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domenica, 20 luglio 2008
Sì, a turno.


sabato, 19 luglio 2008
Oibò, questo blog sta diventando una raccolta nemmeno esaustiva di fatterelli insignificanti (per voi), ma sempre più spesso mi ritrovo a pensare: "Ma com'era la Minica a boh... 6, 11, 18 mesi?".
Per post più ruminati non è l'ispirazione che manca, è il tempo ed il modo. Finchè non  trovo il modo di aggiornarlo telepaticamente...

La Minica continua a contare nel suo modo strampalato.
Però.
Però chiede in continuazione che numero è questo e che numero è quello (confondendo numeri e lettere, ma vabbè).
Però sa fare "presto tre" (ossia gli anni che compirà "presto") con le dita, anche se in un modo stranissimo (per me), ovverosia alzando mignolo, anulare e medio e tenendo fermo l'indice col pollice in una specie di "ok". Per fare "ancora due", invece, ha bisogno dell'altra mano per abbassare anche il medio. Si  consola dicendo che ne farà "dopo cinque", banalmente, a mano aperta.
Ah, sì, sa anche i nomi delle dita della mano, mentre non sa darsi pace del fatto che quelle dei piedi non abbiano nome* ad eccezione dell'alluce.

Grandi scoperte invece in campo letterario.
Riconoscere due lettere uguali.
"Però rossa", oppure "però gialla", sempre per amor di precisione.
Riconoscere due lettere simili, tipo la "I" e la "T", oppure la "E" e la "F".
Riconoscere la "M" di "Minica", la "U" di "Uomo dei treni", la "M" di "Minichino". Ed anche la M, stavolta quella vera, di mamma. Chè il nome della mamma si rivela soltanto su esplicita richiesta.
Ma soprattutto, e con mio immenso stupore, elencare alcune parole (soprattutto nomi propri) che cominciano con la stessa lettera.
È arrivato perciò il tempo di introdurle ed introdurvi due "creazioni" di quando ancora disponevo di due mani libere:
i "phonetic booklets", che in realtà sono più delle phonetic charts, ossia dei banalissimi fogli A4 suddivisi in quadranti dove nel quadrante in alto a sinistra c'è la lettera in questione e negli altri quadranti tre figure il cui nome inizia con quella lettera (per la C e la G ho fatto una doppia scheda).
Alla fine ho scelto la convenzione vocali blu/consonanti rosse.


Tavole_Montessori_alfabeto_ATavole_Montessori_alfabeto_C




























Ho adottato questa versione semplificata rispetto al libriccino di cinque, sei pagine perché essendo noi dialettofoni si è rivelata un'impresa più ardua del previsto già trovare tre parole di uso comune, senza sinonimi, possibilmente corte e uguali o almeno foneticamente simili in Italiano ed in dialetto. Le immagini sono scaricate qua e là dalla rete e probabilmente protette da copyright, ma non le spaccio per mie e non ne traggo alcun profitto.

L'altra creazione è la versione alfabetica dei sandpaper numerals, per la quale occorrono:
- 26 tavolette di compensato marino 10 cm x 10 cm (versione alfabeto anglosassone, con Y consonantica) fatte tagliare dal solito falegname;
- 25 cm di velluto adesivo blu per le vocali (così basterà anche per eventuali ulteriori quindici tavolette stampatello/corsivo, maiuscole/minuscole);
- 50 cm di velluto adesivo rosso per le consonanti (idem);
- quello che avanzava da 1 metro di velluto adesivo marrone cacchetta usato per i sandpaper numerals (idem);
- 1 bomboletta spray di colore blu;
- 1 bomboletta spray di colore rosso;
- PC con stampante;
- forbici, colla e carta.



 Il procedimento è analogo, perciò stavolta mi sono concentrata sui tempi:
30 minuti per preparare le lettere, stamparle, incollarle;
30 minuti per colorare le tavolette (due mani, in due giorni diversi);
2 ore per ritagliare entrambi i lati;
30 minuti per attaccarli.

