Questo blog non è un essemmesse! Utente: momatwork
Una che non ha nessuna risposta. Però faccio tante domande; andrà bene lo stesso?

sito internazionale della LLL leggere ai più piccoli

sito (commerciale) che offre consulenze (gratuite) per scegliere i pannolini lavabili al servizio dei consumatori (in parte per abbonati)

ecoblog il suolo per bambini (in Inglese)

gruppo di discussione sul portare (per iscritti) il Corpo Forestale dello Stato per bambini

con la cintura di sicurezza in gravidanza gruppo di discussione su tutto quello che riguarda i bambini e le loro famiglie(per iscritti)

Center for NonViolent Communication anche i papà a volte lo fanno...

take a look inside! Montessori teacher training

geologia per bambini (in Inglese) sito della LLL (in Italiano)

mamme verdi e non solo technology for the environment

home design children la fascia che ho comperato...

test di ecologicità (in tedesco) i pannolini che ho comperato

... e quella che avrei voluto comperare col senno di poi! My Montessori House

mothering nuove tabelle di accrescimento WHO per bambini allattati al seno

i bambini e la protezione civile chi fa i corsi per portare...

gruppo di discussione sul metodo Montessori (in Inglese) conciliare figli e carriera?

... oppure... per farsi venire l'ulcera

gruppo di discussione sui pannolini lavabili (per iscritti) guida all'agricoltura biologica per bambini

healthy car educazione al rischio per bambini

informazioni per i consumatori europei oppure senza... gruppo di discussione (per iscritti)

Nienhuis for education che cosa sono e come funzionano le certificazioni ambientali

sito sull'allattamento al seno sito sul parto naturale

Dottor Sears Protezione Civile per bambini (in Inglese)

Montessori for everyone ... oppure tutte le posizioni per chi vuole far da sè...

... quasi tutte! prodotti da boicottare

prodotti OGM free cosa sono le fattorie didattiche

associazione italiana per l'agricoltura biologica acquisti all'ingrosso di prodotti solidali

sito sul parto naturale manuali e materiali per il metodo Montessori

agricoltura per bambini (in Inglese) il bambino naturale

il blog della Laura eriadan

senzaprogetti ecomamma

billo (dove c'è un bimbillo) (c)assetto variabile

il mignolo col prof zulawskiego 5

la Profe la Vonorace

tachipirinha melanele

unamamma tuttominuscolo

adrenalina fiammetta73

.switch nonsolomamma

freestyle perlaviola

le cose che cambiano mamikazen

serialmama melanele

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder



visitato *loading* volte
giovedì, 20 novembre 2008
Ieri siamo andata in biblioteca ad ascoltare, in teoria, una lettura di nati per leggere.
Un'iniziativa che non credo ripeteremo a breve, visto che la Minica non si è unita al gruppo degli altri bambini, dopo un po' si è annoiata ad ascoltare senza vedere le illustrazioni ed è andata a prendere altri libri perché glieli leggessi io.
Allora tanto vale andarci in un giorno qualunque.
Perché la Minica, checché ne dica mia suocera che vede per lei un futuro da trascinatrice di folle, se ci sono più di due o tre bambini sconosciuti (situazione tipica: festa di compleanno) si avvinghia all'adulto di riferimento e non lo molla più.

La lettura finisce, i bambini si alzano, si vestono e se ne vanno.
Noi restiamo.
Una mamma, con due bambini, una sui quattro ed uno sui due anni, si attarda, perché il più piccolo non vuole vestirsi. Glielo ripete una, due, tre volte.
E alla fine fa quello che (quasi) tutte le mamme fanno: lo saluta e finge di andarsene.
Il bambino fa quello che (quasi) tutti i bambini fanno: scoppia a piangere.
La mamma ritorna, lui si fa rivestire, se ne vanno.
Io guardo. E penso.
Quante volte l'avete vista questa scena?
La Minica guarda. E pensa.
Perchè lei, invece, non l'aveva vista mai.

(voce preoccupata ed un po' piagnucolosa): "Perché la mamma di quel bambino era andata via?"
"No, non era andata via, era solo andata a vedere dov'era la sua sorellina"
"E perché lui piangeva?"
"Perché pensava che fosse andata via."
"E perché ha detto 'ciao'?"
"..."

