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mercoledì, 15 ottobre 2008
Questo è un post che non avrei voluto scrivere.
Primo, perché non ce ne sarebbe stato alcun motivo se non stesse accadendo ciò che sta accadendo.
Secondo, perché hanno accusato questo blog di essere troppo serio (mentre io non lo sono) e questo è un argomento serio.
Terzo perché è un argomento di cui credo di non sapere abbastanza e a me non piace parlare di cose di cui credo di non sapere abbastanza, ma, nonostante questo non si può più tacere.
Quarto, perché avrei un sacco di roba da stirare, ma questa è un'altra faccenda.

Dunqua, la Riforma Gelmini.
La riforma Gelmini, al di là dei suoi aspetti folcloristici, ha (almeno) quattro aspetti preoccupanti:
1) Il maestro unico. Embè? Dirà qualcuno, ce l'abbiamo avuto tutti il maestro unico. Vabbè, la mia era un po' stronza, ma sapeva fare il suo mestiere, che era, appunto, quello del maestro unico. Voglio ben vedere, era prossima alla pensione e nella vita aveva fatto quello: il maestro, anzi, la maestra unica. I maestri di adesso sono più di vent'anni che non lo fanno più, il maestro unico. Alcuni non l'hanno mai fatto e soprattutto, e non è cosa da poco se si presume o si auspica che uno faccia il suo lavoro con passione, nessuno sembra volerlo fare. Perché, immagino e spero che quando un insegnante ha scelto cosa insegnare abbia potuto scegliere, nella maggior parte dei casi, l'ambito che gli era più congeniale.
Quindi questo insegnante unico si ritroverà ad insegnare per più del 50% del tempo cose che non sa e di malavoglia. Geniale.
2) le 40 ore. Che non sono il tempo pieno. Il tempo pieno è un progetto educativo unitario, suddiviso sulla base di un orario lungo. Le 40 ore della Gelmini invece ai miei tempi si chiamavano "doposcuola" e ai tempi di mia sorella (che invece ha fatto il tempo pieno), "tempo prolungato". Cioè restavi a scuola a fare teoricamente i compiti e praticamente non troppo casino sotto lo sguardo annoiato di qualcuno, che, a volte era solo il bidello. Al doposcuola non ci andavano quelli che avevano entrambi i genitori che lavoravano e che erano comunque ancora pochi; quelli in qualche modo si arrangiavano. Al doposcuola ci andavano quelli che a casa le madri non li volevano, quelli che altrimenti non avrebbero fatto i compiti, quelli che tanto non li facevano comunque. Quelli che andavano al doposcuola erano bambini di serie B.
Le ore della Gelmini non prevedono invece una continuità didattica con le 24 ore "obbligatorie" del maestro unico. E se una cosa non è obbligatoria è facoltativa. E quindi all'interno di una stessa classe ci saranno dei bambini che faranno 24 ore, altri 30, altri 40. Bambini di serie A, di serie B, di serie C.
3) L'uscita alle 13.00. Alla scuola dell'Infanzia. Questa ve l'eravate persa, eh? Infatti non ne parla quasi nessuno. E invece: "Nella scuola dell’infanzia l’orario obbligatorio delle attività educative, nell’ottica di una progressiva generalizzazione e tenendo conto delle diversificate esigenze rappresentate dalle famiglie, si svolge anche solamente nella fascia antimeridiana, impiegando una sola unità di personale docente per sezione e riorganizzando il più possibile il funzionamento delle sezioni di una medesima scuola sulla base di tali opzioni. Le conseguenti economie di ore e di posti potranno consentire nuove attivazioni e conseguentemente l’estensione del servizio." Che cosa voglia dire esattamente "nell’ottica di una progressiva generalizzazione e tenendo conto delle diversificate esigenze rappresentate dalle famiglie" non è dato di sapere. Secondo le maestre della Minica, che dal prossimo anno si va tutti a casa alle 13.00 e basta.
4) Le scuole dell'infanzie ed i nidi comunali. Nemmeno di questo si parla, ma è crisi nera. Perché l'ICI, che con buona pace di Bossi era la più devoluta delle tasse (ancorché sgradita, ma come ogni tassa, direi...) non la paghiamo più. Ed infatti nel mio Comune tutte le iniziative extrascolastiche (incontri con i genitori, conferenze sull'infanzia, attività di gioco pomeridiano gratuito per i bambini che non frequentano i nidi sono state "sospese" per mancanza di copertura finanziaria).

Questi, i fatti.
Ma siccome me sti facendo un'overdose di Agatha Christie non riesco a fare a meno di chiedermi, come Poirot, chi trae vantaggio dall'assassinio della scuola pubblica.
Perchè cosa volete che gliene fregli alla Gelmini e al suo suggeritore Tremonti di risanare il bilancio?
La risposta ovvia è: la scuola privata. La scuola privata potrà fare tutto ciò che vuole, come vuole, dove vuole, ma con chi può. La scuola privata che, giusto per ribadire la mia simpatia, spesso significa scuola cattolica.
Però non è banalmente finita qui.
La risposta meno ovvia è: le imprese che non sanno guardare al di là del loro naso. Quelle stesse imprese che gridano alla crisi perché il loro fatturato non aumenta (perché dovrebbe aumentare, poi, se la popolazione diminuisce?)
Perché chi non può dovrà chiedere un part-time.
Se glielo danno.
Oppure sarà invitata a licenziarsi.
Già, invitatA, perché non ci crede nessuno che a licenziarsi sarà il papà, anche se teoricamente un uomo avrebbe maggiori possibilità di trovare un altro impiego dopo qualche anno. E così molte donne usciranno per sempre dal mondo del lavoro per il fatto di avere anche un solo figlio.
E questo, nonostante le statistiche dimostrino che si fanno più figli nei Paesi dove le donne lavorano di più (purché supportate da adeguate strutture) e che alcuni vedano proprio nel lavoro femminile una possibile via d'uscita dalla crisi economica.

