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mercoledì, 12 novembre 2008
Da quant'è che volevo scrivere questo post?
Boh... doveva ancora nascere il Minichino.
E io e la Minica scandagliavamo biblioteche e librerie per cercare (io) libri non troppo spinosi sullo spinoso argomento.
Essì, perché c'era questa storia dei libri importanti, libri che si potevano leggere per esorcizzare una paura, rispondere ad un dubbio, dar voce ad una domanda. Che secondo le maestre del nido si dovevano leggere anche se questa paura, questo dubbio, questa domanda non erano state formulate e forse non c'era neppure la coscienza di volerle formulare.
Ad esempio che il fratellino in arrivo avrebbe malamente spodestato il primogenito.
Evabbè.
Però, vuoi perché con una gravidanza tranquilla con la seconda pancia ho avuto molti meno riguardi che con la prima (ma il genio che decide -per te- che non può stare in braccio/fare le capriole/andare in piscina perché "la mamma ha la pancia" lo trovi comunque), la Minica non aveva mai espresso la minima perplessità sul fatto che il Minichino nella panciona fosse cosa buona e giusta (come non l'ha fatto col Minichino fuori dalla panciona); non sarà che con questi libri sare andata ad istillargliela proprio io?
E allora via, a sfogliare velocissima, per vedere che non ci fossero troppe frasi incriminate.

nella pancia della mammaNella pancia della mamma, ad esempio, racconta di una bambina che desidererebbe tornare nella pancia dove, ma tu guarda, c'è un fratellino.
E a nulla valgono le considerazioni dei genitori finché l'arrivo di alcune amichette le fanno capire che sì, in fondo si sta meglio fuori.

aspetto un fratellinoAnche in Aspetto un fratellino Camilla è gelosa del fratellino che sta per nascere, ma pagina dopo pagina, mentre cambia la forma della mamma e cresce il fratellino il rifiuto si trasforma in curiosità e quindi in amicizia.

Entrambi questi libri hanno come protagonista una primogenita di 3-5 anni ed un maschietto in arrivo (ah, la coppietta!) e partono dal presupposto che ci sia gelosia per l'ultimo arrivato prima ancora che la sua presenza si concretizzi. Non saprei. Nel mio caso non credo. La mia sensazione era che vi fosse una certa aspattativa di una cosa bella che avrebbe potuto (ma questo ovviamente lei non lo sapeva...) rivelarsi anche un disastro. Ma così non è stato.
Si sono perciò rivelati inutile il primo (perché alla Minica quest'idea di tornare nella panciona non passava neanche per l'anticamera del cervello (visto che "si ricordava" di quando lei ed il fratellino ci stavano insieme, prima che lei nascesse...) e problematico il secondo (perché anche pur addolcendo il testo, le illustrazioni sono di immediata interpretazione.
postato da: momatwork alle ore 15:30 | Link | commenti (8)
Commenti
#1   13 Novembre 2008 - 10:28
 
Ciao, sono daccordo con te, a volte i libri creano piu` problemi che altro. Ad esempio ci sono un sacco di libri che inneggiano al superamento di mille paure che il Bebone non ha assolutamente e che quindi noi abbiamo accuratamente evitato.

Recentemente sulla ml di Nati per leggere c'e` stata un po di discussione su questo argomento ed io, che fino ad allora ho spesso cercato libri a "tema" per il Bebone ho imparato questo: i genitori insegnano, aiutano a risolvere i problemi (se e quando ci sono), i libri fanno sognare.

