Dovrà ben esistere una cura per il mal di testa che non duri solo nove mesi e i cui effetti collaterali poi non vogliano stare in braccio.categoria:andare dal dottore, abbracciare il minichino

Una che non ha nessuna risposta.
Però faccio tante domande; andrà bene lo stesso?






Dovrà ben esistere una cura per il mal di testa che non duri solo nove mesi e i cui effetti collaterali poi non vogliano stare in braccio.
Eravamo rimasti che la Minica aveva smesso di ciucciare da qualche mese, ma che l'ahm, il nostro nome familiare, era rimasto un fatto ed un ricordo importante.
Anche se la stringi più di prima, non verrà bella più di prima.
Anche se fai tanti punti, non vinci niente.
Se uno non ce l'ha, non dovrebbe cucirtela.
... e già vittima della malasanità.
Che faccio, me lo gioco all'enalotto?
Ieri, mentre facevo il primo monitoraggio (eh, già... arieccoci...), sfogliavo Repubblica un po' distratta ed un po' disgustata e mi sono imbattuta in una paginata di pubblicità (credo), per devolvere il cinque per mille a sostegno alla ricerca scientifica.
Il cambio degli armadi l'ho finito. Giusto in tempo per il maltempo, ma vabbè.
In questi due giorni in cui l'Uomo dei treni l'ha accompagnata al nido, la Minica gli ha più volte raccomandato di non correre.
Stamattina abbiamo avuto un falso allarme.
Che siamo solo in due a non essere finte ragazze madri, finte separate, finte gravidanze a rischio, finte disoccupate.
La lavastoviglie è morta.
Ieri sono andata a fare le ultime "anasisi".
Che mater semper certa est, pater nunquam.
... è che non ti crede nessuno quando sostieni di poter ottenere con le buone ciò che non otterresti con le cattive.
Siete delle patite dell'ecografia turistica ma non potete permettervene una a settimana?
Che anche se le ecomamme stanno diventando un fenomeno (da baraccone?), quella di un maternità (genitorialità?) più naturale è una causa persa.
Che partorire non è come comperare una macchina nuova.
...perché è un bravo ragazzo, perché è un bravo ragazzo…
Mia suocera è ipocondriaca.
Sarà da un mese che ho le contrazioni. Quelle finte, che, metti qualcuno arrivi qui cercandole, si chiamano di Braxton-Hicks e non sono un sintomo di niente, parola di una che le ha già avute a partire dal sesto mese e poi ha sforato la DPP.
Ieri blando tagliando dalla ginecologa.
A parte il fatto che i +9 ai quuli mi ero aggrappata con le unghie e coi denti (soprattutto coi denti) hanno ceduto ad un week-end in montagna a base di slitta, salsiccia e polenta e a qualche giorno a casa.
E mancano ancora tre mesi.
Sono parecchi giorni che penso a quello che hanno scritto l'ecomamma, melanele e soprattutto japhy72 nei suoi commenti.
Anche perchè la notizia (ma leggetene anche gli ulteriori sviluppi qui) mi ha colto in un momento in cui parlavo di diversità ed omologazione in maniera molto più frivola.
E non è mica simpatico passare da essere quella più anticonformista a quella più ipocrita.
Dice japhy72 che le sembrano ipocriti quelli che non ammettono che ad avere un figlio "diverso" ne va soprattutto della LORO vita.
Beh, io lo ammetto.
Ed è per questo che mi sono decisa a fare figli solo quando in famiglia ci sono state le condizioni economiche e di stabilità che mi sembravano sufficienti anche a gestire almeno dal lato pratico, che poi non è così indifferente come può sembrare, una gravidanza problematica, un figlio che dovesse essere accudito a lungo, una malattia grave e la morte. Forse è per questo che l'indipendenza economica e la continuità lavorativa mi sembrano condizioni così irrinunciabili per entrambi i genitori.
Eppure, quando per la prima volta mi sono trovata veramente a dover scegliere non per me, ma per la Minica, tra diversità ed omologazione, ho rinnegato le mie convinzioni capitolando miseramente all'omologazione. E quando abbiamo fatto altre scelte non solo per il Minichino, ma per tutta la famiglia, sono state decisioni veramente sofferte e dall'esito ancora incerto.
Ossia, mi sembra di aver paura non della diversità in sè stessa, ma del fatto che i miei figli soffrano a causa della loro diversità, specie se imposta da scelte e convinzioni mie. E naturalmente temo che, più grande sia la diversità, più grande sia la sofferenza.
Frequentando altre mamme (mainstream oppure no) ho invece avuto l'impressione che siano tutte molto sicure di sè. Sanno quanto e cosa si deve mangiare, quanto e quando si deve dormire, quali esami e cure e vaccini si debbano (o non debbano) fare, quali modelli educativi si debbano adottare. Questo, naturalmente sulla base della loro esperienza su, generalmente, un solo figlio, sano. Dispensano consigli sulla base del "col mio ho fatto così e non è mica successo niente".
Bene. Brava.
Ma forse hai avuto solo un gran culo.
Io, che non sono sicura di niente, la chiamo la legge del seggiolino: se non se porti in giro tuo figlio allacciato al seggiolino non è detto che muoia. E se ce lo allacci, non è detto che si salvi.
È la differenza che c'è tra previsione e prevenzione.
Io credo nella prevenzione, l'ho detto in tempi non sospetti, ed è in un ottica di prevenzione che ho fatto (o non ho fatto) alcune diagnosi prenatali. Credo che adottare certi atteggiamenti possa abbassare alcuni rischi, ma il rischio nullo non esiste e ciascuno di noi deve fare i conti con il rischio residuo nel modo che ritiene più opportuno.
A volte, infatti, le supermamme, crollano. Crollano per un parto che non è andato come previsto, stremate dal sonno, sopraffatte da una malattia, sfiancate da un figlio che "nonostante tutto" non si è rivelato all'altezza delle loro aspettative. A volte, a questo punto, ne fanno un altro, sperando che vada meglio.
Normalmente va peggio. A quel punto si lasciano tranquillamente tutte trascinare dal mainstream negli anni bui dell'asilo e della scuola, dove delegano ad altri gran parte delle responsabilità, arrancano nelle tempeste adolescenziali sperando di attraversarle indenni ed approdano al porto tranquillo dell'eterna giovinezza dove i loro bamboccioni (e bamboccione) rimangono placidamente attraccati in attesa che spiri un vento più favorevole.
E poi ci sono le altre. O meglio, gli altri, perché a differenza delle supermamme, le normalmamme lasciano più visibilità ai normalpapà. I normalgenitori spesso hanno un figlio "speciale".
I normalgenitori a volte li conosci di persona e non ci pensi nemmeno da tanto sono normali.
A volte non li conosci se noi da un blog dove parlano di paura e di coraggio.
Cose molto normali, quando si ha un figlio "speciale".
Oggi sono andata in ospedale per i prelievi di routine. Toxoplasmosi, urine, test di Coombs e Citomegalovirus. Di routine fino ad un certo punto perché le risposte negative non possono arrivare solo dopo un'amniocentesi o un'ecografia, ma anche e nonostante tutte le precauzioni, con una banale analisi del sangue.