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mercoledì, 16 luglio 2008
"Adesso preparo lo zaino, poi ci laviamo i denti ed andiamo al mare"
"No, dai... oggi facciamo vacanza!"

Ingrata.
postato da: momatwork alle ore 14:29 | Link | commenti (2)
categoria:andare al mare, lavare il bagno, fare la valigia, abbracciare la minica
giovedì, 10 luglio 2008
Oggi la Minica è andata al mare da sola.
Col suo zainetto, l'asciugamanino, la merenda ed un costume di ricambio.

Sì, insomma, coi Vicini.
Vabbè che d'estate siamo in regime di cohousing.
Vabbè che devono farci l'abitudine.

postato da: momatwork alle ore 17:10 | Link | commenti (6)
categoria:andare al mare, abbracciare la minica, chiacchierare con i vicini
giovedì, 03 luglio 2008
Oggi siamo andati al mare, io, l'Uomo dei treni, la Minica e il Minichino.
E mentre l'Uomo dei treni vegliava il Minichino, io e la Minica siamo andate a prendere un gelato al solito baretto.
Ad un certo punto si è avvicinata una perfetta sconosciuta che, guardandomi la pancia, mi ha chiesto se fosse maschio.

Ok, basta gelati.


Morale #1: non congratulatevi MAI MAI MAI con una donna che vi sembra incinta, se non è lei a dirvelo.

Morale #2: non allontanatevi MAI MAI MAI dal vostro bambino se ad un mese dal parto avete ancora un cospicuo bulbetto.
postato da: momatwork alle ore 17:54 | Link | commenti (11)
categoria:andare al mare, darsi una sistemata, abbracciare il minichino
martedì, 01 luglio 2008
Oggi siamo andati al mare, io, la Minica e il Minichino.
Ad aspettarci c'era mia madre, che ha storto il naso vedendomi arrivare dal più lontano parcheggio non a pagamento col Minichino infagottato e la Minica per mano, ma vabbè, coi soldi risparmiati ci siamo comprati il gelato.
E abbiamo buttato via le carte.
E abbiamo buttato via i bicchierini del caffè.
E abbiamo buttato via la bustina dello zucchero.
E abbiamo pulito il tavolo con un tovagliolo di carta.
E abbiamo pure vuotato il posacenere.

"Andiamo a prendere una scopina, mamma?"
venerdì, 30 maggio 2008
L'uomo dei treni ha ricevuto una lettera.
Con ben cinque giorni di anticipo gli hanno comunicato che da lunedì avrà un nuovo ufficio e un nuovo lavoro, in un'altra città.
È un avvicinamento, anche se relativo e non richiesto, perciò non può rifiutarlo e non gli spetta nessuna indennità. Può fare ricorso, ma contro chi, che cosa e soprattutto con quali esiti, non si sa.

È da tempo che medito di scrivere un post dal titolo "La fuga dei cervelli e l'inoperosità delle mani". Perchè, almeno, di questi benedetti cervelli in fuga, ogni tanto se ne parla. E, tutto sommato, secondo me non è poi tutto questo gran male se i cervelli circolano, s'incontrano, si riuniscono in centri d'eccellenza. Che se ne vadano pure, i cervelli italiani, se arrivano i cervelli stranieri, perché questo scambio non può essere che proficuo.
Come? Non c'è nessuno scambio? Dall'estero non arrivano cervelli?
Sarà mica perché le università italiane sono ripiegate su sè stesse? Sarà mica perché i centri di ricerca sono dei posteggi per precari in attesa di un'imbrobabile ed intempestiva stabilizzazione? Sarà mica perché non vi si parla una lingua che non sia l'Italiano e se non ti raccomanda Tizio o Caio, amico di Tizio, non c'è bravura che tenga?
Sarà.
Sarà anche che in un Paese dove i laureati escono da un sistema di questo tipo e sono comunque pochi in relazione alla popolazione, di cervelli non ce ne devono essere poi in giro così tanti.
Io e l'Uomo dei treni, ad esempio, non siamo dei gran cervelli, ma saremmo stati delle mani esperte e volenterose.
Purtroppo abbiamo dovuto rimetterci molte volte a fare gli apprendisti, ogni volta con un (bel) po' di voglia in meno di imparare un nuovo mestiere.
Purtroppo, quando non ce le hanno proprio legate dietro alla schiena, le nostre mani sono rimaste a girarsi i pollici.
Purtroppo gli anni passano ed assieme all'entusiasmo cala anche la fiducia in un cambiamento.