Ma forse questo governo si aspetta che a rilanciare l'economia siano le disoccupate.
Come la Gelmini quando si potranno definitivamente chiudere le scuole per mancanza di alunni.
postato da: momatwork alle ore 17:23 | Link | commenti (49)
Commenti
#1   15 Ottobre 2008 - 18:00
 
Sai, per me il cerchio si chiude:
appena tornata da Roma, depressa, per il presidio a Montecitorio dove hanno appena approvato questa:
http://precaridellaricerca.wordpress.com/2008/10/15/lemerdamento-come-approvato-dalla-camera/
Cosi' dall'autunno prossimo potro' andare io a prendere daniele a scuola all'una, tanto saro' disoccupata.
Stanno affossando il futuro di questo paese.
Oltretutto leggendo questo
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/sondaggi-2008/fiducia-governo/fiducia-governo.html
mi viene da tagliarmi le vene.
alessandra
p.s. comunque mi sa che a costo di prendermi un giorno di ferie, il piccolo alla manifestazione del 30 ottobre lo porto
p.s.2: mi sa che l'udt ha appena fatto in tempo a scendere dalla nave che affondava

utente anonimo

#2   15 Ottobre 2008 - 19:01
 
Ah, e poi cosa pensate possa fare una maestra con 28 treenni, a parte la domatrice di belve?
Ed ecco cosa ne sara' della didattica
ancora alessandra amareggiata
utente anonimo

#3   15 Ottobre 2008 - 20:52
 
Non intaserò i tuoi commenti con tutto ciò che vorrei dire, perchè dovrei scrivere un romanzo di invettive.

Dirò solo che sono estremamente preoccupata e sconfortata, e che la mia condizione di madre è diventata un handicap (non per me, ma per il mondo del lavoro con cui ho a che fare). E giuro che MAI avrei pensato di poter affermare una cosa del genere.

Il solo pensiero che la mia attività autonoma (ahhaaa... meno di 7000eur l'anno sono un'attività autonoma?) vada male (ndr: ancora peggio), mi getta nello sconforto.

Perchè:
- Dafne non viene presa al nido, visto che io sono a casa (a lavorare, ma tant'è);
- le aziende ai colloqui ti dicono che 'non se la sentono di investire su chi ha figli';
- i nidi/le scuole/gli asili... non sono in grado di venire incontro ai tempi del lavoro.

Io sto per andarmene da questo Paese.
Entro la fine dell'anno deciderò seriamente se emigrare, e dove.

Se vogliamo unirci, uniamoci.
Ma io ho 32 anni e sono proprio stanca di farmi un mazzo così, tutti i giorni, per combattere le cause perse.
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#4   16 Ottobre 2008 - 08:40
 
Mi viene una gran voglia di mollare tutto e andare a raggiungere mio cugino in Islanda. Peccato che non ci siano caseifici. E che le lingue scandinave siano mortali.
L'alternativa sarebbe l'Iran. Preferisco una discriminazione palese a una strisciante. Peccato che ho una figlia femmina, e mi viene da piangere per lei.
---
Finito l'angolo della lamentazione, secondo te che cosa possiamo fare per fermare questa follia?
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#5   16 Ottobre 2008 - 09:07
 
@ lanterna: guarda che in Islanda c'è un clima che ti farà rimpiangere la nebbia... In compenso, quando sono andata in piscina sembravo Naomi Campbell (e non solo per il colore).
Chiedi a ME cosa possiamo fare per fermare questa follia? Perché, ti sembro in grado di fare qualcosa?
Per ora ho sottoscritto appelli, fatto volantinaggio e sono diventata il punto di contatto alla scuola dell'infanzia di un gruppo di genitori. E poi ho scritto 'sto post e non mi è venuto neppure tanto bene.
Anche perché secondo me quelli che hanno i figli dell'età dei nostri sono un po' fuori dal giro ed invece son quelli che se la beccheranno in pieno. Quelli che hanno i figli alle elementari sono più informati, ma in qualche modo riusciranno a scansarla, almeno in parte. E quindi si rischia che tutto passi sotto silenzio.
Però, detto fra me e te (e chiunque altro passi di qui), questi sono come le locuste: non li ferma nessuno.
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#6   16 Ottobre 2008 - 10:38
 
ecco, secondo me la frase chiave è questa che hai scritto qui sopra "non li ferma nessuno".
noi stiam facendo assemblee su assemblee. la maestra di mia figlia talvolta gronda lacrime di rabbia.
il futuro pare nerissimo.
eppure c'è una sorta di rassegnazione silenziosa. un vittimismo esasperante. la mamme partecipano, ma soprattutto per lamentarsi, come si sono sempre lamentate di tutto.
io, personalmente, son davvero avvilita e scorata e se penso a quello che dovrò affrontare quando mio figlio inizierà la scuola e non potrà avere l'insegnante di sostegno perchè li hanno drasticamente tagliati ( e già lo hanno fatto ) mi vien male.


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#7   16 Ottobre 2008 - 10:48
 
Ciao, sono una lettrice silente, ma stavolta zitta non ci sto.
Come rappresentante di classe ho partecipato ieri all'interclasse (riunione con rappresentanti e maestre della scuola di mio figlio che frequenta la terza elementare) e la riforma è stata l'argomento principale.
Sono cose da pazzi scatenati. Il fine ultimo è davvero il favorimento solo e soltanto delle scuole private, ovviamente cattoliche. E anche se faranno il maestro unico, l'insegnante di religione comunque rimarrà, certo sparirà quello di lingua, quello di musica, quello di motoria. Tutto sulle spalle dell'insegnante unico che rimarrà (di solito quello con più anzianità), che per esempio nel mio caso, l'inglese non lo sa, conosce un po' di francese studiato 40 anni orsono e visto che ora insegna lingue, in matematica farà (testuali parole) il + il - il x e il : tanto in 24 ore settimanali più di quello non si può.
La situazione è tragica, si gettano palate di m*rda (scusa) sul futuro del paese.
La soluzione è Napolitano (se ha le palle).
il Presidente della Repubblica non può, per disposto costituzionale, rifiutarsi di firmare una legge approvata dal Parlamento.
Egli, però, prima di firmarla, può inviare un messaggio motivato alle Camere con il quale chiede una nuova deliberazione.
L'alternativa è che NON controfirmmi gli emendamenti che escono dal parlamento.
Scusa la lungaggine.
Claudia

utente anonimo

#8   16 Ottobre 2008 - 11:45
 
Il mio "tanto non li ferma nessuno" non voleva essere un vittimismo, quanto una constatazione. Con quella maggioranza lì in Parlamento possono fare quello che vogliono, anche farci mettere in testa un vaso da notte "per legge".
La cosiddetta piazza non li spaventa e comunque sembra che abbiano comunque il consenso della maggioranza degli Italiani. Sob.
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#9   16 Ottobre 2008 - 12:17
 
