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mercoledì, 03 settembre 2008
In queste ultime due settimane ho svaccato.
Ho visto castelli e chiese di ogni ordine e grado. Sono andata al mare, ho raccolto more. Ho fatto passeggiate sotto il sole e corse sotto il diluvio. Ho mangiato carne e pesce, tanto e poco, spendendo tanto e poco, e non sempre nell'ordine.
Sono stata perfino in un centro commerciale.
Ho parlato tanto, questo sì.
Ma ho fatto poco, quasi niente.
La casa è un disastro, la mia programmazione quotidiana, settimanale e mensile spazzata via da un uragano che neanche Gustav.
Le tanto agognate vacanze fuori stagione, le ultime perché nei prossimi anni saremo intrappolati nella stretta dell'asilo nido/scuola dell'infanzia, si sono perse in destinazioni improbabili, distanze impossibili e partenze improponibili, lasciandomi soprattutto nell'amarezza di non essere capita.
La Minica ha interpretato a modo suo questo periodo di lassismo e adesso tra strimpellando il pianoforte in mutande invece di vestirsi per andare al mare. Ieri, uguale. Parlarle è impossibile, ogni cosa la distrae, non riesce a star ferma un secondo e quando ti sembra di star facendo breccia se ne esce con un disarmante perchè. Ieri ha sistematicamente fatto a pezzi delle stelline colorate "perchè non le piacevano più" e nel bel mezzo della spiegazione sul perchè quando qualcosa si rompe non sempre si può aggiustare ho cominciato a fare capriole.
Meglio fermarsi ed aspettare.
Probabilmente che qualcuno passi sul mio cadavere.
postato da: momatwork alle ore 08:43 | Link | commenti (24)
Commenti
#1   03 Settembre 2008 - 09:39
 
Lo so, sembra difficile... ma io lo trovo bellissimo, sai?
Questa libertà che le regali, questo assoluto far nulla, farlo come capita e farlo insieme... lo ricorderà per tutta la vita.
Penserà alle estati felici di bambina, quando protestava con le capriole e suonava in mutande, e sarà una donna (e una madre) migliore.

Mi dispiace che non sempre per te questo sia positivo... mi spiace davvero.
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#2   03 Settembre 2008 - 09:47
 
chissà perché dopo un po' che vivono senza regole i bambini cominciano a essere incontrollabili...suggerisco una moderata via di mezzo, sommersa anch'io dall'inattività forzata ;)
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#3   03 Settembre 2008 - 09:58
 
Se ti consola, io in questi due mesi da casalinga disperata ho avuto bisogno (io!) di strutturarmi le giornate in modo il più possibile regolare ed abitudinario. Risultato sull'atteggiamento del mio normalmente sgarruppatissimo rampollo: identico a quello della Minica. Più vado avanti più mi convinco che il ruolo dei genitori nella crescita dei figli sia drammaticamente sovrastimato, nel bene e nel male :o)
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#4   03 Settembre 2008 - 13:18
 
..."Parlarle è impossibile, ogni cosa la distrae, non riesce a star ferma un secondo e quando ti sembra di star facendo breccia se ne esce con un disarmante perchè."...
Senti, ...ma è la sorella gemella di mia figlia Luna!!!!!
Leggo sempre con molto piacere (e divertimento) le avventure nel tuo blog descritte in modo ironico e molto intelligente....complimenti!
Io ho due figli ...Luna e Matteo che hanno pressapoco la setssa età dei tuoi e quindi ticapisco, ...come se ti capisco, ...eh, ...sì proprio ti capisco!!!!

Se passi dal mio blog, c'è un premio per te!

Barbara.
utente anonimo

#5   04 Settembre 2008 - 13:41
 
visto che sono una fanatica dell'organizzazione casalinga non riuscendo mai ad averne una, mi diresti come è la tua organizzazione giorno-settimanale?
utente anonimo