Da lunedì, e per tutta l'estate, l'Uomo dei treni sarà in paternità.
lunedì, 26 maggio 2008
Ai produttori di costumi da bagno per bambine impuberi

Egregi signori,
Vi scrivo per informarvi che, nell'ottica della prevenzione dei rifiuti ancorché riciclabili, preferirei non comprare a mia figlia (oggi di due anni e mezzo scarsi) il reggiseno del costume da bagno solo per doverlo buttare fino al momento in cui non avrà delle tette degne di tale nome e rivestimento.
Il che, se va dietro a me, potrebbe capitarle non prima dell'estate tra la prima e la seconda superiore, quando all'improvviso passerà dallo stato di tavola da stiro a quello di maggiorata.
Naturalmente è possibile che ben prima di allora me ne chieda uno, ma anche qualora il 50% più una delle sue coetanee fosse già fornita di apposite tette, le consiglierei comunque di indossare un costume intero come se fosse un vezzo piuttosto che nascondere due tettine abbozzate in un reggiseno pateticamente imbottito.
Ritengo infatti che la situazione attuale di sostegno ai giovani ed alle famiglie non sia destinata a cambiare, se non in peggio, e che quindi l'età in cui le donne decidono di avere figli (o meglio, decidono che se aspettano ancora probabilmente non ne avranno) sarà destinata ancor più a salire ed il numero di figli a scendere. Le rimarrà pertanto un numero di anni sufficiente per godersi le Vostre proposte per acquirenti post adolescenziali prima di trasformarsi, come me, in una potenziale cliente di costumi a fantasie floreali presso i negozi di articoli sanitari.
A questo proposito vi ricordo che per soddisfare la nicchia di mercato in cui due gravidanze ed un allattamento mi hanno collocato, non basta produrre reggiseni identici dalla prima alla quarta (o se hai proprio culo alla quinta), solo più grandi, perché una quinta (abbondante) non ha la stessa forma di una prima, solo più grande, ma servono modelli e sostegni diversi.
Fiduciosa in un positivo riscontro,
Vi porgo distinti saluti.
mercoledì, 07 novembre 2007
Cosa vuoi che pesi un affarino di quattro centimetri?
E invece ho messo su tre chili, la 42 è ormai un ricordo ed ho una pancia che solo il più generoso dei maglioni peruani riesce a dissimulare.
Invece di essere felice di non avere le nause...
Se la ginecologa non mi ha cazziato è solo perché anche la volta precedente mi era venuto il "rotolino". Perché la mia non è pancia "vera", ma puro lardo localizzato.
Lardo che nei mesi si tenderà come un pallone di cuoio, che mi salverà anche questa volta, spero, dalle smagliature a cui ho già immolato le tette, che sembrerà non esserci fino a quando si rivelerà in tutta la sua lardosa mollezza per tenermi compagnia per molti mesi dopo il parto.
Lardo di cui ero riuscita a liberarmi giusto alla fine dell'estate.
postato da: momatwork alle ore 17:24 | Link | commenti (11)
categoria:andare al mare, andare dal dottore, darsi una sistemata
martedì, 16 ottobre 2007
Ieri la Minica ha scambiato l'aquila ad ali spiegate sulla mia gloriosa felpa del CAI (ahimè declassata a felpa da casa dopo un ventennio di onorato servizio) per un "gabbiano".
Se assomiglia a me, non c'è dubbio da chi abbia preso in quanto a gusti...
postato da: momatwork alle ore 18:09 | Link | commenti
categoria:andare al mare, andare in montagna, abbracciare la minica
venerdì, 24 agosto 2007
Ogni mattina, mia madre va con la Minica al mare.
In maniera del tutto inconsulta, ci va all'ora che va bene a me, che devo andare a lavorare. E se ne va in tempo per arrivare a casa all'ora di pranzo, metti caso che la Minica voglia, che ne so, mangiare.
Quindi, per mia suocera, TROPPO PRESTO. Eggià, c'è scritto su tutti i libri di puericultura che i bambini vanno esposti al sole da mezzogiorno alle due.
Capita però che ogni tanto abbia voglia di fare l'immane sacrificio di una levataccia alle otto e le raggiunga. Oggi è uno di quei giorni.