Naturalmente non ho idea di quale possa essere l'effetto di queste varianti. Quel (poco) che so del metodo Montessori deriva da fonti americane ed è quindi un riadattamento di un metodo originariamente sviluppato per l'Italiano ma transitato per una lingua non fonetica, ma con un'ampia scelta di parole brevi (le cosiddette CVC, consonant-vowel-consonant).
Sia chiaro però che a me non interessa che la Minica impari a leggere anzitempo, quanto ampliare la scelta delle attività che le interessano in questo momento.
E questo è sicuramente il tempo delle lettere, delle parole e dei nomi.

* Convinzione che derivava dai miei remoti studi di anatomia umana, dove si chiamavano banalmente 2°, 3°, 4° e 5° dito del piede. Potere della rete, scopro oggi che avevano dei nomi caduti in disuso. La prossima volta che me lo chiede la stupirò con melluce, trillice, pondulo e mellino.

More DIY sandpaper letters:
A bit of this and a bit of that
Live, learn, knit
Homeschooling & Home I and
Homeschooling & Home II

e perchè no?
Arabic Sandpaper Letters
postato da: momatwork alle ore 08:43 | Link | commenti (3)
categoria:fare pasticci, abbracciare la minica
mercoledì, 16 luglio 2008
"Adesso preparo lo zaino, poi ci laviamo i denti ed andiamo al mare"
"No, dai... oggi facciamo vacanza!"

Ingrata.
postato da: momatwork alle ore 14:29 | Link | commenti (2)
categoria:andare al mare, lavare il bagno, fare la valigia, abbracciare la minica
martedì, 15 luglio 2008
La Minica se distinguere la destra dalla sinistra.

Beata lei.
postato da: momatwork alle ore 07:21 | Link | commenti (2)
categoria:andare a votare, abbracciare la minica
"Le pesche sono quelle tipo mele che quando sono piccole se ciama albicocche"

"Ho fatto una torta"
"Con che cosa?"
"Con la neve*"

"Che prosciutto vuoi?**"
"Quello buono"

* Chiare montate a neve
** Crudo o cotto?
postato da: momatwork alle ore 06:40 | Link | commenti (1)
categoria:cucinare, fare la spesa, abbracciare la minica
giovedì, 10 luglio 2008
Oggi la Minica è andata al mare da sola.
Col suo zainetto, l'asciugamanino, la merenda ed un costume di ricambio.

Sì, insomma, coi Vicini.
Vabbè che d'estate siamo in regime di cohousing.
Vabbè che devono farci l'abitudine.

postato da: momatwork alle ore 17:10 | Link | commenti (6)
categoria:andare al mare, abbracciare la minica, chiacchierare con i vicini
mercoledì, 09 luglio 2008
1+1
Se pensate che quella della coppietta mi sia passata, sbagliate di grosso.
L' "idea" della coppietta la odio e non riesco a nascondere il mio disappunto quando, spesso, mi fanno notare quanto sia stata "fortunata". Come se chi ha due femmine o due maschi abbia avuto sfiga.
L' "idea" della coppietta la odio a tal punto che ad un certo punto ho smesso di pensarci. Ho comperato qualche tutina verdolina ed ho chiuso il cassetto fino a quando siamo tornati a casa.
Ma se pensavate che col tempo sarei riuscita ad innamorarmi o almeno ad affezionarmi anche al Minichino, sbagliate ancora di più.
Col Minichino è stato un colpo di fulmine.
Giusto il tempo di controllare che avesse effettivamente il pisello (non si sa mai, pure questo ero arrivata a pensare, nonostante l'ecografista non avesse avuto la minima esitazione...).
Sarà perchè me lo volevano portare via subito (e a maggior ragione dovevo "riconoscerlo" prima che mi riportassero un bambino "estraneo" lavato e vestito, per cui, anche quando, dopo tre quarti d'ora, è tornata l'infermiera-gentile ho insistito perché l'Uomo dei Treni li seguisse al nido, anzichè restare a sorvegliare il ginecologo con l'hobby del ricamo).
Sarà perchè questo secondo parto è stato così diverso dal primo, più desiderato, più combattuto, più veloce, più fisico, anche più sofferto, ma forse ancora più mio.
Sarà.
E la Minica? La Minica ha avuto una tenerissima reazione di timida felicità al primo incontro per poi impossessarsene velocemente e cominciare, come tutte le femmine della sua specie, ad elargirgmi consigli su quando e come allattarlo (con dimostrazioni pratiche), quando e quanto tenerlo in braccio, se farlo piangere o "viziarlo", come vestirlo, dove metterlo e soprattutto ricordarmi di non dimenticarmelo lì dove l'ho messo.
E c'è da dire che i suoi sono i meno strampalati tra quelli che ricevo. Anzi, la Minica si trova nella fortunata condizione di poter dare consigli anche al fratello, ad esempio " fa' bene la bocona" oppure "non fare pastroci con quell'ahm" o ancora "non piangere, adesso riva la mamma".
Certo, a volte le sue dimostrazioni d'affetto sono un po' eccessive (Sì, puoi dargli un bacino, UNO SOLO, ma PIANO, perché DORME. NON lo svegliare, va bene? PIANISSIMO... ma mamma, non dorme, ha gli occhi aperti... Sì, ADESSO ha gli occhi aperti...) ed è un po' più nervosa del solito, soprattutto in quella terra di nessuno tra il sonno e la veglia (e viceversa) ma più che gelosa delle attenzioni che vengono riservate al fratello sembra gelosa del fratello, infatti nessuno può toccarlo se non noi della famiglia ristretta.
E allora beccatevi questa:



