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lunedì, 18 maggio 2009
Dove eravamo rimasti?
Ah, sì, qui.
E nel frattempo, mammalisa ha realizzato sul suo sito una bellissima sezione sul metodo montessori dove ha raccolto con pazienza certosina link, definizioni e descrizione delle attività e dei materiali e dove ha citato pure me ed il mio stile dissacrante.
E nel frattempo qualcuno si è fatto di me un'idea troppo bucolica, perciò è ora di lasciarvene un altro stralcio:

Decide how much or how little Montessori you are (e qui casca il palco): perché il metodo montessori, o almeno il metodo montessori secondo me e non solo, è rappresentato in minima parte dalle carte tematiche, dai cilindri, le aste e i triangoli.
Il metodo montessori per me è, soprattutto, uno stile di vita.
E mi ritrovo abbastanza nelle parole di Steph, che si colloca “somewhere in the middle” e che “deve” stabilire un momento della giornata per fare delle attività strutturate altrimenti si ritroverebbe piuttosto a passare l’aspirapolvere o a caricare la lavatrice.
Ecco, anch’io mi conosco troppo bene ed anch’io avrei mille cose che mia madre o mia suocera o la mia vicina di casa o probabilmente anche mio marito ritengono più importanti di piantare i bulbi, impastare il pane o fare una passeggiata per raccogliere le foglie, ma se aspetto di finirle tutte a fare la passeggiata mi ci porterà la badante.
Perciò, ho dovuto trovare un equilibrio tra fare tutto quello che vorrei fare e fare tutto quello che dovrei fare, perché non è molto montessoriano nemmeno doversi aprire un varco fra la roba da stirare per poter uscire di casa, camminare sul riso disperso in un qualche travaso e dover aprire la porta per capire il tempo che fa.

Un bel libro (in Italiano) per cominciare è, oltre a quello già citato di Seldin, “Una casa a misura di bambino” di Grazia Honegger Fresco, di cui forse avevo già parlato, perché anche se non si può pensare di ricreare un perfetto ambiente montessoriano (o in italiano, grazie a mammalisa) in una settimana, non bisogna nemmeno dimenticare l’importanza del prepared environment: un ambiente bello, ordinato, piacevole e che permetta al bambino di sentirsi indipendente.
Anche in questo caso secondo me conta più lo “spirito”: basta una libreria bassa per lasciare a disposizione del vostro bambino una gamma sufficientemente ampia (ma non troppo!) di attività di libera scelta, evitando (cosa che invece vedo praticamente in tutte le camerette che frequento) il “cestone raccoglitutto” dove buttare tutto quello che non ha una precisa collocazione.
“Ogni cosa al suo posto ed un posto per ogni cosa”, mi diceva da piccola mio padre, senza peraltro riuscire a convincermi. Ci sono voluti una casa mia, un lavoro incasinato e svariati traslochi perché mi rendessi conto dell’utilità di questa frase.
Adesso ho un posto per quasi tutte le cose.
E quasi tutte le cose fuori posto.

Il nostro angolo montessoriano consiste in una vecchia scarpiera Ikea (purtroppo non più in produzione, altrimenti ne avrei comprata un'altra, visto che sembra fatta apposta):



e una libreria (anche Ikea) che esiste anche in diverse versioni, tra le quali una bassa (ovviamente nell'altro senso...) che sembra fatta apposta, e si completa con un set tavolo e due sedie (sempre Ikea).



In questo momento sto riorganizzando i livelli, perché quel piccolo essere che vedete nella foto, arrampicandosi, ha conquistato nuove altezze e devo dire che non è facile trovare un compromesso tra la libertà di esplorazione, la correzione dell’errore, l’ingestione di oggetti estranei e la percorribilità del pavimento.
Anche in questa prospettiva(che spero migliore di quella delle foto, ma io non sono una grande fotografa d'interni...), non ho mai insistito perché la Minica utilizzasse un tappetino per delimitare il suo spazio di lavoro, visto che tale delimitazione sarebbe risultata troppo blanda per un fratellino in fase esplorativa.
Tra i materiali montessoriani propriamente detti, ne ho alcuni comperati tra compleanno e Natale (knobless e knobbed cilinders), altri li ho fatti in casa (dressing frames, sound bottles, touch tables, sewing cards, construction triangles), ed altri sotto forma di “allestimenti” improvvisati (nature tray, mistery bag, cassetta dei travasi).



Altre cose non esplicitamente montessoriane (cassetta dei travestimenti, giochi ad incastro, scaffale dei colori) sono comunque montessorianamente disposte.
Il Minichino ha il suo bravo cestino dei tesori che esplora con voluttà e sta cominciando ad interessarsi alle cose che fanno rumore e ai processi di svuotamento/riempimento, per cui gli ho dato delle cassettine piene di coperchi (grandi), anelli per le tende e ritagli di stoffa.



Altra cosa che lo riempie di gioia è la famosa piccola scarpiera, mentre per fortuna non ha ancora scoperto ha nel frattempo scoperto i tre bidoni in cui tengo i vestiti ed i pannolini sporchi (con le rispettive figure su due lati, così, girando il bidone si può destinarlo ai vestiti o ai pannolini, anche se la Minica ormai non ha più bisogno di questo “aiuto”)





né capito come aprire i cassetti del “fasciatoio" (qui in un'immagine datata, viste le dimensioni del Minichino che ci sta sopra e pure il fatto che se ne stia lì da solo):



Come potete vedere dalle foto, la camera dei Minici non ha nulla delle atmosfere minimaliste delle nursery americane complete in ogni particolare ben prima che il bambino nasca. La camera dei Minici è sempre stata un ambiente "in divenire", le cui mutazioni avrebbero meritato una serie di post, e che culmineranno, spero tra più di un decennio, con l'apertura di una nuova porta ed una parete in cartongesso a dividere il gineceo dall'androceo, ma...
Ma.
Gran parte delle previsioni di quel post si sono avverate. Il bagnetto fasciatoio alla fine è rimasto stabilmente al piano di sopra ed è diventato il mobiletto del bagno. Il lettino (che, da solo, meriterebbe un post a sè) invece è rimasto al piano di sotto, memori delle bestemmie che ci sono volute per portarcelo. Il che vuol dire che il Minichino, che tuttora si sveglia almeno una volta durante la notte, se non è già da bel principio nel nostro letto, ci viene depositato nottetempo (nel nostro letto). Il divano, che già era sceso di un piano e che per qualche mese è stato il letto della Minica che lo preferiva al lettino, è sceso di un piano ulteriore, probabilmente sempre a suon di bestemmie, ma io non ero a casa e non ho sentito, per far posto a questi catafalchi:



Ok, ci siamo fatti prendere la mano. Ci siamo fatti prendere MOLTO la mano. Eravamo andati solo a vedere. La (s)fortuna ha voluto che proprio quella settimana avessero il 30% di sconto.
Sono enormi.
Sono ingombranti.
Sono pericolosi.
Sono costosi.
Sono molto poco montessoriani.
Ma ci piacevano un sacco.