"Ah, oggi doppio babysitting" ha commentato la Vicina, che conosce, pure lei, i miei polli.
"Eh, sì..." ho sospirato io.
"Tua madre, intendo, che ne deve tenere due".

Certo che li conosce proprio bene, i miei polli.
giovedì, 23 agosto 2007

Io e l'Uomo dei treni a luglio e agosto non ci schiodiamo da casa se non per necessità. Siamo dei patiti delle vacanze fuori stagione, noi.
Bella forza, col mare e la montagna a portata di mano, vero? 
Comunque a noi piace evitare le folle d'agosto e rincorrere l'estate che qui si fa sempre più fuggevole. In Grecia, in Portogallo, in Sicilia, a fine settembre è ancora estate e noi ci crogioliamo nelle vacanze ancora da gustare, mentre amici e colleghi le hanno già archiviate. Quest'anno coccolavamo la Puglia. O la Maremma. O la Costiera sorrentina. Le Egadi. L'Elba. O perché no? Gli Stati Uniti.
Quest'anno, invece, a settembre si comincia a zero ferie maturate, altroché, e non rimangono che gli ultimi giorni d'agosto.
E con chi vuoi passare gli ultimi giorni d'agosto se non con... LUI?
E LUI chi è? Come mai l'hai portato con te?

LUI è il più caro amico d'infanzia dell'Uomo dei treni. LUI è il suo testimone di nozze. Lui è quello che dorme spesso sul mio divano. LUI è quello a cui l'Uomo dei treni telefona nel cuore della notte per parlare fitto per ore. Col mio cellulare.
A LUI, la madre non ha mai potuto dire: "Questa casa non è un albergo!", perchè lo è. Un albergo a cinque stelle con la piscina ed il "centro benessere". Un albergo che noi non ci potremmo mai permettere, infatti ci ospita a scrocco in cambio del divano (e che divano!).

Disgraziatamente, anche sua madre e mia suocera sono amiche.
E mia suocera ha deciso di scroccare pure il passaggio.

venerdì, 03 agosto 2007
Premessa: non è che io non veda l'ora di liberarmi della Minica, anzi. Se ho scelto di tornare subito al lavoro e prendere un paio di giorni di maternità a settimana spalmati su un arco di tempo più lungo (visto che posso farlo) è proprio perchè volevo vederla crescere e starle vicino, anche se non in maniera continuativa, per il maggior tempo possibile. Una stay at home mom part time, insomma. (come si diceva qui, queste supermamme in realtà sembrano più in altre faccende affacendate di una comune mamma lavoratrice). Capitano però delle occasioni in cui ho bisogno di un paio d'ore (stima per difetto) di autonoma casalinghitudine per dare un'accelerata ai lavori di casa. Oggi avrebbe dovuto essere uno di quei giorni.