Insomma sembriamo la famiglia del Mulino Bianco.
Abbiamo pure la coppietta.
Quando vuol dare alla comunicazione un tono di ufficialità ed incontrovertibilità, il Bambino non dice "la mia mamma ed il mio papà", ma "i miei genitori". E vuoi mettere la differenza, quando la maestra manda una lettera "Ai genitori di..." invece che "Alla mamma ed al papà di...".
Valeva la pena indagare se la Minica ne avesse capito il significato.

m@w: "Ma chi sono i tuoi genitori?"
Minica: "Dei pagliacci*"

Sembrerebbe di sì.

* Resta da capire cosa intendesse dire, visto che recentemente è rimasta molto turbata da uno spettacolo di acrobati da strada.
Il pagliaccio, questa figura temibile e minacciosa...
postato da: momatwork alle ore 07:46 | Link | commenti (1)
categoria:abbracciare la minica, chiacchierare con i vicini
martedì, 01 luglio 2008
Oggi siamo andati al mare, io, la Minica e il Minichino.
Ad aspettarci c'era mia madre, che ha storto il naso vedendomi arrivare dal più lontano parcheggio non a pagamento col Minichino infagottato e la Minica per mano, ma vabbè, coi soldi risparmiati ci siamo comprati il gelato.
E abbiamo buttato via le carte.
E abbiamo buttato via i bicchierini del caffè.
E abbiamo buttato via la bustina dello zucchero.
E abbiamo pulito il tavolo con un tovagliolo di carta.
E abbiamo pure vuotato il posacenere.

"Andiamo a prendere una scopina, mamma?"
lunedì, 30 giugno 2008
La Minica ha un amico immaginario, Tonton.
Ha anche un amico dell'amico immaginario, Tintin.

Evabbè, che sarà mai? Ho sentito di altri bambini che avevano degli amici immaginari. Io avevo addirittura una gemella immaginaria e credevo anche ad un sacco di cose strane, tipo che stando a lungo sott'acqua mi sarebbero venute, non dico le pinne, ma almeno un po' di squame.
Ma l'altro giorno, alla gita dell'asilo ho notato che era l'unica bambina a parlare da sola.
Sì, insomma, con Tonton.
Allora ho chiesto ad una mamma-amica se anche la sua, parlasse da sola.
"Sì, certo, ma sai M. è come suo padre, matta come un cavallo".

Ah, bene.
Che un figlio ti cambia.
In cinque settimane.

Premetto che nel mio corso pre-parto ero l'unica ad avere già un figlio.
Infatti ero stata ammessa "con riserva", come se il fatto di avere già un figlio fosse sufficiente a non aver più nulla da imparare.
Adesso, che ci hanno riunito in un unico corso post-parto, ci sono altre tre mamme alla seconda esperienza.
Infatti il fatto di avere UN figlio spesso impedisce di uscire di casa, mentre il fatto di averne DUE ti induce a farlo ed è interessantissimo ascoltare le loro tecniche e le loro strategie.

