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martedì, 30 settembre 2008
Non dite che non ve l'avevo detto.
Che non ho (più) molto da dire sull'allattamento.
Ma che se mi ci tirate per i capelli.

Un po' di tempo fa sono stata tirata per i capelli. L'argomento (su un blog non mio che non intendo citare perché la cosa non ha, per fortuna, avuto molto seguito e perché non ho voluto avere l'ultima parola. Cosa plausibile, su un blog altrui, ma non vorrei che pensaste che condivida la spiegazione che mi è stata fornita) era dei più vaghi e quindi mi sono sentita in dovere di mettere in guardia chi aveva un'opinione tanto entusista (che peraltro condivido abbastanza) su un tranello in cui, preda dell'entusiasmo, era facile cadere.
Ne ho ricevuto un trattato su quanto meglio sia l'allattamento artificiale rispetto a quello al seno, con tanto di riferimenti oscuri a studi medici -quelli seri- (senza però citarne nessuno) dove vengono confutate le verità statistiche degli studi "meno seri". Come se a questo mondo vi fossero solo delle verità assolute.
Mi è stato spiegato come "l'allattamento al seno non sia molto doloroso, ma a volte può succedere", come "i bambini allattati dalla madre si ammalino un po' meno e soffrano un po' meno di coliche, ma entrambe le cose possono capitare ed entrambe spesso non capitano a quelli allattati artificialmente" come "i bambini nutriti a latte artificiale crescano più rapidamente, ma questo non vuol dire che gli altri abbiano problemi (problemi?)", come "gli studi di psicologia cognitiva (addirittura!) hanno evidenziato maggiori difficoltà psicologiche sia per la mamma che per il bimbo - difficoltà legate alla fase dello svezzamento e in generale ai rapporti madre-figlio-padre - per quelli allattati al seno".
Ed infine, la mia preferita: "l'allattamento al seno comporta una sorta di schiavitù"
Perchè invece cambiare pannolini, lavare tutine rigurgitate, pulire cascate di moccio, fiumi di piscia, montagne di merda e laghi di vomito è una figata unica. Soprattutto se devi pure preparare i biberon.
Ma i biberon non li preparerà sempre lei, "farà i turni tutte le notti col suo compagno (compagno che poche righe sopra esa stato accomunato alle ostetriche tra gli "incompetenti vari")" e questo la renderà libera.
Essì, perché la signora in questione è ancora incinta.
Ora è ben vero che una possa informarsi prima sulla base di fonti di libera scelta ed anche avere una sua opinione. Ma che questa sua opinione diventi poi verità assoluta è un altro paio di maniche.

Siccome invece a me piacciono i dati ed i numeri, vi segnalo, oltre alle solite 101 ragioni per preferire l'allattamento al seno a quello artificiale (con riferimenti bibliografici), anche i dati sugli "incidenti" che hanno comportato il ritiro dal mercato di latte artificiale contaminato (quindi solo quelli scoperti) relativi agli anni 2000-2007 e 2007-2008 (fonte IBFAN).

E questo non perché mi diverta a fare terrorismo psicologico o perché mi diverta a sbeffeggiare le persone a loro insaputa. Io spero vivamente che questa persona cambi nel frattempo idea, magari ripassando di qui e riconoscendosi, perché quanto è dura la verità statistica di "i bambini allattati dalla madre si ammalino un po' meno e soffrano un po' meno di coliche" si può capire solo con il proprio bambino malato in braccio.

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Che nessun bambino si ammalasse, mai, per nessun motivo, purtroppo non può essere una verità assoluta.
Però breastfeeding matters.
postato da: momatwork alle ore 11:19 | Link | commenti (16)
Commenti
#1   30 Settembre 2008 - 13:36
 
Non conosco abbastanza l'inglese da poter leggere il link sui 101 motivi, ma credo di poter dire che sicuramente li condividerei tutti. Sandra, mamma di Alessio, felicemente allattato da 21 mesi.
Sto cercando di imparare a non prendere come una crociata personale il desiderio di "diffondere la verità" sull'allattamento, ma a volte è davvero dura restare indifferenti al maremagnum di cazzate che ancora si sentono in giro..

