lo fa" oppure "Ma mia figlia non è così..."; ecco, a me leggendo le parti relative alla primissima infanzia è capitato esattamente l'opposto.
Tornando a noi, quei "ciapini" lì, li puoi fare con una scatola di cartone di forma e dimensione qualsiasi facendoci un buco sul coperchio ed uno sul davanti (più coperchi=buchi di forma diversa, più scatole= buchi di dimensione diversa) ed infilandoci dentro i mattoncini che hai detto già hai. Cose molto simili si trovano in qualsiasi negozio di giocattoli vagamente orientato ai giocattoli in legno o anche all'Ikea, ma sono tutte cose che potrà usare (e in maniera impropria) a partire dai 12 mesi almeno e che userà nella maniera propria molto più avanti.
Per darti un'idea, la Minica riesce a ricomporre quest'affare qui

in maniera ancora approssimativa.
Insomma, abbi pazienza, ti accorgerai di come il tempo voli...
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#9   28 Agosto 2008 - 09:13
 
Sì, mi trovi d'accordo...
Noi abbiamo preso appunto i giochini di Ikea e altri giochini in legno, nonchè le costruzioni morbide... ma tutto quello che facciamo è mangiarle. Oppure passiamo le ore che io costruisco la torre e lei la butta giù e ride.
Quello che la stimola (è il link incomprensibile che ti ho lasciato, vedrai... :)) sono i materiali diversi (piume, carta (buooona!), cartone, plastica, pelle) e la musica.
Per cui fino ad ora abbiamo sempre giocato alla scoperta dei materiali e dei suoni (usando molti coperchi, ciotole e materiali di recupero).
E poi, anche se non propriamente montessoriano, ci sfiniamo a farci il solletico :)
Diciamo che non ho premura a farla crescere prima del tempo... per ora ho cercato solo di 'ascoltare' le sue esigenze e i suoi desideri, e assecondarli. Come del resto fai tu con la Minica.
Per questo 'perdo tempo' con ciapini di altra natura... così mi porto avanti con il lavoro, per quando dovrò passare le giornate a correrle dietro e non riuscirò più a fare nulla.

Buona giornata!
Sei meglio del caffè mattutino...
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#10   28 Agosto 2008 - 14:05
 
Ciao, devo dire che fino ad adesso ho sempre trovato poca corrispondenza tra i giochi (sia oggetto che azione) proposti per una certa eta` e gli interessi del Bebone (16 mesi ad oggi). Quindi siamo sempre andati a braccio, improvvisando con quello che attirava la sua attenzione + tanta vita all'aria aperta.

Vorrei chiederti un consiglio su come adattare le schede con i nomi dovendo utilizzare due lingue: mettere i nomi uno sotto l'altro oppure fare una scheda doppia, fronte italiano retrro tetesco (questa mi piace di piu`)?

PS: conto un annetto di anticipo per riuscire a farle....:)
Graize, Paola
utente anonimo

#11   28 Agosto 2008 - 16:10
 
@paola: io farei senz'altro una scheda doppia, mi sembra più 'versatile'...

@momatwork: viene un bellissimo lavoro, complimenti a te! Non mi sembra poi che il tuo blog non mantenga, facciamo tutti quello che possiamo! Trovo anzi che abbia degli spunti originalissimi e sia piuttosto unico nel suo genere, cosa non da poco nel mare della blogosfera ;-) Per quanto riguarda le carte tematiche, a me piacerebbe riuscire a realizzarne anche con fiori (e foglie), raccolti insieme e fatti essiccare (devo costruire però, o procurarmi, una bella pressa)... potrebbe essere uno spunto futuro, ma forse apprezzabile verso i 4 anni. Il faro dell'ikea, confermo che anche la mia bimba di 3 anni e mezzo lo compone ancora in modo originale senza che ci trovi niente di strano, è capitato giusto giusto ieri :-))

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#12   29 Agosto 2008 - 08:39
 
@ poesia notturna: ecco, continua così... Volevo giusto suggerirti di procurarti una piccola scorta di quello che ho visto negli asili nido: dei contenitori o dei cesti con nastri (non troppo lunghi!), ritagli di stoffa, palle (sufficientemente grandi da non essere ingoiate, sufficientemente piccole da poter essere afferrate), carta colorata e frusciante (tipo uovo di pasqua), coperchi di conserve, anelli per tende, ecc... solitamente questi giochi vengono comunque fatti con la supervisione di un adulto.