Ma quand'ero ancora l'unica "ad esserci già passata" e si parlava di cosa serve e cosa non serve ad un neonato siamo finite a parlare di quest'aggeggio che, per correttezza dell'informazione, io non possiedo.
Per correttezza dell'informazione, avevo effettivamente pensato di comprarlo, ma, forse per scaramanzia, forse per pessimismo statistico, avevo rimandato tutti gli acquisti a dopo la nascita della Minica, quando mi sono resa conto che, nonostante le apparenze, non era un aggeggio fatto per me. O meglio, per noi.
Ora voi lo sapete che sono una maniaca della prevenzione ed infatti ho sempre messo in atto le principali precauzioni per prevenire la SIDS: l'ho fatta dormire sempre sulla schiena, nella nostra stanzafinchè c'è stata, non ho permesso a nessuno di fumare in casa, l'ho allattata al seno. Non le ho dato il ciuccio, che sembra sia un'altra dei fattori di riduzione del rischio, ma solo perché è un surrogato del seno. E non ho dovuto fare molto per ridurre la temperatura. Semmai il contrario.
Quindi questo aggeggio sembrava proprio pensato per me.
Però.
Già ero scettica sull'opportunità di tenere un dispositivo acceso tutta la notte e per buona parte del giorno in prossimità della culla (è vero che possiedo le trasmittenti, ma ne ho fatto un uso limitatissimo e a partire da quand'era più grande) e poi mi sono resa conto che la Minica dormiva
a) molto meno di quanto ci sia scritto sui libri;
b) molto spesso in luoghi diversi dalla culla, in casa e fuori casa.
Mi sono quindi chiesta:
a) se questo aggeggio mi avrebbe fatto sentire più tranquilla, sapendola in parte monitorata durante il sonno, o più combattuta tra il desiderio di lasciarla dormire lì dov'era o tentare di spostarla nella culla rischiando di svegliarla (garantito al 100%) ed accettando il rischio residuo del seggiolino auto/passeggino;
b) se mi sarei sentita più in colpa per non aver comprato l'aggeggio o per non averlo utilizzato pur avendocelo.
Questo perché non pensiate che non sia anch'io tra quelle che periodicamente controlla che il figlio respiri. Certo che controllo, per quello che può servire un'occhiata ogni tanto.
Però, non rientrando in una delle categorie a rischio, mi sembrava che nel mio caso l'aggeggio servisse solo ad aumentare le mie paure.
E poi non ho ancora capito che cosa si debba/non debba/possa fare se l'aggeggio di mette a suonare o se ci si accorge che il bambino non respira. Di certo non lo si sbatte.

Però quando ho espresso queste mie perplessità nel gruppetto di future mamme sono passata per un'emula di Erode. Una delle più giovani e carine mi ha detto in lacrime che io "non so" quante vite siano state salvate grazie a quest'aggeggio.
Ed infatti non lo so, non l'ho trovato da nessuna parte.
E mi dispiace di averla fatta piangere, anche sotto l'effetto degli ormoni: non si fa piangere una donna incinta.

A cinque settimane dal parto la neomamma ancora giovane ma un po' meno carina raccontava delle sue notti insonni, degli esperimenti con "bibi" di camomilla e LA e di come lasciasse dormire il bambino ovunque ed in qalunque posizione, purché dormisse.
"Scusa, ma... e l'angelcare?" ho chiesto io, un po' perfida.
"Che cosa?"
Niente, dopo il parto si perde la lacrima facile e pure la memoria.
venerdì, 27 giugno 2008
"I bambini piangono se hanno il pannolino* sporco"

I miei li puoi lasciare pisciati a cagati fino alle orecchie e non aprono bocca.
Fino a quando non ti viene in mente di cambiarli.