Il problema è che la maggior parte degli italiani non viene informata e non ha strumenti (culturali, soprattutto) per reperire informazioni da fonti diverse dalla TV.
Molti pensano che gli insegnanti semplicemente si lamentino perché lavoreranno troppo, e non capiscono/sanno che chi ci andrà di mezzo saranno i loro figli.
Altri ancora pensano che questi "sacrifici" siano necessari per salvare l'economia del Paese, e che cmq la sinistra avrebbe fatto altrettanto macelli, ma magari in un altro settore.
Altri ancora sono contenti che gli abbiano tolto l'ICI e chissenefrega dei loro nipoti.

Vorrei fare come Pollyanna, e sperare che favorire le scuole private faccia almeno nascere più scuole montessoriane e steineriane.
Casomai, per riuscire a pagare la retta, mi darò al narcotraffico e alle rapine.
Ma piuttosto che mandare i miei figli dalle suore, li faccio crescere analfabeti.
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#10   16 Ottobre 2008 - 12:18
 
non mi riferivo a te, ma a quelli che usano quella frase come giustificazione per mettersi comodi a guardare lo sfascio e nemmeno si prendono la briga di capire cosa sta accadendo davvero.
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#11   16 Ottobre 2008 - 12:56
 
io mi trovo nella cacca con questa riforma. con una figlia alle elementari, uno che prima o poi andrà alla materna pubblica e un lavoro a tempo pieno (ma precario). Sono angosciata. In realtà non so che fare. Non so davvero che fare. Non ho nemmeno modo di incontrare le altre mamme, perchè gli incastri casa-lavoro non mi consentono uno sforamento neppure di dieci minuti, e tra l'altro non le conosco perchè abbiamo iniziato la prima elementare.
Sono disponibile per qualsiasi iniziativa. posso linkare questo post? Io lo faccio, se ti scoccia, dimmelo.
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#12   16 Ottobre 2008 - 13:00
 
Facciamo qualcosa?

[..] inatnto vi rimando a questo post della m@w. Per il resto mi chiedo, e vi chiedo: cosa possiamo fare per evitare lo scempio della scuola pubblica italiana? Io sto a napoli, qualcuno sa di qualche iniziativa? vuole proporre qualche iniziativa? Vogliamo f [..]
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#13   16 Ottobre 2008 - 13:13
 
Concordo con lanterna sulla mancanza di informazione....io che ho un bimbo piccolo che non frequenta ancora l'asilo non sapevo quasi nulla di quello che hai scritto....e il futuro è fosco davvero, soprattutto come dicevate per i bimbi che in realtà a scuola non ci vanno ancora.
Non essendo parte della "scuola" in nessuna delle sue forme non mi viene in mente nulla per fermare questa riforma...comunque qualsiasi cosa si riesca ad architettare io (per quello che può valere) ci sto.
Kami
utente anonimo

#14   16 Ottobre 2008 - 13:44
 
'Ma piuttosto che mandare i miei figli dalle suore, li faccio crescere analfabeti'

Ecco, la penso proprio come Lanterna.
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#15   16 Ottobre 2008 - 14:00
 
ciao, ti seguo da tempo, sei sempre lucida e chiara e oggi ancora di più... ho due sorelle insegnanti alle elementari, una figlia che andrà alla scuola d'infanzia l'anno prossimo..
CONDIVIDO perfettamente il pensiero di quanti hanno scritto, MA CHE POSSIAMO FARE IN CONCRETO??????Beatrice
utente anonimo

#16   16 Ottobre 2008 - 14:31
 
Io penso che il problema più grande sia proprio che abbiamo dei bambini: che faccio? Per protestare contro la riforma Gelmini vado a incatenarmi al ministero dell'istruzione finché non fermano questa follia? Non posso, perché ho dei bambini piccoli che non hanno un bisogno materiale di me, ma affettivo sì.
Tutt'al più posso partecipare a una manifestazione se la organizzano, fare volantinaggio se qualche associazione (per esempio, che ci stanno a fare i sindacati? e le associazioni dei consumatori?) prende un'iniziativa, mettere un banner sul blog, mandare una mail divulgativa, appendere locandine nei posti strategici. Non ho tempo né mezzi economici per organizzare alcunché. E penso (temo) che per ciascuna di voi sia la stessa cosa.
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#17   16 Ottobre 2008 - 14:57
 
Anche se a me la riforma non tocca personalmente, visto che vivo in Uk, sono solidale con voi. Questa riforma è la ciliegina sulla torta dell'opera di deculturizzazione del Paese da parte di Berlusconi.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente raperonzolo767

#18   16 Ottobre 2008 - 16:36
 
bello questo post. Della possibilità rispetto al maestro unico alla scuola dell'infanzia ho scoperto giusto stamattina, l'insegnante di andrea stava facendo volantinaggio davanti alla scuola...Boh, qui tutto va sempre peggio, un pezzettino alla volta riusciranno a distruggere anche i punti di eccelenza del nostro paese...con buona pace e approvazione della maggior parte degli italiani, mi dicono... Eppure mi chiedo, i genitori dei bambini che frequentano le scuole hanno votato tutti a sinistra? non credo...e loro come faranno? davvero pensano che questa riforma sia migliorativa?E' vero, c'è molto vittimismo ma anche pochissima voglia di "fare", o meglio di "partecipare", per informarsi, capire e magari manifestare (che è vero che a questi della piazza non frega niente però piazza oggi, piazza domani, chissà...). e invece... io oggi faccio sciopero e vado a fare un giro al mercato...oppure: perchè domani è chiusa la scuola?sciopero?eccheppalle!
Anche io mi sento più basita che arrabbiata (per non parlare, infine, dell' opposizione che a cotante str**zate riesce veramente a rispondere in modo adeguato...ma forse i loro figli sono già grandi, o andranno alle scuole private).
amareggiata
alina mamma di andrea
utente anonimo