@ paola: per le schede tematiche (es. le verdure) io voto per scheda doppia con bordo colorato per distinguere il lato italiano da quello tedesco, ma, non avendo una grande esperienza di bilinguismo (l'unico bambino teoricamente bilingue che conosco impara le due lingue separatamente e per ora parla poco ed in una sola lingua), ti consiglierei di verificare prima se è più opportuno mischiare le due lingue o tenerle separate. Non sono una linguista, ma per quel poco di tedesco che so mi sembra una lingua abbastanza fonetica, quindi, se si potessero mischiare, potresti fare dei libretti fonetici "misti", sempre associando un colore di riconoscimento alla lingua. Non so se mi sono spiegata. Forse no.

@ mammalisa: sì, l'erbario è un altro classico... come pressa userei banalmente dei libri o, se vuoi coinvolgerla nella raccolta ed essicazione, penso che tu ne possa trovare in qualsiasi negozio orientato ai giochi naturali/alternativi (questa è quella della città del sole) oppure realizzarla da te.
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#13   29 Agosto 2008 - 15:44
 
Grazie mille! Si anche io avevo pensato ai differenti colori per le due lingue. per le schede fonetiche aspettero un attimo, raccogliendo materiale nel frattempo.

Bella anche l'idea della pressa: io avevo pensato ad un regalo combinato bebone-nonno, visto che quest'ultimo si sta prenonando una gita al promontorio (portofino) perr la prossima estate (nel tentativo, secondo me invano, di riuscire a strappare per un'oretta il Bebone dalle grinfie-affettuose- della nonna).

@ poesianotturna: io avevo fatto per il Bebone il sacco delle sorprese, usando una sua federa colorata (tanto non usa il cuscino@), con dentro di tutto un po`, anche oggetti di vestiario per esempio. Puoi giocare col tatto o con il suono, per esempio. Il "tira tutto fuori" e` divertente, sul "metti tutto a posto"...siamo un po` indietro!
Ciao, Paola
utente anonimo

#14   29 Agosto 2008 - 16:37
 
Paola :))
Oggi pensavo ai vs suggerimenti e ho già iniziato a raccogliere alcuni materiali da mettere in una 'scatola delle sorprese'.
Per noi, per ora, sarà più che altro il gioco di 'prendi gli oggetti e assaggiali tutti' :)
Sarà divertente!
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#15   29 Agosto 2008 - 17:00
 
confermo anche per la mia bimba il successo della 'borsa delle sorprese'. era una vecchia borsa di panno, dentro ci mettevo carte di diversi materiali, nastri, tessuti vari, aprivo un poco la zip e poi finiva lei...!
@momatwork: qui si è accennato all'argomento bilinguismo, sul quale avrei una domanda da fare... avevo letto un tuo post in cui accennavi alla minica e al dialetto, ma purtroppo non lo trovo più, probabilemente sarei stata più in tema a scriverti lì... io provo a formulare qui la mia domanda. So bene che questo non è un forum, il fatto è che mi interesserebbe davvero sapere la tua opinione, io in questo momento non so proprio che pesci pigliare e dove informarmi!