*Per ora stiamo usando gli UEG (Moltex o Naturaè), ma visto che siamo ormai a regime e che al Minichino stanno bene i vecchi Kushies Ultra 4-11 della Minica (tutti bucherellati attorno al girogamba, alla fine dovevo usare una mutandina supplementare), ieri ne ho ordinati di nuovi.
Quelli vecchi li terrò come riserva per i giorni di pioggia; il prototipo di riparazione, pur tecnicamente riuscito, non mi soddisfa nel materiale usato nel rivestimento. Nelle mie ricerche non sono infatti riuscita a trovare del tessuto impermeabile e traspirante a metro (tipo goretex) o che fosse conveniente tagliare. Alla fine ho ripiegato su una tovaglia plastificata, senza PVC, ma su cui nutro seri dubbi di ecologicità e resistenza a molteplici lavaggi.
Se è successo anche a voi, se volete ampliare le vostre scorte, se vi va di provare, i pannolini lavabili sono un regalo originale per un secondo nato.
giovedì, 26 giugno 2008
In un crescendo wagneriano (la scorsa settimana la gita, mercoledì la gita dei "grandi" in cui io e l'Uomo dei treni abbiamo fatto gli accompagnatori, ieri la grigliata in giardino) sta per concludersi quest'esperienza dell'asilo nido.
Con un po' di malinconia, per me che all'inizio la consideravo quasi una transizione verso la scuola dell'infanzia, quando ieri sera la Minica ha voluto portare via con qualche giorno d'anticipo la sua scatola ed il saccetto dei ricambi, assieme all'album di foto che le educatrici hanno preparato per i "grandi".
Ricordo di aver letto un bellissimo post di CV sulla fine del nido.
Noi ci siamo state solo sei mesi, ma la commozione è la stessa nel vederla chiamare i compagni per nome, abbracciare le educatrici, muoversi con disinvoltura, accompagnarmi nello spogliatoio per mostrarmi il fasciatoio dove avrei potuto cambiare il Minichino, i pannolini di ricambio, e i diversi bidoni per i pannolini e la carta.

Il prossimo anno si apriranno nuove porte, e la Minica sarà la più piccola dei piccoli.
Speriamo sia pronta.
Speriamo lo sia anch'io.
mercoledì, 25 giugno 2008
Nonostante sia stato sottoposto dalla nascita ad un'opera di indottrinamento biologico-ecologico-naturalistica, l'Amichetto ha una sola passione: la meccanica.
Che sia sotto forma di macchine movimento terra, mezzi di locomozione su qualsiasi substrato, aerei nel cielo o barche nel mare, l'importante è che si muova.
E che, possibilmente faccia un casino di rumore.

La Minica, l'ha capito da un pezzo ed ogni volta tira fuori la sua collezione di automobiline, camion e librini a tema.
Ieri cercava addirittura di convincerlo a fermarsi a dormire.

"Ma però* no ce l'ho il pigiama con la ruspa, saiiii**?"

* "Ma però" è un'unica parola, come "a me mi".
** Ogni frase negativa termina con "saiiii?". Ogni frase affermativa termina con "va beneeee?
postato da: momatwork alle ore 10:24 | Link | commenti (5)
categoria:abbracciare la minica
lunedì, 23 giugno 2008
Piscia: di più.
Caga: di meno.
Dorme: di più.
Piange: di meno.

Lo so, non si divrebbero fare confronti. Ma se sono tutti a suo favore, perché no?
lunedì, 16 giugno 2008
Eravamo rimasti che la Minica aveva smesso di ciucciare da qualche mese, ma che l'ahm, il nostro nome familiare, era rimasto un fatto ed un ricordo importante.
Come già negli ultimi mesi di allattamento "vero", carezze e bacini erano però riservati a momenti di intimità intra moenia, tanto che la Minica ogni tanto mi si sedeva in braccio, accennava ad infilarmi le mani nella scollatura e mi chiedeva con aria furbetta: "Semo casaaaa?" già sapendo, ovviamente, la risposta che sarebbe arrivata, comunque, accompagnata da un sorriso.
Naturalmente in questi mesi è stata fatta molta pubblicità progresso sull'argomento, cercando di non entrare nel vicolo cieco dei "bambini piccoli/bambini grandi" e di dire come sempre la verità, tutta la verità e nient'altro che la verità.
Con esiti fra i più disparati; da un primo secco "no, lui mangerà la pasta" ad un inorridito "ma mamma, noi non abbiamo un biberon per il fratellino" di qualche giorno fa, ai quali ho ribadito con quanta più calma mi fosse possibile, che no, il fratellino non mangerà la pasta, non da subito, e non avrà bisogno di nessun biberon, perché farà l'ahm, come l'hai fatto tu.
E a questo punto facciamo partire un filmato. O le diapositive.
Ecco la Minica che fa l'ahm. Ecco la Minica che fa l'ahm. Ecco la Minica che fa l'ahm. Ecco la Minica che fa l'ahm. Ecco la Minica che assaggia un banana. Ecco la Minica che fa di nuovo l'ahm. Ecco la Minica che sgranocchia un grissino di riso con i suoi due denti. Ecco la Minica che fa il bagno nella minestra. Ecco la Minica che fa l'ahm. Ecco la Minica che fa ancora l'ahm. Ecco la Minica che mangia la sua torta di compleanno. Ecco la Minica che continua a fare l'ahm. Ecco la Minica che mangia il gelato, le trenette al pesto, gli gnocchi con lo scorfano, la pizza, il fritto di pesce, gli arrosticini, la sachertorte e, appena prima della sua seconda torta di compleanno, dell'ahm non ne vuole sapere più.
E nemmeno la mamma avrebbe voluto saperne di allattarne due contemporaneamente, sia chiaro, soprattutto dopo che il nostro allattamento si era concluso spontaneamente e felicemente.
Solo che ad una richiesta esplicita non avevo ancora deciso cosa rispondere, fin quando ho letto sull'ultimo libro di Gonzales che è possibile che i bambini che hanno ciucciato fino a pochi mesi prima chiedano di riprovare, ma che nella maggior parte dei casi, se li si lascia provare non ricordano più come si fa. Quello che chiedono, insomma, è una "prova d'amore".