#19   16 Ottobre 2008 - 16:50
 
Poco tempo, sempre da spendere sul lavoro o a rincorrere qualcosa: è così che la nostra generazione viene inc-----. Non ci occupiamo più dei nostri diritti, non ne abbiamo la forza. Rispondo come ho fatto sul blog di Serial: cosa possiamo fare? Ci sono manifestazioni in vista? Ci sono associazioni dei genitori/ consumatori che organizzano qualcosa? Lanciamo un appello alle mamme che hanno un filo di tempo in più, per aiutarci a cercare iniziative in giro?
Ciao
Igraine (una mamma che ti segue da un po' Mom at work, ma che finora non ha ancora postato qui)
Ciao
utente anonimo

#20   16 Ottobre 2008 - 19:22
 
Ciao M@w, arrivo qui dritta dritta dalla serial.
Anche io ho "sublimato" la rabbia scrivendo un post dove invito alla firma contro questa riforma. Se ti va di passare, mi fa piacere, se no qui c'è il link per la petizione (spero non ti spiaccia, altrimenti cancella pure);
http://firmiamo.it/controilmaestrounico

Ciao Raffa
utente anonimo

#21   16 Ottobre 2008 - 21:22
 
Ciao le maestre (fantastiche!!) di mio figlio quando ho chiesto cosa potevo fare di concreto contro questa riforma mi hanno consigliato di inviare una mail al sito del Quirinale,chiedendo a Napolitano di non firmare per questa maledetta riforma!
Ma la mia paura è che nonostante la protesta furiosa che credo ci sarà faranno finta di niente.
Vogliamo parlare dei tagli ai maestri di sostegno.
Che gente incivile!!
Laura
utente anonimo

#22   16 Ottobre 2008 - 23:46
 
E' tutto, tutto molto sconfortante. L'impressione, da profana, s'intende, cioè da cittadina qualunque, è che si stia deliberatamente smantellando quanto di pubblico funziona, in modo da non lasciare valide alternative al privato. Ovunque. La scuola è solo uno dei campi, ma mi sembra che la tendenza sia generalizzata (le zampine nella sanità ci sono già). Chi potrà permetterselo pagherà dei servizi privati per il doposcuola, ad esempio, chi non potrà permetterselo che farà? E a vantaggio di chi va tutto questo? Chi si rafforza, incamera governance, sposta lentamente ma inesorabilmente i centri del potere del paese in suo favore, economico? La mia amarezza è generale, come dice m@w, con la maggioranza che hanno questa volta fanno quello che vogliono. E lo dimostrano dal giorno dopo le elezioni. Non c'è più alcun pudore, non c'è alcun tentativo di dissimulazione (lodo alfano? ministro delle pari opportunità? decreti salvamanager infilati di soppiatto che non ci si può distrarre un secondo? per citare solo alcune delle cose che mi mandano in bestia). In un panorama del genere, che vogliamo fare? Stringere i denti e sperare che alle prossime urne qualcuno abbia capito qualcosa.
Certo, il fatto dei consensi e dei sondaggi non lo capisco troppo, se si sentono tante lamentele, come è possibile? Mah.
Il punto 1 di m@w è stato il mio primo pensiero, quando ho sentito della riforma. Certo che a livello educativo non ci sarebbe niente di male ad avere un unico punto di riferimento. Anche se nemmeno due o tre sono un problema, se lavorano in armonia. Ma ricordo che io ebbi ancora la maestra unica, che non poteva soffrire la matematica. Ed infatti ne facevamo poca e male, e mi ha trasmesso questa avversione, per sempre... Quando, sei anni dopo, ai tempi di mia sorella, vennero introdotti i tre maestri, lei cedette ben volentieri tutte quelle materie che non sopportava... E ora? Non è ancora in pensione, anche se le mancano pochi anni. E sicuramente ci sono casi simili, senza contare le maestre giovani che hanno sempre lavorato 'specializzate'. Qui ne va proprio del livello di insegnamento che toccherà ai nostri figli.
Concludo con una nota più leggera (se così si può dire!) sull'Islanda: no, io aspetterei un attimo a emigrare anche lì, che 'sta crisi

sta sconvolgendo

un pò tutto ;-(
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#23   17 Ottobre 2008 - 04:16
 
Mi sento davvero amareggiata. Soprattutto perchè da espatriata il mio paese mi manca...ma così????
Come si può tornare in un paese così retrogrado? Come si fa, con tutta la cultura, la bellezza, le potenzialità che abbiamo a ridurci così??
Io amo l'Italia ma quando leggo queste notizie mi demoralizzo...
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#24   17 Ottobre 2008 - 04:17
 
non capisco però: ho una sorella che insegna e che mi dice che tutte le colleghe sono "imbufalite": per anni si è detto che le donne nel lavoro sono una risorsa ma di fatto questa riforma ci costringerà a casa. Nonostante ciò, i sondaggi anche di giornali non propriamente simpatizzanti di questa governance (ieri repubblica) ci dicono che Gelmini e amici sono sempre alti nel gradimento dell'italia tutta.... dove sta il baco? io la maestra unica e incompetente l'ho avuta e tremo al pensiero che la mia piccola dopo 30 anni si ritrova in questa situazione con l'aggravante che avrà a casa mamma depressa perchè dopo aver assaporato l'indipendenza e la soddisfazione di un lavoro proprio ha dovuto rinunciarvi a forza. E' possibile che riescano a far passare pure questa con tutte le ripercussioni sociali che tali scelte produrranno? è peggio di quanto pensassi .....
utente anonimo