#6   05 Settembre 2008 - 07:41
 
@ poesia notturna: dubito che se ne ricorderà, visto che i miei pochissimi ricordi prima dei tre anni sono fissati da un evento di rottura (il trasloco in un'altra casa).
Non è un momento che valuto positivamente, perché lo vedo come una conseguenza di qualcos'altro, ma non so di cosa. Il fratellino, forse, ma non solo. E soprattutto perché il nostro è quasi sempre un "tempo lento" e invece ora è lei ad avere accelerazioni improvvise.
Quando le hai detto con calma qualche centinaio di volte di vestirsi per andare al mare, ed ogni volta le hai spiegato con calma che stava diventanto tardi, molto tardi, troppo tardi, ok, oggi non ci andiamo, l'ultima cosa che vorresti è affrontare una scenata perché vuole andare al mare (e magari alla fine della scenata, sei punto e a capo), e ti chiedi se non abbiano ragione quelli che rincorrono i figli per vestirli, li minacciano, gli mentono, li caricano a forza in macchina, tanto sanno che poi, una volta lì, si divertiranno.
Insomma, è uno di quei momenti in cui davvero ti senti meno "brava".

P.S.: se qualcuno leggendo queste righe dovesse pensare che sono vittima di mia figlia, che le faccio fare tutto quello che vuole, ecc... sappia che si sbaglia. Ovviamente anch'io, come tutte le persone ho le mie esigenze, i miei impegni, le mie priorità. Semplicemente nella stragrande maggioranza delle volte, lasciarle uno spazio decisionale su un aspetto minore (il vestito da mettere, il gioco da portare, ecc...), dei tempi solo apparentemente più dilatati, la prospettiva di ciò che faremo e vedremo è sufficiente per ottenere il risultato che, senza tante balle, tutti i genitori vogliono ottenere: che faccia quello che vogliamo in tempi e modi ragionevoli.
Il rovescio della medaglia è che quando non funziona, non puoi obbligarla tirandola per un braccio.

@piattinicinesi: già... per non parlare dei sensi di colpa nel pretendere da lei qualcosa che non riesco a fare io.

@ lalaura: come, proprio tu??? La regina del planning???
Però ciò che consola (o avvilisce, dipende dai momenti) è vedere dei coetanei di tuo figlio che non hanno nessun motivo apparente, eppure si comportano nello stesso modo.

@ barbara: grazie!!! quando avrò un po' di tempo guarderò meglio.

@ll'anonimo: dunque è una faccenda un po' complessa, ci scrivo un post, promesso!
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#7   05 Settembre 2008 - 13:56
 
Non penso affatto che tu in questo momento sia meno 'brava'.. sono 'semplicemente' i terrible twos. Temo che non ci sia proprio niente da fare, e che ci passeremo tutte, nessuna esclusa.
Un po' vincerà lei, un po' vincerai tu...
Finchè non avrà 14 anni e vincerà sempre lei :)
Io mi sto già preparando all'idea...

Ho letto una cosa molto bella (ma dove?) sul 'contenimento': abbracciarla forte forte quando è in piena crisi, e dirle che le vuoi bene, e che presto la sua rabbia passerà.
Con Dafne cerco di farlo spesso, chiaramente facilitata dal fatto che lei è piccola e più di tanto non può ribellarsi (le sue prime parole saranno sicuramente qualcosa del tipo: Mi hai rotto, tu e i tuoi metodi!). Ma ho delle amiche che lo fanno anche con bambine più grandi e dicono che funziona... che ne pensi?

Ma sei triste? Posso fare qualcosa?
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#8   05 Settembre 2008 - 15:04
 
Ahimè i miei planning non riescono mai ad includere Valerio. Lui a differenza dei bambini del manuale non ama le abitudini e le routine. A parte i rigidissimi orari del buco-di-fame non colmato il quale diventa una belva, pare che proporgli di fare oggi come ieri lo innervosisca un tot... e cosi' il tempo che passiamo insieme ahimè mi sfugge costantemente di mano...
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#9   05 Settembre 2008 - 15:52
 

Secondo me agisci benissimo, anch'io applico quanto hai scritto, ma anche con la mia coccola non sempre funziona, e ci sono stati periodi neri, tra i 20 mesi e i 2 anni e mezzo. Ora sta crescendo, comincia a fare ragionamenti anche molto articolati, è 'giudiziosa', ma qualche scatto a volte ricompare. E quando accade, capisco che ormai distoglierla o 'depistarla' un attimo facendola concentrare sui dettagli non funziona più.
Un periodo critico è stato dopo la nascita della sorellina, nei mesi seguenti. La ignorava completamente ma era nervosissima. E' importante in questo contesto aiutarla a buttare fuori le emozioni che prova, anche la rabbia e la frustrazione, dando un nome a questi sentimenti. Poi io le dicevo di portare pazienza, che anche la sorellina crescerà, e comincerà a vederne qualche lato positivo. Cosa che si è verificata, da quando ha iniziato a spostarsi autonomamente, gattonando. Ora che dice qualche parolina, si fanno di quelle sghignazzate, e a comnciare è proprio coccola, che vuole veder ridere la sua paciocca. Vederle così ti fa bene al cuore.