Start small/Have low expectations/Let the child be your guide: e questo vale per le carte, per i materiali e anche per tutto il resto.
Avete notato anche voi una tendenza comune a proporre tutto troppo presto? Pupazzetti e sonaglini ancora in ospedale (quando un bambino è già sovrastimolato da un ambiente completamente nuovo, ed intendo quello extrauterino, e quindi l’ultima cosa di cui ha bisogno è probabilmente un oggetto enorme e minaccioso che gli viene agitato davanti agli occhi in un tripudio di strilli sovracuti), palestrine multiattività in cui finisce per sonnecchiare il gatto, tappetini e tavolini ipertecnologici e ultrasensoriali che sferragliano a tutte le ore del giorno, dodecaedri che si illuminano e parlano in trentadue lingue ad un bambino che non ne conosce nemmeno una, aggeggi petulanti che ti interrogano, ti valutano ed eventualmente gratificano con un bel “Bravo!” pronunciato da una voce elettronica.
Il triciclo ad un anno.
La bicicletta a due.
La macchina (elettrica) a tre.
Da questa smania non si salvano nemmeno i vestiti, ed infatti si vedono spesso bambini con dieci centimetri di risvolto sul pantaloni e triplo giro di maniche. Anzi, ho l’impressione che i bambini abbiano SEMPRE vestiti palesemente troppo grandi e mai della taglia giusta.
E lasciamo perdere il fatto che a partire dai due anni l’offerta di rivolga a delle micro-adolescenti o a dei micro-teppistelli.
Per stavolta.
Nonostante qualcuno mi abbia vista come una mamma iperattiva, credo di essere sempre partita abbastanza al rallentatore, dopo aver lasciato la Minica libera di esplorare una casa già naturalmente priva di oggetti fragili o di valore e sorprendentemente molto più sicura di quanto non sembri a prima vista. Ho cominciato con qualche idea sbirciata ai nidi a cui l’iscrivevo senza nessuna speranza che c’entrasse: il cestino dei tesori, scatole piene di ritagli di tessuto o di coperchi, mestoli da cucina da sbatacchiare ovunque e poi pasta per modellare (sempre nella versione “base”, più mattarello e formine, non in quelle in cui un pagliaccio a grandezza naturale espelle playdough da tutti gli orifizi), immagini e oggetti da incollare, materiali sempre più piccoli da manipolare, travasare ed infilare nelle fessure tra le tavole del pavimento ad imperitura memoria.
E naturalmente alcuni giochi classici: anelli da infilare, forme e buchi corrispondenti, mattoncini da sovrapporre, prevalentemente nella variante legnosa/non parlante, mentre i giochini diversamente interagenti, che, seppur in maniera non massiccia, sono comunque arrivati, sono stati prevalentemente occultati in attesa di identificazione di un destinatario plausibile ed espulsione.
Un percorso che sto riproponendo paro paro al Minichino, con la complicazione che alcuni giocattoli indesiderati sono stati intercettati dalla Minica e perciò tolti dall’involucro originale e, talvolta, addirittura richiesti a qualche giorno dalla misteriosa sparizione.
In compenso l’effetto secondogenito ha di molto ridimensionato i quantitativi in arrivo.
Ad un certo punto, però, la Minica aveva circa un anno, un anno e mezzo, abbiamo cominciato a frequentare regolarmente altri bambini, altre famiglie e lei a subire altre significative influenze. Perché, c’è poco da fare, i bambini sono effettivamente attirati dai giocattoli colorati/rumorosi/plasticosi.
O comunque la Minica lo era.
Lo è.
È anche possibile che i bambini siano solo attirati dai giocattoli diversi da quelli a cui sono abituati, e che in breve tempo le verrebbero a noia anche quelli, se fossero suoi.
Fatto sta che i giocattoli rumorosi/plasticosi (colorati mi può andar bene…) il cui unico scopo sembra quello di dare fastidio, danno fastidio prevalentemente a me, e quindi la mia attività di prevenzione e soppressione non si collocava esattamente in un’ottica “let the child be your guide”; se effettivamente mi fossi fatta guidare incondizionatamente dalla Minica, anche la mia casa alla fine sarebbe piena di giocattoli rumorosi/plasticosi, cosa che invece (per ora) non è.
Quello che abbiamo cercato di darle è la famosa “freedom within limits”, proponendole una certa gamma di materiali ed attività, ma non contrastando apertamente eventuali guizzi che andassero in un’altra direzione. Ed infatti ieri si è fatta prestare una borsetta della Bella Addormentata, rosa e glitterata, fatta in Cina presumibilmente da bambini con materiali presumibilmente tossici, ma vabbè. Allo stesso modo, se lei propone di guardare un DVD della nostra ristretta collezione, compatibilmente con i tempi ed i modi, l’accontentiamo proprio per non ammantare la TV del fascino del proibito.
Insomma, abbiamo esteso ai giochi il motto "non offrire, non rifiutare".
Dicevo che ad un certo punto abbiamo avuto non solo la sensazione che, a lasciarci guidare dalla Minica, saremmo confluiti di lì a poco nel mainstream perché la nostra influenza cominciava a non essere non solo predominante, ma neppure particolarmente significativa, ma anche che vi fosse un drastico calo dell’offerta di giocattoli mainstream “educativi” o presunti tali rivolti a quell’età, ed che molti genitori, mainstream e non (me compresa), a questo punto, avessero deciso di mettere in cantiere un secondo figlio. I giocattoli educativi mainstream rifaranno la loro comparsa più avanti, sotto forma di puzzle e sapientini, probabilmente regalati da persone meno informate sui gusti dei destinatari, e con quale esito non saprei, dopo un biennio di distrazione più o meno inconsapevole.
Ed è stato più o meno in questo momento che ho scoperto l’alternativa offerta del metodo Montessori, che mi è sembrato la naturale persecuzione del nostro, ahi, “stile genitoriale” in cerca di conferme. Perché se c’è una cosa (ma ce n’è più d’una) che non mi convince nell’ homeschooling/unschooling è la presunzione che una madre sappia cos’è meglio per i suoi figli.
Intanto, tra il sapere ed il poter mettere in pratica, c’è di mezzo altro che il mare, quindi eventualmente una madre potrebbe sapere cos’è il meno peggio per quel particolare figlio tra le opzioni umananamente percorribili e che non si escludono vicendevolmente.
Poi, se il meglio è esclusivo appannaggio della madre, il padre sembrerebbe non avere nessuna voce in capitolo.
Poi, se quella di sapere cos’è meglio per i propri figli è una prerogativa di tutte le madri e non solo di quelle un po’ pazzerellone, potremmo desumere statisticamente che il meglio per la stragrande maggioranza dei bambini è guardare la TV, mangiare schifezze, collezionare gormiti (per i maschi) e vestirsi da zoccola (per le femmine), a meno di non voler considerare tutte le madri dentro il mainstream delle imbecilli irretite dalla TV, dalla pubblicità, dal pediatra, dalle nonne, dal libretto di puericultura spicciola del momento, dalle amiche e dalla commessa della profumeria.
E, in entrambi i casi, non c’è un cazzo da ridere.
Poi, anche al di fuori dal mainstream, dovremmo riconoscere un ugual diritto all’autodeterminazione alle creazioniste, alle nazionaliste, alle razziste e a tutte le altre seguaci di aberrazioni etnico/religioso/politico ovunque dislocate, mentre la funzione che io riconosco ad una scuola pubblica ancorché disastrata, e che pretendo da questa, è quella di fornire un minimo comune denominatore di conoscenze culturali, sanitarie e sociali condivise almeno a livello di singola nazione che possano garantire sì, il diritto all’autodeterminazione, ma di tutti i bambini una volta adulti.
Quello che invece viene spesso imputato alle homeschooler, ossia di voler proteggere i propri figli, lo considero un diritto sacrosanto, e non solo delle homeschooler. Tutti i genitori proteggono, o meglio, cercano di proteggere, i loro figli; credo sia un nostro istinto animale più che umano. Tutto sta a vedere da che cosa li proteggiamo ed in che modo.
Ci sono quelli che li proteggono vaccinandoli contro tutte le malattie conosciute e quelli non vaccinandoli affatto, quelli che li proteggono allattandoli fino a dieci anni e quelli svezzandoli a tre mesi, quelli che li proteggono col cappellino, con la crema alla calendula, con la paura dell’uomo nero, con la collanina d’ambra, col telefonino a sei anni, col pediatra antroposofico, col metodo estivill, con la lettura ad alta voce, coi DVD educativi.
Io credo che tutti quelli che fanno qualcosa per i propri figli lo fanno, non dico scientemente per proteggerli, ma nemmeno con l’intento di danneggiarli.
Ecco, io non credo di sapere ciò che è meglio per i miei figli, ma so di volerli proteggere. Vorrei naturlmente proteggerli dalle malattie, dagli incidenti d’auto, dagli infortuni domestici ed anche, non crediate che questa eventualità, per quanto statisticamente più remota delle precedenti, non spaventi anche me, dall’orco cattivo. Vorrei soprattutto proteggerli dall’infelicità, quella cronica, che vedo in molti adulti. Non so nemmeno se le strategie che sto mettendo in atto basteranno, probabilmente no, e che tutto quello che ha fatto il mio istinto di madre è stato farmi comprare alcuni libri e non altri, apprezzare alcuni metodi e non altri, ascoltare alcune voci e non altre.
Insomma, non ho creduto a me stessa. Ho creduto ad alcune fonti molto più autorevoli di me ed in ciò si esaurisce l’esercizio del mio libero arbitrio.

Direi quindi che le mie aspettative a lungo termine non sono esattamente low, mentre quelle a breve lo sono sicuramente e sono sicuramente subordinate al gioco, al divertimento, allo stare in compagnia di altri bambini, allo stare all’aria aperta e, perché no, anche al vedere per l’ennesima volta “La Bella Addormentata nel Bosco”.
A chi mi chiedeva suggerimenti, consiglierei man mano che vengono delle idee di fare delle liste tipo “Cosa fare quando piove”, “Cosa fare quando c’è bel tempo”, “Cosa fare in casa” e “Cosa fare fuori” da consultare all’occorrenza e soprattutto di non farsi prendere dall’ansia di prestazione. Non serve siano avventure mirabolanti: una visita ad un piccolo museo, una passeggiata in un parco, una torta, degli impasti con l’acqua… ed anche per una bambina vivace come la Minica, un paio di iniziative di questo tipo a settimana, comprese quelle che si materializzano in maniera estemporanea, sono più che sufficienti, anche perché disponendo di molte “attività di libera scelta” il più delle volte non è necessario mettere altra carne al fuoco.

