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venerdì, 09 maggio 2008
Mentre eravamo via si sono intravisti i nuovi vicini (la neofamigliola si è trasferita in una casetta qualche decina di metri più in là).
Pare che sia una coppia giovane, senza figli. Per ora, s'intende.

Oggi è arrivati il (primo) camion di legna che ha scaricato un'enorme catasta in mezzo al giardino, bloccando il passaggio comune.
"Te l'immagini se oggi arriva il camion dei traslochi?" ha commentato il Vicino che si godeva lo spettacolo.
"Te l'immagini?" ha riso l'Uomo dei treni.

Già.
Anzi, mi par quasi di vederlo.
postato da: momatwork alle ore 14:09 | Link | commenti
categoria:accendere la stufa, chiacchierare con i vicini
martedì, 01 gennaio 2008
A Natale, mia suocera, mi ha regalato una piccola scopa che io ho prontamente riposto accanto alla stufa (per pulire la cenere). Per colmare la mia somma ignoranza in fatto di superstizioni e spergiuri, mia suocera mi ha spiegato, vagamente inorridita, che si tratta di una “scopetta scacciaguai” e che avrei dovuto appenderla in cucina.
Da allora, sto scatarrando pezzi di polmone e del copioso muco ha invaso buona parte della mia scatola cranica.
La scopetta scacciaguai è stata prontamente declassata a scopino per la cenere della stufa.

Prossimamente anche a combustibile, non si sa mai.
postato da: momatwork alle ore 11:49 | Link | commenti (2)
categoria:accendere la stufa, andare dal dottore, aspettare la suocera
domenica, 07 ottobre 2007
Devo aver detto più o meno così, guardando il vento e la pioggia e le foglie ingiallite.
"Dove?" mi ha chiesto la Minica.
"Fuori." le ho risposto "Lo vuoi vedere?"
E mi sono profusa in un racconto di terra umida e foglie cadute, castagne e mandarini, passeggiate e crostate a cuocere nel forno.

Allora perché ogni volta che qualcuno bussa chiede: "Chi è? L'autunno?"
giovedì, 28 settembre 2006
A casa nostra fa freddo. Molto freddo. Così freddo che un inverno i miei mi hanno regalato a Natale un "buono" (leggi: busta allegata ad un ciocco) per un camion di legna.
Così freddo che se si invita qualche sconosciuto, anzi soprattutto qualche sconosciutA, bisogna preoccuparsi di avvertirla sull'abbigliamento "consono": no spalle scoperte, no piercing ombelicale in vista, no scollature vertiginose, no perizoma che spunta dai pantaloni. Un po' come in chiesa, insomma.
Non che non sia piacevole, in certi periodi dell'anno. Ad esempio in ESTATE, quando tutti boccheggiano e qui si raggiungono a malapena i 26 gradi.
Merito degli spessi muri in pietra e del tetto isolato ed areato.
Che però, diciamocelo, in inverno aiutano, ma i miracoli non li fanno. Se si vuole stare al caldo bisognerebbe accenderlo 'sto riscaldamento e non affidarsi unicamente ad una stufa che, per quanto grande, è un po' poco per scaldare 240 metri quadri su tre piani.
Quindi quando abbiamo dato l'annuncio al parentado, la prima domanda non è stata: "Quando nascerà?" ma "E adesso, come farete col riscaldamento?" e noi abbiamo promesso che sì, lo avremmo acceso quando fosse arrivato il Minico, complice anche l'avvenuto allacciamento di questo paese dimenticato da Dio e dal Comune alla rete del gas (tanto che l'Uomo dei treni andava in giro a dire che avevamo deciso di fare un figlio perchè ci avevano messo il metano e quindi il maggiore impedimento, cioè la spesa per il riscaldamento, era venuta a cadere...)
Perchè qui si andava a GPL con bombole da 25 litri al ritmo di tre al mese per la sola acqua calda, mica scherzi. E vi lascio immaginare la gioia dell'Uomo dei treni quando alle sei di mattina andavo a dirgli che la caldaia era in blocco e che bisognava sostituire le bombole, magari al buio e sotto la neve.
Insomma, confortati dall'arrivo del metano, della Minica e di un sacco di librini che dicevano che la temperatura ideale per un neonato è tra i 18 e i 20 gradi, abbiamo disseminato la casa di termometri e centellinato i metri cubi per arrivare ad una temperatura costante di 18,1°.
Ma no. Mia suocera non era mica soddisfatta. E in questa casa fa troppo freddo, e in questa casa c'è umidità (cosa peraltro assolutamente non vera, visto che avevamo tre stufe accese giorno e notte e che la nostra preoccupazione era semmai che l'aria fosse troppo secca), in questa casa ci sono gli spifferi (cosa questa già un po' più vera...)
Finchè, anche davanti all'evidenza di tre libri che dicevano la stessa cosa (temperatura ideale tra i 18 e i 20°) e tre termometri che eccezionalmente ci avevano graziato di un 19,qualcosa se n'è uscita con una frase eccezionale: "Sì, ma 19° in una casa grande non sono come 19° in una casa piccola"
A quel punto io non sono riuscita a trattenermi e le ho risposto: "Signora a casa mia, come a casa sua, 19° sono 19°"
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