#25   17 Ottobre 2008 - 08:59
 
@mammalisa: in realtà non credo che in Islanda avrei vita lunga. Però, se Mignolo trovasse un caseificio in Francia, farei i bagagli senza pensarci neanche un secondo.
@anonimo #24: io non mi pongo neanche il problema di smettere di lavorare. Piuttosto mi tiro il collo per pagare qualcuno che mi faccia ritiro e custodia minori per quegli anni, in attesa che mia madre vada in pensione. Non posso permettermi di perdere il mio posto di lavoro, e nemmeno di lavorare solo mezza giornata: i soldi che guadagniamo io e Mignolo ci servono tutti.
Piuttosto mi porto i bambini in ufficio, ma a lavorare non posso rinunciare. Anche se è un lavoro che non mi piace.
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#26   17 Ottobre 2008 - 09:14
 
@ raffa: io ho già firmato si carta, comunque ho messo il banner.
Piccola nota d'amarezza... a stamattina, e nonostante lo sciopero con conseguente uscita anticipata, la sola firma era la mia...

@ lanterna: # 16 infatti, se i bambini te li porti dietro perché quel giorno la tata aveva il giorno libero, li strumentalizzi. #25 però in Francia saresti sotto la media... ti toccherebbe proprio fare un altro figlio...
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#27   17 Ottobre 2008 - 10:18
 
Passo spesso di qui, ma non commento mai. Oggi, sì. Io ho una bimba di 21 mesi e una in arrivo per dicembre, e a dirla tutta dei 4 punti che hai segnalato a me quelli che sono saltati subito all'occhio (ma solo cercando bene su internet) sono stati proprio gli ultimi due...
Perché la maestra unica ce l'abbiamo avuta tutti, ed io sono stata fortunata ad averne una proprio brava. Dubito che con la preparazione attuale, specializzata, e il precariato che fa cambiare insegnanti ogni anno sarà lo stesso, ma avere il maestro unico tra i punti che elenchi a me sembra il male minore. Perché se ai bimbi seienni tocca il maestro unico o non hanno il prolungamento, in qualche modo ce la caviamo. Ma se da 3 a 6 anni non abbiamo la scuola dell'infanzia il pomeriggio, significa uscire dal mondo del lavoro, perché a 3 anni da soli a casa non è proprio il caso, e 5 o 6 ore di baby sitter al giorno nemmeno... quindi tutte a casa a badare ai pargoli.
E nonostante questo leggo sui giornali che il Ministro per le pari opportunità sceglie il modello francese per le donne. Dov'è che i conti non tornano? Ma il modello francese non era quello dei 3 figli a coppia, donne che lavorano a tempo pieno/part-time/flessibile e bimbi che hanno dal nido alle medie orari di prolungamento anche fino alle 20, baby sitter sharing convenzionate, e chi più ne ha più ne metta? O me lo ricordo male io, il modello francese?
Gloria
utente anonimo

#28   17 Ottobre 2008 - 11:36
 
ci aspetta un futuro da paura..
Ho firmato la petizione..se c'è dell'altro sono pronta anche io, mamma lavoratrice a tempo pieno con figlia di un anno...
M.Teresa
utente anonimo

#29   17 Ottobre 2008 - 11:39
 
cara, anch'io passo spesso e non commento mai ... ma qui non potevo nemmeno io non farlo. Io come molte altre mamme NON posso stare a casa dal lavoro. NON ME LO POSSO PERMETTERE. Ora, io ho la fortuna di avere la mamma che bada al piccolo. ma non per questo resto insensibile a quelloc he sta succedendo. Che futuro avranno i nostri figli?? Fatemi sapere se si può fare qualcosa ...
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#30   17 Ottobre 2008 - 11:40
 
Ciao, su noimamme c'e` un appello da spedire a Napolitano, con il link alla casella di posta della Presidenza della Repubblica. Io ne spediro` uno diverso, ma trovare questo mi ha spronato a farlo. Che serva a qualcosa? Paola
utente anonimo

#31   17 Ottobre 2008 - 11:46
 
m@w: non è possibile che abbia firmato solo tu: io stamattina sono registrata come la n. 24.050! Continua a parlare di questi argomenti con il tuo bellissimo blog! grazie
Sonia
utente anonimo

#32   17 Ottobre 2008 - 12:35
 
Le classi differenziali viste da chi in una classe differenziale ci finirebbe

[..] L'altra sera stavo chiacchierando con mio padre e gli ho chiesto di farmi un sunto per dummies della crisi islandese (perché lui legge i giornali e io no, o almeno ascolta la radio e io no. O insomma lui é in contatto con il mondo e io no [..]
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente serenaC11

#33   17 Ottobre 2008 - 15:12
 
ciao, ho appena scoperto il tuo blog e lo trovo veramente interessante... personalmente seguo tutti questi casini "da lontano", in quanto faccio parte di quelli che in Italia ci tornano solo per le vacanze e per far visita ai parenti...e posso dire solo che la situazione della scuola italiana sembra penosa sia "dal vivo" che vista da qui!!! Da anni l'impressione che ho leggendo di tutte queste riforme è che chi se ne occupa brancoli nel buio e tenti degli esperimenti senza preoccuparsi delle "cavie" che poi rappresentano il futuro della nazione. L'unica cosa che i governi sono capaci di fare è tagliare i fondi. Alla scuola e alla ricerca in priorità. Dimenticando però che una nazione che non investe sul suo futuro è una nazione votata a morire rapidamente. Il tasso di natalità parla da solo. E' triste dirsi "ho fatto bene ad andarmente". Però almeno so che i miei figli possono crescere in un luogo in cui loro CONTANO. In cui esistono. In cui il governo si preoccupa di sapere se noi genitori ce la facciamo ad arrivare a fine mese. E se non ce la facciamo, prende le misure opportune.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lyly1976