Don’t correct their mistakes: da definizione, i materiali montessoriani dovrebbero essere autocorrettivi. Questo significa che, se vengono usati in modo improprio il bambino dovrebbe accorgersene da solo. Se questo non accade, vuol dire che il bambino non è pronto per l’attività.
Ora qui io mi trovo un po’ in difficoltà, perché, per la solita cronica mancanza di tempo, la Minica mi vede armeggiare e mi chiede di giocare con ogni nuovo aggeggio ben prima che sia finito. Quindi una vera presentazione formale, mostrandole l’utilizzo canonico dell’aggeggio non gliel’ho fatta mai. Forse, se gliela facessi, le sembrerebbe pure strano, mentre presentata da un’insegnante o vista fare dai compagni, un’attività ha tutta un’altra importanza.
Prendiamo ad esempio le sound bottles, che nel mio caso sono dei tubetti di vitamine rivestiti di carta vellutata adesiva (avanzo delle sandpaper letters), riempiti di semi/pasta/ghiaia a granulometria diversa, incollati e contrassegnati da un colore sul fondo: stesso rumore, stesso colore.



Bene, il Minichino li prende e li scuote felice. È ovviamente troppo piccolo per capire. Bene.
La Minica ha capito che ce ne sono due, uno rosso ed uno blu, che producono lo stesso suono, ma non ha capito che il colore sul fondo serve da “controllo”. Quindi lei li accoppia sulla base del colore di controllo, poi li scuote e verifica compiaciuta che facciano lo stesso rumore.
È ancora troppo piccola o gliele ho proposte male?
Ci arriverà da sola o varrebbe la pena “rispiegargliele”?
Ci sono anche materiali non espressamente montessoriani che possono essere auto-correttivi: i puzzle, i giochi ad incastro o in cui ricostruire una sequenza; anche in questo caso penso valga la regola che se non ci arrivano da soli vuol dire che non sono pronti per quell’attività. Eppure mi capita regolarmente di vedere adulti che “aiutano” i bambini a trovare la tessera mancante, il buco giusto, l’ordine corretto.
Devo dire che, le prime volte, mi sarebbero servite le mani legate dietro la schiena per impedirmi di intervenire, ma la soddisfazione che le si è dipinta sul volto quando ha completato il suo primo puzzle o quando ha ordinato per la prima volta una serie di dodici scatole cinesi con coperchio (Ikea, 5.90 euro, purtroppo non più in produzione…), mi ha fatto capire che ne è valsa la pena.





Altri materiali autocorrettivi sono semplicemente un pennarello e qualche confezione di playdough lasciati aperti. Anche in questo caso le mani legate dietro la schiena e qualche pennarello immolato sull’altare della Montessori sono serviti più di mille ripetizioni (e soprattutto di mille riordini coatti).

Col tempo credo di essere diventata abbastanza montessoriana, anche se non le presento il vassoio da destra verso sinistra piuttosto che da sinistra verso destra; certo qualche volta (spesso) mi sfilo le scarpe senza slacciarle, non ripiego i vestiti e non rifaccio il letto ogni mattina, ma cerco di preparare tutto ciò che mi servirà per un’attività (mia, non sua), di riordinare quando ho finito, e soprattutto di farlo VOLENTIERI, perché fa parte dell’attività, perché la casa è più bella, perché mi fa stare bene ed alla fine, toh, pure mi piace.
E poi, ripero, io non HO trovato il metodo montessori, ma mi SONO ritrovata in esso.

Appreciate the value of Practical Life and Sensorial Development
: bene, ormai spero si sia capito dove voglio andare a parare. Il mio viaggio nel metodo montessori non aveva e tuttora non ha una meta; è stato un percorso senz’altro piacevole (come spero continui ad essere negli anni a venire), ma non esente da intoppi, deviazioni e delusioni. Ogni volta che mi sono “incartata” sono ritornata a rileggere queste ultime frasi e, soprattutto, mi sono concentrata sugli aspetti di Practical Life e Sensorial Development che davvero rappresentano la principale differenza rispetto a quello che offre il mainstream.
La stagione è propizia (non che l’inverno ci abbia in quelche modo fermati), il tempo quasi (ma nemmeno quello ci ha mai fatto paura) per immergersi nei colori, nei suoni, negli odori, nelle texture e nei gusti della natura: se non avete un bosco, basta un parco, se non avete un parco, basta un giardino, se non avete un giardino, basta un terrazzo, se non avete un terrazzo, basta un vaso sulla finestra.

Se non avete una finestra, c’è il piano casa.

Questo post, che si candida come il più lungo del mondo, è stato scritto a rate in un paio di mesi. Ogni volta che ci rimettevo mano era successo un qualcosa che mi costingeva ad aggiornarlo/modificarlo.
Mi rendo conto che ne è uscito un papocchio dispersivo e che ogni sezione meriterebbe una discussione a sè.
Nello stesso tempo avevo bisogno di un qualcosa di sufficientemente vasto per organizzare il mio montessori-pensiero.
Spero di non avervi troppo inibito e invito chiunque passi di qua ad aggiungere, chiedere, contestare.
postato da: momatwork alle ore 11:24 | Link | commenti (36)
Commenti
#1    18 Maggio 2009 - 12:31
 
Ecco, mi hai commossa. La chiusura ha colpito. E quanto è importante, questa tua conclusione... Tutto il post è bellissimo, veramente bellissimo. Da appuntare per chiunque si chieda cos'è il montessori e, soprattutto, come si applica nella vita di tutti mi giorni. Ci sarebbe così tanto da dire... ma lo farò a rate, dai, che a rate è stato scritto ;-)
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#2    18 Maggio 2009 - 14:41
 
Wow! Che post fantastico! E come sono fiera di me, per averlo letto tutto!! Innanzitutto volevo dirti che apprezzo tutto di quello che scrivi sul tuo percorso montessoriano. Anch'io sono una fan della filosofia montessoriana, ho anche scritto un post sull'argomento (anche se ancora non mi sono decisa a pubblicarlo), anche se il mio, di fronte al tuo impallidisce (si tratta di una serie di riflessioni su cosa di buono si puo' trarre, secondo me, tra i vari metodi pedagogici).
Ho apprezzato molto il modo in cui hai saputo creare un ambiente a misura di bambino e i tanti materiali e giochi in legno, cosa che io sono riuscita a fare solo in parte (ahime', la plastica impera..).
Grazie per i tanti spunti che mi hai dato e per il tuo entusiasmo coinvolgente.
utente anonimo

#3    18 Maggio 2009 - 16:24
 
il minichino è (montessorianamente ed oltre )uno splendore. tutto il resto, pure.
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#4    18 Maggio 2009 - 20:44
 
premetto che un post cosi' necessita di piu' di una lettura ma poi finisce che ne scrivi un altro,mi perdo,mi vengono troppe idee e alla fine non commento. e poi ti chiedi perche' i post piu' stimolanti non ricevono commenti,e' che ci vogliono ore a digerirli bene e,lo sai,il tempo materno e' spesso interrotto..ma tu continua a scriverne perche' sono preziosi.davvero.
mi ha molto colpito come hai saputo disporre bene gli oggetti,i cesti per i vestiti mi hanno conquistata,anche io ho provato ma forse e' poco lo spazio,forse troppi i giochi,il risultato non e' cosi' ordinato.
ho un bambino (due,ma uno ha 4 mesi e ancora non so) che ha molto apprezzato alcuni lati del metodo montessori ma non quelli piu' "didattici",tipo le cards me le schifa tuttora (4 anni) e anche le lettere vellutate (ehm non ricordo il nome),per non parlare dei numeri ( nemmeno sa contare correttamente,mi devo preoccupare?).forse per via del bilinguismo mi sembra non ancora maturo per queste attivita',anche se in realta' mi chiede molto di leggergli e riconosce molte lettere,e le scrive anche se spesso "non bene"
,gli piacciono quelle magnetiche,di legno,sul frigo.ti scrivo queste cose perche' la minica ha un anno di meno e mi sembra cosi' avanti,e' una mia impressione o e' emiliano "in ritardo"?,mi rivolgo anche alle tue lettrici..sara' contenta tua suocera,falle leggere il mio commento!
per il resto io ho optato piu' di te per un dorato isolamento,asilo waldorf dai 3 anni,e vedo che cosi' ho evitato alcuni atteggiamenti che scrivevi nei post precedentibugie etc.,ma e' anche vero che non so quanto reggera'.e puo' anche darsi il caso che proprio questo approccio non lo stimoli agli apprendimenti piu' classici tipo leggere/scrivere,boh.
grazie e scusa per il commento fiume!
anna
utente anonimo