È cosa nota che mia suocera "debba" vedere bisettimanalmente la bambina.
È cosa meno nota che i giorni prefissati non sono i giorni che vanno meglio a noi, gentori lavoratori con ancora qualche barlume di vita sociale, ma quelli che vanno bene a lei, pensionata mondana e iperattiva.
È cosa ancora meno nota che eventuali variazioni sono indipendenti dai nostri impegni, dalle avverse condizioni meteoriche o financo dalla nostra stanchezza. Sono invece determinate da vernici, concerti, corsi, stage e conferenze alle quali mia suocera "deve" presenziare.
La sfiga (?) vuole che questa settimana le saltino entrambi gli appuntamenti, perciò come visione sostitutiva era stata pianificata (da lei, sempre da lei) una mattinata balneare con mia madre e la Minica (ed anche qui, ci vorrebbe una parentesi almento grafa, ma sorvoliamo...).
Il (suo) programma della giornata prevedeva:
1) portare la macchina dal concessionario per fare nonsocché;
2) farsi venire a prendere da mia madre e farsi portare al mare;
3) farsi consegnare (da me) la Minica criticandomi perché l'ho vestita poco/troppo poco e sicuramente male, perchè è troppo presto/troppo tardi, perché c'è troppo sole/troppa ombra, ecc...
4) importunare i miei amici, parenti e conoscenti balneari, criticando tutto quelli che fanno, dicendo che lei lo farebbe sicuramente meglio di loro, ma di fatto non lo fa;
5) sparlare di me davanti a mia madre;
6) farsi riportare dal concessionario a prendere la macchina;
7) riportarmi la Minica guidando come sempre in maniera distratta e spericolata, facendomi tremare le vene ai polsi;
8) presumibilmente autoinvitarsi a pranzo e piazzarmisi in casa per il resto della giornata.

Purtroppo piove, ma come si diceva, le avverse condizioni meteoriche non sono un problema, basta opportunamente modificare il programma in questo modo:
1) portare la macchina dal concessionario per fare nonsocché;
2) farsi venire a prendere da mia madre e farsi portare in un centro commerciale;
3) farsi consegnare (da suo figlio imbufalito che, come me, non ne vede l'utilità) la Minica criticandomi perché l'ho vestita poco/troppo poco e sicuramente male, perchè è troppo presto/troppo tardi, perché c'è troppo vento/troppa pioggia, ecc...
4) varie ed eventuali (comunque sempre spiacevoli e/o imbarazzanti);
5) sparlare di me davanti a mia madre;
6) farsi riportare dal concessionario a prendere la macchina;
7) riportarmi la Minica guidando come sempre in maniera distratta e spericolata, per giunta con la pioggia, facendomi tremare le vene ai polsi;
8) presumibilmente autoinvitarsi a pranzo e piazzarmisi in casa per il resto della giornata, per giunta con la pioggia.

Ora, io ringrazio qui e personalmente mia madre per tutto l'aiuto che mi dà e non pretendo che mia suocera faccia altrettanto se ha di meglio da fare.
Che lo faccia. Basta che non mi crei problemi di cui non ho nessun bisogno.
giovedì, 19 luglio 2007
Fedele alla mia routine per l'organizzazione domestica, stamattina ho svolto le mie task quotidiane del mattino (caricare una lavatrice, sgombrare il lavello, bagnare i fiori, dar da mangiare al gatto) la task settimanale del giovedì (cambiare gli asciugamani e le lenzuola) e la task mensile (pulire le rubinetterie del bagno con l'anticalcare).
Purtroppo l'UDT manca da ormai troppi giorni. Lui se ne sbatte delle routine, e passa l'aspirapolvere quando ce n'è bisogno, svuota la borsa del mare, stende la roba che c'è nella lavatrice, porta via la spazzatura prima che trabordi (tanto è tutto secco indifferenziato e non puzza...), raccatta i giocattoli sparsi ovunque, prepara la colazione e la cena, fa partire la lavastoviglie quando è piena, fa la spesa...