Mi viene in mente anche una cosa che ho sentito da Grazia Honegger Fresco, e che mi aveva colpito, e magari ti può aiutare; a volte dobbiamo essere meno prolisse e ricorrere di più al silenzio, ovviamente non rancoroso o immusonito. A volte il bambino può aver bisogno di un'indicazione ferma, detta con serenità e pacatezza, e poi basta, che noi si rimanga in silenzio, anche se il bambino inanella una serie infinita di 'perchè' e 'allora'. Devo dire che quando ho provato, ha funzionato, senza malumore, urlatacce, la piccola si è tranquillizzata da sola. Normalmente (nel 99% dei casi, per intenderci) la coinvolgo sempre, anticipandole tutto. Ma a volte vedo che ha bisogno anche del contrario.
@poesianotturna: sulla tecnica del contenimento, chiamata 'holding', mi ero informata l'anno scorso, e questo interessante articolo mi aveva chiarito le idee:

http://www.naturalchild.org/jan_hunt/holding_therapy.html

Non l'ho applicato.
Trovo importante però il fatto di inginocchiarmi e guardare la bimba negli occhi, mettendomi alla sua altezza, e magari tenendole le mani sulle spalle. Mi sembra che Tracy Hogg sia ricorsa ancora a questo sistema, ma, come suo solito, interpretandolo in maniera morbida e, quindi, a mio avviso, più consigliabile (un pò come il suo approccio nel far addormantare il bambino, confrontato con quello di Estvill).

E infine, una bella pacca sulla spalla: coraggio, siamo tutte nella stessa barca ;-)
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#10   05 Settembre 2008 - 15:58
 
ho appena pubblicato il mio commento ma non lo visualizza, anche se il contatore è salito ugualmente :-((
se questo viene visualizzato, lo riscrivo e riposto...
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#11   05 Settembre 2008 - 16:00
 
scusate, scusate, tutto a posto invece!!
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#12   05 Settembre 2008 - 16:41
 
Ah, ecco, allora l'avevo letto sul libro di Tracy Hogg. Io ho amato, quel libro... a metà tra Estivill (brutto e cattivo) e il 'tutto a richiesta'. Mi piacque assai.

Posso chiederti perchè il contenimento non l'hai adottato?
Credi non sia molto utile?
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#13   05 Settembre 2008 - 18:49
 
Ho una sorpresa pe te! ;-)
http://mammaimperfetta.iobloggo.com/archive.php?eid=112
Silvia
utente anonimo

#14   06 Settembre 2008 - 00:30
 
@poesianotturna: non ho praticato il contenimento perchè l'articolo che ho linkato nel mio commento mi aveva fatta riflettere e capire come questo metodo non sia in linea con i miei ideali educativi. Ho scoperto di sentirmi vicina a quello che viene chiamato 'attachment parenting', e dall'articolo emerge come questa tecnica si ponga addirittura in antitesi... Certo, credo che l'articolo si riferisca a delle applicazioni pedisseque e rigide del metodo (che però, da quello che mi è sembrato di capire, per funzionare andrebbe proprio seguito alla lettera, correggimi se sbaglio). Non so se tu lo applichi rigidamente e sistematicamente; se sì, magari l'articolo potrebbe fornirti qualche spunto di riflessione...

I punti che mi hanno colpita di più sono questi:
1)
2) è infatti risaputo che a livello psicologico è molto importante il contrario, cioè riconoscere e dare un nome alle proprie emozioni, sia a quelle positiva che a quelle più negative, come la rabbia, la frustrazione, il disaccordo...
3) questo mi sembra l'interrogativo cruciale, proprio nei casi in cui il metodo 'funziona'...

