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giovedì, 26 giugno 2008
In un crescendo wagneriano (la scorsa settimana la gita, mercoledì la gita dei "grandi" in cui io e l'Uomo dei treni abbiamo fatto gli accompagnatori, ieri la grigliata in giardino) sta per concludersi quest'esperienza dell'asilo nido.
Con un po' di malinconia, per me che all'inizio la consideravo quasi una transizione verso la scuola dell'infanzia, quando ieri sera la Minica ha voluto portare via con qualche giorno d'anticipo la sua scatola ed il saccetto dei ricambi, assieme all'album di foto che le educatrici hanno preparato per i "grandi".
Ricordo di aver letto un bellissimo post di CV sulla fine del nido.
Noi ci siamo state solo sei mesi, ma la commozione è la stessa nel vederla chiamare i compagni per nome, abbracciare le educatrici, muoversi con disinvoltura, accompagnarmi nello spogliatoio per mostrarmi il fasciatoio dove avrei potuto cambiare il Minichino, i pannolini di ricambio, e i diversi bidoni per i pannolini e la carta.

Il prossimo anno si apriranno nuove porte, e la Minica sarà la più piccola dei piccoli.
Speriamo sia pronta.
Speriamo lo sia anch'io.
martedì, 07 agosto 2007

La buona notizia è che il didò fatto in casa è stato molto apprezzato dai bambini di tutte le età: dal Figlio Grande (otto anni) che ne ha fatto un unico impasto dal colore vomitoso al Bimbo Inconsolabile (un anno) che se l'è mangiato, passando per la Cugina Magiara e le altre bimbette che impastavano rose, foglie e lumachine e pure per la Minica che si è timidamente avvicinata al terribile impasto.
La cattiva notizia è che l'unico centro di assistenza della Kitchen Aid si trova a Bergamo ed è attualmente chiuso per ferie agostane. E, vista una precedente esperienza con una macchina fotografica che ho dovuto spedire a Milano anche solo per avere un preventivo, il rischio è che mi costi meno ricomprarmelo (e sto dicendo molto).
Vabbè.
La mia festa di compleanno invece è parzialmente riuscita perchè l'Uomo dei Treni ci ha messo del suo per sabotarmela. Il programma originale prevedeva che io avessi tutto il giorno il campo libero per spignattare in attesa dell'arrivo verso le sei degli amici con bambini (che avevano espresso l'intenzione di volersene andare presto) e quindi degli amici senza figli e senza coprifuoco (in tutto una trentina di persone, visto che l'Uomo dei Treni, come suo solito, aveva invitato al di fuori di ogni controllo tutti quelli che incontrava per la strada. E lui incontra un casino di gente).
Invece, nonostante avessi cominciato a soffriggere cipolla alle sette del mattino con le migliori intenzioni, alle nove stavo giocando con le costruzioni, alle dieci facevo un giro spingendo il triciclo ed alle undici disegnavo con i micropastelli seduta su una microseggiolina.
Alle undici e cinque davo in escandescenze contro l'Uomo dei treni che invece di fare quello che avevo chiesto stava montando due portalampade che possediamo da circa cinque anni. Io lo ringrazio per aver pensato per i nostri ospito ad un'illuminazione meno precaria del solito faro da cantiere, ma meglio sazi che ben illuminati, grazie.
Alle sei e trenta davo in escandescenze contro l'Uomo dei treni chiedendogli dove diavolo fosse finito, visto che avevo il giardino pieno di bimbetti che cercavano la Minica, le zucchine (poi bruciate) sul fuoco ed una cassa di pomodori ancora da ridurre a cubetti.
Alle sei e trentacinque, fra la costernazione generale, ma soprattutto mia, lui reinventava la disposizione dei tavoli e delle panche, segava assi di legno per farne sgabelli, spostava pietre che da che mondo è mondo erano sempre state lì.
Nonostante tutto questo i miei ospiti piccoli e grandi sembravano divertirsi e gradire le focacce (a parte la Cugina Magiara, ma ella è caso patologico) in attesa del piatto forte, ossia della griglia di cui si sarebbe dovuto occupare l'Uomo dei Treni.
Alle sette e trenta sono cominciati ad arrivare gli adulti non accompagnati, le focacce erano state completamente spazzolate e della griglia neanche l'ombra.
Da quel momento la situazione mi è completamente sfuggita di mano: gli ospiti adulti li ho a malapena salutati, ringraziati e risalutati impegnata com'ero a non perdere di vista la Minica e contemporaneamente entrare e uscire di casa, salire e scendere le scale piena di piatti, bicchieri, posate, giocattoli, vassoi, olio, sale, pepe, pane, aglio... non ho mangiato praticamente niente, non ho scambiato due-parole-due (ma ho sedato un paio di discussioni colte al volo prima che degenerassero) e quando mi sono seduta per la prima volta era quasi mezzanotte, i bambini che dovevano andare a dormire alle nove erano ancora irriducibili, una mia amica di vecchia data che si era ritrovata senza preavviso nè compagnia in quel bailamme se n'era andata un'ora prima visibilmente seccata e mi sono accorta di non essermi mai tolta il grembiule da brava massaia.
È inutile. Per queste cose non ho più l'età.