Scusa il francesismo.

Sandra
utente anonimo

#2   30 Settembre 2008 - 14:29
 
Ho cercato il post per capire meglio, e ho visto che parla del libro della Hogg.

A me quel libro piace tanto, ma anche perchè ho preso quello credevo valido e lasciato stare quello che non ritenevo altrettanto valido.
Confesso che la parte sull'allattamento l'ho saltata proprio perchè non mi piaceva la 'scioltezza' con cui parificava il latte materno a quello artificiale, anche se credo che il suo intento non fosse quello di propagandare il LA, ma riguardasse un discorso più ampio di benessere 'mentale' del nucleo familiare.
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#3   30 Settembre 2008 - 18:18
 
Un libro della Vegetti-Finzi evidenzia come sia il rifiuto dell'allattamento al seno sia l'accanimento nell'allattare a tutti i costi possano essere facce della stessa medaglia, ovvero il fatto che non è facile accettare la duplice funzione di una parte così importante nel corpo femminile.
Quando ero incinta, ero molto spaventata da quello che avrei provato durante l'allattamento. Avrei dato qualsiasi cosa per aggrapparmi a una giustificazione scientifica che mi permettesse di non provarci nemmeno.
E poi ho scoperto che, al di là del dolore e di tutte le menate che hanno accompagnato i miei due brevissimi allattamenti, le mie paure erano ingiustificate: non c'era nessuna sovrapposizione tra la funzione erotica e quella nutritiva.
Il problema è che, prima, nessuna può saperlo e quindi si cerca di difendersi anche in modi sbagliati. Bisognerebbe però avere l'onestà intellettuale di riconoscere che sono tutte scuse.
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#4   30 Settembre 2008 - 19:10
 
@ poesianotturna: ecco, lo sapevo che non ero stata abbastanza criptica...
A me il libro della Hogg piace abbastanza, a parte il capitolo sull'allattamento.
Mi piace come non tratti tutti i bambini come se fossero uguali, come enfatizzi la comunicazione empatica, ecc... Allo stesso tempo, però mi piace come semplifichi e schematizzi, senza buttare sulle spalle di una neomamma frastornata il peso enorme di "una mamma lo sa". Secondo me una mamma non lo sa, o se lo sa, ha paura di sbagliare. Una mamma ha bisogno di verità assolute e si affida a chiunque sia pronto a propinargliele. Tracy Hogg, almeno, ti confeziona una verità assoluta "su misura", a seconda che il tuo bambino sia tendenzialmente vivace e tu tendenzialmente perfezionista. E per iniziare, va benissimo, con la sola accortezza di prendere il capitolo sull'allattamento con le pinze se, beninteso, si vuole (e si può) allattare al seno.
Perché io ammetto che ci siano mamme che non vogliano. Sono affari loro.
Quello che non ammetto è che facciano proseliti diffondendo false verità.
Tornando alla nostra querelle, forse un po' me l'ero (inconsciamente) presa per il consiglio di acquistare LA ed ammenicoli da allattamento artificiale "non si sa mai" ed ho rispolverato quei vecchi commenti.
Ho lasciato perdere, perché nelle cause perse cerco di non imbarcarmi più. Ho poco tempo, rischio sempre di sembrare più aggressiva di quanto non voglia (mio padre è morto di cancro e non fumava, alla faccia della verità statistica e del cattivo gusto...) e preferisco dedicarmi a persone ed argomenti che mi interessano di più.
Tutto questo per dire che se "perdo tempo" con te, non ti considero una persona arida, ma una persona "fertile". Perché non la pensi come me, altrimenti staremmo solo a darci grandi pacche sulle spalle e a dirci quanto siamo brave, e quindi apporti dei contributi interessanti alla conversazione. Perchè a me non interssa fare proseliti, ma conoscere altre esperienze, altri punti di vista e riflettere insieme.
Insomma, perché non sei una "causa persa". Ti basta?
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#5   30 Settembre 2008 - 19:46
 
Altro che, se mi basta... :)

Sai, per me tutto è diverso da quando sono madre...
Prima ero una persona piena di incertezze e di paure, spesso inadeguata, mai contenta di me stessa.

