Nonostante le vostre elevate opinoni, la laurea honoris causa in pedagogia recentemente conferitami (del resto una laurea honoris causa, in Italia, non si nega a nessuno) e le vostre adulazioni (ma continuate, continuate pure...) in questo periodo non sono assolutamente in grado di scrivere dei post di senso compiuto, nè, per ora, di rispondere agli interessanti commenti.Tanto vale che racconti qualche illuminante aneddoto a spizzichi e bocconi.
O, come direi io, a "spissìgul mignìgul", locuzione che, peraltro, non ha prodotto alcun risultato su google.
Dunque oggi io, la Minica ed il Minichino, dopo la scuola siamo andati in un posto da fighetti a prendere il gelato. Non che la nostra destinazione fosse la gelateria da fighetti, ma dovevamo andare da quelle parti per tutt'altro motivo e, dovendo aspettare, abbiamo pensato che 10 euro per due coppette e un tè freddo non erano propriamente ben spesi, ma li abbiamo spesi lo stesso.
Nella gelateria da fighetti, oltre a noi c'era una coppia di fighetti attempati, ma pur sempre fighetti, successivamente qualificatasi come nonni di un bambino successivamente quantificato in treenne.
Il bambino in questione stava attaccando degli adesivi su un album successivamente identificato come recente acquisto da parte della nonna, MA, bada bene, NON secondo le modalità previste dal realizzatore dell'album ovverosia il modo in cui le attaccherebbe un qualsiasi adulto.
Ora, chi conosce o frequenta i più o meno favolosi asili di Reggio Emilia o simili dovrebbe sapere che questo è esattamente ciò che differenzia un bambino, ancora capace di elaborare il suo pensiero in maniera non banale, ed un adulto già troppo condizionato per uscire dal percorso predefinito.
A meno di essere un genio o un pazzo o entrambi, s'intende.
Ora chi conosce o frequenta questo blog potrà facilmente immaginare come io ribollissi interiormente vedendo questa amorevole nonna guidare le manine del nipotino verso l'adesivo "giusto", girargli le pagine fino a trovare la pagina "giusta", indicargli in posto "giusto" dove incollarlo ed eventualmente staccarglielo e riposizionarglielo.
Ma compratene uno per te, se lo vuoi fare tu!
Ninete da fare, il nipotino recalcitrante non ne voleve sapere di fare tutte queste cose "giuste", per cui nell'ordine è stato:
1) definito incapace;
2) capriccioso;
3) intrattabile;
4) peggio di "quand'era piccolo" (perché adesso che è?) con la cameriera evidentemente interessata al problema;
5) minacciato di non ricevere più nulla in regalo
6) minacciato di venir privato dell'album a favore di "quella bambina là che è tanto brava".
Quella bambina là che è tanto brava, ha alzato gli occhi dal gelato alla fragola che stava sorbendo e li ha puntati sull'abum a mo' di radar, per cui ho dovuto spiegarle (sottovoce) che la signora stava scherzando e che l'album era e sarebbe rimasto del bambino.
Maledetta vecchia.
Mi aspettavo una raffica di perché e invece no.
Quella bambina là che oltre ad essere tanto brava era pure tanto bellina con la sua gonnellina bianca e la maglia rossa a pois si è rimessa a mangiare tutta compita, che le mancava solo il mignolo alzato.
Dopo un po' il terzetto se n'è andato.
Così non ha visto la reginetta del bon ton farsi due baffoni di gelato alla fragola bevendo dalla coppetta in finto vetro di Murano e finire pure il mio tè freddo col risucchio.
Tutto questo per dire qualcosa, ma esattamente non so che cosa.
postato da: momatwork alle ore 23:09 | Link | commenti (13)
categoria:aggiornare il blog, riordinare la camera dei minici, fare un giro, cercare quello che non ho perso, abbracciare la minica, abbracciare il minichino
Commenti

categoria:aggiornare il blog, riordinare la camera dei minici, fare un giro, cercare quello che non ho perso, abbracciare la minica, abbracciare il minichino



































































