Visto che la tua bimba è ancora piccina, in previsione dei 'terribili 2 anni', in occasione dei quali potresti dover ricorrere al metodo molto di più, ti consiglierei di sentire un pò di pareri :-)
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#15   06 Settembre 2008 - 00:39
 
Devo scusarmi nuovamente, ma quanto sono imbranata ultimamente?? Forse sarà meglio che vada a dormire ;-))

Le frasi che ho quotato non si sono copiate, forse perchè ho usato delle virgolette diverse... rieccole:

1) Like all other forms of forced compliance, forced holding associates love and submission. Delusional defenses are likely as the child tries to comprehend and make sense of something he knows in his heart to be a distortion of what love should look like.

2) When held by force, the child finally understands that freedom comes only by giving in to outside control - a dangerous lesson to give to a young child.
è infatti risaputo che a livello psicologico è molto importante il contrario, cioè riconoscere e dare un nome alle proprie emozioni, sia a quelle positiva che a quelle più negative, come la rabbia, la frustrazione, il disaccordo...

3) When a child cannot say "no", what does his "yes" really mean?
questo mi sembra l'interrogativo cruciale, proprio nei casi in cui il metodo 'funziona'...

Scusate ancora, spero che sia tutto visibile.
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#16   06 Settembre 2008 - 13:05
 
Oi oi, credo di essermi spiegata male... La Minica non ha (per ora) i proverbiali scatti di rabbia dei terrible two (ma esisteranno davvero i terrible two o, come per le coliche, è un nome, brutto, che diamo a qualcosa che non sappiamo interpretare? Sono davvero terribili i two oppure terribilmente affascinanti se li stiamo a guardare?) e quindi non c'è niente da "contenere". Le sue sono piuttosto dimenticanze, distrazioni, vaghezze (del resto è figlia mia...) a volte anche tristezze a cui non sa dare un nome. Se le vengono ricordate, senza rimprovero, sorride, ma nei suoi occhietti c'è aria di sfida. Se le spieghi che riporre un gioco fa parte del gioco esattamente come tirarlo fuori, se ne esce con frasi tipo "ma io sono stanca", "uffa, sono stufa" (quest'ultima un regalo di mia suocera, la fine pedagogista...), anche se sono le otto del mattino. Oppure vuole "qualcosa" (ma non sa cosa) e si aggira annoiata per casa tirando fuori questo e quello e disseminando in giro succhi di frutta lasciati a metà. Oppure, come nell'esempio del post, non vuole o riesce a fare qualcosa (vestirsi) e nel contempo non vuole rinunciare al motivo per cui la si fa (uscire). E tutto questo senza le proverbiali scenate, ma accampando improbabili scuse. Oppure se ne esce con richieste che per ora mi è un po' difficile soddisfare, tipo "non voglio che il sole tramonti" ed intercala le tue spiegazioni con una sfilza di "ma io non voglio" e giù lacrimoni. Alla consolazione preferisce "voler piangere, professandosi "triste" o "arrabbiata".
Ciò di cui parlavamo solo qualche giorno fa sembra lontanissimo.
Con questo non voglio dire che le mie giornate siano diventate delle "spirali di dolore" :), ma che episodi di questo tipo, fino a poco tempo fa occasionali, stanno diventando sempre più frequenti e non ho intenzione di trascurarli.
Ecco, credo sia normale, in questi casi, voltarsi indietro e chiedersi dove si è sbagliato.

Non sono sicura di aver capito il discorso che faceva mammalisa sul silenzio; se io non le ricordassi di quando in quando "adesso vestiti, così andiamo al mare", non le riproponessi i vestiti, non le chiedessi "vuoi andare al mare? Allora vestiamoci" (senza lusinghe, minacce, imposizioni fisiche o verbali) il tempo trascorrerebbe allegramente fino al momento del pranzo, quando si dispererebbe perché non siamo andate al mare.
Sul contenimento, ti ringrazio per la segnalazione dell'articolo. È davvero illuminante.
Non credo di aver mai adottato un contenimento di quel tipo oppure una tecnica tipo time out. Applico invece spesso un contenimento morbido, se si può chiamare contenimento, una specie di "adesso vieni qui, stai in braccio e parliamo fra noi senza che nessuno ci disturbi" e un time out interno del tipo "conta fino a dieci, cento, mille"; insomma faccio contemporaneamente il contenitore ed il contenuto.

