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sabato, 14 giugno 2008
A me piace ascoltare la radio.
L'ascolto in macchina, quando vado e torno dal lavoro.
L'ascolto a casa, da sola o in compagnia.
Ascolto prevalentemente radio due e radio tre, facendo zapping. Comincio col GR, poi esco di casa (in ritardo) quando inizia Pianeta dimenticato. Passo al Ruggito del Coniglio, sospendo fino ai Concerti del Mattino, poi la Barcaccia, il tempo di un GR veloce e via su Viva Radio Due. Il pomeriggio si ascolticchia Fahrenheit, fino all'inizio di Caterpillar. UN altro GR, poi si prepara la cena ascoltando Alle otto della sera e Dispenser. E si conclude in bellezza con Radio Tre Suite che, se abbiamo culo, ci propone una prima esecuzione assoluta. Cioè, di solito, una roba ne nessuno ha mai voluto ascoltare prima.
Ma la radio sa rendere piacevoli e divertenti anche cose che non guarderei mai, come il Festival di Sanremo o una partita di calcio.

Questo fino a ieri.
E non perché era venerdì e nel weekend la programmazione è diversa.
E non perché, nonostante la pioggia ed il freddo, ormai è estate ed il palinsesto sta per cambiare.

Ma perché ieri durante la partita contro la Romania ad uno della Gialappa's è partito un insulto davvero pesante, soprattutto di questi tempi.
Ed una radio così, preferisco spegnerla.
giovedì, 08 maggio 2008
Mi sembra chiaro quali siano le (pari) opportunità offerte alle donne.

postato da: momatwork alle ore 10:02 | Link | commenti (2)
categoria:non guardare la tv, andare a lavorare, andare a votare, accendere la radio
martedì, 06 maggio 2008
Nell'introduzione di uno dei libri che ho preso leggo: "[La] riflessione americana a livello nazionale e [la] ricerca di esempi di successo a livello internazionale da cui imparare non è nè nuova nè unica. Piuttosto, è un'usuale e periodica reazione che si verifica in questo paese in seguito alle ricorrenti crisi di fiducia tra gli americani di ogni generazione che si rendono conto come l'educazione allo stato attuale non risponda alle loro aspettative."
Ora, gli Americani di cazzi educativi ne hanno parecchi, dalle stragi nei college alla Bibbia come libro di scienze, e sembrano ben lontani dal risolverli.
Ma almeno, così pare, reagiscono e riflettono.

Ma è possibile che mentre si susseguono le "riforme" più strampalate nel disinteresse o nell'impotenza di quelli che dovrebbero essere i più diretti interessati, i "bravi ragazzi" che apparentemente non hanno nulla da perdere (tanto apparentemente lo si può ricomprare) li veda solo io? E che quando si raccolgono i frutti dolorosi di questo sistema, tutti sembrino cadere dalle nuvole rimpallando le responsabilità tra la scuola e la famiglia?
lunedì, 25 febbraio 2008
C'è la nebbia.
La nebbia c'è perché una nuvolona grande grande e molto pesante era stanca di volare e si è messa a sedere qui per riposarsi un po'.
Ed è per questo che non si vede niente. Perché siamo dentro la nuvolona.
Prima o poi la nuvolona si sentirà di nuovo leggera e se ne andrà.
Nel frattempo, noi non la disturbiamo.

O almeno è così che sto spiegando alla Minica un clima per me sempre più strano e che per lei rischia di diventare sempre più normale.
postato da: momatwork alle ore 21:02 | Link | commenti
categoria:accendere la radio, fare la raccolta differenziata, abbracciare la minica
martedì, 12 febbraio 2008
...quello che chiamano rispetto della vita?
E al diritto al rispetto di quella donna, di quella madre, del suo dolore, ci ha pensato nessuno?
Questo paese mi fa sempre più schifo.
postato da: momatwork alle ore 21:47 | Link | commenti (14)
categoria:andare a votare, andare dal dottore, accendere la radio
venerdì, 14 dicembre 2007
Sarà che ho dribblato i blocchi ai caselli.
Sarà che avevo appena fatto il pieno.
Sarà che non avevo bisogno di fare la spesa.