allora: quando si parla di bilinguismo, vedo che si tratta sempre di casi in cui un bambino, dalla nascita, viene cresciuto parlandogli in due, a volte tre, lingue differenti, da persone che normalmente sono madrelingua. io non sono madrelingua tedesca, anche se avrei potuto esserlo, capitolo davvero doloroso (mia madre era tedesca, ma le era stato consigliato di parlarci in italiano, perchè le era stato detto che parlando ai bambini in due lingue diverse si rischia che non ne imparino bene nemmeno una, oggi si sa perfettamente che non è assolutamente vero. per non parlare di quanto deve essere stato difficile rinunciare a parlare nella sua lingua madre alle sue bimbe, appena nate, per usare una lingua che aveva imparato da due anni! avrei parecchio da dire in proposito). non ho la sicurezza della madrelingua, però il tedesco lo parlo abbastanza bene e ogni anno andiamo a trovare i miei nonni in germania, con le bimbe. parlo abbastanza anche l'inglese, ma sempre non madrelingua. visto il momento particolarmente recettivo di Coccola (3 anni e mezzo), mi piacerebbe fare qualcosa con lei, ma non so se ci sono dei sistemi e dei consigli in questo senso. le ho preso qualche libriccino in inglese e qualcuno in tedesco, quando vuole glieli leggo, una frase alla volta, prima in lingua originale e poi traduco in italiano. ma non so se sia utile, se dovrei fare diversamente, tipo leggere solo nella lingua straniera ecc. e per la piccina, di 16 mesi? esiste qualcosa di più mirato?
sono un pò questi i miei dubbi, magari qualcuno è già passato per un'esperienza simile...
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#16   01 Settembre 2008 - 08:54
 
Un grazie davvero di cuore a poesianotturna per aver condiviso questa bellissime schede ed un grazie anche a mon@work per aver lanciato l'idea.
Mi sono sembrate subito un gioco divertente ed utile da fare con la mia bambina e solo il poco tempo a disposizione mi ha impedito di farle anche io per lei. Grazie per averci dato le tue. Noi, sempre causa il tempo tiranno, non le abbiamo plastificate, ma inserite in un raccoglitore con bustine trasparenti,tipo quelle che si usano per i listini, formato A4, ed il risultato è stato comunque buone, perché ne è uscito un vero e proprio libro. Aspettiamo con ansia tante prossime schede di parole e oggetti....! :-)
utente anonimo

#17   01 Settembre 2008 - 11:46
 
il commento sopra è mio.
ciao!
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#18   01 Settembre 2008 - 23:18
 
Non so la balalaika, ma garantisco che se c'è una cosa che ha inesplicabilmente attratto e sedotto tutti i pargoli entrati a casa nostra è stata... un'ocarina-soprammobile (anzi due) portata dal Messico come souvenir!
Sarà che son colorate, sarà che hanno una forma che attira, io non me lo spiego. Fatto gli è che 'ste benedette ocarine sembrano esercitare un incredibile fascino!
Se poi spieghi che si possono far "suonare" oltre che sbatacchiandole fra loro, anche soffiandoci dentro...
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#19   02 Settembre 2008 - 09:21
 
Oi oi... con calma provo a rispondere a tutti...

@ paola e poesianotturna: le schede fonetiche, a differenza di quelle tematiche che sono usate per ampliare il lessico, servono per trovare una corrispondenza tra un suono e la sua rappresentazione grafica. Per questo aspetterei che un bambino scelga da sè alcune parole che iniziano con un certo suono per usarle come esempio. Proprio questo mio, chiamiamolo così, "pseudo-bilinguismo" è stata infatti la maggiore difficoltà nel completare alcune schede. Per la I, ad esempio ero a corto di soluzioni: ci ho messo un ippopotamo, nonostante la Minica ancora non lo conoscesse e, finchè lo chiama "popotamo", è una lettera accantonata. Allo stesso modo, aspetterei che il Bebone decida la pronuncia di una certa parola prima di sceglierla come esempio.
Ciò non toglie che quelle fatte da poesianotturna, con parole di uso piuttosto comune siano un'ottima scorciatoia.
Il "sacco delle sorprese" ("mistery bag" per la Montessori made in USA), il "cestino dei tesori", la "scatola misteriosa" dell'asilo nido della Minica sono tutte declinazioni di un tipo di gioco, il "gioco euristico" che si basa appunto sulla scoperta autonoma (con la supervisione di un aldulto che non interviene) e con tutti i sensi da parte del bambino. Nella versione base mi sembra adattissimo all'età della figlia di poesia, mentre le varianti più elaborate, con gli oggetti sepolti nella sabbia o nella farina gialla, con l'uso di una benda, ecc... possono essere introdotte più tardi.
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#20   03 Settembre 2008 - 16:51
 