In quento ai commenti... è un peccato che non si possano editare successivamente per correggere gli errori (io posso solo cancellarli) e spesso non vengono visualizzati per qualche motivo misterioso... eh... prodigi di Splinder...
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#17   06 Settembre 2008 - 14:33
 
Da come la descrivi, sembra quasi una crisi di mezza età... o, più probabilmente, alla luce di questa somiglianza, la crisi di mezza età non è che una delle tante crisi "di crescita" :-)
Nemmeno Amelia ha mai avuto crisi di rabbia, bensì di pianto. E confesso che per me è stato peggio così, perché sentire che fa la voce lamentosa senza un motivo mi fa incazzare automaticamente, come il toro che vede rosso.
Della Minica mi stupisce soprattutto come si dispera per cose apparentemente assurde, come quando Amelia batteva sul tavolo e lei piangeva "perché si rompe il tavolo". Forse Amelia non lo fa perché non è abbastanza matura da poter pensare cose del genere o perché ha proprio un carattere diverso, non lo so.
Quanto alle richieste un po' esose, ieri Amelia mi ha stupita con un "non voglio la bibi", riferito al dolore in generale (si stava osservando le gambe costellate di punture di zanzara). Mi si è un po' stretto il cuore a pensare che anch'io vorrei la stessa identica cosa...
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#18   06 Settembre 2008 - 14:52
 
'Non voglio che il sole tramonti' è bellissima... questa ragazza è un portento. A me vengono i lacrimoni solo a leggerla...

'Applico invece spesso un contenimento morbido, se si può chiamare contenimento, una specie di "adesso vieni qui, stai in braccio e parliamo fra noi senza che nessuno ci disturbi" e un time out interno del tipo "conta fino a dieci, cento, mille"; insomma faccio contemporaneamente il contenitore ed il contenuto. '

Anche io uso questo metodo morbido (che forse è più una coccola per me che per lei). Le dico 'stiamo vicine, raccontiamoci i segreti'... e le parlo piano piano di quando era nella mia pancia, o di quando l'ho vista la prima volta... ecco, e mi commuovo di nuovo :)

Mannaggia alle spirali :)
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#19   06 Settembre 2008 - 15:26
 
Meno male, in effetti è un pò diverso da come mi sembrava di aver capito... Per me i due anni ci sono, e un parallelo con la questione delle coliche ci può stare. Immaturità del sistema nervoso che, specie a fine giornata, va 'in sovraccarico', da una parte (cioè per quelle che una volta venivano chiamate coliche gassose), profondo conflitto interiore dall'altra, verso i due anni, fino a tre anni. Conflitto tra il crescente desiderio di autonomia e la paura di allontanarsi (dalla mamma, dalla 'strada nota', da sè stessi quando si era piccoli e dipendenti, come è ora il minichino). Consapevolezza delle proprie maggiori abilità e constatazione che ci sono dei limiti, sia interiori che esteriori. Insofferenza verso questi limiti ma, al contempo, ancora bisogno di contenimento e protezione. Una bella lotta, spesso nei momenti più conflittuali il bambino è in realtà in lotta con sè stesso e le sue emozioni, non con l'adulto. Ma, in ogni caso, queste crisi esistono, con modalità ed intensità variabili e soggettive, ma nel mio caso le ho viste chiaramente, ed esattamente nel periodo 'incriminato'. I due anni della mia coccola sono stati essenzialmente quelli del negativismo cosmico, dei NO automatici, salvo poi correggersi prontamente quando si rendeva conto che avva detto di no, per esempio, al gelato! Sembrava che fosse sintonizzata sul no di default insomma, anche se non si esprimeva sempre con scene. Normalmente erano no pacati ma decisi, è capitata tuttavia qualche crisi di pianto. Non posso dire che la situazione mi sia mai veramente 'scappata di mano' o che lei sia stata mai 'fuori controllo', però ricordo la mia fatica. Era mentalmente faticoso, anche se sapevo che la sua opposizione era l'affermazione della sua personalità nascente, la scoperta di avere una volontà che non sempre coincide con la nostra, l'ebbrezza di confermare questa nuova abilità a noi e a sè stessa ad ogni occasione (il concetto della ripetizione nei meccanismi di apprendimento?). Sulle cose più marginali soprassedevo, mi sono impuntata con fermezza da subito su poche cose più importanti (lavarsi i denti, mollarti la mano per strada ecc) che lei ha accettato, forse perchè erano poche e ha capito che su queste ero inamovibile. Il tutto ben spiegato (cosa succede ai dentini se vengono trascurati, come possono essere pericolose le macchine). Ora il no non è più automatico, e quando c'è si riesce a parlarne insieme, e lei spiega sempre meglio le ragioni per cui una cosa non le piace, argomentando. Prima, alla domanda 'perchè questa cosa no, non ti piace ecc', lei rispondeva 'non lo so', ed era chiaramente in difficoltà, guardava per aria come a cercare una spiegazione. Era ancora presto. In questo senso, il periodo dei due anni l'ho notato, e ho visto il cambiamento verso i tre anni.