#5    18 Maggio 2009 - 23:29
 
Ulp!
Quante cose...
L'ho già letto tre volte e mi sa che me ne beccherò almeno una quarta.
Un paio di osservazioni: il mio primo passo nel "cambiamento di prospettiva" l'ho avuto con GHF (Abbiamo un bambino): divorato tra una tettata e l'altra.
Mi piace molto l'approccio del basarsi sul rispetto e lasciar fare (anche se a volte è estremamente difficile, soprattutto quando si è in ritardo la mattina). Sulle attività ho qualche perplessità. Le cards (volevo commentare all'epoca) ad esempio ancora non riesco a capirne il senso, o almeno non lo hanno molto per noi. O forse quello che fanno le cards lo abbiamo fatto coi libri di Scarry un bel po' fa, in cui le figure venivano raccontate in tutti i loro particolari.
Alcune cose invece (galleggia/non galleggia) le hanno fatte a scuola, e così mi ritroverei a proporre in ritardo :o).
Ti invidio alla morte l'ordine con cui sono le cose, sarà che noi siamo una famiglia di casinisti, e le cose stanno poco a posto.
Noi siamo di mensole (la buona vecchia ivar :o)) per molte cose, ma alla fine ha un sacco di cose, e così abbiamo anche il cestone delle schifezze. Solo che a volte realizzo che lo sono per me: quei pupazzetti infimi di plastica in certi momenti riescono ad aprire un mondo, e quindi mi sembrerebbe poco rispettoso toglierlo. Così come il miliardo di pupazzi.
Il letto caro/ingombrante/poco sicuro, si ma figo! Io da piccola lo avrei voluto. Anche il nostro lo potrà diventare, ma per ora, causa visite notturne :o) rimane così. Comunque in fin dei conti per me è meglio un letto in cui anche un adulto si possa accomodare con comodità, anche solo stendersi per leggere la storia della sera è molto meglio.
Per ora mi fermo
alessandra

utente anonimo

#6    19 Maggio 2009 - 09:17
 
Decisamente perfetto e decisamente 'oltre'.
Non arriverò mai a questi livelli: sono troppo pasticciona e mi lascio contaminare dalla plastica :)
Complimenti!

Mammafelice
utente anonimo

#7    19 Maggio 2009 - 10:08
 
A rate, a rate...
@ gingolotti e mammafelice: a casa mia la plastica non "impera", ma c'è.
A ben guardare anche sugli scaffali ci trovate del commercialissimo didò, del plasticosissimo lego e, questo sì, unica concessione alle pile, un registratore.
Anche nel cestino dei tesori del Minichino c'è della plastica. Ma c'è anche del legno, del vetro, della pietra, della stoffa e della ceramica.
Sicuramente non mi piace che, come spesso accade, i giochi siano sempre e solo di plastica.
Ma anche il "tutto legno e materiali naturali" lo trovo una forma di estremismo.
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#8    19 Maggio 2009 - 10:33
 
Mi sa che funziona un po' come con il rosa, quando hai figlie femmine (almeno due, perchè alla prima prendevo colori neutri nell'ipotesi di avere un secondo di sesso maschile): se eviti di comprare capi rosa, te ne ritrovi una quantità più che adeguata. Se lo compri scientemente ne vieni sommersa, e ti ritrovi a guardare uno stendino pink e a poter caricare 'la lavatrice con i rosa'. E il troppo, in effetti, stroppia. Con i materiali di plastica mi sembra uguale; a dirottare gli acquisti ANCHE su altri materiali (legno), ti ritrovi una giusta selezione di plastica e una distribuzione di materiali più equilibrata, in modo da dare ai bambini la possibilità di sperimentare ANCHE altro. Che non è così scontata, perchè all'asilo comunale ho visto SOLO plastica. Quindi quella già la conoscono ;-)
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#9    19 Maggio 2009 - 12:42
 
Come dici tu, anche io non sono per gli estremismi. Mi piace lasciare a Dafne delle bottigliette di plastica, dei pezzi di legno, della stoffa... mi piacciono meo i giochi che 'urlano' e di solito li faccio sparire.
Però non mi sento minimamente alla tua altezza: tu hai fatto davvero un lavoro eccellente.
La nostra casa è troppo piccola e questo è il cruccio più grande.
Per fortuna non mancano i parchi, a Bologna, e gli spazi verdi.

mammafelice
utente anonimo

#10    19 Maggio 2009 - 13:29
 
Complimenti. Non ho parole. Ho iniziato a frequentare il blog quando ti ho trovato cercando le Sandpapers Letters. Le ho fatte, pure, ma non le ho finite tutte, ancora... E' da qui che mi si è aperto il mondo montessori. Da qui che ho iniziato a leggere i libri che anche tu citi e che mi hanno dato un sacco di ispirazione. Adesso la mia bimba "grande" ha quasi 2 anni e mezzo, e si è aggiunta la "piccola" di 5 mesi ormai... Solo che in tutto questo a me manca il tempo... come fai? E soprattutto, a volte mi mancano le forze di spiegare all'ennesima persona (mio marito per primo) il perché di tante mie scelte...
E quindi, insieme ai travasi, alla lettura, al vestirsi da sola, ai materiali montessorianio, al cucinare e apparecchiare insieme, alla fascia (per la piccola) convivono il cestone in cui ammucchiamo tutti i regali plasticosi che cmq ci vengono fatti, e quelli che suonano da ogni dove... Ecco, le difficoltà più grande di questo mondo in cui sto cercando di far crescere le mie bimbe spesso mi sembrano solo due: trovare il tempo (lavorando quasi a tempo pieno anche con la piccola) di leggere e preparare cose idonee, e trovare la pazienza di spiegare agli altri certe scelte, che siano i materiali montessoriani, o lasciarla vestire/finire il puzzle/mangiare/innaffiare le piante da sola... Per non parlare delle scelte ecologiche, qui si apre un altro mondo!
Grazie per il post, ancora una volta (Anche e soprattutto per non essere perfetta) sei un esempio!
Gloria
utente anonimo

#11    19 Maggio 2009 - 13:35
 
@ mammafelice: ecco un punto che volevo sviscerare. m@w lo sa bene che è anche un mio cruccio quello di non avere molto spazio 'utile'. E quello che c'è è disposto strano per la forma delle stanze (ergo, niente cui si possa facilmente ovviare). Per questo non sono riuscita a creare un angolo montessori, che sarebbe la disposizione più razionale perchè, a colpo d'occhio, hai tutto lì, concentrato. Ho dovuto optare per diversi 'angoli', fra soggiorno (un billy da 80 cm/3 ripiani su una parete, un billy angolare sull'altra, di recente ho approfittato anche di uno dei due vani del mobiletto porta tv, togliendo i vecchi vhs che non guarda più nessuno, ed è un ottimo spazio, basso e profondo), studiolo (solito tavolino ikea con sottomano per attività artistiche e accanto il materiale per colorare, il play-doh e la scatola per fare i ritagli) e cameretta (altro billy 80 cm/3 ripiani, un piccolo scrigno per i travestimenti e una cesta aperta con gli strumenti muscicali). L'ultima trovata è stata quella di organizzare lo spazio sotto al vecchio tavolaccio che usiamo (tuttora) come fasciatoio: ho legato ai lati la tendina che ne copriva le gambe, così è diventato una specie di sipario aperto, e sotto ci sta pefettamente il lettino ikea per le bambole, l'armadio e un'abat-jour. Insomma, abbiamo pure la casetta per le bambole, adesso ;-) E' tutto molto sparso, ma si può fare. Piano piano. Perchè fate conto che ho cominciato quasi due anni fa a studiare queste sistemazioni e le soluzioni sono arrivate man mano ;-)
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#12    19 Maggio 2009 - 15:13
 
mio dio, mi devo prendere un giorno di ferie per leggere tutto, perchè l'argomenteo mi interessa assai ma il tempo nun ce stà! ritornerò con più calma! ciao smile
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#13    20 Maggio 2009 - 14:48
 
splendido post, anch'io mi sento molto "in the middle", ma in fondo viviamo anche "in the middle" e non credo serva essere montessoriani perfetti, spero solo di riuscire ad essere una "madre sufficientemente buona" (Winnicott), e imparare, imparare sempre, a cominciare da post come questo!
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#14    21 Maggio 2009 - 13:49
 