Ma io questi due giorni senza camion in autostrada me li sono proprio goduti.
postato da: momatwork alle ore 10:38 | Link | commenti (2)
categoria:fare benzina, fare la spesa, accendere la radio
mercoledì, 19 settembre 2007

È rimbalzata anche in Italia la notizia che le Crocs, siano potenzialmente pericolose perche tendono ad impigliarsi nelle scale mobili, provocando lesioni ai piedi dei malcapitati.
A parte il fatto che percorrerò delle scale mobili cinque volte all'anno.
A parte il fatto che non so quanto siano statisticamente significativi qualche decina (?) di incidenti su milioni (?) di paia indossate ogni giorno.
A parte il fatto che vorrei sapere se esiste analoga statistica su bambini caduti dalla bici dopo che gli si sono impigliate le stringhe nel cambio, inciampati correndo con le infradito, ecc...
A parte il fatto che sono molto scettica su avvertimenti che provendono da paesi dove ti avvertono di non afferrare l'accendisigari dalla parte metallica perchè può (?) diventare molto calda o dove uno inserisce il cruise control, lascia il posto di guida per andarsi a fare un caffè sul retro del camper e vince la causa perché non c'era esplicitamente scritto di non lasciare il posto di guida.

Anche noi siamo vittime delle Crocs.
Perchè mettere dopo mesi un altro paio di scarpe è un evento traumatico.

 

mercoledì, 05 settembre 2007

...vuol rivedere la legge sull'aborto perché ha paura che i preti pedofili restino senza materia prima?

Scusate la battutaccia, ma, come sempre non trovo giusto che una pesona si immischi in argomenti che, a rigor di definizione di celibato e di laicità dello Stato, non sono di sua competenza.


postato da: momatwork alle ore 10:33 | Link | commenti (4)
categoria:andare a votare, accendere la radio
mercoledì, 22 agosto 2007

Oggi ho la vena polemica. Scusate.
Sarà che ho visto su Repubblica La Brambilla, la coppia Briatore-Gregoraci e relativi testimoni e qualche altro pari grado tutti nella stessa pagina e mi sono chiesta che razza di giornale glamour-gossip stessi leggendo.
Sarà che ho sentito il conduttore della rassegna stampa di Radiotre dire che Forza Italia sta al Partito delle Libertà come Canale Cinque sta a Retequattro, sottolineando come questo fosse vero considerando che i telespettatori di Retequattro sono soprattutto donne a bassa scolarità (mia nonna è una donna a bassa scolarità, ma non guarda Retequattro) e che quindi il nuovo partito pare rivolgersi a "quelle persone, soprattutto donne, che non si interessano ad una politica che non riescono a capire e che voterebbero un partito dal linguaggio più semplice" (mia nonna è una donna a bassa scolarità, ma non voterebbe comunque il Partito delle Libertà).
Un partito per incapaci dichiarati, insomma. Elettori che considerano slogan come "meno tasse per tutti", "adozioni più facili" o "città più sicure" non fasulli, ma troppo complessi. Elettori che hanno sostanzialmente bisogno di qualcuno che gli dica, senza tanti giri di parole, PER CHI VOTARE, e poi tornare a guardarsi il reality o la telenovela in santa pace. Elettori che, secondo me, NON DOVREBBERO VOTARE, non perchè a bassa scolarità (da quando il titolo di studio è sinonimo di maturità politica?), ma perchè, appunto, non si interessano di politica. Che dunque NON VOTINO, e lascino ad altri le decisioni sul destino del Paese (e non solo).