Ed ho rischiato.
Ed è andata bene.

Dettagli tecnici:
Non sono riuscita a filmare il breast crawl (l'avevo deciso da tempo, ma all'Uomo dei treni l'ho detto solo qualche giorno prima in modo che credesse fosse uno strano effetto degli ormoni) e nemmeno ad attaccarlo in sala travaglio (ve l'ho già detto che non sono riuscita ad arrivarci, in sala parto?) perchè ho avuto il mio bel daffare a litigare con l'ostetrica-ragazzetta che voleva portarmelo subito via per ripulire il luogo del misfatto prima del cambio turno.
Sono stata scortese ed indisponente con l'ostetrica-ragazzetta quando è passata a vedere come stava andando. Mancava solo che le dicessi: "Lei non sa come allatto io", ma ero ancora troppo incazzata per il mancato parto in acqua e poi, si sa, si può sempre dare la colpa agli ormoni.
Il Minichino non si è subito attaccato bene, perchè non apriva abbastanza la bocca, ma a suon di prova e riprova alla fine ha imparato: niente dolore, niente ragadi. Anche se fonti autorevoli ritengono che preparare il seno sia inutile se non dannoso e che la cosa più importante sia un buon attacco, a me l'altra volta era andata bene (leggero fastidio i primi giorni, niente ragadi) e sentendo che allattatrici più scafate di me avevano comunque avuto problemi, l'ho rifatto (anche se con meno  perseveranza e convinzione). Il che, ovviamente, non significa niente se non che a me è andata bene così.
Contro il parere di tutti ho insistito per la dimissione anticipata e siamo tornati a casa il giorno dopo: non ne potevo più della mia lamentosa compagna di stanza e dei suoi amici, parenti, conoscenti sempre pronti a fare commenti e a dare consigli a lei, ma anche a me: ma quanto lo attacchi (quanto gli pare), ma dove lo metti (nella fascia), ma adesso non hai latte (no, ma presto ce l'avrò), che nome strano (in realtà volevamo prenderci un cane, ma poi sono rimasta incinta...), ma come vai già a casa (sìììììììììì!!!!!!!!!!!). E soprattutto non ne potevamo più di non poter dividere la nostra gioia con la Minica.
Come mi ha detto l'ostetrica-amica, me l'han fatta pagare salata, 'sta dimissione.
Stavolta la montata è arrivata, sotto forma di due tette che l'Uomo dei treni se le sognerà finchè campa. Peccato che l'effetto Fujiko sia durato solo poche ore e che le mie tette a tenuta stagna mi avessero fatto rischiare un ingorgo, prontamente risolto alternando da antrambi i lati la posizione classica e quella a rugby. Giusto perché non si dica che ho solo avuto fortuna e bla bla bla, bla bla bla.
Il Minichino per ora ha uno stile diverso dalla Minica, che ciucciava poco e ad intervalli ravvicinati di veglia (di giorno) o sonno leggerissimo (d notte). Lui invece fa una anche due ore di attacca-stacca (di giorno) o una poppata voracissima (di notte) e poi dorme per molte ore filate ovunque lo si metta, il che mi permette di fare un sonno notturno "di qualità" e di dedicare un tempo diurno "di qualità" alla Minica.
E magari pure di mangiare seduta e fare una doccia, via.
giovedì, 12 giugno 2008
Il nostro giardino, oltre che dalle lumache è infestato dai giocattoli che trasmigrano dalla casa dei Vicini: due scivoli, una casetta, svariate sedie, un dondolino, secchielli, palette, cavallini, trattori, tricicli e soprattutto palloni.
A volte ci arrivano portati dai bimbi, altre volte portati dal vento.
Ieri alcuni palloni, di quelli da spiaggia gonfiabili, sono arrivati fino in camera della Minica e le ho chiesto spiegazioni della sottrazione indebita.