CIAO, sono riuscita a leggere tutto. ma devo rileggere per approfondire meglio, per capire. per ora non uso nessun metodo ma mi sto incuriosendo a Montessori e Steiner. è da mesi che mi dico di leggere qualcosa, per cominciare a farmi un'idea, capire anch'io in chi o cosa mi riconosco, capire da dove partire e non dove voglio arrivare perchè quello forse non lo si capisce neppure cammin facendo. ma il post è molto bello e ti faccio i miei complimenti per trovare il tempo di far tutto ciò. ti invidio molto anche l'ordine, impensabile a casa mia... ma forse con il metodo mi raddrizzo anch'io nel mio disordine quotidiano! penso inizierò con il libro che hai citato. grazie ancora smile :)
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#15    21 Maggio 2009 - 15:00
 
Vicino casa potevo segliere tra un asilo Montessori e uno Steineriano: ho scelto lo steineriano ( sì vabbè è privato).
Classi di 12 bambini, due maestri per classe (nel nostro caso anche un maestro maschio), vita costantmenete all'aria aperta, anche se pioviggina. Cibo biologico e il senso di far parte di una comunità. Non dico che è meglio, però per me conoscere la pedagogia steineriana è stata una scoperta...
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#16    22 Maggio 2009 - 12:48
 
Come sempre, resto a bocca aperta..anche se, devo dire, il senso di questa "genitorialità" sta iniziando a trapelare anche dentro di me, anche se con un po' troppo ritardo (Sara ha più di 2 anni). Spero che valga ancora il motto "Meglio tardi che mai"...C'è da dire che sono rimasta incantata dagli ambienti che hai creato, ero già rimasta incantata dalle attività ludiche che preparavi per la minichina, vedere ulteriori progressi mi ha lasciata letteralmente sì, incantata, non mi viene in mente nient'altro. Non immagini quanto vorrei avere almeno la metà del tuo spirito critico, della tua voglia, del tuo impegno, della tua manualità (anche quella serve). Io sto letteralmente zoppicando nella tua direzione, con troppo ritardo causato da me stessa -ma non solo-, mi sono dibattuta per due anni in uno sterile terrore e nell'ansia da prestazione, poi nel senso di colpa, infine sto "rinascendo", in qualche modo. Ma sarò in tempo per fare qualcosa di buono per Sara?
utente anonimo

#17    22 Maggio 2009 - 12:48
 
ero Quasimamma non loggata, scusa m@w.
utente anonimo

#18    22 Maggio 2009 - 23:11
 
cielo ma è bellissimo. sei bravissima. ma come fai? cioè, so che non puoi spiegarmelo, come fai, in due righe su un blog. però sul serio. sei fantastica. i minici pure. ho parlato di te sul mio libro, poi ho perso le tue tracce, avevo anche provato a fartelo mandare dalla casa editrice, l'hai ricevuto? scusa ma sono un po' pasticciona, non organizzata come te. fammi sapere, vienimi a trovare se ti va sul mio blog. paola (erounabravamamma.blogspot.com)
utente anonimo

#19    23 Maggio 2009 - 11:57
 
A chi si chiede come faccio, rispondo: piano.
Infatti non finitò mai di rispondere ai vostri commenti, di cui però vi ringrazio tantissimo, non solo perché sono pieni di complimenti, ma perché aggiungono interesse e contenuti a questo sudatissimo post.
Ma... non crederete mica che quello sia lo stato in cui versa la camera in maniera permanente, vero? Col contributo del Minichino, poi!

@d anna #4 ed alessandra #5: se mia suocera scopre questo blog, sono una donna morta!
Lo scopo di questo post era proprio quello di spiegare che non di sole carte è fatto il metodo montessori.
Carte che poi dovrebbero essere una parte delle carte in tre parti.
Se Emiliano le schifa vuol dire che non è ancora o più il momento giusto e, naturalmente, nella sola funzione di imparare termini nuovi possono essere eccellentemente sostituite da libri tipo quelli di Scarry o da altri di quel tipo. Noi avevamo questo che abbiamo letteralmente consumato, ed infatti ho saltato le varie carte "di nomenclatura" tipo gli oggetti della cucina, quelli della camera, ecc... perché erano termini che conosceva già e che credevo avrebbero potuto non interessarla. Magari le farò per il Minichino.
Per la Minica questo è un periodo in cui le interessa più "scrivere" che imparare nuove parole, per cui la presentazione di nuove serie di carte, dopo i successi invernali delle carte sulle forme e quelle sui materiali (dove era comunque interessata solo alla figura), è momentaneamente sospesa.
Ho pronti alcuni materiali sui numeri (che per ora non destano curiosità) e sto rimuginando qualcosa sul tempo e le stagioni (visto che sembra un argomento che si profila all'orizzonte).
Sul fatto che sia "avanti", sì, credo di sì, su alcune cose.
Se sia naturale predisposizione, fortunata coincidenza o effettivamente merito di averle proposto quello che la interessava al momento più propizio, non so.
Magari quando sarà più grande il Minichino potrò trarre delle conclusioni migliori, visto che raddoppierò i casi campione.
Quello che vedo in giro (argomento di un prossimo post... chissà!) è che ad un certo punto le mamme vedono che qualche bambino della stessa età del loro "sa fare" una certa cosa e decidono che quello è il momento giusto per imparare.
Ad esempio la Bambina, che parla decisamente poco e male per la sua età, in questo momento è in un felicissimo momento per imparare parole nuove (o per pronunciare meglio quelle che sa), ma siccome le hanno regalato un libro sui colori, adesso è giunto il momento di imparare i colori.
Ed alla domanda "Di che colore è?" la risposta invariabilmente è "fagoa" o "pesse" o "ioie" o "pomodo-o", e successivo scambio di battute.
"No-o. è ROSSO. Hai capito? Rosso."
"Fagoa"
"Rosso. La fragola è rossa"
"Fagoa"
"Sì. Rossa."
"Fagoa. Io magno. Gnam-gnam"
"Sì, vabbè, fa' un po' quel che ti pare."
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#20    23 Maggio 2009 - 16:42
 
dunque,interessante il post sulle aspettative/richieste fuori tempo dei genitori,scrivilo eh!e' una cosa che mi ha toccato abbastanza,perche' mio figlio e' sempre stato molto fuori dai canonici progressi.tipo che ha iniziato a parlare tardissimo pur essendo un grande comunicatore,non si e' mai interessato per niente ai colori,o a dire come si chiamava (credo che fino ad ora non abbia mai risposto alla domanda!) o a tante piccole cose che i suoi coetanei esguivano con destrezza.ha sempre compensato con la fisicita' e l'abilita' manuale e conoscere un po' del metodo montessori,ma anche della teoria di steiner,mi ha aiutato molto nell'osservare e seguire le sue inclinazioni senza intervenire o preoccuparmi.ora,un anno esatto piu' grande della minica,e' interessatissimo alla lettura e alla scrittura ma,purtroppo,e' anche in quella fase in cui e' ipercritico con le sue creazioni e si scoraggia facilmente (se inizia a colorare un suo disegno e esce di pochissimo dai margini il disegno e' da buttare,sigh.non riesce a capire che,paradossalmente,e' la sua precisione ad essere "strana").
insomma,non so come aiutarlo a imparare e il fatto di vivere in un paese che usa un altro alfabeto non aiuta per niente!
anna
utente anonimo

#21    23 Maggio 2009 - 22:54
 
Quando l'ometto era piccolo come i tuoi, anche io avevo organizzato le sue cose pressapoco come hai fatto tu: avevo copiato l'idea dal nido, non sapevo di essere montessoriana! Inoltre aggiungo anche questo contributo: avevo lasciato negli scaffali bassi della cucina pentole leggere e tutti i contenitori di plastica, e lui aveva libero accesso per giocare e sperimentare, mentre io non mi dovevo preoccupare che si facesse male.
Per quanto riguarda le attività di cui parli, sono molto stimolanti (il nature tray con la lente è geniale), anche se temo che molti genitori siano facilmente tentati di proporle in modo "troppo didattico". Anche tu accenni infatti a "mani legate dietro la schiena". Personalmente ritengo che l'attività di gioco a casa debba essere totalmente libera e accettata per qualsiasi risultato essa produca. Infine, per esperienza personale -per quel che vale- ho visto che se un'attività non interessa, è molto difficile (anche se non totalmente impossibile) che possa piacere in seguito: se non piace non piace. Così potrebbe essere che per la Minica il gioco dei tubetti rumorosi abbia già dato il massimo, ma non perchè è troppo piccola, ma solo perchè (forse) non stimola sufficientemente i suoi interessi. Tra parentesi, bellissimo 'sto gioco dei tubetti! Mi ricorda un "bastone della pioggia" che avevo fatto con un tubo di cartone dello Scottex.
Per finire: i letti sono stratosferici! E una piccola richiesta: se puoi, traduci le frasi in inglese, altrimenti potresti mettere in difficoltà qualcuna che magari è interessata alla tematica, ma non è forte con le lingue straniere... non possiamo dare per scontato che mastichiamo tutte l'inglese "fluently", sapessi quante mamme di mia conoscenza fanno fatica!
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#22    25 Maggio 2009 - 13:40
 
Che bello, leggere le varie considerazioni suscitate da questo sudatissimo ( e bellissimo) post... io avrei ancora qualche riflessione che mi piacerebbe condividere qui.