In risposta ai miei colleghi (tendenzialmente di destra) che vedrebbero in una dittatura illuminata (!?) la risposta al nostro comune disgusto per l'attuale panorama politico, contrappongo quindi la mia modest proposal: la Democrazia Oligarchica Partecipata (DOP, che l'acronimo ci sta sempre bene, per sentirsi importanti).
Nella Democrazia Oligarchica Partecipata, un aspirante elettore, a prescindere dall'età, per votare deve superare un test. Una cosa semplice, a risposta multipla plausibile, mica un esame di Diritto: che cos'è una Legge Costituzionale, quanti membri ha il Parlamento, quant'è vincolante una Direttiva dell'Unione Europea... Chi lo supera, vota, chi non lo supera, valuti se studiare per la prossima volta. Un Parlamento eletto da elettori che gliene frega e ne capiscono qualcosa. E naturalmente candidati che devono superare, loro sì, un test molto più impegnativo, altro che nani e ballerine.

Adesso scusatemi, ma devo andare dal notaio a registrare la mia idea.

È opinione comune, tra i miei conoscenti muniti di TV, che chi non ce l'ha non sappia nulla o quasi di ciò che succede.
Ebbene, vi svelo un segreto: non è vero.
Qualche giorno fa, infatti, una mia amica ha esordito con un "voi ovviamente non avete visto" il crollo di quella terrazza "in Puglia".
Sì, abbiamo visto, grazie. Sul giornale. La terrazza che è crollata ad Amalfi, non in Puglia.
Ma Amalfi, non è in Puglia?
No, Amalfi non è in Puglia.

Ci sono però delle volte in cui vorresti che lo fosse (non Amalfi in Puglia, non sapere quello che succede).
Vorresti, ad esempio, non sapere che si sposeranno Briatore e la Gregoraci e che avranno come testimoni Fede e Berlusconi (che invidia, eh?).
Vorresti, ma purtroppo non puoi, perchè anche alla radio l'ordine con cui leggono le notizie difficilmente è quello che avresti scelto tu.
Vorresti, almeno, poter dire che non sai chi siano, almeno, Briatore e la Gregoraci, ma purtroppo non puoi, perchè tempestivamente ti informano che lei è stata Miss Qualcosa e che se guardassi la televisione sapresti pure che faccia ha e che cosa fa adesso, e che lui "incarna il Sogno Italiano dell'uomo senza cultura che ha avuto successo".

Cazzo. Che Sogno!

mercoledì, 08 agosto 2007
...di chi sono due delle valige perse a Fiumicino?

Della Zia Apicoltrice e del suo moroso che stanno girando nudi tra la California e l'Oregon.
postato da: momatwork alle ore 17:05 | Link | commenti (1)
categoria:accendere la radio, fare la valigia, cercare quello che ho perso
lunedì, 16 luglio 2007
Ieri mattina su radio due parlavano dei comuni ricicloni.
La conduttrice Lucia Cosmetico pensando di essere divertente intervistava con un'accondiscendenza indisponente uno dei promotori (o vincitori, non ricordo...) dell'iniziativa e commentava ridicolizzandole altre iniziative, come quella di andare in vacanza usando i mezzi pubblici invece di impataccarsi sulla Salerno-Reggio Calabria.
Ad un certo punto se n'è uscita con la cazzata delle cazzate: fare la raccolta differenziata è scomodo, faticoso, dispendioso.
Cara Lucia Cosmetico, noi produciamo mediamente circa 10 kg si RSU pro capite a settimana (kg più, kg meno...). Diciamo 5 sacchetti. Di questi 10 kg, mettiamo, due sono carta (un sacchetto), due plastica (due sacchetti, la plastica pesa meno), due vetro (un sacchetto), uno metallo e due umido (più pesanti, mezzo sacchetto ciascuno) e uno secco residuo (un sacchetto).
Se la matematica non è un'opinione, sempre 5 sacchetti sono.
Se poi te li vengono a prendere a casa con l'efficace ma poco amata raccolta porta a porta non vedo dove sia tutta questa difficoltà.
Magari lo chiediamo ai Campani che si cuccheranno le discariche e gli incener... termovalorizzatori.
venerdì, 25 maggio 2007

In Campania c'è la cosiddetta "emergenza rifiuti". È da un bel po' che c'è, quindi forse non ha più senso parlare di emergenza, ma di "drammatica e persistente situazione rifiuti". So di cosa parlo perchè ci sono capitata in pieno nel novembre 2004 ed ho visto i cumuli di immondizia al centro direzionale, i cassonetti bruciati e quelli disinfettati con la calce. Ed un odore... che chi non c'è stato non se lo può immaginare...