Paola
utente anonimo

#2   13 Novembre 2008 - 10:49
 
Dopo quasi quattro anni, è nata la mia terzogenita - se ti lamenti della "coppietta", pensa a me che sono stata bersaglio della classica "tre femmineeeeee?! e il maschio?" "Non so, lei che dice?", avrei risposto. Tutti, ma proprio tutti - maestre, insegnante di danza, cugine, parenti di decimo grado, nonni, soprattutto nonna paterna - mi hanno continuamente preparato sul fatto che: "Benedetta (la 2°, appunto) andrà indietro, si sentirà soffocata dalla piccola e dalla grande, tornerà a fare la pipì nel letto, farà i dispetti alla sorellina, etc...". Insomma, un quadro sconsolante che mi ha indotto a parlare, introdurre, condividere la mia pancia nella speranza di attenuare ogni problema, Non solo libri: racconti, favole inventate, coinvolgimento negli acquisti - e mia figlia che diceva sbuffando :" ma quando finiamo???".Insomma, comportamento degno di un manuale di psicopedagogia.
Risultato? Benedetta è in crisi profonda: non gliene può fregare di meno della piccola, che esibisce come se l'avesse "fatta" lei, a destra e a manca, ma soffre, soffre terribilmente perchè la grande ha iniziato la scuola elementare e non è più con lei all'asilo. Sta vedendo la sorella percorrere una "strada" diversa, parlare di ritmi di vita differenti e si sente esclusa da quella che è la sua compagna di giochi da sempre - si tolgono di un anno.La verità è che i bambini ci sorprendono e ci illuminano spesso oltre e diversamente da ogni previsione che ci ritroviamo a fare e quasi mai azzecchiamo.E a noi non resta che camminare a volte accanto a loro e cercare di comprendere che talora i passi che compiono non vanno nella nostra stessa direzione. Semplicemente, stanno scegliendo la loro.
Con grande simpatia
Claudia
utente anonimo

#3   13 Novembre 2008 - 14:57
 
accidenti alla coppietta!io non riesco a trovare nessun libro in cui un bambino,maschio,aspetta un fratellino,maschio!
dei due libri che citi ho visto solo il secondo,era un regalo ma lo ho cambiato subito proprio perche' mi sembrava che suggerisse piu' gelosie e paure di quelle che,per ora,sembrano angustiare il futuro fratello maggiore.ha invece avuto un grande successo "mamma ha fatto l'uovo",in cui si spiega come nascano i bambini,una curiosita' che si e' manifestata subito appresa la notizia.
a.
utente anonimo

#4   13 Novembre 2008 - 15:14
 
@ claudia: he he... la legge della terza femmina...

@d a.: cerca questo. La recensione, però, in una delle prossime puntate.
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#5   13 Novembre 2008 - 16:34
 
E i fratelli/sorelle maggiori che invece, non solo tutto questo timore per il nascituro non ce l'hanno avuto, ma erano pure interessati e incuriositi alla cosa? Non compaiono nei libri?
Non credo di aver mai pensato, nè prima nè dopo la nascita, che un fratello/sorella mi avrebbe "portato via" qualcosa. Io lo volevo per giocarci assieme.

Sorvolo sul fatto che si tratti sempre di bambine che aspettano maschi (ma davvero?!), altrimenti mi sbrodolo in considerazioni sul sessismo strisciante e non è il caso... pensavo che la "coppietta" fosse espressione ormai archiviata.
:(
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#6   13 Novembre 2008 - 18:31
 
@ fughetta: spetta, spetta... la prossima puntata è dedicata alla coppietta al contrario.
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#7   17 Novembre 2008 - 20:54
 
una cosa che ancor mi rende perplessa è il continuare a chiedere alla grande oppure a me, come è questa nuova esperienza di sorellanza.
chi lo fa con timore, chi insiste, chi insinua ma la domanda è come stiano sopravvivendo a 'sto trauma.
io che sono figlia unica di risposte non ne ho.
la grande, che è anche sorella di "bimbo" a casa del suo papà/mio ex marito, se ne sente infastidita.

credo che la domanda che ci accomuna è perchè la nascita di un fratello/sorella deve essere solo causa di "traumi"???
sono previste solo, per contratto, gelosie, invidie, ansie ed angosce.

boh!
un saluto
monica

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#8   18 Novembre 2008 - 17:28
 
He he anche io ho cercato tanto... ho trovato un libro di Nicoletta Costa, delizioso. Nicolò desidera un fratello che mi avevi segnalato tu, mi ha commossa. Un altro molto, troppo scientifico e dettagliato per le curiosità di un treenne, malgrado l'etichetta 3-5. A Valerio non è fregato complessivamente nulla. E cosi' siamo tornati a leggere altre cose. Vedremo che succederà all'uscita della sorellina :-D
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