Ok. Ricominciamo.

"Hai capito cos'è successo?"
"Lui piangeva... la mamma è andata via... perché?... ha detto ciao... è andata via... perché?"
"Hai sentito che quella mamma gli ha chiesto tante volte di mettersi il giubbotto e lui non l'ascoltava?"
"Sì."
"Forse quella mamma doveva andare a casa a preparare la cena, oppure doveva andare a comperare qualcosa ed aveva un po' di fretta. Ma il bambino non voleva mettersi il giubbotto e lei non sapeva come fare."
"Perché non voleva mettersi il giubbotto?"
"Hem... (che cazzo c'erntra questo?) perché era un bambino piccolo, forse pensava che si potesse uscire senza, ma la sua mamma non voleva prendesse freddo e voleva che si mettesse il giubbotto."
"Sì."
"Però lui non l'ascoltava. Allora quella mamma lo ha salutato e ha fatto finta di andare via, ma non è andata via davvero, ha solo fatto finta, hai capito? Le mamme non vanno via, non lasciano da soli i bambini piccoli..."
"Ma lui piangeva."
"Perchè credeva che la mamma fosse andata via, ma non era andata via."
"E perché ha detto 'ciao'?"
"Perchè ha fatto finta di andare via."
"E perchè?"
E perché? Perchè lui si è spaventato e si è lasciato mettere il giubbotto. Perchè nella migliore delle ipotesi la mamma che si allontanava ha attirato la sua attenzione, e nella peggiore, ha obbedito perchè credeva veramente che la mamma l'avrebbe lasciato solo.
"Quella mamma cercava un modo di farsi ascoltare. Aveva chiesto tante volte a quel bambino di mettersi il giubbotto, ma lui non l'ascoltava. A me non piace tanto quel modo, e a te?"
"No."
"Ma anche tu a volte non rispondi, quando ti chiamo o ti chiedo qualcosa. A te piace quando chiami la mamma e la mamma risponde?"
"Sì."
"Anche a me".

Speriamo.
postato da: momatwork alle ore 21:41 | Link | commenti (14)
Commenti
#1   20 Novembre 2008 - 22:44
 
E' vero è un modo di agire triste e cattivello. Qualche volta l'ho usato anch'io, di solito capita alla fine della giornata quando hai già esaurito inventiva, fantasia e disponibilità. Comunque con il mio funzionava pochissimo, rideva, stava fermo o girava i tacchi... Senza volersi scusare a tutti i costi , penso non sia facile mantenere sempre un comportamente in linea con le esigenze di un bimbo, si incrociano altre variabili, fretta se abiti in città, stanchezza e tutti quello che noi genitori sappiamo..
Ci si prova con alterne fortune.
Buona notte
Mary
utente anonimo

#2   21 Novembre 2008 - 00:16
 
Me lo sono proprio gustato questo post :-) E la tua minica mostra una sensibilità molto simile a quella della mia bimba grande.
Sarà l'età, comunque mi accorgo che inizia sempre più a giudicare, oltre che osservare, il comportamento delle persone che ci capita di incontrare. E chiede spiegazioni. E interiorizza le emozioni altrui, cercando di dare loro un nome e chiedendo la mia conferma; se una certa persona è triste, perchè lo è ecc. E' molto scossa dal pianto degli altri bambini.
Mi è capitato di usare qualcosa di simile alla tua frase 'a me non piace tanto quel modo, e a te?'. Giusto qualche giorno fa: busso con coccola dalla vicina per lasciarle una lettera destinata a lei mentre sta sgridando suo figlio che non aveva voglia di fare i compiti, con tanto di 'sei un imbecille - occhio a non esagerare che poi vedi di cosa sono capace' ecc. Coccola ha sgranato gli occhi, poi mi ha chiesto perchè lei lo sgridava (può succedere di perdere la pazienza, stava stirando, era stanca), perchè il bimbo doveva fare i compiti (a scuola li danno - e qui stavo attenta a non gettare un'aura troppo cupa sul binomio scuola/compiti), perchè non voleva farli. Alla fine, per tagliare la testa al toro, le ho detto 'ti è piaciuto sentire P. che sgridava G.? Leì prontamente 'Noo' ed io 'Neanche a me, però sono cose che possono capitare. Non siamo tutti uguali, ogni famiglia è diversa'. Mi è sembrata soddisfatta da questa conclusione. Per questa volta.
Sì, ne so qualcosa di mirror climbing :-))