Per quanto riguarda il discorso sul silenzio, la honegger fresco lo considera, in alcuni casi, un buon sistema per ottenere l'attenzione del bambino. Ha citato il caso di una mamma che, la mattina, aiutava il bimbo a vestirsi per accompagnarlo all'asilo e andare poi al lavoro. Il bimbo continuava ad argomentare su ogni cosa, contrattando ogni azione, dal colore di pantaloni, al fatto di mettere o meno il cappllino, quali scarpe ecc... Era diventato un rituale un pò estenuante, sempre più lungo, per cui era diventato un problema uscire da casa in tempo. Probabilemnte il bambino usava la parola per tenere la mamma un pò più a lungo con sè, e allontanare il momento della separazione. Quando per caso, un giorno, ha provato a tacere, pur continuando ad aiutarlo (serenamente però, senza avere l'espressione arrabbiata), il bimbo è rimasto lì per lì un pò spiazzato, ma poi ha inizato a collaborare e a non 'trascinare' troppo il rituale per le lunghe. L'ha capito un pò da solo e, ovviamente, hanno poi ripreso il dialogo, ma in modo costruttivo! Va da sè che una simile trovata possa essere adottata 'una tantum'. A me non è mai successo di stare proprio in silenzio, ma di essere un pò più laconica nelle risposte sì (nello stesso contesto, aiutarla a vestirsi per uscire insieme), e devo dire che la mia bimba si è sempre tranquillizzata, cominciando a ragionare più pacatamente e serena, come se in fondo avesse avuto bisogno anche lei di una piccola 'tregua'. C'è da dire che io normalmente sono piuttosto loquace - mio marito non si limiterebbe a questo eufemismo ;-)
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#20   06 Settembre 2008 - 15:39
 
@poesianotturna: anch'io adoro questi momenti di intimità tutti per noi due, che cerco e apprezzo ancora di più da quando è nata la sorellina (hanno 24 mesi esatti di differenza). In quei momenti, soprattutto la sera, che è più recettiva, magari appena bevuto il 'lattino delle nanne', si crea un'intesa speciale. Parlando della sua 'prima casetta', cioè il pancione, mi era capitato, qualche mese fa, di chiederle 'te lo ricordi com'era quando eri lì?' e lei 'sì' (occhioni sognanti rivolti verso l'alto, come suo solito quando si concentra). 'Com'era?' 'Bello' 'Cosa c'era?' 'Era caldo' e il viso le si è illuminato in un sorriso dolcissimo... devo dire che sono rimasta molto toccata. Chissà, sarebbe bello pensare che le sia rimasta appiccicata addosso una sensazione di calore fisico, emotivo, protezione. Sarebbe davvero bello. E che le possa restare tutta la vita.
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#21   06 Settembre 2008 - 19:10
 
Uffa... ma possibile che mi commuovo di nuovo?
Io quando penso a Dafne nella mia pancia, o adesso, mentre ride e le si vedono le gengive, o quando la sera si ciuccia il pollice e avvicina il viso al mio e con il mignolo mi accarezza... mi viene solo da ridere e piangere insieme.

Quando l'ho vista la prima volta, dopo il cesareo, è stato il mio momento perfetto. Ho sentito la sua voce, ed ho capito che quella voce era già dentro di me, che io la conoscevo da sempre, e che finalmente avevo trovato mia figlia.
Poi lei mi ha guardata con i suoi occhioni spalancati, frastornata ma sveglissima, curiosa e tenera... e a me nella vita mi è sembrato che tutto il male non esistesse più.

