E noi restiamo sospesi in questa bolla di irrealtà tra l’incredulità di chi conosce mia suocera e non sa capacitarsi che non sia la solita esagerazione di una signora notoriamente eccentrica e l’incredulità di chi non la conosce e dà per scontato che si tratti di una situazione pregressa, che dura da mesi, forse, anni e da dimettere dal pronto soccorso accompagnata da una ramanzina a base di “genitori che da anziani devono essere assistiti come hanno assistito noi da bambini” e “questa non è una struttura assistenziale” e da un verbale in cui si parla di "caduta senza conseguenze in paziente affetta da demenza". Impossibile spiegare che la badante non ce l’ha data buca proprio nel week-end e che questa persona fino a pochi giorni fa era non solo indipendente, ma gelosa della sua indipendenza.
Nessuno ci crede.
Dopo una notte agitata e una nuova, rovinosa caduta, mia suocera è stata ricoverata, non senza pressioni, in un reparto generico, dove non c’è un interlocutore che non sia un’infermiera che ha appena montato il turno e non sa niente.
Né se le stiano facendo ulteriori esami.
Né con quale esito.
Ogni tanto una mazza invisibile e silenziosa si abbatte su di lei che qualche giorno fa guidava e sprizzava energia da tutti i pori, il giorno dopo si guardava attorno, già irriconoscibile in quello che si potrebbe definire uno “stato confusionale” ma ancora reattiva, per poi sprofondare in un soliloquio completamente avulso dal presente e forse da un passato realmente accaduto. Due giorni fa un disegno della Minica le ha strappato l’ultimo barlume di lucidità. Da ieri non parla più e fissa il vuoto con la bocca aperta.
Andare a casa sua dove ogni particolare disposto con una cura quasi eccessiva (e non immaginatevi un grazioso appartamentino pieno di ninnoli e di centrini, ma il pied-à-terre di una trentenne single dove il gusto per il design è riscaldato da un tocco etnico) e trovare la lavatrice a fine ciclo, il frigo pieno di acquisti recenti ed il suo profumo che aleggia nell’aria ci schianta.
Come tutte le ipotesi che finora si sono succedute e che sono finite miseramente in cocci in assenza di una diagnosi e di qualsiasi prognosi.
postato da: momatwork alle ore 13:29 | Link | commenti (14)
categoria:andare dal dottore, aspettare la suocera, cercare quello che ho perso, sbaciucchiare l udt
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