Andare a stuzzicare l'ansia abbandonica credo sia uno stratagemma efficace al momento, magari, ma nel lungo termine non mi sembra positivo. Sono cose sulle quali è meglio non scherzare. Soprattutto con coccola, che è in piena elaborazione del concetto di morte. Ha capito che il cane dei nonni è andato in cielo, 1 anno fa. Che non può più vederlo. Che, prima che lei nascesse, sono andati in cielo anche il marito dell'amata bisnonna, e i genitori dell'amata nonna paterna. Nonchè, e qui diventa già più complesso, la sua nonna materna. Ma pare aver accettato di avere da sempre una nonna qui e una in cielo. Quest'estate è saltato fuori che un certo gioco di un suo amichetto era appartenuto ad un cuginetto andato in cielo. Ancora adesso ogni tanto mi chiede perchè anche quel bambino sia in cielo. Non le quadra molto. Ieri mio marito parlava di uno a cui è morto il papà. Lei, che stava facendo tutt'altro, ma con l'orecchio sempre vigile, se l'è chiesto tra sè e sè 'perchè è morto quel papà?' Poi è stata distratta da qualcosa. Per questa volta mi è andata bene, ma è meglio che mi prepari!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mammalisa

#3   21 Novembre 2008 - 07:36
 
Beh però adesso tu mi devi spiegare come fai a farti seguire iin tempi ragionevoli... io ormai sto a livello di "beh allora senti, resta pure qui, io vado... ma non preoccuparti, ti lascio la tessera della biblioteca, quando vuoi venire a casa la dai alla signora dei libri, cosi' lei mi telefona e io torno a prenderti".... con Valerio non sempre funziona, ma vedere le facce degli adulti circostanti che cercano il numero di telefono azzurro è uno spasso!! :-D
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lalaura

#4   21 Novembre 2008 - 09:25
 
e si', mi trovo un po' a chiederti la stessa cosa de LaLaura. Io ho fatto (più o meno) questa scena proprio stamattina :-D.
Posso dire a mio favore che Il Topo si è fatto una grassa risata, ha inteso che il gioco ("metti la giacca, andiamo all'asilo" "no, corro intorno al tavolino, prendimi") era finito e si è fatto mettere la giacca. (20 mesi)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente solita

#5   21 Novembre 2008 - 10:37
 
Mi unisco alla domanda: i tempi ragionevoli come si raggiungono? Io mi rendo conto che i nostri ritmi di vita sono estranei a quelli dei bambini, ma alla fine noi in questi ritmi dobbiamo vivere. A volte a me un quarto d'ora di ritardo di mattina puo' arrivare a significare un'ora piu' tardi di ritorno a casa il pomeriggio, causa traffico. Ma riesco solo a sclerare alla fine :o(
alessandra
utente anonimo

#6   21 Novembre 2008 - 10:45
 
2 considerazioni:
1 - ma tu non le rispondi mai "non lo so"? Se non ho una spiegazione, lo ammetto.
2 - mi unisco ad altre nel chiederti come si può ottenere qualcosa di necessario in tempi ragionevoli. Se non ho fretta, per carità. Ma, se sono le 8 del mattino e io devo essere in ufficio per le 8.30 dopo aver portato Ettore al nido e Amelia all'asilo e Amelia sta rincorrendo ad uno a uno i 10 gatti del cortile, non ho tempo di convincerla. Dopo il primo tentativo, o la saluto o la carico di peso urlante. Preferisco il primo metodo, per evitare i calci.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lanterna

#7   21 Novembre 2008 - 10:46
 
Ops, forse il tono del mio commento è un po' perentorio. Non volevo, scusami, è che sto postando con una mano sola intanto che Amelia mi serve il tè (tiepido) ed Ettore fa di tutto per rovesciarlo.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lanterna

#8   21 Novembre 2008 - 13:02
 
Lo ammetto anche io ho usato ed uso questa tecnica non molto educativa, però Andrea da sempre non ci crede e se la ride!! Quindi devo dire che è anche caduta in disuso, con Andrea funziona che io mi metta a contare, non gli ho mai detto che alla fine della conta potesse succedere qualcosa, io conto e basta e di solito al tre lui è li :)
Finchè dura....
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AdrenalinA

#9   21 Novembre 2008 - 13:19
 
forse anche il sen. Villari è cresciuto con la tecnica del "o mi ubbidisci, o ti abbandono"... e ora si sta vendicando!!!
... scusate la facezia...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MyEye

#10   23 Novembre 2008 - 11:46
 
Ciao Mom@work, quanto ti capisco! io ho dovuto usarlo raramente questo metodo, ma lo uso senza sensi di colpa. Inoltre col primo (4 anni) si è sviluppato uno strano meccanismo. Io dico "conto fino a tre. UNO:" e lui urla "NON contareeeee!" , si arrabbia tanto, ma lo fa. Non so neanche io come ci sono riuscita? :-) eppure non ho mai tirato fuori la pistola al tre, forse ha capito che quando mi arrabbio davvero sono uno spettacolo insoipportabile.
vieni a trovarmi qualche volta?
Flavia
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente veremamme

#11   23 Novembre 2008 - 18:17
 
@ mammalisa: anche la Minica è (da un bel po') in un periodo di elaborazione della morte: ha cominciato un giorno dicendomi a bruciapelo. "L'Amichetto ha due nonne e due nonni, io invece ho tre nonne ed un nonno solo". Al che le ho spiegato con un groppo in gola che anche lei di nonni ne ha due solo che uno dei due, il mio papà, è morto prima che lei nascesse e quindi non l'ha mai visto nè mai potrà vederlo, se non in fotografia. (E perché è morto? E perché aveva tanto mal di pancia? E perché? E perché? E perché?).
In più un giorno sovrappensiero le ho detto che quando uno muore va sottoterra (non essendo religiosi, abbiamo abolito il cielo, tanto glielo diranno all'asilo...) anziché, come ho cercato di rimediare dopo, che non va da nessuna parte, non c'è più se non nei ricordi e nell'amore di chi l'ha conosciuto.
Mah... nel frattempo tutti gli accenni alla morte ed in generale all'abbandono sembrano turbarla parecchio.

@ LaLaura, Lanterna, ecc... : tempi ragionevoli? E chi ha mai parlato di tempi ragionevoli? :)
Dunque, le mie (poche) certezze me le ha finora insegnate la Minica: non arrabbiarti, altrimenti mi spavento, non spaventarti, altrimenti mi spavento ancora di più, non spaventarmi, altrimenti mi metto ad urlare. Per ora nelle situazioni estemporanee funziona abbastanza bene prospettarle qualcos'altro di allettante, purché sia la vera verità (oppure peste mi colga): andiamo a casa che ormai sarà arrivato il papà, a fare la spesa, a trovare la nonna, in biblioteca, ecc... devo dire che se faccio qualcosa CON lei, di solito lo faccio PER lei, quindi se devo strattonarla per portarla al parco giochi, quasi quasi sto a casa. E poi, se faccio qualcosa con lei, la faccio al suo ritmo, che, essendo io di una lentezza cronica, è quasi più veloce del mio.
Nelle situazioni pianificate, tipo piscina del sabato, gita in montagna, ecc... dove ci si mette anche di mezzo l'udt, ogni cosa (zaini, chiavi di casa, delle macchine, merenda per lei, pannolini per lui, vestiti, macchine fotografiche, ecc...) dev'essere pronta prima in modo da ridurre al minimo (e possibilmente annullare) le ricerche dell'ultimo minuto che ci fanno fare tardi.
Nella routine quotidiana, invece, c'è appunto una routine. A volte ci sono dei dibattiti sul fatto che i bambini abbiano o meno bisogno di una vita regolata. Secondo me le abitudini sono una buona cosa se ti semplificano la vita ed una scocciatura se te la complicano. Per ora sto lavorando molto sulle mie routine in vista del ritorno al lavoro e coltivo addirittura l'ambizione di riucire ad arrivare in orario lasciando una casa presentabile (insomma... letti fatti, no biancheria in giro, bagno potabile e tavolo sgombro...) e la lavatrice che va. Però mi alzo alle 6.30 e mi ritrovo ogni giorno a (ri)spiegare che al mattino si può concedersi un extra, ma che ad un certo punto bisogna darsi una mossa.