L'entropia nella Casa sta raggiungendo vette inimmaginabili. Sabato torna, per fortuna...
mercoledì, 18 luglio 2007
Sì, un po' sì....
È che volevo commentare questo post e non mi riesce. S vede che in precedenza ero stata troppo polemica. Quello che volevo dire è di leggere perché piace (se piace) e non perché lo consiglia il pediatra.
E poi, ultimamente mi è capitato di prendere un paio di cantonate. Ho comprato due librini a scatola chiusa fidandomi solo del titolo (Giulio Coniglio e le api e Giulio Coniglio impara a nuotare), di qualche acquisto precedente e delle sue recensioni entusiastiche. E mi hanno deluso.
Quelli per piccolissimi mi erano piaciuti: storielle semplici, senza moralismi.
Ora, non è che pretenda che un librino per bimbetti di due anni sia scientificamente ineccepibile, ma proprio perchè li ho scelti soprattutto per il titolo, uno per la zia apicoltrice e l'altro per la stagione baneare, mi ha dato fastidio leggere di casette dove le api regalano il miele (forse è irrilevante per un bambino di città, ma non è una buonissima idea quella di avvicinarsi alle arnie) e paura di entrare in acqua (dopo quello che ho speso di acquaticità).

E adesso, che ne faccio?
lunedì, 09 luglio 2007

#3: nuotare sott'acqua per ascoltare solo la voce del mare.

#1 #2

postato da: momatwork alle ore 17:42 | Link | commenti
categoria:andare al mare
domenica, 08 luglio 2007
Dopo più di un quindicennio di ignara frequentazione, ascoltando i discorsi dei miei vicini di asciugamano, ho scoperto che per i naturisti, sono gli altri, quelli "strani".
Li chiamano "i tessili".
Dopo un paio d'anni di frequentazione di siti e liste di famiglie che considero un po' "singolari", come me, del resto, ho scoperto che loro non si considerano, come me, "scapottati".
Sono gli altri ad essere "mainstream".
lunedì, 25 giugno 2007
Ieri per andare al mare abbiamo parcheggiato così lontano, ma così lontano, che  la Minica ad un certo punto si è messa a chiamare:  "Autoooo? 've seiiii?"

postato da: momatwork alle ore 14:15 | Link | commenti
categoria:andare al mare, fare benzina, abbracciare la minica
giovedì, 26 aprile 2007
Sarà per questo che, d'estate, si veste come Magnum PI.

Trovo abbastanza divertente che la gente capiti per caso in questo blog con delle domande da rivista femminile. C'è che cerca "come togliere la cera dal pavimento" o più sinteticamente "fare la spesa fare il letto lavare" oppure "organizzazione casalinga" ma anche "dar da mangiare ai gatti". Alcuni cercano "non solo armadi" (figuriamoci, non abbiamo nemmeno quelli!) o come realizzare "un bagno perfetto per il suo lui" (ma suo, di chi?). Altri rimedi per "muffa verde in giardino", consigli per "tagliare i capelli" o "come fare amicizia al mare?" (con tanto di punto di domanda).

Per una che ha preso una settimana di ferie per fare il cambio di stagione, non c'è male.
sabato, 02 settembre 2006
...sembra di essere in agosto!
Peccato sia settembre.
postato da: momatwork alle ore 17:56 | Link | commenti
categoria:andare al mare
sabato, 29 luglio 2006

Invece il tempo è stato bello.
Però una pedicure ed una depilazione così, me le meritavo proprio.

Ed anche l'Uomo dei treni non si è lamentato.

 

postato da: momatwork alle ore 11:54 | Link | commenti
categoria:andare al mare, rifare il letto, darsi una sistemata
Qualche settimama fa, l'Uomo dei Treni ci ha fatto perdere la più bella giornata di mare della stagione. Inspiegabilmente sveglio prestissimo, riuscì a convincermi che una ciò che si profilava scuro all'orizzonte non era il residuo del temporale della notte, ma le avvisaglie di quello che si stava preparando. Siccome si vanta di essere, oltre che di treni, Uomo di mare e di barche a vela, gli credetti.
Almeno finchè, quand'era ormai troppo tardi per trovare un posto all'ombra per me e la Minica, fu evidente che quella sarebbe stata la domenica più limpida e ventilata della stagione.
Oggi mi ha detto: "Ma no, sono solo un paio di nuvolette, poi si diradano...".
Infatti.