Per tamponare la cosiddetta "emergenza rifiuti" verranno prese decisioni arbitrarie ed impopolari, altrimenti non sarebbe vera emergenza, ma normale amministrazione. Mi sforzo di pensare che, per quanto arbitrarie ed impopolari, queste decisioni siano dettate solo da esigenze tecniche.
Per risolvere la "drammatica e persistente situazione rifiuti" bisognerebbe invece fare degli interventi molto più strutturali ed in questo caso, per quanto possa essere ottimista, non riesco a credere che non si vadano a ledere gli interessi della malavita. E non lo dico perchè si parla della Campania: l'illegalità, e non solo quando si parla di rifiuti e di consumi, è ben più diffusa di quanto si voglia (far) credere.

Sì, consumi.... A me è sempre sembrato abbastanza ovvio che rifiuti e consumi fossero logicamente collegati: i rifiuti sono uno scarto dei nostri consumi, quindi orientando diversamente i nostri consumi possiamo produrre diversamente rifiuti, no? Spesso però, ed anche in ambienti sensibili all'argomento, ho visto che c'è una certa confusione tra riciclo e riutilizzo, inceneritori e termovalorizzatori, quindi, a costo di ripetere cose che molti sanno già ed anche se non sono più dell'ambiente, vorrei ribadire qualche concetto che ho imparato quando lo ero.
La legge italiana, derivata con varie traversie e modifiche non proprio inifluenti da quella europea, è ancora abbastanza chiara nel definire come rifiuto "qualsiasi sostanza od oggetto [...] di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi", e per prevenirne la produzione promuove in primis "l'immissione sul mercato di prodotti concepiti in modo da non contribuire o da contribuire il meno possibile, per la loro fabbricazione, il loro uso o il loro smaltimento (alla produzione di rifiuti)" e per ridurne l'avvio allo smaltimento finale, nell'ordine: "il riutilizzo, il reimpiego ed il riciclaggio; le altre forme di recupero per ottenere materia prima secondaria dai rifiuti; l'adozione di misure economiche [...] che prescrivano l'impiego dei materiali recuperati dai rifiuti al fine di favorire il mercato di tali materiali; l'utilizzazione dei rifiuti come mezzo per produrre energia."

A me sembra quindi chiaro che i tanto invocati termovalorizzatori siano in realtà l'ultima spiaggia prima della discarica, la scelta che si può adottare per risolvere le emergenze, e non certo la situazione ottimale per una gestione e lungo termine. Però, però... costruire un termovalorizzatore costa, tanto vale farlo bello grande, uno grande per termovalorizzare ha bisogno di grandi quantità di rifiuti, bisogna portarceli anche da molto lontano, coi camion, ed ecco che si innesca un circolo vizioso dove un termovalorizzatore nato per risolvere una sitauzione critica diventa un mostro affamato di rifiuti che ne chiede sempre di più.
Io credo che un certo numero di termovalorizzatori in Italia serva. Ma questa corsa al termovalorizzatore non va nella direzione chiaramente indicata dalla legge che è quella della riduzione dei rifiuti prodotti.
Siccome però nulla viene fatto in questa direzione se non qualche isolata iniziativa subito bollata come una goccia nel mare, facciamolo 'sto termovalorizzatore.
Bene. Dove?
Ah... ovunque, purché non qui... insomma è chiaro, qui non si può... qui ci vivo io, insieme alla mia famiglia, ci ho comprato la casa, no, dai, davvero non si può.

Questo atteggiamento, che si nasconde dietro alla maggior parte delle campagna pseudo-ambientaliste (con grave danno per l'ambientalismo vero) ha un nome. Si chiama NIMBY, acronimo che sta per Not In My Back Yard, non nel giardino di casa mia. Quanto poi sia grande questo giardino, se sia la mia via, il mio rione, la mia città, la mia provincia, il mio Paese o l'Europa dipende dalla scala del progetto. Quello che è chiaro è che un giardino più grande del pianeta Terra, per ora, non c'è.
A braccetto col NIMBY ci va la sindrome del "non sono stato io". Perchè, diciamocelo, anche se io smetto di comprare prodotti usa e getta, che sono così comodi, li butti via e non ci pensi più, non cambia mica un cazzo... certo, se lo facessero tutti... ma non lo faranno mai... ed anche lo facessero, a quel punto cosa cambierebbe se non lo facessi io?

