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mercoledì, 24 settembre 2008
Tutto avrei pensato, fuorché di vestire un giorno una divisa.
E di trovarla comoda e pratica.
Certo, è abbigliamento da lavoro e non una divisa da bersagliere, ed è facoltativa fuorché nelle grandi occasioni, quando il direttore megagalattico ci tiene a mostrarci tutti belli schierati e "in divisa". Occasioni nelle quali mi premuro di abbinare all'impeccabile divisa delle calze e delle scarpe particolarmente improbabili.
Fatto sta che se un giorno cambierò questo lavoro, ciò che mi mancherà di più sarà la meravigliosa sensazione di aprire l'armadio al mattino e non dovermi trovare nell'imbarazzo della scelta.
Tra una maglia che mi sta male, una che mi va stretta e una che ho comprato quand'ero al liceo e mi sa che ormai è fuori moda.
Invece mi infilo spensieratamente una delle cinque identiche magliette che mi stanno tutte identicamente male, mi vanno tutte identicamente strette e non possono essere fuori moda non essendo mai state alla moda e l'unico imbarazzo della scelta è tra la manica lunga e la manica corta.
Sabato le butto in lavatrice.
Poi le stendo tutte in fila, che fa tanto casa operaia.
Domenica (sera) le stiro e le impilo in ordine: venerdì, giovedì, mercoledì, martedì e lunedì.
E l'indomani si ricomincia.

Tutto potreste pensare di me, fuorché che sia favorevole al grembiule della Gelmini.
Infatti non lo sono.
Il grembiule serve, eventualmente, a non sporcare il delizioso completino che lascia intravedere. Non è nè omologante, nè democratico, nè socialmente educativo. E neppure economico, trattandosi di una cosa in più.
Una divisa lo è.
E non parlo di una divisa da marinaretta tipo manga giapponesi o di un completo camicia-cravatta-maglione-gonna/pantalone-calzino intonato-scarpa ortopedica tipo college inglese (che, tutto sommato, personalmente non mi dispiacerebbe neppure, ma forse sarebbe pretendere un po' troppo...), ma di cinque polo manica corta, cinque manica lunga, due felpe, e un paio di pantaloni della tuta, da abbinare a jeans e scarpe a piacere, giusto per dare un contentino a quelli che vogliono differenziarsi a tutti i costi, a quelli che se non hanno almeno un capo firmato gli viene l'orticaria e a quelli che se non hanno le scarpe così e cosà gli fanno male i piedi (io sono tra questi). Ah, ovviamente identici per maschi e femmine.
Costo, 150 € (sul primo listino prezzi che mi è capitato sottomano, compresa la serigrafia monocolore del logo della scuola, quindi sicuramente meno per grossi quantitativi).
Metà di una tutina Moncler taglia 2 anni.

P.S. Da quando ho scritto quel post, ogni mese ho decine di contatti da parte di gente che cerca sul mio blog tutine Moncler, quindi non venite a dirmi che 150 € per vestire un bambino in età scolare per due/tre anni otto mesi all'anno sono tanti e e bla bla bla, bla bla bla... Chiaro che per qualcuno sarebbe sempre un qualcosa "in più", ma per altri potrebbe invece essere un qualcosa "al posto di", comprato all'ingrosso tramite la scuola.
postato da: momatwork alle ore 11:12 | Link | commenti (7)
Commenti
#1   24 Settembre 2008 - 21:20
 
Son proprio proprio d'accordo.
A me la divisa delle scuole inglesi piace assai, a dire il vero... mi fa tanto 'orgoglio', del tipo: son fiero di andare in questa scuola qui.
Già, in Italia è un po' fuori luogo :)
Però una semi-divisa sarebbe auspicabile.
Tanto, guarda, 150€ si trovano. E si risparmiano dalle magliette firmate o dai grembiuli griffati.
Le mie amiche hanno speso un sacco di soldi per prendere il grembiule delle winx, che senza sembrava brutto... alla faccia di chi diceva che così i bambini sarebbero stati tutti uguali.
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#2   24 Settembre 2008 - 21:49
 
anche io sono pro divisa (non grembiule). E non fatemene una ragione di soldi perchè onestamente penso costi di più comprare vestiti per mandarli a scuola mentre con le divise risolvi il problema!!!
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#3   25 Settembre 2008 - 09:39
 
Anche a me la divisa inglese piace, pero' pare che costino uno sproposito.
Da noi, d'estate e nelle uscite si una una divisa di pantaloncini blu e maglietta bianca, per il resto grembiule bianco. Io lo odio abbastanza, sara' perche' da piccola lo trovavo "imbalsamante" (all'epoca avevamo quelli abbottonati dietro), e non serve nemmeno a proteggere, visto che poi per dipingere usano i grembiulini sopra (per non sporcare il grembiule ah ah ah!). Starebbero molto meglio in tuta da ginnastica- con combinazioni di colore predefinite.
L'anno scorso ho poi scoperto che i grembiulini scolastici esistono solo col 65% di poliestere (l'unica alternativa per avere piu' cotone era farteli cucire da soli...). Ero incredula!
Pero mi sa che hai sottodimensionato il numero di felpe: tra pranzo a mensa da soli, e attivita' artistiche varie, ci vuole un cambio totale al giorno.
alessandra
utente anonimo

#4   25 Settembre 2008 - 10:11
 
Temo che i grembiulini come vengono intesi non saranno un capo paritario, perchè, a quanto pare, esistono grembiulini e grembiulini (winx e chissà quali altre case di moda vs. anonimi del mercato). Anche a me piacerebbe una sorta di divisa personalizzabile da scuola a scuola. Non uguale in tutta italia, però, questo sì fa brutti ricordi.... ;-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mammalisa

#5   25 Settembre 2008 - 21:18
 
Oddio non ci credo, ben cinque persone che la pensano come me...

Tutti quelli a cui ho tentato di propagandare la divisa qui al paesone mi hanno guardato malissimo e risposto con motivazioni allucinanti.

Ma la gente di buon senso è nascosta tutta in rete? Ditemi che esistete davvero in carne e ossa e che non siete solo delle (ragionevolissime) presenze virtuali... :-D
utente anonimo

#6   28 Settembre 2008 - 15:53
 
Dal 1975 al 1980 sono andata alle elementari con un grembiule nero e collettino bianco e x me era una cosa normale, nessuno mai ha pensato che fossimo dei piccoli balilla. Come al solito, anche quando non serve, c'è gente che non riesce a non metterci la politica in mezzo.
Il grembiule dovrebbe essere unico e basta, di cotone e costare poco.
Le divise scolastiche lasciamole a chi ha tradizioni centenarie di divise, non improvvisiamo cose che non sappiamo fare.
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#7   28 Settembre 2008 - 18:50
 
E perché no?
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Commenti

categoria:fare acquisti, andare a lavorare, andare a votare, riordinare la camera dei minici, restituire i vestitini, cercare quello che non ho perso, darsi una sistemata
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