Da quant'è che volevo scrivere questo post?Boh... doveva ancora nascere il Minichino.
E io e la Minica scandagliavamo biblioteche e librerie per cercare (io) libri non troppo spinosi sullo spinoso argomento.
Essì, perché c'era questa storia dei libri importanti, libri che si potevano leggere per esorcizzare una paura, rispondere ad un dubbio, dar voce ad una domanda. Che secondo le maestre del nido si dovevano leggere anche se questa paura, questo dubbio, questa domanda non erano state formulate e forse non c'era neppure la coscienza di volerle formulare.
Ad esempio che il fratellino in arrivo avrebbe malamente spodestato il primogenito.
Evabbè.
Però, vuoi perché con una gravidanza tranquilla con la seconda pancia ho avuto molti meno riguardi che con la prima (ma il genio che decide -per te- che non può stare in braccio/fare le capriole/andare in piscina perché "la mamma ha la pancia" lo trovi comunque), la Minica non aveva mai espresso la minima perplessità sul fatto che il Minichino nella panciona fosse cosa buona e giusta (come non l'ha fatto col Minichino fuori dalla panciona); non sarà che con questi libri sare andata ad istillargliela proprio io?
E allora via, a sfogliare velocissima, per vedere che non ci fossero troppe frasi incriminate.
Nella pancia della mamma, ad esempio, racconta di una bambina che desidererebbe tornare nella pancia dove, ma tu guarda, c'è un fratellino.E a nulla valgono le considerazioni dei genitori finché l'arrivo di alcune amichette le fanno capire che sì, in fondo si sta meglio fuori.
Anche in Aspetto un fratellino Camilla è gelosa del fratellino che sta per nascere, ma pagina dopo pagina, mentre cambia la forma della mamma e cresce il fratellino il rifiuto si trasforma in curiosità e quindi in amicizia.Entrambi questi libri hanno come protagonista una primogenita di 3-5 anni ed un maschietto in arrivo (ah, la coppietta!) e partono dal presupposto che ci sia gelosia per l'ultimo arrivato prima ancora che la sua presenza si concretizzi. Non saprei. Nel mio caso non credo. La mia sensazione era che vi fosse una certa aspattativa di una cosa bella che avrebbe potuto (ma questo ovviamente lei non lo sapeva...) rivelarsi anche un disastro. Ma così non è stato.
Si sono perciò rivelati inutile il primo (perché alla Minica quest'idea di tornare nella panciona non passava neanche per l'anticamera del cervello (visto che "si ricordava" di quando lei ed il fratellino ci stavano insieme, prima che lei nascesse...) e problematico il secondo (perché anche pur addolcendo il testo, le illustrazioni sono di immediata interpretazione.
postato da: momatwork alle ore 15:30 | Link | commenti (8)
categoria:scrivere la recensione, passare in libreria, portare la minica al nido, abbracciare la minica, abbracciare il minichino
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