Su tutta la regione cielo variabile con temporali sparsi più probabili dal pomeriggio, che determineranno piogge da moderate a localmente abbondanti. Possibile qualche temporale forte. Le temperature massime scenderanno di qualche grado.
postato da: momatwork alle ore 08:27 | Link | commenti
categoria:andare al mare, rifare il letto
lunedì, 24 luglio 2006
Ora una torna da due giorni di mare, sole e spiaggia e trova questa e-mail:

da: Prof. E...
a: M@W
cc: dott. M...
Cara M@W,
oggi si è riunito il collegio dei docenti del Dottorato. Per poter svolgere attività di dottorato e lavorativa contemporaneamente è necessario che sussistano le seguenti condizioni:
1. aver inviato la richiesta di autorizzazione per svolgere attività lavorativa, richiesta che va inviata ogni anno per chi ha contratti a tempo indeterminato;
2. attivare una convenzione tra l'Ente per il quale il dottorando lavora e l'Università da cui risulta la compatibilità delle due attività.
Ti prego di verificare che queste condizioni ecc. ecc. ecc.
Inoltre verrà richiesto a tutti i dottoranti una relazione semestrale sullo stato di avanzamento della ricerca. La Prof. C. ha inoltre ricordato quanto stabilito dal collegio docenti,che i dottorandi che svolgono il dottorato esterno, sono tenuti a rapportare al tutor le attività almeno una volta alla settimana ecc. ecc. ecc.
Ti prego quindi di inviarmi entro fine mese una relazione sintetica ma dettagliata, conle attività svolte nei primi 6 mesi del 2006 e che specifichi per ogni punto dello schema della metodologia della tua tesi lo stato di avanzamento (es. completato /da completare in questo caso inserendo la data prevista del completamento) ecc. ecc. ecc.

Ora, quello che vorrei rispondere è:
da: M@W
a: Prof. E...
cc: dott. M...

Gentile Prof. E.,
premesso che la mia situazione familiare e lavorativa non è più quella di quando ho iniziato il dottorato;
premesso che finire all'università non mi è mai passato nemmeno per l'anticamera del cervello;
premesso che i dottorandi e dottorati di 'sto cazzo di dottorato farebbero carte false per fare a cambio con me e il mio posto fisso;
premesso che 'sto cazzo di dottorato già mi sono meravigliata di averlo vinto perchè il giorno del concorso non avevo proprio niente di meglio da fare e sono venuta solo per farmi un giro;
premesso che la motivazione principale era legata ai punti che avrei avuto in un eventuale concorso;
premesso che GLI eventualI concorsI LI ho vintI senza aver bisogno dei punti del dottorato, anzi uno non necessitava nemmeno di titoli;
premesso che per due anni mi sono fottuta tutti i permessi e le ferie per seguire 'sto cazzo di dottorato;
premesso che la mia produttività per quanto sporadica è superiore a quella di molti miei colleghi perchè io non faccio la segretaria del mio prof.;
premesso che se vengo lì ogni settimana non faccio proprio più niente;
premesso che la benzina costa un occhio e che nemmeno l'autostrada è gratis;
premesso che fa pure un caldo boia;
premesso che se vado a parlare di 'sto cazzo di dottorato al mio direttore quello mi mangia il cranio;
premesso che se mi metto in aspettativa lo fa mentre sono ancora viva;
premesso che il mio lavoro mi piace e mi gratifica e comunque almeno è qualcosa per cui è richiesta la mia qualifica e che mi fa sentire utile a questo mondo anche se non è proprio quello che vorrei fare nella vita e che saprei fare tanto meglio di ciò che faccio ma non sarà sicuro 'sto cazzo di dottorato a far cambiare idea al megadirettore intergalattico che ha deciso chi andava dove e perchè;
premesso che al mio ritorno avrei diritto, forse, ad uno sgabello nel sottoscala e forse nemmeno a quello;
premesso che se anch'io mi ritiro sarei la seconda ed il vostro cazzo di dottorato perderà tanti di quei punti nel vostro folle sistema di valutazione che il prossimo anno col cazzo che ve lo fanno fare;
bene, premesso tutto questo: AVETE FINITO DI SPACCARE IL CAZZO?
Cordiali saluti,
M@W