Poi sono diventata mamma e, non so come spiegarlo, è come se tutta la mia vita improvvisamente fosse diventata facile e felice, come se avessi finalmente inteso il mio destino, quello per cui ero nata.

Forse io ho fatto un percorso inverso a tante madri, che partono decise e poi incappano nelle loro paure nascoste quando hanno il loro bimbo tra le braccia.
Per me è stato il contrario.
E non saprei nemmeno dirti perchè, o come, o quando esattamente sia successo.
Ma quando ho visto Dafne, quel giorno, e mi sono specchiata nei suoi occhioni attenti... per me tutta la vita è diventata bella, e semplice.
E' come se mi fossi 'destrutturata'.

Per quello parlavo di 'istinto', o di 'natura', perchè nel mio caso è un po' come se tutte le mie strutture fossero implose per lasciare spazio alla mia natura di madre.
E sempre per quello parlavo di 'non-paura' del pianto, nel senso che, inaspettatamente e con mia grande sorpresa, ho saputo affrontarlo senza piangere a mia volta.
E non pensavo di poterlo fare...

Io vengo qui tutti i giorni per imparare, m@w.
Quando tu mi dici una cosa, o mi fai un'osservazione, io mi correggo. Perchè ti stimo, e vedo in te una persona equilibrata, che riflette, che non parla a sproposito (qualità che io ammetto di non possedere, almeno non appieno).
Quella del LA, ad esempio, è stata una 'leggerezza innocente', se mi passi il termine.
Nel senso che parlavo di ME, senza rendermi conto che poi, se uno capita lì a caso e si copia la lista senza pensare, poi finisce che lo prende per oro colato.
Quindi ho corretto, e cambiato. Perchè avevi ragione.

Non sono una persona semplice e commetto molti errori, ma mi piace ammetterlo e mi piace cambiare.
Io AMO Dafne. Ed è doloroso sapere che questo non traspare abbastanza... tutto qui.
E siccome non riesco a tenermi nemmeno un cecio, in bocca... che è meglio il confronto, come dici tu, e non le pacche sulle spalle.

Buona serata...
Barbara.
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#6   30 Settembre 2008 - 19:52
 
Si, però, se state sempre davanti al PC ragazze, non mi date nemmeno il tempo di finire!!!
Ce n'è un altro di là.
Però se ti riviene il magone stavolta te lo tieni tutta la notte, perchè io vado a cena dall'Amichetto.
:)
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#7   30 Settembre 2008 - 23:35
 
Ho avuto tre figli e purtroppo non ne ho allattato neppure uno (solo la prima per pochi mesi). Per problemi medici miei, mi hanno consigliato di non allattare piu'. Me ne sono dispiaciuta un bel po', ma pazienza, non ci potevo fare nulla. I miei bambini sono comunque cresciuti sani e senza problemi e con l'allattamento artificiale mi son trovata bene. Quel che voglio dire è che non bisogna farsi troppi problemi. Se una mamma ha latte a sufficienza, ben venga l'allattamento al seno, che io trovo piu' comodo in quanto "sempre pronto" all'uso e piu' naturale. Ma se di latte non ce n'e' abbastanza, piuttosto che avere un pupo tra le braccia che non cresce, la mamma si stressa, il bimbo piange... allora meglio passare all'artificiale senza sensi di colpa (controllando magari bene la fonte, visto cio' che si legge in giro negli ultimi tempi). Riassumendo: take it easy!
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#8   30 Settembre 2008 - 23:55
 