Da quando c'è lei, mi sento forte.
Quando sta male, quando piange, quando è in crisi (per tornare al tema generale del post...) mi sento forte: il mio cuore si spalanca, io la abbraccio, ci annusiamo, e so che in quel momento è come se fossimo di nuovo unite, e lei si nutrisse non più del cibo della mia placenta, ma della mia calma, del mio amore.

Non so spiegare bene quello che provo...
La mia ostentazione, la mia sicurezza, tutto ciò che negli ultimi mesi mi ha fatta detestare da molti... è solo questo.
Questo aver capito che da quando c'è lei, nulla mi fa più paura.
Perchè ho la vita, perchè lei ride, perchè è la mia bambina.
E per lei mi sento forte, e in grado di risolvere qualsiasi crisi.
Glielo devo.

Sto molto soffrendo, nelle ultime settimane, per il mio modo brutale di esprimermi, e per i miei toni che spesso sembrano presuntuosi...
Mi dispiace che alla fine questo stia diventando il mio confessionale :) ma qui c'è cos' tanto amore e tanta civiltà, che mi fai star bene, m@w.

Questo post, questi commenti, mi hanno davvero commossa. Mi hanno toccato una corda interna che mi fa piangere come una scema, scusatemi.

Ora esco dalla spirale :)

Trovo bellissima questa tua frase, Mammalisa:
Sulle cose più marginali soprassedevo, mi sono impuntata con fermezza da subito su poche cose più importanti (lavarsi i denti, mollarti la mano per strada ecc) che lei ha accettato, forse perchè erano poche e ha capito che su queste ero inamovibile.

Grazie.
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#22   07 Settembre 2008 - 23:42
 
Grazie, poesianotturna. Anche a me piace il clima che si respira in questo bel blog. Capisco, eccome, la difficoltà di affidarsi al proprio istinto e alle proprie scoperte nella quotidianità, rischiando di venire continuamente fraintese, di sentirsi mosche bianche. Chissà se passerà mai ;-)

Di sicuro sapere che esitono 'luoghi', per quanto virtuali, come questo, aiuta, almeno per quanto mi riguarda (un bel grazie anche a momatwork, quindi!)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mammalisa

#23   08 Settembre 2008 - 16:15
 
Ciao, entro in punta di piedi in questo post perche` rispetto a voi sono una mamma naif! Mi piace molto seguire i vostri scambi di idee perche` imparo sempre qualcosa.

Quello che mi ha colpito in questo caso e` quanto sia istintivo fare la madre. Mi sono ritroata in tutto quello che avete scritto: ho provato a "contenere" il Bebone (ma non fa per lui, odia la costrizione e preferisce abbracciare che non esserlo), a sedermi con lui in braccio e parlargli (nato dalla nostra abitudine alle coccole del buon risveglio), a sedermi di fronte a lui per spiegarglii vari perche`(e.g. non ci si puo` buttare giu` dalle scale della metro!), a provare ad essere perentoria quando tutti gli altri tentativi han fallito.

Percarita`, il Bebone e` piccolino e le sue "bizze" hanno dei perche` ben chiari per il momento. A volte pero` temo di attaccargli la mia mancanza di serenita`.... Adesso vado a leggermi gli articoli che avete postato, per imparare ancora di piu`!
Paola
utente anonimo

#24   09 Settembre 2008 - 00:23
 
Condivido a pieno l'idea che si debba lasciarfe loro un po' di spazio decisionale. A volte però è così difficile!!!! Io sto leggendo il libro di Gray "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere e i bambini dal cielo"..ehm ...a volte è un po' come dire...lontano dalla realtà (da lanciarlo contro un muro!!)? Però se lo silegge tra le righe e non lo si interpreta alla lettera.... aiuta...
PS: Mia figlia è inutile dirlo capace di farfe altrettanto. Ma i miei sensi di colpa da mamma separata sono alle stelle per cui faccio un immensa FATICA
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categoria:andare al mare, fare acquisti, mangiare fuori, pulire la cucina, riordinare la camera dei minici, fare un giro, parlare con altre mamme, fare la valigia, sbaciucchiare l udt, abbracciare la minica, portare la minica allasilo, portare il minichino al nido
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