Ciao! probabilmente ho incasinato un po` i nomi, ma quello che sto mettendo insieme seguendo il tuo esempio sono le schede tematiche (una serata per scegliere l'immagine di una pizza che non fosse tipo Pizza Hut e` esagerato????). Il bebone adesso adora un libretto con un oggetto disegnato per pagina di cui c hiede ripetutamente (ed insistentemente....) il nome. Quindi delle schede tematiche mi cadono a fagiuolo e, facendole da me, posso scegliere gli oggetti di suo gusto. Per le fonetiche al momento avrei un mamma, cacca e no;)))))

@mammalisa: Io sono in una situazione un po` differente: siamo entrambi italiani, parliamo inglese, il mio compagno un po` di tedesco, ma viviamo in Germania (in una amena cittadina vicino a Monaco con molti italiani e tanti anglofoni). Il Bebone va all'nido dove gli parlano in tedesco (cosa che mi obblighera` ad impararlo).
Quindi la situazione e` differente perche` lui ha un ambiente che gli parla nella seconda lingua. Per quanto riguarda i libri a naso ti direi di leggerli in tedesco soltanto, ma e` una mia idea.
Il problema era stato discusso anche in una mailing list che seguo e diverse persone avevano consigliato di mandare i bimbi alle scuole "internazionali" (nel caso specifico si parlaa di inglese). Ovviamente questo dovrebbe sposarsi con le varie esigenze di ognuno....anche economiche!

Spero di non aver esagerato.
Paola
utente anonimo

#21   05 Settembre 2008 - 08:41
 
@ mammalisa e paola: le mie esperienze di bilinguismo non sono molte e particolarmente fortunate, proprio perchè non si tratta di un bilinguismo perfetto, come quello che descrivi tu e nemmeno di un bilinguismo "d'immersione" (definizione inventata da me), come quello di Paola, dove entrambi i genitori parlano una lingua diversa da quella dominante.
In entrambi questi casi il bambino dovrebbe diventare perfettamente bilingue.
Nei casi che conosco io, invece, c'è "qualcosa che non va": in un caso una sproporzione tra le lingue (la seconda parlata solo dal padre non convivente e dai nonni lontani), nell'altro si tratta di un "bilinguismo di ritorno", dove la madre ha deciso a tavolino di parlare nella lingua recuperata delle sue origini, un po' come potresti fare tu con il tedesco.
Nel primo caso la bambina (7 anni) parla anche la seconda lingua, ma in maniera imperfetta e con un fortissimo accento. Non è ancora andata a scuola, e non so come evolverà l'aspetto lettura/scrittura. Nel secondo caso il bambino (3 anni) parla poco e solo in Italiano, ma di certo capisce anche quello che dice la madre. Non sono però ancora arrivati al momento cruciale del "come si chiama?" quando lei, molte volte, dovrà rispondere "non lo so". Un altro esempio di questo genere è fallito proprio in questa fase ed il bambino (10 anni) apparentemente non conserva traccia dei primi anni bilingui.
Da un lato si potrebbe pensare che qualsiasi cosa è meglio di niente, e che comunque entrambi alla fine impareranno due lingue a livello di madrelingua o quasi; dall'altro, e mi riferisco in particolare al secondo caso, mi chiedo (te lo sei chiesta anche tu) come la decisione di parlare ai propri figli in una lingua che si conosce bene, ma che non è "spontanea" possa influenzare il rapporto con loro.
Non so se ho capito bene, ma siccome ne parli al passato, presumo che tua madre sia morta e che per questo motivo non possa essere lei a parlare con le bambine in Tedesco. Possono comunque farlo i tuoi nonni, anche se sporadicamente o solo al telefono, magari insegnando loro delle filastrocche o delle canzoni che sarebbero molto più spontanee e significative dal punto di vista delle origini.
Penso che possano andar bene anche i libri, ma, come ti suggerisce Paola, lascerei stare la traduzione; magari spiega qualcosa se te lo chiedono. Io faccio così coi DVD che guardiamo solo in Inglese, il mio piccolo tentativo personale, copiato da chi, non avendo i film doppiati, impara molte più lingue e molto meglio di noi.
Aspettati però anche delle battute d'arresto o dei fallimenti: il famoso vocabolario trilingue (che consiglio a Paola per le parole di uso più comune. mentre lascerei il "lavoraccio" per quelle meno consuete) mi viene ormai richiesto espressamente in Italiano e il giorno in cui scoprirà che pure i "cagnetti" (= la carica dei 101) lo sanno parlare...
E, a proposito di commistioni, qualcuno conosce un bambino, uno solo, che abbia imparato qualcosa da quei giochetti elettronici bilingui per piccolissimi? Ecco, quello è uno degli esempi di come si pensi tantissimo (sicuramente troppo) allo sviluppo logico-matematico-psico-cognitivo-motorio-sensorial-linguistico ai bambini fino a 12-24 mesi e poi li si abbandoni all'assedio dei gormiti.
Nonostante sia in panico pre-scuola dell'infanzia, sono sempre un po' scettica sulle scuole private. Visti i costi, assicurati che ne valga la pena.
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#22   06 Settembre 2008 - 08:49
 