Io non amo gli acromini, ma per l'occasione ne avrei coniati due: il primo è SOBY che è un sinomimo di NIMBY e sta per Somebody Other's Back Yard, perchè è chiaro che se  non sono disposto nè a mutare atteggiamento nè ad ospitare un'infrastruttura spiacevole ma necessaria, l'unica è andarla a fare in casa d'altri.
Resta da vedere se, per caso, questi "altri" siamo invece noi.

Il secondo è FIMBY, Forever In My Back Yard, insomma il rifiuto è mio e me lo gestisco io. Naturalmente si tratta di uno schema mentale, più che di un atteggiamento reale (beh, in parte lo è...): come cambierebbero i nostri consumi se tutti i rifiuti che produciamo fossimo costretti a tenerceli in casa? Berremmo acqua minerale in bottiglie di plastica? Compreremmo un cellulare nuovo ogni sei mesi? Un computer nuovo ogni due anni? Montagne di scarpe e vestiti? Useremmo prodotti usa e getta? E per gettarli dove?

Cari amici campani, e non solo, non sareste disposti a cambiare qualche vostro atteggiamento per risolvere per sempre il problema dei rifiuti e non avere nessuna altra emergenza, mai più?
E allora perché la pubblicizzazione di una proposta come questa  (ma c'è anche questa) suscita migliaia di commenti di schifo e di scherno a priori , mentre chi l'ha provato se ne dice soddisfatto?

martedì, 24 aprile 2007
Oggi ascoltavo l'ennesima ripresa dell'allarme siccità e delle buone pratiche per il risparmio idrico. Lo svantaggo di applicare questi piccoli accorgimenti davvero alla portata di tutti (senza arrivare ai consigli di Fulco Pratesi... spero di potermi concedere ancora a lungo sprechi quotidiani come una doccia ed il cambio dell'intimo) da tanto tempo ti rende fastidiosa questa campagna dell'ovvietà: ma che, c'è davvero qualcuno che fa partire la lavatrice non a pieno carico? Che si lava i denti facendo scorrere l'acqua? Che aziona lo sciacquone se non serve?

Ieri di siccità ne parlava anche l'Uomo dei treni. Col Vicino.
Che ha commentato: "Eh, già... bisognerà  bagnare di più..."
giovedì, 21 dicembre 2006
...di solito in questo periodo le letterine si scrivono ad altri, lo so... so anche con ogni  probabilità che non sei un lettore accanito del mio blog e che te l'avranno detto chissà quanti altri e chissà quante volte, ma oggi ho sentito per l'ennesima volta una delle arringhe, peraltro spassosissime, dell'avvocato Messina.
Di solito a quest'ora sono in ufficio e non aggiorno il blog...

Perchè quell'infelicissima e ricorrente battuta sui cani abbandonati in autostrada? Abbandonare un animale, in autostrada o altrove è una cosa orribile. Abbandonare un cane lo è ancor di più, perchè, se dovesse sopravvivere, non ti odierà come farebbe qualsiasi essere umano, ma continuerà ad aspettare fiducioso il tuo ritorno.
Abbandonarlo in autostrada è veramente un'azione criminale, anche per chi non ama gli animali. Non credo che si possa dire con la stessa leggerezza: "Che dovremmo dire di questi, che buttano i sassi dal cavalcavia" e a 130 all'ora non dev'essere bello nemmeno trovarsi davanti un maremmano. Volessimo evitarlo o soccorrerlo ci troveremmo e metteremmo gli altri in grave pericolo.