1) "(...) anch’io avrei mille cose che mia madre o mia suocera o la mia vicina di casa o probabilmente anche mio marito ritengono più importanti (...)" E' un po' difficile essere comprese in queste cose, in effetti. Mia suocera capirebbe benissimo se ricamassi tovaglie e centrini e lenzuola come fece lei, coi bimbi piccoli, per sentirsi meno sola. Perchè produci qualcosa di tangibile... E comunque, a suo avviso, al primo posto c'è la casa che deve essere perfettamente a posto. Le cose vanno stirate subito, appena asciutte, così non si accumulano. In casa giri con lo straccio in mano, così ti porti avanti man mano e tutte le stanze sono sempre a posto. Alle 11 si mette su il pranzo per gli uomini che tornano dal lavoro, che hanno poco tempo di pausa pranzo (mio marito mangia fuori perchè lavora più lontano, quindi l'ho scampata ;-): per quell'ora il tavolo deve essere aparecchiato, il sugo già sul gas e la moka già allestita. I letti, ovviamente, in perfetto ordine con copriletti, volants ecc ecc. POI, se ti avanza tempo, fai le cose insieme ai bambini (che nel frattempo ti hanno seguita per casa mentre facevi i mestieri, per come mi viene riferito). Quando le dico che se facessi in questo modo il tempo non salterebbe mai fuori, capisco di essere senza speranze dal suo punto di vista. Secondo me invece è l'unico modo di procedere conciliando un po' tutto: a 'strappi', diciamo. Le pulizie in determinati giorni (frazionate, comunque), lo stiro un paio di volte a settimana ecc. E poi è fondamentale, anche per me, creare la 'Montessori Hour'. Dedicare a questo tempo uno spazio preciso nella routine quotidiana. Avere in mente qualcosa di specifico che si vorrebbe proporre quel giorno alle bimbe. Se poi i 'piani' prendono un'altra strada, pazienza. Ma avere un riferimento mi aiuta molto.

2) Credo che la possibilità di vedere un ambiente diverso da quello cui sono abituati possa fare molto bene anche agli amichetti/e dei minici. Che rappresenti un po' la speranza di coinvolgere anche la 'società' che ci sta attorno? Non limitandoci ai nostri figli? Io credo sia un passo concreto in quella direzione.

3) Le sound bottles (cilindri dei rumori, suona meglio l'inglese però, ehhhh, melanele ;-) grazie a m@w mi sono venute bene, la difficoltà maggiore era stata reperire i contenitori adatti. Io ho optato per quelli delle pellicole fotografiche (sono piccoli e occupano meno spazio, ci stanno in una scatoletta), sono riuscita ad averne 8 uguali, per ora (non demordo, anche se la commessa del negozio fotografico mi guarda un po' così, quando gliele chiedo, accidenti; e dire che sennò le butterebbe, cosa gliene frega? mah ;-) E ho usato la pellicola adesiva colorata per rivestirle.

4) Che bella l'idea dei tre cesti per la 'raccolta differenziata' di panni sporchi e pannolini!! In più trovo sia un ottimo spunto per chi si chiede cosa comporti a livello pratico ricorrere ai pannolini lavabili anziché agli usa e getta, come ci si possa organizzare ecc. Io dico sempre che se avessi scoperto prima blog come questo, avrei scelto diversamente.

5) Nel commento #14 smile si augurava che magari col montessori potrebbe readdrizzare un po' il disordine. Per me è stato così. Non che fossi proprio disordinata, piuttosto ho sempre avuto la tendenza all'accumulo (infatti le collezioni mi venivano bene ;-). Da quando mi sono accostata, man mano, a questo metodo, sento meno l'utilità di circondarmi di cose. Ho fatto, sempre man mano, pulizia nel vero senso della parola. Ho razionalizzato meglio il nostro piccolo spazio, tenendo solo le cose più significative (certo mi ha aiutata il fatto di non essere costretta a 'buttare' le cose, mi basta portarle a casa di mio padre. Altrimenti sarebbe stata mooolto più dura ;-). Ora senza tanti orpelli respiro meglio e mi sembra che le priorità siano più a fuoco. E questo giova sia a me che (anche di riflesso) alle bimbe.

6) Gloria al commento #10 accennava alla difficoltà di spiegare agli altri certe scelte: concordo, è difficile e a volte impossibile. Mi sto rassegnando. Anche perchè sul montessori, per esempio, ci sono tante idee superficiali in circolazione. Questa impressione l'hanno raccolta anche i genitori che hanno fondato la casa dei bambini frequentata da Coccola. Mia suocera (sì, sempre lei... ma preciso che ci vogliamo bene pur nella diversità, perchè caratterialmente non ha niente a che vedere con la suocera di m@w, povera la ns. m@w ;-( che pure ritenevo dovesse avere ormai assorbito l'essenza del metodo, l'altro giorno mi accennava con nonchalance che da quest'anno anche all'asilo comunale i bambini li fanno pasticciare con la farina. Ergo: adesso potresti anche trasferire lì la bimba, no? Ok. La manualità nel montessori è un concetto basilare. Ma non è l'unico. Come non lo sono le carte (m@w al commento # 19). Solo che è difficile spiegare in parole povere i tanti materiali che lo compongono, che peraltro si capiscono meglio vedendoli... Per non parlare dello spirito di base. Sono concetti che se non hai già dentro di te, non li capirai mai (vedi rispetto per la natura e gli animali ecc.) Mio marito dice che devo imparare a fregarmene. Ma io per ora non ci riesco.

7) Mi è piaciuta la conclusione del post perchè invita a trovare il bello in ciò che abbiamo a portata di mano, che si tratti di un immenso giardino oppure di un balcone. Spesso invece si rischia di restare paralizzati al pensiero di quello che non si ha e magari si vorrebbe avere... E si sprecano tante occasioni!

8) Riferito al commento #19 di m@w: esilarante il 'dialogo', anche se suona più come un monolgo, in realtà: quello del genitore. In questo senso rattrista parecchio. Poi, ehmm... la bambina parla un po' come paciocchina, eh?! Ha tipo tre o quattro anni, verooo ?? ;-) No, in ogni caso io evito accuratamente i paragoni e sono profondamente convinta che vada tutto bene. Certo, coccola a 20 mesi parlava perfettamente. Ma paciocchina ha una bella destrezza fisica, è estremamente espansiva ed è molto attenta ai sentimenti degli altri e fa riferimento alle persone, più che alle cose (che sarebbe una tappa emotiva successiva). Proprio ieri alla domanda 'Cosa ti piace all'oratorio?' (= l'unico parco giochi nel nostro paese, precisiamo) coccola ha risposto 'i giochi', paciocchina 'i bibbiii' :-)
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#23    27 Maggio 2009 - 07:45
 
bè, direi che una laurea honoris causa in pedagogia non te la toglie nessuno...
il l'ho sudata, ma tu con questo post te la sei ampiamente meritata!!!!
complimenti, non avrei potuto fare meglio....
ciao beatrice
utente anonimo

#24    29 Maggio 2009 - 07:14
 
@ mammalisa #8: eh, ma se mi indovini gli argomenti dei prossimi post, mi viene l’ansia da prestazione, eh? Già mi compiaccio abbastanza quando guardando il mio stendino multicolor e penso che solo un acuto osservatore potrebbe determinare con sicurezza il sesso dei miei figli. Certo che quando un paio di pantaloni rossi della Minica ha stinto su tutti i microbodini comperati scientemente bianchi proprio per essere eventualmente riutilizzati, mi sono compiaciuta un po’ meno.
In quanto alla plastica, è spesso insostituibile nei giochi da esterno (non negli attrezzi da giardino, che invece, secondo la regola di fornire “child-sized tools that really work”, attrezzi a misura di bambino ma perfettamente funzionanti - grazie per il consiglio, melanele! -, abbiamo preso in legno e metallo) e nei giochi ad incastro che spesso sono prodotti in Europa, a differenza dei giochi in legno o stoffa, costosissimi pur prodotti in Asia.