Almeno qui una si potrà sfogare, no?

postato da: momatwork alle ore 20:35 | Link | commenti
categoria:andare al mare, scrivere la tesi, andare a lavorare
domenica, 23 luglio 2006
Oggi io e La Minica abbiamo fatto colazione in giardino.
Avvolte in un morbido accappatoio e profumate di latte di mandorla siamo andate a svegliare l'Uomo dei treni. Sotto il velo della zanzariera, il suo corpo atletico ed abbronzato si intravedeva tra le lenzuola di lino.
Lui, con occhio più astigmatico che enigmatico, ci ha fatto capire di voler dormire ancora.

Allora ce ne siamo strafregate dell'acquaio pieno di piatti da lavare e ce ne siamo andate al mare.
Perchè, lo sanno tutti: nella pubblicità i piatti li vuol lavare lui.
postato da: momatwork alle ore 18:18 | Link | commenti (1)
categoria:andare al mare, pulire la cucina, rifare il letto
mercoledì, 19 luglio 2006
Oggi ho accompagnato la Minica al mare. La Minica va al mare con la nonna in una spiaggia frequentata ai tempi miei da vecchietti con e senza nipotini al mattino, da studenti delle superiori nel primo pomeriggio e da famiglie con bambini piccoli nel tardo pomeriggio. I vecchietti ci sono ancora (mia madre abbassa notevolmente la media), le famigliole pure, i liceali non so. Mentre me ne stavo andando (da sola) mi si è avvicinato un ragazzo per chiedermi dove conducesse una certa strada. Aveva un accento meridionale ed io, beata innocenza, credevo non fosse del posto e gli ho risposto che la strada porta solo al cancello di una ex-cava. LUI: “E il cancello è chiuso?”
IO: “Sì, solitamente è chiuso.”
LUI: “E non si passa?”
Ah, mi dico io sempre più tonta, allora vuole sapere se si riesce a passare. Perché oltre alla cava, lo so benissimo perché un tempo (sigh!) passavo agevolmente tra le sbarre del cancello, c’erano delle spiaggette meno affollate, frequentate (ai miei tempi) da personaggi più “alternativi”, il vecchio pontile da carico (crollato poco tempo fa) da cui ci si poteva tuffare e, ancora più in là, la zona naturista.
Negli ultimi quindici anni, però la cava dimessa è stata oggetto di svariate speculazioni semiserie che spaziano dai progetti faraonici di dubbia fruibilità, alla presunta messa in sicurezza dei versanti per costruire delle villette sul piazzale di cava (dove l’escursione termica è pari a quella del Deserto del Gobi…) variamente osteggiate dai gruppi ambientalisti e dalla popolazione ed i diversi proprietari che si sono succeduti hanno ripreso recentemente ad esplodere e a movimentare materiale.
A periodi alterni l’area è stata in toto o in parte recintata e l’accesso vietato, consentito o tollerato a seconda dell’umore del momento, perciò, siccome si può accedere anche da un’altra parte, ho smesso di passare per la cava, tanto più che i vagli arrugginiti che conferivano al luogo quella sua bellezza post-nucleare che tutti cercano in una località di mare sono stati rimossi ed il posto ha perso per me molte delle sue attrattive.
Infine, ci siamo trasferiti ed abbiamo cominciato a frequentare un’altra spiaggia.

