Ieri siamo andata in biblioteca ad ascoltare, in teoria, una lettura di nati per leggere.Un'iniziativa che non credo ripeteremo a breve, visto che la Minica non si è unita al gruppo degli altri bambini, dopo un po' si è annoiata ad ascoltare senza vedere le illustrazioni ed è andata a prendere altri libri perché glieli leggessi io.
Allora tanto vale andarci in un giorno qualunque.
Perché la Minica, checché ne dica mia suocera che vede per lei un futuro da trascinatrice di folle, se ci sono più di due o tre bambini sconosciuti (situazione tipica: festa di compleanno) si avvinghia all'adulto di riferimento e non lo molla più.
La lettura finisce, i bambini si alzano, si vestono e se ne vanno.
Noi restiamo.
Una mamma, con due bambini, una sui quattro ed uno sui due anni, si attarda, perché il più piccolo non vuole vestirsi. Glielo ripete una, due, tre volte.
E alla fine fa quello che (quasi) tutte le mamme fanno: lo saluta e finge di andarsene.
Il bambino fa quello che (quasi) tutti i bambini fanno: scoppia a piangere.
La mamma ritorna, lui si fa rivestire, se ne vanno.
Io guardo. E penso.
Quante volte l'avete vista questa scena?
La Minica guarda. E pensa.
Perchè lei, invece, non l'aveva vista mai.
(voce preoccupata ed un po' piagnucolosa): "Perché la mamma di quel bambino era andata via?"
"No, non era andata via, era solo andata a vedere dov'era la sua sorellina"
"E perché lui piangeva?"
"Perché pensava che fosse andata via."
"E perché ha detto 'ciao'?"
"..."
Ok. Ricominciamo.
"Hai capito cos'è successo?"
"Lui piangeva... la mamma è andata via... perché?... ha detto ciao... è andata via... perché?"
"Hai sentito che quella mamma gli ha chiesto tante volte di mettersi il giubbotto e lui non l'ascoltava?"
"Sì."
"Forse quella mamma doveva andare a casa a preparare la cena, oppure doveva andare a comperare qualcosa ed aveva un po' di fretta. Ma il bambino non voleva mettersi il giubbotto e lei non sapeva come fare."
"Perché non voleva mettersi il giubbotto?"
"Hem... (che cazzo c'erntra questo?) perché era un bambino piccolo, forse pensava che si potesse uscire senza, ma la sua mamma non voleva prendesse freddo e voleva che si mettesse il giubbotto."
"Sì."
"Però lui non l'ascoltava. Allora quella mamma lo ha salutato e ha fatto finta di andare via, ma non è andata via davvero, ha solo fatto finta, hai capito? Le mamme non vanno via, non lasciano da soli i bambini piccoli..."
"Ma lui piangeva."
"Perchè credeva che la mamma fosse andata via, ma non era andata via."
"E perché ha detto 'ciao'?"
"Perchè ha fatto finta di andare via."
"E perchè?"
E perché? Perchè lui si è spaventato e si è lasciato mettere il giubbotto. Perchè nella migliore delle ipotesi la mamma che si allontanava ha attirato la sua attenzione, e nella peggiore, ha obbedito perchè credeva veramente che la mamma l'avrebbe lasciato solo.
"Quella mamma cercava un modo di farsi ascoltare. Aveva chiesto tante volte a quel bambino di mettersi il giubbotto, ma lui non l'ascoltava. A me non piace tanto quel modo, e a te?"
"No."
"Ma anche tu a volte non rispondi, quando ti chiamo o ti chiedo qualcosa. A te piace quando chiami la mamma e la mamma risponde?"
"Sì."
"Anche a me".
Speriamo.
postato da: momatwork alle ore 21:41 | Link | commenti (14)
categoria:riordinare la camera dei minici, aspettare la suocera, abbracciare la minica, riportare i libri in biblioteca
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