@gloriarossi: ma anche a me manca il tempo per fare "tutto". Basta vedere la frequenza con cui aggiorno il blog!
Ma quello che volevo dire in questo post, beh, una delle cose che volevo dire, è che non serve fare "tutto", aver letto "tutto", aver preparato "tutto". Anzi, così si rischia di non iniziare mai e di andare incontro solo a cocenti delusioni.
Confesso che agli inizi dell'idea che facesse alcune cose da sola, tipo vestirsi e prepararsi il latte con la cioccolata, apprezzavo soprattutto il lato pratico, visto che anch'io mi chiedevo come diavolo avrei fatto ad uscire di casa in orario accettabile, mentre adesso questo è assolutamente in secondo piano rispetto alla piacevolezza di prepararsi senza continue esortazioni a far presto.
Per quanto riguarda il riuscire a trasmettere agli altri, se non la condivisione, almeno il rispetto per le nostre scelte educative ed ecologiche, è una battaglia persa in partenza; al contrario, spesso si scatena il desiderio di compensarle con ogni sorta di schifezza per questi "poveri bambini". Per fortuna le nostre sono "scelte di famiglia", anche se l'udt le ha apprese filtrate da me ed è piuttosto incline a scoraggiarsi. Ci ha sicuramente aiutato vedere che altri metodi, in particolare quello "forte", non portano a migliori risultati, sempre in termini di piacevolezza dello stare insieme.
Magari potrei scrivere un decalogo sintetico dedicato ai papà più recalcitranti.

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#25    30 Maggio 2009 - 12:03
 
@ momatwork: ho indovinato... oppsss... ma tanto è lo 'svolgimento', quello che conta ;-)) e bando all'ansia da prestazione, che non ne hai bisogno ;-))

e: decalogo, decalogo, decalogo!
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#26    31 Maggio 2009 - 11:39
 
@ mammalisa #11 (ed alessandra #5): in realtà la GHF nel suo libro consiglia proprio di creare un "angolo montessoriano" o almeno di tenere alcuni giochi in ogni ambiente della casa, in modo che i bambini possano seguirci durante il normale svolgimento delle nostre attività. La particolare distribuzione degli ambienti a casa mia, una distribuzione studiata da noi, con una grande cucina vivibile su cui si affaccia un soppalco adibito a lettura/musica/relax e su cui si immette direttamente la camera dei minici e che si apre sul ballatoio e quindi sul giardino rappresenta una zona giorno molto ampia e frequentata in cui giochi e attività si spostano e si intersecano (oddio, mi sembra di leggere una di quelle riviste d'arredamento con fotografie di case improbabili dove non si vede mai la tazza del cesso...).
Meno a misura di bambino sono il bagno (e non solo perché il lavello è ad altezza giganti), lo studio e la cantina (inopportunamente troppo accessibili, seppur muniti di porte che vengono lasciate invariabilmente aperte).
I letti alti per ora non destano grandi preoccupazioni: la Minica è attiva ma prudente e nelle rare notti in cui si sveglia scende e risale senza difficoltà, il Minichino ancora non sa salire delle scale così ripide (le scale meno ripide, invece, sì). Certo non sono comodi da rifare e non è banale deporci un bambino addormentato, soprattutto in quello più alto, mentre sono abbastanza ampi (e poi ce ne sono due vicini) per le letture serali.

@ smile 1510: bene, ho visto che nel frattempo ti sei lanciata!.
Io nel didò fatto in casa devo sempre aver sbagliato qualcosa (oltre ad aver folgorato il frullatore la prima volta che ci ho provato) perché dopo qualche giorno si deteriora diventando umido e appiccicoso, mentre in teoria dovrebbe conservarsi quanto il didò commerciale.
A volte lo faccio ancora, ma siccome la Minica richiude sempre i tappi un vasetto di quello commerciale le dura dei mesi.
Il tuo com'è evoluto?

@ quasimamma: da un lato credo che non sia mai troppo tardi, dall'altro che non sia mai troppo presto. Soprattutto credo che sia un processo in divenire e non una pillolina magica che risolva all'istante e per sempre i problemi nel momento in cui si manifestano.

@ ero una brava mamma: due righe? Beh, non mi sembra di aver scritto esattamente due righe... e soprattutto ci ho messo tanto, tantissimo tempo. Il tuo libro (di cui mi avevi informata, sono io che poi mi sarò dimenticata di rispondere, ripromettendomi un generico "lo cercherò") sono riuscita finalmente a comprarlo, sai che io premio sempre queste iniziative, dopo che qualcuno tempo fa me l'aveva ricordato.
Non appena si aggiornerà quella barra a lato, vedrai che lo sto leggendo.
Sono circa a metà e mi sono già "trovata".
Per ora mi lascia perplessa; da un lato è gradevolissimo e divertente, dall'altro, come già "Mamma sei proprio una sòla" che si dilunga invece fino all'adolescenza e che mi era stato regalato quand'era ancora incinta (la prima volta) accompagnato dalle parole: "Vedrai, è proprio così", mi lascia un po' di amarezza.
È vero. È proprio così.
Ma se non ci va bene, se alla maggioranza non va bene, non si potrebbe cambiare?
Un bacio (della buonanotte) ai Gormiti.



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#27    04 Giugno 2009 - 21:40
 
pur essendo passata solo una settimana è ancora morbido morbido. vediamo quanto resisterà!! io ho seguito le dosi paro paro, non ho usato il frullatore ;), e in pochi minuti era pronto, pensa, c'ho impiegato di più a mettere i coloranti!
cmq per la cronaca: mi sono riletta questo post almeno tre volte e penso che lo farò altrettante!! :)
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#28    13 Giugno 2009 - 17:52
 
Complice un'attesa interminabile, e un pomeriggio di “forzato riposo” dopo la quinta lettura del post, ti becchi il commento più lungo del mondo :o), sperando che non sia troppo importuno. E' un po' frammentario, ma non mi riesce di fare meglio.
Bello il post, mi ha dato un sacco di spunti di riflessione, e di cose da pensare.
Davvero mi chiedo come riesca a fare tante cose. A me sembra che il tempo non basti mai, certo lavoro a tempo pieno, combatto con il traffico, mi do anche molto alla “politica” in senso lato, (che sono gruppi mammeschi, e GAS), ma a volte mi viene un crollo verticale verso le nove, per questo il letto bambino in cui si entra in due risulta provvidenziale.
Ma davvero come fai a conciliare il lavoro, oltretutto lontano da quel che ho capito, una casa e le attività senza darti ai quattrosaltiinpadella (che è una cosa che io peraltro non riesco a fare, oltretutto mi ridurrei assolutamente sferica, ancora più di quanto già non sia)
Le attività: mi spiace molte di non averle scoperte prima, mi piacerebbe trovare il modo di fare le aste numeriche, visto che il topone è in una fase di continuo contare e fare somme (non so bene se ha compreso realmente il meccanismo, o se è un tentativo di imitare la cuginetta grande). Vedremo, io di solito tendo a voler realizzare le cose più velocemente di quanto si possa, e di ottenere quindi un oggetto non perfetto, nella durata e nelle rifiniture.
Spero di riuscire a prendere altri spunti.
Ho scoperto recentemente che Daniele sa versare da solo l'acqua (Tim Seldin mi ha ispirata), e la brocchetta di terracotta aggiuntiva è stata però gradita come gratificazione e “conferma” di una sua raggiunta capacità.
Il taglio delle verdure e sbucciare insieme le carote è stato un modo di uscire dall'imballo: gioca con me/bisogna preparare la cena.
Per onestà: il primo ad farmi balenare l'idea è stato mio fratello, educatore di professione, che ha incominciato a due anni e poco a fargli fare la pizza e il latte col cioccolato.
E' difficile uscire da schemi educativi “classici” anche quando scopri che altri sistemi ti fanno risuonare molto più le corde di dentro: siamo stati educati in un certo modo, tutti intorno lo fanno, incominciare anche a riflettere sulle affermazioni che si fanno a volta è difficile. Però può essere un buon obbiettivo a corto medio e lungo termine :o). Incominci anche ad osservare il “mainstream” con occhi ancora diversi, e ti fai un sacco di domande. Ma io continuo a sentirmene (e forse sempre di più) fuori: soprattutto negli aspetti continui di rimprovero continuo, applicato soprattutto ai bambini poco sopra l'anno.
Gestione “alternativa” degli spazi con angolo in ogni stanza: forse sarebbe servito, ora in realtà la nostra collocazione è che la stanza in cui si staziona (cucina/soggiorno con angolo studio) è quello su cui si affaccia la stanza di daniele, e quindi c'è sempre stata grossa commistione (anche di playmobil che calpesto a piedi nudi facendomi un male terribile). Poi non so, a parte una fase: prendi-tutti-i-cd-dal porta cd e mettili nel cestino della carta che abbiamo risolto lasciando per x mesi i cd nel cestino :o), Daniele non ha mai avuto in maniera terribile la fase: apri un cassetto e svuota tutto quello che c'è dentro (ho visto decinbe di cased con mobili a prova di apertura e legati) o con ululati appena il piccolo “mostro” si avvicinava ai cassetti).
Forse tentare di “disincasinare” lui aiuterebbe anche noi, forse mi farebbe sbattere di meno in pomeriggi “metti tutto a posto”, ma temo che siamo irrimediabili come famiglia.
E poi abbiamo veramente troppo cose, per il posto che abbiamo, ma non riesco a buttare cose, ne le mie né quelle di Daniele.
Anche dei giocattoli “educativi” abbiamo sentito poco il bisogno (anche se aver scoperto “tardi” certe attività un po' mi dispiace), perchè è passato molto presto alla lettura interminabile di “limbri” e alla successiva rappresentazione di storie lette/inventate: per mesi si sono reinscenate le scene de Gli Aristogatti, in tutte le salse possibili, con i protagonisti di plastica. Anche ora si va di rappresentazione continua di storie.
Per l'eliminazione del giocattolo indesiderato: ma come si fa? Soprattutto quando provengono da babysitter (la pianola superelettronica insopportabile come suoni, ma che ha dato vita a scene esilaranti), amici che frequentano/ casa/ la signora ucraina che stava con mia nonna (mia vicina di casa): mi dispiaceva poi di ferire la loro espressione comunque di affetto (ti lascio immaginare che cosa mi ritrovo in casa :o)).
Autocorrezione: mi ha dato da riflettere, ma sempre come sopra, il modo “usuale” è correggere. Proverò a comprarmi delle manette per legarmi le mani :o).
Homeschooling: sarà che sono stata fortunata, ma non riesco a sentirmela adatta. Non so se veramente si creino dei disadattati, ma io
a) ho grossi dubbi sulla mia pazienza, dubbi stratosferici sulla mia capacità di porre le cose in modo corretto, e dubbi sul fatto che sclererei in un rapporto a due che coinvolga 24h su 24.
Io sono soddisfatta di uscire e lavorare.
E poi non so quanto la commistione di ruoli faccia bene ad entrambi. I bambini a scuola esprimono anche altri lati del loro carattere, che a casa passano in sordina: a volte per nostri limiti, ma non si può sempre pretendere la perfezione... A volte sono comportamenti poco auspicabili, ma a volte sono anche sorprese piacevoli...
E poi io non mi sento assolutamente multidotata e anche col papà e unendo i nostri due caratteri e competenze: una persona diversa può tirare fuori da mio figlio dei talenti e delle potenzialità e interessi a cui io per la mia storia, per i miei limiti, per la mia cultura non avrei nemmeno immaginato esistessero.
Mi fermo, altrimenti veramente dopo il post più lungo divento il commento più lungo(e incasinato, oltretutto)
alessandra