@ mammachespasso: non entro nel merito della tua situazione personale, visto che parli di motivi medici e che, quindi, desumo tu possa essere nel novero di quelle mamme che non devono, assolutamente, sentirsi in colpa per il fatto di non aver potuto allattare, nè si devono sentire costrette a giustificarsi in continuazione. Per fortuna il latte formulato esiste, pare l'abbiano pure migliorato rispetto a quello che c'era in passato (quello che ha cresciuto me trent'anni fa, per intenderci... :-) Per le donne che hanno un impedimento all'allattamento (la cui percentuale si stima oscilli fra il 5% e l'1% dei casi) questo è molto importante.

Il problema è che le donne che allattano al seno i propri figli sono meno, molto meno, del 95%-99% delle donne! E in questo c'è sicuramente qualcosa che non quadra. Take it easy avviene, ahimè, anche fin troppo spesso :-)
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#9   01 Ottobre 2008 - 10:28
 
No, basta, per oggi niente magone :)
Ho deciso che adotto la tua tecnica e non mi ci addentro più, altrimenti ripeto sempre le stesse baggianate e poi divento ancora più noiosa di quello che sono.

(e poi c'è una bellissima giornata primaverile, a Bologna, e io finisco le millemila lavatrici che devo fare, e poi mi do alla pazza gioia :) )
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#10   01 Ottobre 2008 - 11:58
 
Posso lasciarti anche io il mio commento su questo tuo bellissimo post? Io condivido tutte le tue parole e soprattutto le tue scelte. Sono però una di quelle mamme che non trae giovamento dall'allattamento al seno, pur avendo protratto fino a che potevo la questione. Ti dico questo perchè ogni individuo è a se, non si può dire che è meglio il seno all'artificiale ma nemmeno viceversa. Per qualcuno è una cosa per altri un'altra. Una cosa però, sono stracontraria al latte in polvere. Io ho avuto una mamma con grossi problemi e non ho mai preso latte suo e nemmeno in polvere. Latte di mucca ragazzi, opportunamente diluito con acqua in giuste dosi e non è mai morto nessuno, MAI. Economico, pratico, corretto.
Io la penso così.
Baci
Luisa
utente anonimo

#11   01 Ottobre 2008 - 12:46
 
@luisa: questa del latte di mucca diluito l'ho letta anche in un libro di un pediatra steineriano (mi ricordassi il nome, cmq anni 70) ma non mi convince tantissimo, almeno per i primi 6 mesi. Se vai a vedere la tabella nutrizionale, il latte di mucca è, dopo quello di pecora, quello più lontano dai valori umani.
Capisco che sia il più diffuso, ma non è un caso se gli ultimi studi sul latte artificiale cercano di puntare su una particolare razza di capre, le Sanem, che già producono un latte molto simile a quello umano (cmq mai così simile come quello d'asina) e che vengono selezionate in modo che il loro latte debba essere elaborato il meno possibile.
Questo anche per dire che si può anche allattare artificialmente, ma senza faciloneria e senza essere per forza additate (da qualcuno, non qui) come schiave delle multinazionali.
Io per esempio ho scelto da sempre un latte non pubblicizzato, il Neolatte, biologico e probiotico da sempre, di provenienza "sicura", che viene venduto in farmacia a un prezzo inferiore a quasi tutti gli altri latti (escluso Coop, che però non faceva bene ad Amelia).
Mi sono sempre informata sulle novità del settore e ho sempre cercato di evitare di recepire passivamente le direttive della pediatra.
@sandra #1: castronerie se ne sentono anche dall'altra parte, e secondo me non sono di meno. Se tu sapessi quante volte mi sono sentita predire sventure terribili sul mio rapporto con Amelia perché non l'allattavo: ti mancherà un legame con la bambina, sarà insicura e terrorizzata dai legami con gli altri, svilupperà un rapporto morboso con te... insomma, le stesse cazzate che dicono a chi allatta. Purtroppo gli idioti non stanno mai da una sola parte.
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#12   01 Ottobre 2008 - 13:04
 
che poi, secondo me, non è questione di 'partitismo' ma di sensibilità. chi demonizza una o l'altra possibilità (tra l'allattamento naturale e il latte artificiale), torna indietro di mille anni rispetto alle conquiste medico-scientifiche e culturali di oggi.
utente anonimo