@ lanterna:
No. :)
I non so e le spiegazioni vaghe non la soddisfano (ma soddisfano qualcuno?) e quindi me le riservo per quando non riesco ad uscire da una situazione senza formulare dei giudizi (negativi).
Tempo fa mi ricordi di essere stata al negozietto biologico (frutta, verdura, latticini e scatolame convenientemente disposti ad altezza bambino) con, oltre ai miei, altri due bambini sui tre anni. Ti lascio immaginare. La spiegazione di una di loro sul perché non si dovesse toccare nulla era "perchè... non si fa!"
E che cacchio vuol dire?
Analogamente qualche giorno fa ci sono rimasta un po' male quando ho sentito la mamma dell'Amichetto dirgli che la Minica aveva fatto "una cosa brutta" (aveva fatto un salto che loro ritenevano pericoloso) perché non la rifacesse.
Ma vabbè, io ormai sono al mirror climbing di settimo grado.

@ Myeye: qui le facezie sono sempre benvenute.

@ veremamme: a trovarti... dove?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente momatwork

#12   23 Novembre 2008 - 19:07
 
I tempi ragionevoli: variano da caso a caso, e in genere sono connessi a esigenze improrogabili, tipo la timbratura in ufficio o la fame di Ettore. Ovvio che, se la sto portando da mia madre in un'ora qualsiasi del sabato pomeriggio e lei si mette a rincorrere gatti, la pressione diventa più rilassata, tipo "ma non hai voglia di andare dalla nonna?" al che mi si risponde "aspetta" e non ho problemi ad aspettare.
Alla mattina anch'io mi sveglio alle 6.30 (alle 6 se devo lavarmi i capelli). Proprio per non costringere Amelia a un brusco risveglio (ne patisce orrendamente), non riesco mai a fare colazione prima delle 7.30. Se esco di casa alle 8, riesco a portare Ettore per le 8.10 e Amelia per le 8.20. Timbro sul filo di lana alle 8.30 (lo so che c'è la flessibilità, ma se timbro più tardi finisco a pranzare a orari improbabili, perché non ho pausa pranzo).
Anch'io cerco di prepararmi tutto il giorno prima, ma gli imprevisti sono inevitabili. Posso onestamente dirle "lascia perdere il gatto, andiamo a scuola che è molto più bello" (in effetti lo faccio tutte le volte, invano), ma la risposta è "aspetta", come per la nonna. La prima volta che ho detto "allora io vado, ciao neh" l'ho detto quasi per scherzo, lei ci ha creduto e continua a crederci (per ora) e allora ho colto la palla al balzo. Non succede spesso, soprattutto adesso che fa freddo, altrimenti mi rassegnerei a svegliarmi mezz'ora prima.
---
Io dico "non lo so" quando davvero non lo so. I giudizi negativi li do anche senza problemi, quando sono inequivocabili (tipo "mi sono arrabbiata col signore dell'altra macchina perché mi ha tagliato la strada e questa è una brutta cosa"). Però, se Amelia mi chiedesse, come nel tuo caso, perché il tal bambino non si vuol mettere la giacca, risponderei che non lo so e non entrerei nella sfera delle supposizioni. Oppure altre volte mi chiede cose che proprio non so ma su cui non posso neanche fare supposizioni (cose banali tipo "quando arriva papà?" o perché non funziona la tal cosa) e le dico che non lo so ma lo posso chiedere al papà o a chi ne sa più di me.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lanterna

#13   23 Novembre 2008 - 20:59
 
Io sto prendendo accuratamente appunti... sinceramente speravo che la fase dei perchè iniziasse dopo e finisse prima! ;)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente poesianotturna

#14   25 Novembre 2008 - 10:04
 
Ah, tutti gli amanti della routine sono invitati a vivere un giorno della nostra vita!
Tutto ciò che è già stato fatto una volta, per Valerio non ha più ragione di esser fatto. Compreso lavarsi, vestirsi, allacciare le cinture di sicurezza... ARGH!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lalaura

Commenti

categoria:riordinare la camera dei minici, aspettare la suocera, abbracciare la minica, riportare i libri in biblioteca
Lilypie 4° comp Ticker
Lilypie 2° comp Ticker
Lilypie Allattamento Ticker