io vivo in grecia con un compagno greco e parlo in italiano a mio figlio, sono l'unica a parlare questa lingua a parte le visite dei nonni o di alcuni amici. emiliano ha iniziato a parlare comprensibilmente verso i tre anni,nel frattempo andava anche all'asilo e riusciva a comunicare con gli altri bambini pero', anche se ne' io ne' le maestre capivamo come..ha iniziato insieme con entrambe le lingue, un po' piu' facilmente il greco e certo non come un bambino "monolingua" di tre anni. poi pian piano si sta affinando,direi che ha tre vocabolari: se siamo soli parla italiano con pochissime parole greche, se siamo io e il papa' fa un miscuglio di entrambe le lingue (anche se il papa' non parla italiano ha imparato a capirlo) se siamo con tante persone (e quindi io parlo greco) parla soprattutto in greco, anche con me, a parte se vuole comunicare qualche bisogno primario mammesco tipo latte o coccole.se a volte sa un nome solo in una lingua,mi vengono in mente due episodi soli,chiede la traduzione, se introduco una parola nuova gli dico anche come e' in greco. conosco tanti bambini bilingue nel senso che capiscono due lingue ma ne parlano una (la mamma chiede infrancese e loro rispondono in greco) ma questo non significa che non sappiano il francese solo che lo useranno dopo,tipo a sei anni. non sono un'esperta ma le varie teorie dicono che sarebbe meglio parlare la propria madre lingua da subito o aspettare dopo i tre anni, momento in cui i due emisferi del cervello iniziano a collaborare. per lo stesso motivo i bimbi bilingue o scelgono di portarle avanti insieme, e allora inizieranno a parlarle insieme tardi, o iniziano con una in tempi "normali" e dopo con la seconda.
per i libri in greco io traduco, letteralmente e sempre allo stesso modo, specificando che e' una traduzione,in genere cerco di procurarmi le stesse storie in due lingue,ma e' anche perche' non mi sento cosi' sicura della mia pronuncia. carte doppie con colori diversi (rosso e blu) e doppi alfabeti, difficilissimo!
utente anonimo