#34   17 Ottobre 2008 - 17:39
 
Come sai, mio figlio è all'ultimo anno delle elementari. Ma a noi genitori non arrivano notizie dalle maestre, che tuttavia oggi hanno scioperato. Quindi cerco di capire dalla stampa (poco), dai blog (poco di più) e soprattutto dai testi di legge (ahiahi). Ad esempio leggo, proprio nella frase che hai riportato tu riguardante la scuola dell'infanzia, la parola "anche". Io la interpreto che verrà offerta ANCHE la possibilità di un'offerta didattica limitata alla mattina, fermo restando l'orario attuale, pomeriggio compreso. Ma non sono sicura di interpretare in modo corretto. E poi, continuo a non capire, cosa cambia rispetto ad oggi? La scuola materna -comunale- che frequentava mio figlio permetteva l'uscita alla 13, alle 14.30 e poi dalle 15.30 fino alle 17.
Parliamo di scuola elementare: mi pare di capire dai testi di legge, che il discorso sul tempo pieno sia uguale. Viene "privilegiato" un orario di 24 ore, ma anche proposto uno di 27, 30 e 40. Cioè, esattamente come adesso. Io non sono riuscita a trovare nel testo i riferimenti ad una classe unica con uscite in orari diversi, nè i riferimenti ad un orario pomeridiano che sia solo "doposcuola". Per cui continuo a non capirci niente. C'è qualcuna di voi, ferrata, che può chiarirmi le idee?
Vorrei aggiungere un'ultima cosa: questa riforma mi pare un gran minestrone a cui stanno a cuore, a mio parere, solo i tagli alle spese. Tuttavia, io personalmente mi guarderei bene dal difendere lo status quo: ad esempio una scuola elementare dove, nel nostro caso, ci sono SEI insegnanti per un modulo di due classi, e nemmeno un insegnante di sostegno per gli stranieri. Uno status quo dove ai bambini si chiede di imparare la funzione della membrana cellulare e la struttura di un tessuto connettivo, ma che poi non ricevono le basi di italiano e matematica. E che devono imparare a scrivere in corsivo durante le vacanze estive tra la seconda e la terza. Una scuola a tempo pieno dove il pomeriggio si fa lezione con i bambini di prima elementare che si addormentano sul banco. E dove, a partire dalla terza, dopo l'uscita delle 16 devono fare anche i compiti a casa. Allora, forse, rivedere i programmi e la distribuzione della didattica nell'orario scolastico sarebbe anche un fatto positivo. Scusa la lunghezza del commento e ciao.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente melanele

#35   18 Ottobre 2008 - 07:54
 
@ gloria e melanele: io non sono un legale (oltretutto, quella non è la legge, ma lo schema di piano programmatico) e quell' "anche" non era sfuggito neppure a me. Però, siccome con leggi e leggine ci ho a che fare parecchio, so che un anche, una virgola, un inciso si prestano a molteplici interpretazioni su cui gli "esperti" non sono sempre d'accordo.
Di fatto, l'interpretazione più "permissiva" si potrebbe applicare solo a scuole con più di quattro/cinque sezioni, se si riuscisse a costituire una sezione di soli bambini senza prolungamento pomeridiano. E naturalmente questa condizione dovrebbe protrarsi nel tempo.
Quindi, come dice melanele, non cambierebbe nulla rispetto alla situazione attuale: anche alla scuola (statale) della Minica c'è la possibilità dell'uscita alle 13, fortemente caldeggiata per i "piccoli", vista l'assenza delle strutture per il famigerato riposino e la possibilità per le maestre (la maestra, in realtà, perché c'è compresenza per un'ora e mezza al giorno) di lavorare con meno bambini (che come ho già spiegato, per me non vuol dire lavorare MENO, ma lavorare MEGLIO o comunque in maniera più mirata sui "medio-grandi").
Leggevo però in questi giorni che in alcuni Comuni la scuola dell'infanzia fa già un orario 8-13 e che i bambini che si fermano il pomeriggio per "tener conto delle diversificate esigenze rappresentate dalle famiglie", sono affidati al personale di una cooperativa. E questa è già una cosa un po' diversa...
Sulle elementari o primarie che dir si voglia: perché sei maestri?
Il testo di legge (non coordinato, ma non riesco a fare copia incolla: se ci sono modifiche non mi sembrano sostanziali) dice: [...] è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola. [...].
Quindi, secondo me, dice, la scuola per tutti è di 24 ore, con un maestro unico, punto e basta. Per quelli che ne hanno proprio bisogno-bisogno, qualcosa si farà, ma cosa non si sa e con quali soldi nemmeno. E questa non è la stessa cosa del tempo pieno attuale. E ti dirò che io avrei tanto bisogno anche adesso di un pre-accoglimento o di un prolungamento d'orario, ma siccome forse serve solo a me, non si fa. Ma siccome dopo la scuola tutti vanno a calcio, a musica, a danza a chissaccheccosa, se dalle 16.00 alle 17.00 si facesse, ne sparo una grossa, animazione in inglese, vedi come il prolungamento servirebbe a tutti...
Quello che leggo io è che mio figlio potrà anche starci a suola per quaranta ore, ma che le attività del pomeriggio non saranno calibrate su quelle del mattino e che difficilmente saranno delle figate uniche a cui tutti faranno a gara per partecipare; quindi se ne starà con la testa ancora più ciondoloni e forse arriverà a casa con tutti i compiti da fare. Lo status quo nello specifico non lo conosco se non di seconda mano e da quello che leggo e mi raccontano, non mi sembra così male come dici tu. La voragine, dicono, arriva alle medie. Quindi, tanti auguri!

@ sonia: ho firmato solo io sul foglio che ho lasciato a scuola (anzi, sui tre fogli... ero ottimista). In realtrà le mamme con cui ho parlato la pensano come me, ma chissà, hanno paura ad esporsi (di questi tempi, ti dirò, non so se è una paura del tutto ingiustificata...), confidano nel fatto che qualcuno lo faccia al posto loro, non credono in queste iniziative o comunque sperano che la situazione in qualche modo si risolva. Ti dirò che non sono disinformate, perché le maestre ci hanno informate con toni apocalittici che non condivido del tutto.
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#36   18 Ottobre 2008 - 13:20
 
Ciao, mi chiamo Claudia e studio Fisica alla Sapienza.