utente anonimo

#29    14 Giugno 2009 - 12:47
 
@alessandra, per realizzare aste numeriche:
http://www.lacasanellaprateria.com/2009/02/materiale-montessori---le-aste-numeriche-come-realizzarle-da-s%C3%A9.html
è più semplice di quanto si possa pensare :-)
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#30    15 Giugno 2009 - 15:27
 
Sdoppiamenti

[..] Da quando sono ripartita con cuoredimamma, vivo un'inedita sensazione di... sdoppiamento, appunto. Qualcosa di più intimo è qui, qualcosa di più generale e tematico (montessori, allattamento ecc) è di là. Quando aggio [..]
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#31    15 Giugno 2009 - 16:17
 
opss, per un attimo mi sono chiesta cosa avessi combinato! Invece è solo il pingback, fiuuu... non sapevo fosse attivo ed evidentemente funziona solo da splinder a splinder, altrimenti me ne sarei già accorta in precedenza ;-))))
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#32    01 Luglio 2009 - 14:56
 
Complice la permanenza al mare dai nonni stamattina sono riuscita a passare ad un brico e prendere
-6 aste da 1m di abete
-fondo per legno
-pennello
-un tubo di acrilico rosso
-un tubo di acrilico blu
La carta vetro e nasto adesivo di carta ci dovrebbero esserea casa, così come il seghetto.
In tutto la "modica" cifra di 32 euro... ulp!
speriamo almeno nel risultato....
E soprattutto nel gradimento!
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#33    12 Luglio 2009 - 12:38
 
@ melanele: in effetti anch'io ho cominciato copiando le idee che vedevo al nido (che la Minica ancora non frequentava) o seguendo i consigli di un'amica educatrice al nido. Ed infatti i travasi, i travestimenti, la manipolazione ed il "gioco euristico" erano delle attività molto presenti al nido, mentre sono totalmente assenti alla scuola dell'infanzia in favore di attività più strutturate; in più alla scuola dell'infanzia c'è, da parte dei genitori, da un lato una pretesa di attività più delimitate e "tranquille", dall'altro un timore che si sporchi/che si faccia male/che prenda freddo che erano assenti tra i genitori dei bambini del nido (dove ad esempio li portavano a sguazzare nelle pozzanghere in caso di pioggia senza che nessuno se ne lamentasse), tanto che spesso mi chiedo dove siano finiti i bambini del nido.
Sul fatto che un'attività che inizialmente non interessa possa poi affascinare, la mia esperienza - per quel che vale - dice il contrario. Ad esempio la Minica a un anno e mezzo schifava le attività di manipolazione che sono diventate una passione esattamente un anno dopo.
E l'uomo dei treni, che prima di conoscere me si vantava (!) di aver letto non più di cinque libri in vita sua è diventato un lettore che non definirei accanito, ma sicuramente abituale.
Le mani legate dietro la schiena valgono per qualsiasi attività: ti assicuro (ed infatti ne ho scritto in quest'altro post che la "normalità" è appunto quella di "insegnare" ai bambini a fare qualcosa nell' "unico modo giusto" senza aspettare che ci provino da soli e nemmeno che te lo chiedano.
In questo senso il Nature tray (vassoio naturalistico? vassoio della natura?) non "serve" a niente se non a raccogliere delle cose che potrebbero essere interessanti da quardare con attenzione. Non c'è nessuna "cosa giusta" da fare, nemmeno guaradre attraverso la lente.
Un aspetto didattico naturalmente c'è ed è iniziato come una MIA curiosità nel conoscere il nome di un fiore o il comportamento di un animale; adesso che è abituata a vedermi consultare manuali è la Minica a richiedermi spiegazioni.
Infine, sull'Inglese... è più forte di me!
Ci provo, ma non sono una traduttrice fedele:
My Montessori Hour: (no) more cards - La mia ora Montessori: (basta con le) carte;
Decide how much or how little Montessori you are - Decidi quanto o quanto poco tu sia montessoriana;
knobless e knobbed cilinders, dressing frames, sound bottles, touch tables, sewing cards, construction triangles, nature tray, mistery bag - ah, per questi è facile:
digitate su google "montessori knobless cylinders" e selezionate immagini.
Oppure avvaletevi delle nomenclature cards oops, carte tematiche di
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#34    12 Luglio 2009 - 22:18
 
Acc, mi ha tagliato il commento!

knobless e knobbed cilinders, dressing frames, sound bottles, touch tables, sewing cards, construction triangles, nature tray, mistery bag - ah, per questi è facile:
digitate su google "montessori knobless cylinders" e selezionate immagini.
Oppure avvaletevi delle nomenclature cards oops, carte tematiche di Montessori for everyone oppure delle eccellenti traduzioni di Cuore di mamma;
Start small/Have low expectations/Let the child be your guide - comincia in piccolo/abbi poche aspettative/lascia che il bambino sia la tua guida;
freedom within limits - letteralmente "libertà entro i limiti", ma con un'evidente assonanza con freedoom without limits - libertà senza limiti - quindi libertà sì, ma non sregolatezza.
Don’t correct their mistakes - Non correggere i loro errori;
Appreciate the value of Practical Life and Sensorial Development - Apprezza il valore delle attività pratiche e di quelle di sviluppo sensoriale (che coinvolgono tutti e cinque i sensi).
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#35    02 Dicembre 2009 - 14:41
 
Da poco più di un mese DG ha il letto alto, quasi come i Minici, ma senza scivolo.
Alla proposta: "ma poi quando diventa grande il  fratellino lo mettiamo sotto il tuo letto?"
"No forse meglio sotto il vostro"
Il nostro è alto 30cm da terra :oD
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#36    02 Dicembre 2009 - 14:45
 
: )
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Commenti

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