#23   09 Settembre 2008 - 09:18
 
ciao, sono alina, vorrei autocostruirmi le tavolette con i numeri, non mi è chiara una cosa, perchè sono applicati su entrambi i lati?
hai seguito un ordine preciso, tipo prima animali poi fiori ortaggi frutti strumenti musicali o hai scelto le varie "categorie" senza un criterio particolare?
e le schede, una volta pronte, come le proponi alla minica?
una nota sola sulla plastificazione come l'hai proposta tu: mi è parso di capire che il trasparente e il trasparente adesivo sono attaccati tra loro solo sul bordo, giusto? non rischi che si stacchino? e infine: sull'altro lato del cartoncino illustrato e plastificato cosa c'è?
grazie!
a.
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#24   10 Settembre 2008 - 17:34
 
Io che sono sfaticata e ho due mani sinistre, per plastificare ho comprato le pochette ad tal scopo destinare e le appiccico con il ferro da stiro (per lavoro avevo anche la macchinetta laminatrice fattapposta, ma si è rotta. Poi ho scoperto addirittura le pochette per laminatrice formato carta di credito, che sono l'ideale perché già di dimensione scheda, e non devo tagliare.
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#25   17 Settembre 2008 - 11:00
 
@ alkanna:
NUMERI: sostanzialmente perché non avevo trovato subito il vellutino color cacchetta ed avevo inizialmente pensato di farli verdi (rossi e blu) su fondo naturale.
SCHEDE: nessun ordine preciso. Ho cominciato a produrre schede per fare una variante di sorting (ne parlerò... ne parlerò...) quindi otto schede per argomento, cominciando con quello che mi veniva in mente: fiori, frutta, verdura, cani, gatti, uccelli, automobili, strumenti musicali... si possono fare per qualunque cosa, ma visto che la Minica disponeva già di molti vocaboli ho saltato quelli più banali, tipo oggetti della casa, animali della fattoria, ecc... ed ho introdotto qualche nome familiare, qualche oggetto familiare ma con nome sconosciuto e qualche oggetto nuovo, con un occhio anche alla stagionalità e all'esperienza.
Le schede non si staccano, perché anche avendo delle unghie affilatissime, non c'è un bordo su cui fare presa.
l'altro lato è bianco. In un primo tempo avevo pensato di fare un bordo colorato (come ho suggerito per le schede bilingui) per distinguere le varie categorie di utilizzo (quindi non cani da gatti, questo deve farlo lei..., ma carte da sorting da carte fonetiche, ecc...), ma poi ho pensato che se non le avessi differenziate, mischiandole avrei potuto utilizzarle più in là anche per altri scopi (ad esempio raggruppandole per colore, per materiale, per area geografica, ecc...).
Le schede finite le tengo in un raccoglitore a soffietto, di quelli per documenti, su un ripiano accessibile. A volte le tira fuori da sola, a volte gliele propongo io, aggiungendo quattro nuove schede alla volta (già pronte in un raccoglitore gemello, fuori dalla sua portata). Gliele metto su un vassoio, come da metodo Montessori, gliene mostro alcune, le mostro quelle nuove e poi la lascio libera di farne ciò che vuole: impilarle, disporle sul tavolo, coprirle/scoprirle, finché si stufa. A questo punto il metodo vorrebbe che le mettesse via, ma in questo periodo su questo argomento siamo in piena opposizione, perciò quello che succede è che se le chiedo se le servono ancora mi risponde di sì, ma restano lì. Finora insistevo un po' e poi mi facevo accompagnare, adesso che sono in risistemazione della camera dei Minici ne ho approfittato per fare piazza pulita di tutto (ufficialmente non è una punizione, la sto solo aiutando a tenere in ordine...) e le ripropongo una cosa alla volta, quando me la chiede e se ha rimesso al loro posto le precedenti. L'udt sostiene che pretendo troppo, ma la situazione, col Minichino in procinto di diventare un po' più intraprendente ed io di tornare al lavoro, mi sembrava sempre più ingestibile.