Non regalate animali a chi non ne ha fatto esplicita richiesta, non solo a Natale, ma mai. Non regalate animali esotici: per uno che ne arriva vivo, ne sono morti nove. E se proprio volete regalare un cane o un gatto, nei rifugi delle vostra città ne potrete trovare di bellissimi, anche cuccioli e di razza.

Soprattutto dopo Natale.

In collaborazione con il Gatto, trovatello, ed il Cane, preso in canile
martedì, 26 settembre 2006
Ieri a Caterpillar hanno parlato del libro senza pannolino e più in generale di EC.

È possibile ascoltare il podcast qui. L'intervento è circa a metà puntata.

Quando avevo letto di cosa si trattava avevo deciso che non faceva al caso mio.
Poi abbiamo trovato la nostra via di mezzo.
Adesso che perdiamo solo una cacca ogni tanto (la pipì la perdiamo molto più spesso, ma non è quello il nostro obbiettivo primario) non riesco proprio a concepire che si possa fargliela fare nel pannolino senza nemmeno provarci.
postato da: momatwork alle ore 23:32 | Link | commenti (1)
categoria:lavare i pannolini, lavare il pavimento, accendere la radio
domenica, 27 agosto 2006
Per essere una casa dove non si guarda la televisione (perchè non è che non ce l'abbiamo, è che proprio non si vede niente), abbiamo una discreta collezione di telecomandi: TV, DVD, videoregistratore, un pezzo dello stereo, un altro pezzo dello stereo,...
Oggi la Minica ha scoperto dove li teniamo.
postato da: momatwork alle ore 15:02 | Link | commenti
categoria:non guardare la tv, accendere la radio, abbracciare la minica
lunedì, 07 agosto 2006
Ieri, mentre spignattavo, con un orecchio ascoltavo Radio3 suite (con l'altro la Minica e l'Uomo dei treni che giocavano sul ballatoio). Gli ascoltatori telefonavano cercando di indovinare i tre pianisti che si avvicendavano su un pezzo che non ricordo nemmeno più. La soluzione di stava rivelando più difficile del previsto ed il gioco più avvincente e concitato.
In palio, come ricordava il conduttore, c'erano la soddisfazione di aver indovinato e le congratulazioni della redazione.
Qualche giorno fa, invece, mi sono fermata a mangiare a casa di mai madre. Mia sorella faceva zapping sull'inevitabile televisore. Ad un certo punto si è fermata su non so che emittente privata dove una maggiorata un dì tanto bella (un dì piuttosto lontano ormai) sbraitava a proposito di un quiz, di tanti soldi in palio, di una telefonata che tardava ad arrivare. Su uno schermo alle sue spalle due labbra rosso fuoco scandivano una parola piuttosto facile da indovinare.
Dove stava il trucco? Nella minuscola scritta che scorreva in sovraimpressione: "La telefonata, del costo di 15€ più IVA, dà diritto a scaricare quindici suonerie per cellulare e non a  partecipare al quiz, per il quale la selezione avviene in maniera casuale"
giovedì, 27 aprile 2006
ed ho acceso la radio. Oggi volevo scrivere d'altro. Ad esempio di questa novità, che trovo molto interessante. Oppure dei nuovi vicini, della TAV o del fatto che fra pochi giorni dovrò ritornare al lavoro, proprio quando l'Uomo dei treni sarà lontano per tutto il mese.
Quando succedono case come queste, di solito vado qui. Oppure qui. Leggo, e penso non ci sia molto da aggiungere.
Oggi, però, non ne hanno scritto ancora nulla. Ed io riesco solo a chiedermi: e adesso, cosa succederà?
La sinistra manterrà le sue promesse elettorali e ritirerà il contingente italiano dall'Iraq o si sentirà ricattata o tacciata di codardia e non lo farà?
E da queste guerre (Afghanistan, Iraq, prossimamente anche Iran?) come se ne uscirà?
Ed alle altre minacce attuali o paventate, come si potrà far fronte? E la Cina? E l'India? E la camorra? L'inquinamento, la crisi energetica, la fame nel mondo? L' AIDS? L'aviaria, ve la ricordate l'aviaria?

E questa qui? Che razza di mondo sto lasciando a questa qui?

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