IO: “Non lo so, a volte si passa, a volte no. Non ci sono stata, quindi non te lo so dire.”
LUI: “Ma dove c’è il campo nudisti?”
IO (tontissima ed un po’ pensando che “campo nudisti” suona male e che di solito si dice “zona naturista”): “Sì, sì. Ma, te lo ripeto, non ci sono stata.”
LUI: “E con me non ci verresti?”

Per fortuna ho avuto la prontezza di spirito sufficiente a rispondergli: “No, con te sicuramente no.”

Adesso mi resta solo questo dubbio: La maglietta (mio malgrado) attillata e la gonna lunga mi rendono sufficientemente attraente da attirarmi le avances di uno sconosciuto più giovane di me o sono così male in arnese che chiunque si sente autorizzato a provarci, tanto questa dev’essere veramente alla disperazione?
postato da: momatwork alle ore 14:13 | Link | commenti (1)
categoria:andare al mare, portare la minica dalla nonna, darsi una sistemata
lunedì, 26 giugno 2006
Siccome non mi piace predicare bene e razzolare male, mercoledì partiamo per le vacanze.
In Grecia.
Non era nè il luogo nè il periodo che volevamo, ma un mio amico (greco) si sposa (là) ed un matrimonio greco con 700 invitati quando mai ci ricapiterà.
Non riusciremo a fare delle valige razionalmente esigue, ma tant'è, andiamo in macchina. Ed andare in vacanza in macchina con l'Uomo dei treni è già qualcosa.
Abbiamo prenotato l'albergo solo per la prima notte, ma anche questo è qualcosa, visto che l'Uomo dei treni voleva prendere posto ponte sul traghetto. Gli ho ricordato che l'ultima volta che siamo stati in Grecia abbiamo diviso il traghetto con quattro pullman di liceali croati ubriachi. Abbiamo preso una cabina.
Poi si vedrà.

Lo schema della tesi di dottorato è pronto, approvato e firmato.
Domani me lo firma (spero) anche la tutor e lo consegno alla coordinatrice.
Domani devo comperare un seggiolino da tavolo per la Minica.
Domani devo depilarmi le gambe.
Domani devo ritirare il vestito in pulitura.
Domani ho una riunione alle cinque del pomeriggio.
Domani viene a cena mia suocera.
sabato, 03 giugno 2006
Non sotto casa, ma in una delle mete "classiche" delle famiglie con bambini. Questa cosa degli Italiani non l'ho mai capita: quando fanno figli le loro vacanze sono invariabilmente due settimane in appartamento in una delle località balneari più vicine. Non che siano brutte, per carità, ma non c'è neanche l'ebbrezza della novità. Insomma una volta che la macchina è stracolma di passeggini, ombrelloni, palette, secchielli, canotti, sedioline, piscinette, pannolini, salvagenti, cappellini, borse termiche, tricicli, carriole, materassini, formine, ciabattine, pattini, pupazzetti, zainetti, librini, asciugamanini (impossibile partire senza!), tanto vale fare qualche chilometro in più, no?
Se le nostre spiagge ci sono bambini tedeschi, austriaci, e olandesi (sempre meno, a dir la verità, ormai vanno prevalentemente, e molto più spartanamente, in Spagna, in Grecia o in Croazia), vuol dire che si può.
Magari poi razzolerò male ed anch'io andrò a mezza pensione a 40 chilometri da casa, ma intanto ci andiamo solo per incontrare degli amici (con e senza figli) accampati là.
postato da: momatwork alle ore 11:59 | Link | commenti
categoria:andare al mare, fare la valigia
mercoledì, 24 maggio 2006
Oggi volevamo andare al mare, invece piove.
Così l'Uomo dei treni è andato a lavorare. Cinque minuti fa.
postato da: momatwork alle ore 11:02 | Link | commenti
categoria:andare al mare, andare a lavorare, rifare il letto
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