#13   03 Ottobre 2008 - 09:24
 
@ luisa: sicura? Per i confronti tra latti di provenienza animale mi affido a Lanterna che so sufficientemente informata sull'argomento, ma so che una delle cose che viene imputata al latte vaccino (nei confronti di quello materno) è appunto di avere un rapporto tra le varie sostanze che non è quello più adatto alla specie umana; quindi, diluendolo fino a raggiungere il giusto apporto di (ne dico una a caso) proteine, il contenuto di (ne dico un'altra altrettanto a caso e solo a titolo esemplificativo) grassi non sarebbe quello ottimale, senza considerare la presenza/assenza di alcune componenti (fattori nutrizionali del latte materno, differenze tra latte vaccino e latte materno).
Quindi, siccome mi affido ai numeri e alle statistiche e diffido del "con mio figlio ho fatto così e non è successo niente" (e siccome ogni individuo è a sè, anche con me hanno fatto così e non è successo niente, ma io da sola non faccio statistica ed alcuni tra gli eventuali effetti si sarebbero visti dopo anni, quindi... come valutare?) nell'impossibilità di allattare al seno avrei scelto un latte formulato.
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#14   03 Ottobre 2008 - 11:20
 
Inoltre (scusami se faccio la presenzialista, ma su queste cose mi infervoro), un latte vaccino biologico ma senza probiotici (e non Demeter, come invece vorrebbero gli steineriani) costa 1,39 euro/litro, mentre il Neolatte (biologico e probiotico), a conti fatti, costa 1,60 euro/litro.
È vero che il latte vaccino si dovrebbe allungare, ma vale la pena di rischiare la salute di un bambino per una differenza così piccola e per un così breve tempo? Secondo me no.
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#15   04 Ottobre 2008 - 15:19
 
No, no, si tratta di cose molto importanti e potenzialmente pericolose! L'informazione è importantissima. Diamo a cesare quel che è di cesare; per fortuna la ricerca medica ha permesso di elaborare delle formulazioni di LA che si avvicinano sempre più al latte materno (non credo lo uguaglieranno mai, ma continuano a lavorarci su). Certo che una volta davano quello che c'era, ma la mortalità fra i neonati era molto più elevata!! Ho letto proprio nella relazione di un congresso di pediatria quanto la pratica, diffusa in passato (!), di somministrare latte vaccino diluito con acqua e zuccherato (nel tentativo di compensare, a spanne, le sostanze che non andrebbero diluite troppo) sia stata dannosa e abbia provocato molti decessi. Per rendere l'idea, può essere utile confrontare una tabella della composizione chimica del latte materno maturo con quella del latte vaccino intero (non voglio fare marketta, ma l'argomento è importante quindi, per chi fosse interessato, in questa pagina, nel paragrafo 'composizione chimica del latte materno', riporto la tabella in questione: http://www.cuoredimamma.org/pagine/allattamento_02.php). Come potete vedere, ci sono parecchi elementi presenti in quantità praticamente simili, per cui diluire è un azzardo. Certo, a qualcuno può essere andata bene, ma a voler dare indicazioni generali non ci si può riferire a questi casi. Nella mia famiglia abbiamo l'esperienza di un fratellino di mio padre, negli anni Trenta. Nel suo caso morì letteralmente di fame, perchè, probabilmente, avevano diluito troppo le proteine (per la cronaca, era il terzo figlio, unico caso in cui si dice che mia nonna non avesse avuto latte. I successivi sei figli li allattò tutti....) Quando non si allatta al seno, è d'obbligo ricorrere al latte formulato. Il latte vaccino intero può essere dato solo dopo l'anno di età, magari diluito le prime settimane per vedere come il bambino lo tollera.
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#16   06 Ottobre 2008 - 22:49
 
Che belle tutte le informazioni che date sul latte biologico/probiotico, a me dicevano solo le polverine. Me le tengo buone per numero 3, se ci sarà bisogno.