@ mammamsterdam: a che temperatura stiri? Però mi sa che l'udt se mi becca a stirare schede anziché vestiti stavolta mi ammazza.
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#26   29 Settembre 2008 - 09:17
 
Perdonami se ti rompo ancora le scatole... sto correggendo le schede, ma ho un dubbio sul font.
Io ho usato arial sia per il maiuscolo che il minuscolo, ma per i, minuscolo ho letto che mi suggerivi il 'century gotic'.
Però ho un dubbio... ma la A non si scrive, in minuscolo, come quella dell'arial? Io ai miei tempi (sigh) la facevo con quell'astina lì...
Adesso si fa panciuta?

E se metto tutto in maiuscolo?
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#27   29 Settembre 2008 - 10:17
 
Effettivamente devo sempre mediare le informazioni che ho col fatto che derivino da siti americani.
Il numero 4, ad esempio, loro lo scrivono "aperto", come si vede nella figura, mentre io l'ho fatto "normale".
Questa del century gothics anche mi deriva da un sito americano, ma ho confrontato sia il sito della Nienhius, che è la ditta che realizzava i materiali proprio per la Montessori, sia il sito della Gonzagarredi, che è l'unica ditta italiana (oltre a te... :)) che produca materiali montessoriani.
In entrambi i casi, le "a" sono fatte come nel century gothics e non come nell'arial e l'alfabeto che io chiamo "stampatello minuscolo" non è differenziato tra europa e USA (come i numeri ed il corsivo).
Però, adesso che mi hai fatto venire il dubbio, noto che i libri della Minica sono scritti indifferentemente in stampatello maiuscolo, in simil-arial, in simil century gothics o addirittura in pseudo-corsivo.
Che fare?
Boh?
Chiedere ad un'insegnante elementare?
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#28   29 Settembre 2008 - 11:08
 
Ancora una cosa: inizialmente avevo pensato di introdurre le lettere nell'ordine con cui me le avevano insegnate a scuola, cioà prima l'alfabeto maiuscolo, poi quello minuscolo e quindi il corsivo.
Il metodo montessori, invece prevede che si cominci con l'alfabeto minuscolo (ma l'ho scoperto dopo aver fatto le sandpaper letter maiuscole...), forse perchè nelle scuole montessori i bambini impararano prima a leggere e poi a scrivere.
Il motivo esatto però non lo so.
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#29   29 Settembre 2008 - 11:11
 
mamma, che casino :)

mmmmm, non so che fare...
io quasi quasi faccio tutto in maiuscolo. o no? aiutooo!

è che fare due versioni, una maiuscola e una minuscola, mi pare esagerato.
andando a logica, in generale mi pare che qui si insegni prima il maiuscolo...

e se le facessi doppie? Nel senso: nella stessa carta, la scritta sia in maiuscolo che in minuscolo. troppo?
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#30   29 Settembre 2008 - 11:18
 
a scuola insegnano la a tipo Arial, e sui testi scolastici e' quella la forma.
in generale comunque l'alfabeto stampatello minuscolo serve solo per leggere, poi scrivono o in corsivo o in stampato maiuscolo.
alle mie figlie hanno insegnato contemporaneamente a leggere e scrivere, ma con una leggera "preferenza" iniziale per la lettura, e spingendo verso la lettura della stampato minuscolo. Lo stampato maiuscolo e' molto in uso alla scuola materna.
sempre interessante passare da queste parti. ciao. Tiziana
utente anonimo

#31   29 Settembre 2008 - 12:19
 
@ poesianotturna: no, con la doppia scritta direi di no, faresti solo confusione, anche perchè queste carte sono la prima parte delle "carte in tre parti" (three parts cards).
Come vedi sono scritte in minuscolo ed io finora mi sono attenuta agli esempi, ma se preferisci puoi farle in maiuscolo.

@ tiziana: grazie per la consulenza!
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#32   29 Settembre 2008 - 12:38
 
Ok, allora vado con il century minuscolo per tutte...
Grazieee!
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categoria:fare pasticci, aggiornare il blog, pulire la cucina, riordinare la camera dei minici, sbaciucchiare l udt
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