domenica, 05 agosto 2007
E allora ci ho provato a fare il didò (play dough) casalingo, seguendo più o meno questa ricetta. Però (come sempre) ho voluto strafare ed ho provato a frullare il sale per ottenere una pasta più liscia di quella con cui avevo fatto i paninetti.
Sappiate che il sale non si frulla, o almeno non in quantitativi ingenti.
Mentre ero "occupata" in bagno, il mio solidissimo, collaudatissimo e costosissimo frullatore kitchen aid ha fatto un rumore sinistro e, prima che potessi "liberarmi", l'ingranaggio che collega il motore alla lama si è surriscaldato e poi fuso.
Immagino si possa riparare (lo spero), anche se non oso pensare a quanto mi verrà a costare* e alla spiegazione che dovrò dare all'assistenza tecnica.
Comunque questo è il risultato, dopo colorazione a base di cacao (equo e solidale), zafferano e colorante alimentare verde (eh, beh...):

didòEffettivamente la pasta è molto liscia e siccome la Minica lo schiferà come sempre, agli altri piccoli ospiti CONVIENE apprezzarlo, altrimenti glielo infilerò nelle orecchie e nelle narici.

*Quant'è che costa una confezione di chimico e coloratissimo didò? No, ecco, per il prossimo anno...
Mentre impastavo la crostata stavo pensando: "Però, mia madre, avrebbe almeno potuto chiamarmi per sapere come va, con venti persone a cena, tutte quelle cose da cucinare... o insomma, ALMENO PER FARMI GLI AUGURI!"

Il mio compleanno è DOMANI.
OGGI, faccio solo la festa.
lunedì, 23 luglio 2007
Ieri sera. Camera da letto.
Due ombre furtive si muovono nel buio.
Sotto la zanzariera si intravede la sagoma di una bimba addormentata.
UDT: "Guarda come dorme, illuminata dalla luna..."
m@w: "Veramente è il faro del nostro dirimpettaio che sta facendo una grigliata"
lunedì, 18 giugno 2007
Ieri, non contenta di averci fatto rimanere in casa tutto il pomeriggio ad aspettarla dopo averci minacciato con un "domenica voglio assolutamente vedere la bambina", non contenta di essersi presentata alle 17.30 dopo essere stata più volte sollecitata telefonicamente a presentarsi ad un'ora che potesse ancora configurarsi come "pomeriggio" e non come "sera", non contenta di averla svegliata dopo che si era addormentata esausta dopo ore di sguazzi, schizzi e travasi, non contenta di essersi trattenuta fino all'arrivo degli amici che aspettavamo a cena importunandoli e mettendoci in imbarazzo, non contenta di averci pianificato le serate da qui all'eternità senza nemmeno chiederci se per caso avessimo altri impegni, mia suocera si è congedata dicendo al padre dell'Amichetto: "Se gli si insegna, imparano".

Quando gli ho chiesto a cosa si riferisse in particolare, mi ha risposto: "Non ne ho la più pallida idea, ma mi ha fatto sentire così in colpa che probabilmente avrò tutta la notte per pensarci".
lunedì, 16 aprile 2007

Il nostro amico P. pesa 130 kg ed ha una forza sovrumana.
Il nostro amico P. ha un barbone incolto e due mani che sembrano zappe.
Al nostro amico P., quando a diciott'anni è andato a fare la patente, hanno chiesto: "Per il camion?"
Al nostro amico P. offrono spesso lavoro. Come manovale.
Del nostro amico P. chiedono se parla Italiano.

Il nostro amico P. è un gigante buono.
Il nostro amico P. ha dei bellissimi occhi azzurri.
Il nostro amico P. ha una laurea, un dottorato di ricerca e la patente B.
Il nostro amico P. lavora all'università. Non come manovale.
Il nostro amico P. ha una casa piena di libri.

Ma quando lo chiamano, non è mai per leggere poesie. Di solito c'è un divano da portare al terzo piano.
Ieri c'era una vasca di calcare da sollevare ad un metro da terra.

postato da: momatwork alle ore 17:05 | Link | commenti
categoria:sistemare il giardino, accendere la griglia
martedì, 15 agosto 2006
Ieri sera l'Uomo dei Treni minacciava l'apertura di un sito contro le consorti che, venendo meno ai loro doveri muliebri, trascurano il focolare domestico per ravanare su internet.

Stamattina non funzionava il collegamento ed ho dovuto riavviare il computer.
Per un attimo mi sono anche preoccupata.
lunedì, 07 agosto 2006
Ieri in teoria era il MIO compleanno.
L'ho passato tutto il giorno a spignattare.
Poi è arrivata SUA madre.
I SUOI amici.
I SUOI colleghi.
I SUOI ex-compagni di liceo.

E MIA sorella. Che si è portata dietro due amici. SUOI.

Un gran bel mazzo di fiori, invece, me l'ha mandato il SUO socio in nefandezze. Che, sapendo di non trovare nessuno a casa,  l'ha mandato a LUI, in ufficio.
postato da: momatwork alle ore 13:06 | Link | commenti
categoria:fare festa, accendere la griglia
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