Innanzitutto chiedo scusa perchè non ho letto completamente tutti i commenti sopra il mio, ma scrivo per raccontare che, come (spero) avrete sentito in giro, anche gli universitari si stanno muovendo per protestare contro la legge 133 (Gelmini-Tremonti) che, tra le altre cose, smantella anche il gradino successivo dell'istruzione, ovvero l'università pubblica, attraverso tagli al fondo di finanziamento, riduzione del turn over ecc ecc.
Sull'informazione riguardo a questi provvedimenti non mi dilungo, ma cosa possiamo fare noi?

La strada che (a noi) pare l'unica perseguibile è generalizzare la protesta. Siamo tutti nella stessa barca: la privatizzazione, l'aumento delle tasse universitarie o il costo del doposcuola, la precarietà del futuro (e del presente) non è più sostenibile. Quello che dobbiamo fare è fare fronte comune. Scendere in piazza insieme, tanto, spesso, far sentire la nostra voce, generalizzare la protesta, capire che dobbiamo crederci e sostenerci a vicenda, perchè si parli di scuola,
università o ricerca, stiamo sempre parlando del Futuro del nostro Paese, cosa che sembrano aver dimenticato i nostri poco lungimiranti legislatori.

E cosa fare in pratica? A parte i cortei (due in due giorni quelli degli universitari a Roma :) ), penso ad azioni che dimostrino che a noi la formazione interessa, e che insieme sensibilizzino quella parte di cittadinanza che magari (?) non ha ancora sentito parlare di questo, o che non se ne è ancora interessata. Le lezioni in piazza sono un esempio di iniziative costruttive e 'dimostrative' insieme. E su questa linea, potrei proporre a chi di voi abita a Roma una lezione di Fisica per bambini, 'contro la 133', che io e alcuni amici (con l'aiuto organizzativo di qualche docente) terremo a Villa Borghese domani pomeriggio (la prossima domenica anche all'interno della città universitaria) per sensibilizzare le famiglie sul tema.

Qualsiasi cosa va bene, pur di raccogliere il più ampio consenso possibile, andare avanti fino al raggiungimento degli obbiettivi che ci siamo posti (il ritiro di queste leggi, il salvataggio dell'istruzione pubblica) e soprattutto, crederci.

Spero di non sembrare un'esaltata a parlare così, credetemi, non lo sono. Ma come avete detto non si può avere a cuore solo il risparmio di fondi dello Stato (che magari poi saranno usati per salvare le banche, o per il prestito ponte per Alitalia) quando c'è in ballo il futuro del Paese.
Un abbraccio grande, e coraggio:)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente HappyAladdin

#37   18 Ottobre 2008 - 14:27
 
Anch'io meditavo da giorni un commento...ma poi mi dicevo che le mamme qui presenti stavano già scrivendo tutto quello che anch'io pensavo, e che rincarare la dose aggiungendo alle loro tetre prospettive anche quelle che riguardano l'università era decisamente troppo.
Adesso che il sasso l'ha lanciato HappyAladdin, mi associo a lei: volevo specificare, appunto, che i tagli ci sono, ci sono in ogni grado dell'istruzione, dalla culla alla laurea. All'università, non potendo accorciare il tempo-scuola, si tagliano le assunzioni: ogni professore, ogni tecnico, ogni bidello che andrà in pensione dal prossimo anno verrà sostituito "al 20%". Ovvero: per cinque pensionati, un nuovo assunto. E questa è solo uno degli aspetti del nuovo decreto.

In tutte le Università ci sono assemblee e manifestazioni...la gente che se ne frega è comunque tanta, ma sono pochi gli universitari che possono dire di non sapere quello che sta succedendo, e la partecipazione cresce.
Informare i genitori delle nuove generazioni, fargli capire che avere una scuola pubblica funzionante non è poi così scontato mi pare già un gran risultato, e si può ottenere con la rete ma anche solo parlando fuori dai cancelli delle scuole. Io sento, in giro, tanta gente che ha sentito parlare di grembiulini e voto in condotta, magari anche del maestro unico, ma che di fatto non ha idea di cosa succederà a partire dal prossimo anno. Che ci sia quest'ignoranza proprio tra coloro i cui figli sono destinati a fare le spese di questa situazione, mi pare preoccupante e scandaloso.

Volendo mantenersi sul piano pratico, le cose che possiamo fare sono sempre le stesse: mettere la nostra firma, organizzare manifestazioni, fare volantinaggio... non posso dire di credere davvero che servirà a qualcosa, ma noi-società civile questo possiamo fare.

Lacrimuccia.
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#38   18 Ottobre 2008 - 14:42
 
A proposito di scuola pubblica/scuola privata avevo linkato qui un discorso di Calamandrei che mi sembra illustri molto chiaramente quello che sta succedendo. Le sue profezie, a sessant'anni di distanza, mi pare si stiano tutte avverando...
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#39   18 Ottobre 2008 - 23:21
 
La maestra dell'asilo di Mattia mi aveva illuminato sul maestro unico anche all'asilo con uscita alle 13,00. Per questo la sua sezione ha scioperato ieri, giustamente. Accompagnando all'asilo Mattia mi sono sinceramente chiesta come la Gelmini può pensare che orde di bambini in piena età da delirio, ovvero dai tre ai cinque anni e mezzo, siano governate da una maestra sola, per esempio... Ma questo è un solo piccolo aspetto di una riforma da brividi.
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#40   18 Ottobre 2008 - 23:49
 
Ciao, ho seguito la discussione sul tuo post e mi piacerebbe commentare, l'ho fatto
qui. Spero che non ti dispiaccia, altrimenti lo tolgo.
A me sembra che quello che dovremmo fare è quello che hai fatto tu, e quello che vuole fare Claudia.
Grazie!
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#41   19 Ottobre 2008 - 09:59
 
@ LGO: maffigurati, anzi, il tuo post è sicuramente più informato ed illuminante del mio.
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#42   20 Ottobre 2008 - 08:09
 
Hai veramente colto nel segno!
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#43   20 Ottobre 2008 - 08:57
 