Diciamo che sull'allattamento ogni madre è molto sensibile, che ci tocca nel nostro grandissimo trauma; che il bambino non mangi abbastanza, non cresca bene. E con l'allattamento siamo solo all'inizio, con lo svezzamento ci si cominica a divertire sul serio.

Insomma, io mi chiedo spesso da dove venga questo complesso dell'essere una cattiva madre se il bambino è inappetente o non mangia, una cosa che trovo tanto spesso nei blog di chi ha bambini molto piccoli o cagionevoli di salute e inappetenti.

Se guardiamo poi a tutti i complimenti che ti fanno quando il bambino mangia bene!

Insomma, il legame maternità-cibo mi intriga molto, mi chiedo quanti dei disordini alimentari di grandi e piccoli non sorgano proprio da lì: se mio figlio non mangia sono una cattiva madre.

Allora, fermo restando che facciamo bene a informarci ed appassionarci a quello che diamo ai figli, proviamo anche a regalarci un po'di leggerezza, che la vita con i neaotati soprattutto già ci prova tanto.

In fondo ho sempre creduto che se una madre è sicura delle proprie decisione (e quando non lo è finge) e sta tranquilla e serena lei, che sia naturale o artificiale, l'importante è fare una scelta informata e viverla bene.

Certe volte, verissimo, sono le nostre paure che ci fanno arrampicare sugli specchi alla ricerca di argomenti definitivi e categorici. Ma per ognuno funziona quello in cui crede se lo vive serenamente.

Le discussioni forse di segnalano che questa serenità non ce l'hanno inmolte. ma si cresce, essere madre fa crescere soprattutto noi, soprattutto se entra in gioco l'onestà con noi stesse che si diceva sopra nei commenti.

Mi permetto di intervenire perche da un paio di mesi ho due bambini grandi e responsabili, e come mi semplifica la vita. Ma da piccoli un dramma, che ho allattato misto il primo senza crederci troppo (e pentendomene, ma che ne sa una madre in depressione post-natale di fronte all'autorità medica), che il secondo invece sono stata una chioccia/pardon mucca spaventosa ed è il più autonomo dei due, non stanno mai male, mi sono sempre rifiutata di fare un problema delle abitudini alimentari, anche se a vlte mi veniva il mal di stomaco per lo stress.

Quando mia suocera medico, o mi faceva i discorsi per relativizzare il mio panico (non ha mangiato niente tutto il giorno-come niente; ha mangiato uno spicchio di mela, uno yogurth, ha bevuto il latte e un cracker, fa cacca e pipì regolarmente, tuo figlio sta bene così) o sentenziava che erano troppo magri o anemici, ho cercato di impormi di non fare del cibo la scusa su cui scaricare le tensioni varie.

Se ha fame mangia, se non ne ha, lo rispetto e gli metto a disposizione qualcosa per qudno gli viene, fermo restando che glucosi, biscotti industriali, succhi , cacchietti e ricatti psicologici li eliminiamo dalla dieta.

Adesso i bambini mangiano con piacere tutto, se qualcosa proprio gli fa schifo non insistoma non sto neanche a cucinargli le alternative e sanno andare a prendersi in frigo o in dispensa qualcosa da mangiare, portandomelo perché lo scaldi se hanno fame.

A me questo mi gratifica, non dico che sia la soluzione ideale, ma funziona per noi e spero che continui. Il prossimo passo è cominicare io a mangiar sano come loro e smettere di comprarmi di nascosto il cioccolato che centellino a loro.

Coraggio, godiamoci i figli e il bello che ci offrono e teniamo duro con le pippe mentali, soprattutto quelle esterne.
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