"Eh, sì, PERCHÈ SE NO, col vento sVENTOlano via"

Dopo la stagione dei "perché", è cominciata la stagione dei "perché se no".
lunedì, 09 giugno 2008
Complice una primavera particolarmente piovosa abbiamo il giardino pieno di lumache.
Dopo ogni rovescio escono dai loro nascondigli e si avventurano sull'erba umida lasciando le loro scie iridescenti.
La Minica, superato l'iniziale terrore, è affascinata dal loro incedere lento, dagli occhi retrattili, dalle geometrie dei gusci. Dopo ogni rovescio usciamo in giardino a caccia di lumache e facciamo finta di niente se, rincasando tardi la sera sentiamo un inequivocabile scrack sotto la scarpa.
Ormai conosciamo i "posti delle lumache" ed anche se non piove controlliamo che ci siano, ben protette dal caldo e dal sole.
E comunque, basta guardare il nostro basilico, per capire che ci sono.

Qualche settimana fa mia suocera ci ha reso edotti sui suoi metodi per sbarazzarsi delle lumache, nonostante le avessi detto più volte che questi discorsi non sono esattamente in linea con il mio concetto di "rispetto per gli animali", ancorché dannosi dal nostro punto di vista.
La Vicina ha adottato la soluzione tecnicamente più avanzata: palline di veleno color azzurro, simil-caramelle, sparse con profusione. E non è bastato che le istillassi il dubbio che la Bambina potesse mangiarsele tal quali o che se le sarebbero mangiate loro (a meno che non coltivino basilico a scopo ornamentale) per farla vacillare dal suo intento sterminatore.
Mia suocera, invece, dopo che l'altr'anno le ho fatto una capa tanta per il medesimo motivo, ha adottato il metodo del sale grosso. Che assieme alle lumache le ha ucciso le piante.
Ma va'?
domenica, 08 giugno 2008
I Minici dormono.
Mia suocera legge il giornale in giardino (e non se ne andrà finché entrambi non si saranno svegliati).

Il silenzio è assordante.
postato da: momatwork alle ore 19:28 | Link | commenti (3)
categoria:aspettare la suocera, abbracciare la minica, abbracciare il minichino
lunedì, 26 maggio 2008
Ai produttori di costumi da bagno per bambine impuberi