@ m@w #35: ops, scusa. Avevo inteso la tua firma nella petizione online! mi sono sbagliata. Forse la paura di esporsi delle altre mamme nasce dalla scarsa fiducia che queste proteste portino a qualcosa di concreto. Come a dire: la legge verrà approvata così com'è, nonostante le proteste, e noi dovremo arrangiarci come sempre.
Mi piace il tuo blog proprio perché si discute senza usare toni apocalittici.
utente anonimo

#44   20 Ottobre 2008 - 10:17
 
Stamattina 5 firme e mezz'ora di discussione con la maestra sulla reale probabilità che l'uscita alle 13.00 diventi realtà e sulla fattibilità del piano D (il piano B prevede l'iscrizione ad altra scuola con orario pomeridiano ed il piano C ad una scuola privata) ossia l'autogestione di un'offerta a pagamento ma appetibile per un cospicuo numero di famiglie (secondo il principio "più si è, meno si paga") utilizzando i locali della scuola o di una struttura adiacente, quindi con minimo trasferimento a carico di alcuni genitori a turno.
Per ora grande scetticismo su entrambi i fronti.
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#45   20 Ottobre 2008 - 10:58
 
Quanti commenti! anche se...alcuni lasciano trapelare, come ovvio, un velo di incertezza sulla correttezza del decreto.Ma, credo, sia una follia, a ben guardare; e lasciamo che a parlare siano gli insegnanti, di ruolo e non di ruolo (precari che sopravvivono e che non farebbero più neanche quello!), le mamme lavoratrici e, se permettete, un po' di spazio lo concederei a chi vive nel profondo Meridione. Il doposcuola a pagamento sarebbe un lusso da ricchi, considerato che, qui, nel cuore della Sicilia, tante mamme non lavorano e, sebbene a malincuore, potrebbero con facilità prelevare i figli dalle scuole. E chi, come me, lavora a 50 Km da casa, vive con un miserrimo stipendio da insegnante, ha tre figlie, come farà? I doposcuola languirebbero, i nonni diventerebbero baby -sitter ( per chi li ha, i nonni) e, per di più, se una delle mie figlie trova il maestro più impreparato o, semplicemente, inesperiente, mi toccherà pure pensare al recupero di lacune di base nella preparazione. Ma, a dire il vero, io vorrei fare la "mamma", godermi le mie piccole, pensare, nelle poche ore libere del pomeriggio, anche a mio marito - se non chiedo troppo allo Stato! sono già abbastanza i miei 68 alunni! Perchè, dimenticavo, per la sig,ra Gelmini 30 studenti in classe sono un po' pochi. Quando si dice la qualità!!perciò, care mamme, vigiliamo, riflettiamo e muoviamoci contro il decreto, prima, possibilmente, della ratifica (prevista per giorno 25 ottobre).
claudia
utente anonimo

#46   21 Ottobre 2008 - 14:38
 
Oh, eccomi di nuovo... grazie per gli auguri per le medie perchè credo che ne avremo proprio bisogno, da quello che sento! Comunque quello che ti ho scritto sulle elementari è tutto vero, realtà della scuole a tempo normale e tempo pieno del rione. Ad esempio per l'Ometto ci sono davvero sei insegnanti: 1 per italiano, educazione all'immagine, educazione motoria; 1 per storia, geografia, educazione civica, 1 per matematica, geometria, scienze e musica, 1 per inglese, 1 per religione -chi la fa- e 1 per non meglio specificata "attività di lettura". Però so anche che dipende molto da scuola a scuola, ad esempio so che sull'altipiano la situazione è molto più idilliaca, da quello che mi raccontano.
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#47   21 Ottobre 2008 - 14:59
 
@ claudia: non vorrei divulgare troppo i miei piani D ed E (piccoli gruppi di auto-aiuto per mamme lavoratrici e non) perché non sembri che la battaglia sia già persa.

@ melanele: vabbè, ma allora pure io ne avevo tre: c'era pure la suoraccia butterata che ci faceva religione ed l'allampanato maestro di musica che credeva che dal flauto dolce si potessero trarre suoni melodiosi e non orrendi sibili. Illuso!
Credo che le situazioni siano davvero diverse da scuola a scuola, e soprattutto tra scuole grandi che si potevano permettere insegnanti "dedicati" e scuole piccole dove già si faceva quel che si poteva; come sai, sono contraria alla generalizzazione del caso particolare e quindi, pur condividendo il contenuto generale della protesta, credo sia anche possibile migliorare delle singole situazioni negative agendo nello specifico.
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#48   25 Ottobre 2008 - 17:11
 
...il bello è che la chiamano "riforma". Ma riforma de che? Qui si tratta solo di tagliare dove si può con il consenso del 60% di italiani imbecilli che sono contenti che abbiano rimesso il grembiule (che poi non è vero nemmeno quello!). Comunque le mamme fuori della scuola sono tutte contente e quindi ben gli sta se fra qualche anno dovranno pagare 500 euro al mese per mandare i figli al tempo pieno delle suore con maestre che non hanno mai fatto un concorso nè un corso di aggiornamento, ma costano poco e permettono agli istituti privati di guadagnare di più. Per tutto questo giovedì 30 farò sciopero e l'ho dichiarato a chiare lettere anche ai ragazzi. Sylva
utente anonimo

#49   26 Ottobre 2008 - 19:59
 
Concordo con tutto ciò che hai scritto. Informo (per la cronaca) che nel Sud il tempo pieno non è mai arrivato, le mie figlie una alle elementari (ops... scuola primaria) e l'altra alla materna (ehm... scuola dell'infanzia) escono entrambe alle 13.30. La seconda ha una sola insegnante per più di 20 bimbi tra i 3 e i 6 anni, di cui uno autistico che "gode" di sostegno solo per un paio d'ore al giorno...
Noi a scuola portiamo a turno TUTTO il necessario, dalla carta igienica all'acqua, alla carta per le fotocopie...
Che il decreto diminuisca ancora le risorse non è ormai più un segreto per nessuno, ma rispettosamente mi chiedo a che altro dovremo rinunciare qui... non abbiamo tempo pieno da "segare", nè doppia insegnante alla materna, nè mense, nè doposcuola o "tempo prolungato"....
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