Egregi signori,
Vi scrivo per informarvi che, nell'ottica della prevenzione dei rifiuti ancorché riciclabili, preferirei non comprare a mia figlia (oggi di due anni e mezzo scarsi) il reggiseno del costume da bagno solo per doverlo buttare fino al momento in cui non avrà delle tette degne di tale nome e rivestimento.
Il che, se va dietro a me, potrebbe capitarle non prima dell'estate tra la prima e la seconda superiore, quando all'improvviso passerà dallo stato di tavola da stiro a quello di maggiorata.
Naturalmente è possibile che ben prima di allora me ne chieda uno, ma anche qualora il 50% più una delle sue coetanee fosse già fornita di apposite tette, le consiglierei comunque di indossare un costume intero come se fosse un vezzo piuttosto che nascondere due tettine abbozzate in un reggiseno pateticamente imbottito.
Ritengo infatti che la situazione attuale di sostegno ai giovani ed alle famiglie non sia destinata a cambiare, se non in peggio, e che quindi l'età in cui le donne decidono di avere figli (o meglio, decidono che se aspettano ancora probabilmente non ne avranno) sarà destinata ancor più a salire ed il numero di figli a scendere. Le rimarrà pertanto un numero di anni sufficiente per godersi le Vostre proposte per acquirenti post adolescenziali prima di trasformarsi, come me, in una potenziale cliente di costumi a fantasie floreali presso i negozi di articoli sanitari.
A questo proposito vi ricordo che per soddisfare la nicchia di mercato in cui due gravidanze ed un allattamento mi hanno collocato, non basta produrre reggiseni identici dalla prima alla quarta (o se hai proprio culo alla quinta), solo più grandi, perché una quinta (abbondante) non ha la stessa forma di una prima, solo più grande, ma servono modelli e sostegni diversi.
Fiduciosa in un positivo riscontro,
Vi porgo distinti saluti.
giovedì, 22 maggio 2008
La mia tecnica di riduzione dei consumi (e dei rifiuti) consiste nel fatto che mi piacciono solo cose dal prezzo spropositato. La scopro, le studio, le rimiro, me ne innamoro, le scarto, le riconsidero, le valuto, le comparo, mi dico quanto sono scema a spendere una cifra simile e poi le compro.
Così passo il tempo e non mi restano soldi per comprare altro.
E mi accorgo che sto facendo la stessa cosa con la Minica.

Ieri, visto che da un po' ha una predilezione per i passeggini giocattolo della Bambina (durata media di un passeggino: una settimana) abbiamo ordinato il "regalo" che le farà il Minichino quando verrà a prenderlo all'ospedale:
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Se non ve lo ricordate è quasi uguale al mio passeggino vero e al mio ovetto vero.
Se non lo sapete, costa come un passeggino vero.
mercoledì, 21 maggio 2008
In questi due giorni in cui l'Uomo dei treni l'ha accompagnata al nido, la Minica gli ha più volte raccomandato di non correre.

Ho creato un mostro.
Svegliarsi in quello che credi un bagno di sudore.
Accorgersi che ti hanno solo pisciato sulla schiena.
Togliersi i pigiami (tu la maglia, lei i pantaloni) e girarsi dall'altra parte.
martedì, 13 maggio 2008
"Papà, te metti su la musica dell'Amelia nel CD arancio?"
"Mamma, me mostri le foto de Valerio?"
Non so quanto durereranno.
Ma sono bei ricordi.
giovedì, 08 maggio 2008
La Bambina ha una predilezione per il nostro gatto. Purtroppo tale predilezione attualmente viene dimostrata con delle carezze un po' rudi e qualche tirata di coda.

"Anche noi una volta avevamo un gatto" spiega il Bambino a mia suocera (ieri era mercoledì...)
"Eh, sì mi ricordo" conferma la fine psicologa "ma poi è andato via..." come se la misteriosa e volontaria fuga di un animaletto o di una persona cara fosse meglio della sincera ed ineluttabile spiegazione che si nasce, si vive, si muore (il più delle volte) indipendentemente dalla nostra volontà.
"Noooo..." rispiega il Piccolo Cattolico "è volato in cielo..."
"Noooo..." si intromette la Piccola Atea "è morto."

E Amen.
mercoledì, 07 maggio 2008
Al rientro al nido la Minica ha raccontato di essere stata "in vacanza" e di aver visto "le barche a vela".
Reggio Emilia pullula di barche a vela.
Ed infatti se non avesse specificato che le barche a vela avevano la vela "arancio", dubito che ci sarei mai arrivata.
Le barche a vela le avevamo viste una settimana prima.
A Verona.
Città famosa per l'Arena, Giulietta e Romeo e le barche a vela.
sabato, 03 maggio 2008
...cose che sono riuscita a fare (senza partorire):
- più di 1000 km in macchina;
- visitare l'atelier raggio di luce nonostante fosse chiuso;
- far fare alla Minica pipì su una pianta in pieno centro ed in pieno giorno;
- cenare mangiando chizze e salame nel giardino di un oratorio;
- la tangenziale di Mestre all'andata.
giovedì, 24 aprile 2008
Sì, lo so, la Minica non ha nemmeno due anni e mezzo.
Però, diciamoci la verità, quand'altro mai mi capiterà un periodo in cui avr&